|
|||||||||||||||||||||||||
|
|
|
||||||||||||||||||||||||
![]() |
|||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||
|
Edmar Castaneda
Trio
Il Sovrano Festival, giunto alla
quarta edizione, con la direzione artistica di Michele Stallo, si presenta
anche quest'anno con un cartellone nel quale predomina l'interazione tra stili e
radici differenti.
Il concerto che andremo a raccontare è l'ultimo previsto nel programma 2006. L'ospite, portato alla ribalta in Italia dallo staff di Umbria Jazz, si chiama Edmar Castaneda. E' un arpista colombiano oggi cittadino statunitense residente a New York. La sua versatilità musicale gli consente di partecipare a concerti molto differenti nello stile come l'omaggio a Paquito d'Rivera con la sua orchestra, le reunion con jazzisti del calibro di John Scofield e perfino session hip hop dell'underground newyorkese. Appena terminato il concerto proprio con Scofield, Edmar e i fedelissimi Gilkes e Silliman, si imbarcano con un volo dell'Airlines per giungere direttamente da New York ad Alberobello, straordinaria cittadina pugliese, scenario del Sovrano Festival... Venerdì 18 agosto 2006 , ore 9:45, il volo da New York giunge a Bari in orario e dopo un po' d'attesa Edmar Castaneda, Marshall Gilkes e David Silliman escono con i loro bagagli. L'arpa, ovviamente, spicca in modo particolare ma...un bagaglio, di Silliman, non è arrivato...fortunatamente non son ole sue percussioni! Dopo una estenuante procedura per la denuncia al Lost & Found ci incamminiamo verso Alberobello. Edmar, nonostante il fuso orario, si mostra loquace e curioso del paesaggio pugliese, attratto
in particolare dagli inconfondibili ulivi secolari. Si parla della musica a 360°,
del fatto che gli interessi tutto dal funk al jazz, dal latin all'hip hop, inclusa
la musica tradizionale dei paesi latini come Argentina, Brasile, Cuba, Venezuela...Giunti ad Alberobello, alla vista dei Trulli, Edmar esclama un "wow!" e dice che gli sembra un paesaggio da cartone animato...bisogna dire che lui come personaggio è perfetto...La direzione del Sovrano Festival ha riservato per loro un trullo esclusivo nel mezzo della città antica e posizionato su uno dei punti più alti. La cosa attrae molto il nostro simpaticissimo Edmar il quale, si rivelerà anche un eccellente ballerino di salsa! Nel
frattempo, nell'altra auto, Marshal Gilkes, che parla anche l'italiano, si
confronta sulle ricette tipiche dato che è un amante della cucina ed un promettente
cuoco!
La serata prevede un primo momento di solo guitar eseguito da Antonio Onorato e dedicato alla memoria di Gianpiero De Santis, assessore del comune di Alberobello e consigliere Provinciale, scomparso tragicamente a luglio e, insieme al direttore artistico Michele Stallo, principale sostenitore del Sovrano Festival sin dalla prima edizione. Esibizione intensa quella di Onorato che ha il merito di riuscire a tradurre in musica dei sentimenti dinanzi ai quali solo il silenzio può essere giustificato. La tensione sale e la musica frizzante del trio di Edmar Castaneda è attesa oramai da tutti. Edmar, acclamato dai numerosi presenti, imbraccia la sua Teresita (è il nome che egli ha dato al suo fedele strumento) e da il via ad un vero e proprio uragano musicale... Il primo brano è Cuarto
de Colores, titolo anche dell'album presentato proprio in questa occasione,
che si mostra subito come una corroborante salsa, con incedere ritmico e armonico
tipicamente latini, break mozzafiato e infiammanti soli.
Edmar, che parla al pubblico in spagnolo, presenta il brano successivo,
Terzius, traditional
colombiano con un mix di jazz, amore, passione...Il calore della melodia in un
tourbillon di volteggi ritmici fa di questa composizione un altro autentico
generatore di energia pura.
Gilkes e Silliman lasciano il palco al solo Edmar che presenta Quinta Anauco, un waltz pescato dalla tradizione venezuelana e dedicato con tutto il cuore a chi gli ha dato il dono di saper "toçar" questo magico strumento, Dio. In questo brano eseguito da solo, Edmar sfodera un controllo dinamico stupefacente modulando in modo millimetrico il tocco e il sustain di ogni singola corda, ottenendo i cromatismi grazie ad una rapida e precisissima pressione della base delle corde e producendo degli armonici con i quali si conclude questo toccante ed intenso brano.
E' il preludio a Spain di Chick Corea. Un intro di trombone seguito da una risposta dell'arpa, dolce, melodica, con sfondo di "rumori" percussivi provenienti dalla natura del mondo ottenuti da Silliman finchè si avvia il celebre tema con i tre che snocciolano ancora unisono, break micidiali per poi lanciarsi nei soli sempre molto ben equilibrati tra melodia, virtuosismo e cambi dinamici. L'approvazione da parte della platea pervade la piccola e suggestiva piazza del Trullo Sovrano e più di 450 presenti ringraziano applaudendo, inneggiando questi tre formidabili musicisti trainati dalla verve senza pari del piccolo grande Edmar, sempre sorridente e riconoscente. Ma non è finita, il Sovrano Festival volge al termine pertanto si rende necessaria una chiusura di festa ottenuta facendo salire sul palco Antonio Onorato, Pino Iodice, Luca Pirozzi e Aldo Bassi per una jam infuocata. Il brano concordato è Obsession. Pochi scambi sono sufficienti per porre tutti sulla stessa lunghezza d'onda. I musicisti italiani non si fanno attendere e così Pino Iodice si inerpica in lungo e in largo sulla tastiera del rhodes, Antonio Onorato piroetta sulla fedelissima 175 blu con lo sguardo stupito di Marshal Gilkes, Aldo Bassi afferra immediatamente i colori della salsa improvvisando con un suono squillante e potente e Luca Pirozzi si ritaglia il suo spazio riuscendo ad alternarsi con i metronomici bassi di Castaneda. I soli si avvicendano, la musica gira, permea ogni angolo della piazza e passa attraverso la gente che non si è fermata un attimo di muovere il proprio corpo al ritmo di salsa. Come è immaginabile, al termine di questi 8 ultimi minuti, tutti in piedi a ringraziare e omaggiare gli autori di un concerto che rimarrà sicuramente nella storia di questo straordinario festival il quale ha il grande merito di fondere le culture del mondo attraverso l'espressione musicale di artisti che basano la loro musica sulle radici della propria etnia.
Ora sì, è finita, sono tutti sorridenti, un po' esausti, ma felici, pubblico e musicisti, un concerto in cui la musica ha trasmesso sane emozioni. Edmar Castaneda è un grande talento che oltre a rivelarsi un musicista di classe e di spessore, ha saputo esternare simpatia, cordialità, senso della fratellanza. Plauso anche a Silliman e Gilkes in grado di interpretare questa musica arricchendola con tutti gli elementi necessari. Finalmente uno sprazzo di novità, un qualcosa che offre la speranza che la musica possa prendere delle direzioni innovative piuttosto che rimanere stantia sui canoni finora acquisiti e ancora fortemente associati ai grandi del passato dai quali, crediamo, saranno difficilmente scindibili anche nel futuro. P.S. Il bagaglio di Silliman è stato ritrovato, Gilkes ha potuto scambiare qualche ricetta e Castaneda, insieme ai suoi compagni, ha saputo trasformare il paesaggio da cartone animato in una bellissima favola...
| |||||||||
|
|
|
||||||||
![]() |
|||||||||