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George Cables
Bollate, 22 marzo 2005 – Auditorium Don Bosco

di Patrizio Gianquintieri

Ore 20:10 - un veloce saluto agli infermieri dell'ospedale dopo essersi sottoposto alla ormai indispensabile dialisi, una smorfia di stupore per il 'ticket' pagato...e velocemente in macchina: direzione palcoscenico.

Ore 21:10 - incredibile...è sul palco...dove si rigenera, dove si ricarica di linfa vitale, dove il mondo è ai suoi piedi...che lo voglia o meno, da dove volano le sue note tanto amate da Blakey, da Henderson, da Art Pepper, da Rollins e non ricordo più chi.

L'avevo già incontrato nel 2002 sempre qui a Bollate dove con il 'socio' Victor Lewis è ormai quasi di casa.

L'amico Giordano Minora, mente e braccio per gli ormai attesissimi eventi jazz di Bollate ("Conoscere il Jazz") e dintorni, nel pomeriggio mi ha telefonato "...è carico...speriamo che mantenga questo stato anche dopo l'ospedale...stasera ne sentiremo delle belle! non perdertelo." E non me lo sono perso; non l'avrei perso per nessuna ragione.

La sua espressione quasi sommessa, che emana semplicità e modestia da tutti i pori, la sua disponibilità ad ascoltare tutti, la bellezza del suo porsi al pubblico, lo rendono unico, magnifico da vedere (oltre che da ascoltare).

Di fronte ad alcune mie foto scattategli nel 2002, che mi ha fatto l'onore di accettare, è imbarazzato. Mi guarda negli occhi scavandoci dentro e chiedendomi "...because for me???"... prende una foto e dopo aver rimuginato per qualche minuto me la dedica...mi abbraccia, e sussurrandomi un rauco "...thank you my friend..." me la restituisce stringendomi la mano; ed io ho pianto! e credetemi, mentre sto scrivendo queste due righe le lacrime mi scorrono di nuovo sul viso. "Thank You George" e che Dio ti protegga.

Il concerto?...chiedo scusa al grande Lewis, semplicemente magnifico, ad un Essiet potente e dalle calde ed avvolgenti timbriche africaneggianti, ad un Odorici che ha avuto momenti di grande ispirazione e magnetismo tali da assurgere a tratti a 'leader'...ma io questa sera il mio concerto l'ho vissuto nel camerino di George mentre lui, con delicatezza e sprazzi di 'milonga' accompagnava la 'Señorita de Aranjuez' (da non perdere).




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Data ultima modifica: 05/01/2008

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