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Paolo Fresu - Richard Galliano - Jan Lundgren
Trio
Auditorium del Conservatorio di Cagliari – 13 Maggio 2008
di Enzo Saba
foto: Enzo Saba

Era l'appuntamento più atteso dell'intero festival
"Forma e Poesia nel Jazz", come dimostrato dal numeroso pubblico accorso, per un
quasi scontato sold out. Fresu Galliano e Lundgren propongono per
larga parte i brani dell'album appena licenziato per l'Act Music, Mare Nostrum,
che sta riscuotendo un discreto successo di vendite e che li vedrà a breve di nuovo
in studio per la seconda puntata del trittico della triade sardo- svedese- provenzano.
Sicuramente un discorso molto introspettivo, quello portato avanti dai tre
noti musicisti europei, dove la tromba il flicorno e il bandoneon dispensano note
dolci- amare ed il pianoforte rifinisce con grande sensibilità.
E come sulle calme acque di un placido mare, ci si ritrova cullati dalla
musica di questo inedito trio; spira ogni tanto una brezza leggera, che sembra sempre
accarezzare dolcemente il pubblico.
Il concerto si apre con la title track firmata da Lundgren, che è
senz'altro il pezzo più significativo dell'intero album, e le cui dolci note del
piano sono sapientemente venate di malinconia da
Galliano
e Fresu.
Si prosegue con la fresca "Principessa" dell'artista
francese, per poi continuare con l'omaggiare Vinicius De Moraes con "Eu
Nao Existo Sem Voce". Il brano successivo è sempre una composizione di
Lundgren, "The Seagull", una breve pagina
meditativa.
Fresu propone invece "Valzer de ritorno",
tema composto pensando alla moglie e alle assenza causate dai svariati concerti
che lo tengono lontano da casa. Seguono "Chat Pitre",
"Years Ahead" e "Liberty
Waltz"; il concerto si conclude con "Si Dolce
è il Tormento", ormai cara a
Fresu,
celeberrimo tema di Monteverdi, di cui il trombettista berchiddese ha già
lasciato traccia insieme al pianista americano
Uri Caine,
nell'album Things, e che ha proposto in maniera più convincente nel
concerto tenuto un anno fa al Teatro Lirico di Cagliari.






| 01/10/2007 | Intervista a Paolo Fresu: "Credo che Miles sia stato un grandissimo esempio, ad di là del fatto che piaccia o non piaccia a tutti, per cui per me questo pensiero, questa sorta di insegnamento è stato illuminante, quindi molte delle cose che metto in pratica tutti i giorni magari non me ne rendo conto ma se ci penso bene so che vengono da quel tipo di scuola. Ancora oggi se ascolto "Kind Of Blue" continuo a ritrovare in esso una attualità sconvolgente in quanto a pesi, misure, silenzi, capacità improvvisativi, sviluppo dei solisti, interplay, è un disco di allora che però oggi continua ad essere una delle cose più belle che si siano mai sentite, un'opera fondamentale." (Giuseppe Mavilla) |
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