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Chiasso Jazz 2007 Dal 8 al 10 febbario 2007 si è tenuta a Chiasso la decima edizione del Festival di Cultura e Musica Jazz dal titolo "Colour is Jazz", ricca di infinite proposte musicali, di stili, ritmi e improvvisazioni, come infiniti sono i colori a disposizione nel mondo dell'arte figurativa, come recitava la bella locandina di presentazione della rassegna. Infatti, il primo concerto al quale abbiamo assistito la sera del 9 febbraio, ha ben rappresentato l'idea di ciò che gli organizzatori volevano esprimere. Sul palco ricco di luci e colori dello "Spazio Officina" il trio di Maurice El Medioni ha suscitato simpatia e apprezzamento soprattutto per la capacità di proporre sonorità affascinanti, in cui Oriente e Occidente si fondono, la tradizione ebraica si unisce a quella araba.
El Medioni, star del mondo arabo, accompagnato dall'eterno amico il bassista Mardoche Maimaran, al suo fianco da 40 anni e dal fratello di quest'ultimo Claude, nel trio da "soli" 15 anni!, è riuscito a creare atmosfere piacevoli, rilassanti, grazie soprattutto alla profonda conoscenza della sua musica, in particolare della musica rai, sviluppatasi nei dintorni di Oran, cittadina occidentale dell'Algeria, ove 72 anni fa il nostro nacque e alla quale ha dedicato l'omonimo brano, melodico, nostalgico, cantato, come in occasione di altri brani, in francese e arabo. Interessanti anche le esecuzioni di antichi brani andalusi o "chaabi", tipica musica pop del Marocco, ricca di ritmo e calore. Il secondo appuntamento della serata si preannunciava "pirotecnico" e infatti non appena Manu Dibango & Soul Makossa Gang hanno iniziato il concerto, in platea il pubblico ha subito risposto all'invito del leader con balli e movimenti del corpo che accompagnavano i vari ritmi proposti dalla band: reggae, caraibico, legati da forti accenti afro, che ponevano in evidenza l'orgogliosa origine di Manu Dibango, nato in Camerun 72 anni fa da genitori appartenenti a due gruppi etnici antagonisti. Incredibile il dinamismo e la vitalità di quest'uomo dalla voce profonda e il sorriso invitante che sul palco, con gli inseparabili occhiali neri, con il suo sax sempre ondeggiante fonte di suoni intensi, vibranti, è capace di infondere emozioni e voglia di divertimento.
La seconda parte della serata prevedeva uno degli eventi clou dell'intera rassegna ticinese, con William Parker, uno dei più acclarati contrabbassisti contemporanei, accompagnato da grandi musicisti: Lewis Barnes (tromba), Sabir Mateen (sax tenore, clarinetto, flauto), Darryl Foster (sax soprano e tenore), Lafayette Gilchrist (pianoforte), l'incredibile possente batterista Hamid Drake e Leena Conquest, voce calda, precisa, abituata ai ritmi gospel e blues nonché eccellente danzatrice etnica Il gruppo ha rappresentato il noto progetto "The Inside Songs Of Curtis Mayfield" in omaggio a grande musicista e cantante Curtis Mayfield, scomparso nel 1999, dopo una gravissima infermità causata da un tragico evento. In questo progetto è espresso tutto ciò che in qualche modo può avere un legame con la black music (Gospel, Soul, R & B, Jazz nei vari stili) che trova in Parker uno dei massimi epigoni e che con le esecuzioni proposte ha voluto esprimere un "lavoro di riappropriazione" di questa cultura come lo stesso Parker ha dichiarato nel corso di una interessante intervista pubblicata su "Jazzman" nel febbraio di quest'anno. Alcuni dei brani ripresi nel progetto quali ad esempio "People Get Ready", "We people who are darker Than Blue" hanno particolarmente impressionato per la grande capacità espressiva consolidata nel tempo dal formidabile gruppo di musicisti e che hanno fatto rivivere la spiritualità dello sfortunato Mayfield. Sicuramente riuscito l'intento e lo scopo principale di Parker, che come ha affermato sempre nel corso dell'intervista citata è quello di suscitare emozioni. Un plauso particolare va agli organizzatori della fortunata rassegna; un apprezzamento soprattutto a Tiziana Conte che con entusiasmo e vera passione ha contribuito al meritato successo di ChiassoJazz 2007. Al prossimo anno!
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