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Nick La Rocca European Jazzfestival
San Giorgio a Cremano: 15, 16, 17 e 18 Settembre 2005
di
Francesco Peluso per MMS

La terza edizione del Nick La Rocca European Jazzfestival ha avuto svolgimento, come nelle precedenti, nella meravigliosa Villa Bruno di San Giorgio a Cremano (Na). La manifestazione, che rientra in un più ampio cartellone di spettacoli, arte e cultura, ha vissuto i suoi magici giorni nella struttura in cui si celebra, ormai da un decennio, l'apprezzatissimo "Premio" dedicato all'indimenticabile Troisi. L'atmosfera, come si può immaginare, è semplicemente incantevole: un centralissimo palco si affaccia su un'accogliente sala all'aperto completamente immersa nel verde e, grazie alla sua indovinata collocazione speculare, permette la corretta visione ed un buon ascolto in ogni settore. Una perfetta organizzazione ha dato vita ad un villaggio fatto di punti di ristoro, occasioni di particolari degustazioni ed altre offerte editoriali e culturali. La direzione artistica, nel segno di una lungimirante continuità, è stata affidata ancora una volta all'esperto e smaliziato Lino Volpe. Questi ha inteso orientare il Festival verso due importanti ed interessanti tematiche: la ricorrenza del cinquantennale dalla morte di "Bird", al secolo Charlie Parker, ed una finestra sulla canzone, attraverso un coraggioso percorso denominato "Cantiere d'autore". Per onorare il genio di Kansas City sono intervenuti alcuni virtuosi del sax alto; altresì, per tinteggiare di macchie sonore la canzone d'autore si sono alternati sul palco alcuni artisti capaci di fondere testo e Jazz in performance a dir poco inconsuete. La programmazione delle quattro serate ha rispecchiato appieno l'itinerario del suo intelligente ideatore offrendo, al competente pubblico partecipante, una variegata proposta di gruppi, solisti e quant'altro.

Giovedì 15 Settembre
Marco Zurzolo
Lee Konitz & Antonio Zambrini Quintet

Se nelle note iniziali ho sottolineato la continuità nel segno di Lino Volpe, non posso esimermi dal rilevare un'eguale tendenza nell'artista incaricato ad aprire la manifestazione: Marco Zurzolo. Il pirotecnico musicista, che in più occasioni ha dichiarato il legame affettivo a questo bellissimo proscenio, ha inondato di vibranti immagini sonore platea e tribuna del Nick La Rocca 2005, presentando un quintetto dalle tonalità forti ed una ritmica prorompente. I tre brani eseguiti, tutti tratti dall'ultimo disco "7 e mezzo" dello stesso alto sassofonista partenopeo, hanno anticipato alcune peculiarità, che nel successivo alternarsi di proposte e progetti, avrebbero caratterizzato il percorso della rassegna. Naturalmente, non intendo riallacciare il sound di Zurzolo ad altri che lo hanno succeduto, piuttosto mi piace sottolineare l'originale impronta che ha regalato con le sue sonorità dense di colori, energia e contaminazione etnica. Il passaggio del gruppo ha destato sincero interesse ed apprezzamento del pubblico, che ha gradito il sapore balcanico di "E sto bhene", la bellezza estetica di "Torno a sud" e la struggente dolcezza di "Sofia", dedicata da Marco alla sua bimba. Un'apparizione relativamente breve, ma carica di quei contenuti necessari a sciogliere il ghiaccio: al di là della simpatica consuetudine, Zurzolo porta con sé una ventata di freschezza e scanzonata immagine artistica. La sua musica, condivisa nell'occasione con il chitarrista Carlo Fimiani, il contrabbassista Davide Costagliola, il batterista Gianluca Brugnano ed il trombonista Alessandro Tedesco, offre palpabili emozioni che hanno coinvolto il divertito uditorio.

Una breve pausa e si passa alla storia del Jazz, un mito vivente del sax contralto, uno degli artefici del Cool: Lee Konitz. L'anziano sassofonista, ormai vicino agli ottanta, è apparso in una discreta forma fisica. Gli ultimi anni lo hanno visto spesso nel nostro Bel Paese, sia in contesti live, sia in numerose e variegate collaborazioni discografiche con molti talenti jazzistici italiani. Il suono del suo magico strumento, seppur leggermente velato dalla considerevole età., resta sempre ammantato di quel fascino in cui virtuosismo e sensibilità espressiva si fondono in un elegante lirismo.

