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Benny Golson quartet
24 giugno 2006 - Ronciglione
di Franco Giustino

Si è aperta il 24 giugno a Ronciglione la 5ª Edizione del Festival Tuscia in jazz. Un appuntamento divenuto un punto fermo nel panorama italiano, nonostante le oggettive difficoltà incontrate dall'organizzazione nulla riesce a scalfire questo evento, frutto del lavoro di gente tosta spinta da passione vera ed un pizzico di sana follia.

Concerto d'esordio per uno degli ultimi grandi maestri del mainstream, Benny Golson, da oltre mezzo secolo un riferimento costante per tutti i jazzisti, anche i più grandi. Per un suo autografo Tom Hanks è rimasto per un anno confinato in una aeroporto (dal film "The Terminal"!). Non è certo per questo che Benny Golson deve la sua notorietà. Importante nella sua carriera la militanza nei Jazz Messanger di Art Blakey, o la leadership insieme ad Art Farmer del Jazztet, solo per citarne alcuni.

Con lui un trio d'eccezione: il batterista Bobby Durham – collaborazioni con E. Fitzgerald, O. Peterson, D. Ellington – ed il resto della sezione ritmica affidato ad una accoppiata made in italy di cui c'è da andare fieri: Aldo Zunino al contrabbasso e Massimo Faraò al pianoforte.

Un quartetto di altissimo livello, saldo nel suono ed ammirevole per adesione all'estetica del leader, ha dato vita ad una performance nostalgica, quasi rituale e dal forte potere celebrativo, non particolarmente "difficile" ma decisamente trascinante. Brani classici, alcuni presi dall'olimpo dei "songbooks", composizioni di Strayhorn con Take The A Train resa celebre da Ellington, passando per Beautiful love, culminando con I remember Clifford dello stesso Golson accolta con una ovazione dei presenti, interpretati sempre in maniera fresca e ricca di evocazioni melodiche e piacevoli sorprese, di semplice fruizione, sebbene densi di contenuti. Una serata decisamente all'altezza del ruolo che Golson occupa nella storia del jazz, grazie ad un suono ancora potente, vigoroso ed allo stesso tempo seducente: musica coinvolgente ed ottimo l'interplay dei quattro.

Per una sera Ronciglione ha fatto rivivere le gloriose stagioni di un tempo mettendo in scena la classicità del jazz: una eleganza senza tempo, un grande sfoggio di classe e virtuosismo dei Nostri. Non sono mancati alcuni spassosi siparietti tra Golson e Faraò e tra Golson e Durham (quasi 150 anni di storia del jazz messi insieme!). Visto che questa recensione è scritta quando siamo in clima da Mondiali di Calcio si può affermare che la "sfida" tra i musicisti di Italia ed Usa è stata decisamente uno spettacolare 2 a 2. Volendo stilare una pagella (come è d'uopo in queste circostanze):

-  Golson: padrone della scena e dello strumento, non è più il centravanti di sfondamento di una volta, i 77 anni si fanno sentire, ma con quel sax tenore riesce a fare ancora cose incredibili: voto 9 - Inossidabile.

- Durham: decisamente più giovane del leader (70 anni!), infatti il suo è un drumming passionale, oppure delicato nell'utilizzo delle spazzole, una vera forza della natura. In grandissima forma, sfodera tutta la sua grande classe, simpatia, oltre ad una voce da consumato crooner quando esegue I do: voto 9 - Ormonale;

- Zunino: affidargli la ritmica è una garanzia di affidabilità, non è casuale che sia il nostro contrabbassista più richiesto dai colleghi stranieri di passaggio in Italia. Tiene perfettamente le redini del "centrocampo" senza nessuna sbavatura: voto 9 – Granitico;

- Faraò: un vero leader, spesso si merita il plauso dello stesso "capitano" Golson. Elemento fondamentale ed inesauribile, il vero pilastro della formazione. Tiene perfettamente coese le anime dei suoi colleghi, senza nessun timore reverenziale o incertezza, guidandoli sapientemente in ogni piega del pentagramma fino al fischio finale della serata: voto 10 - Insostituibile.

Mettendo da parte ogni vena scherzosa, si è trattato di un concerto di quelli che restano nella memoria, se non altro per la caratura dei musicisti, uno di quei ricordi di cui andare fieri, da raccontare un giorno ai nipoti: si, io c'ero quella sera del 24 giugno ad ascoltare Golson, Durham, Zunino e Faraò a Ronciglione!


..::Foto Patrizio Piazza - Studio 101::..





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Data ultima modifica: 11/02/2008

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