Le sperimentazioni degli anni '60 si scorgono solo in qualche impercettibile accenno, attraverso alcuni cambi direzionali ritmico-armonici, ma è sempre la dotta visione del Jazz che prevale. Antonio Zambrini, al pianoforte, segue in punta di dita il maestro d'oltreoceano, non invadendo il campo al vecchio leone. Se questo, per alcuni versi, ha spalancato le porte ad uno sconfinato territorio su cui Konitz ha potuto spaziare in lungo ed in largo, per altri, il pianista lombardo con il suo apporto prevalentemente ritmico melodico non ha dato il giusto cambio solistico al sassofonista lasciandolo troppo solo nei quaranta minuti di concerto. Questi, dal suo canto, ha proposto in un'interminabile suite molte reminiscenze della propria carriera, fra cui Body And Soul, Autumn Leaves, All The Things You Are. L'americano, nel suo rincorrere antiche o contemporanee linee armoniche, ha ricercato spunti, carica emotiva e concentrazione e più volte ha dato il la al suo partner. Il pianista ha, solo in pochi flash improvvisativi risposto, restando un po' troppo all'ombra del sassofonista. In ogni caso, il parterre ha gradito ugualmente il duo, focalizzando l'attenzione su Konitz, che con ineguagliabile esperienza, ha colmato quelle lacune di imprevedibilità, dovute alla non perfetta immedesimazione dei due protagonisti. Dunque, anche se i tratti chiaroscurali hanno visto una predominanza delle ombreggiature, l'emozione di aver incontrato, un tale maestro del '900, ha trovato sfogo in un prolungato applauso finale.

Poi, è la volta del Quintetto del pianista lombardo e, come nella stupefacente metamorfosi della crisalide, Antonio Zambrini cambia ruolo e dimensione. L'essere al centro del suo ensemble, la perfetta simbiosi con le proprie composizioni gli donano una consapevole maturità artistica che dispensa senza risparmio. La bravura nel condurre per mano la frontline solistica, formata da Fausto Beccalossi all'accordion e Giulio Martino al sax tenore, e la sezione ritmica, supportata da Tito Magialajo al contrabbasso e Ferdinando Faraò alla batteria, lo pone al centro della scena, consentendogli di dettare i tempi. Gli arrangiamenti dei sette brani, che hanno mostrato gran parte del contenuto dell'ultimo lavoro, sono stati molto apprezzati: applausi e commenti di approvazione hanno salutato l'intero svolgersi del concerto. Ambientazioni dalle sonorità molto dolci, molto rotonde hanno rapito l'attenzione degli intervenuti sia nelle composizioni ritmico-percussive come Esperanza, sia in quelle velate di malinconia come "Un italiano a Parigi" (dedicato ad un amico scomparso). Ed è proprio nella individuazione di un destinatario la fonte ispirativa del pianista/flautista, che ha proposto altri due brani con dedica: Garrincia, rivolto al noto campione del calcio carioca degli anni '50/'60 ed una simpatica rivisitazione di Africa, composizione di Abdullah Ibrahim/Dollar Brand, riconducibile alla tradizione musicale di quel Continente. Nel suo complesso una performance estremamente lineare in cui esposizioni solistiche e quadro d'assieme sono apparsi ben costruiti: un gruppo saggiamente orchestrato, dove tutti sono al centro della musica. A proposito, il disco di recentissima pubblicazione, presentato in gran parte nel concerto, ha per titolo Musica.

Venerdì 16 settembre
Cantiere d'Autore: Marco Francini

Lino Patruno & His Blue Four

La seconda serata all'ombra del Vesuvio ha visto l'esordio di quel "Cantiere d'autore", sezione dedicata al non facile connubio fra parola e musica. Lino Volpe, infatti, nel presentare il primo artista, quale valida espressione della fusione testo-armonia, ha inteso sottolineare la necessaria sensibilità che un compositore impiega nella costruzione di una canzone, in particolare per quegli autori che si connotano in una dimensione un po' fuori dai comuni stereotipi. Marco Francini non ha lasciato spazio ad alcun dubbio sulla natura dei temi trattati, iniziando con un testo recitato su di una incisiva struttura in progressione, in cui lasciava facilmente scorgere riverberi ironici-espressivi, contenuti socio-politici ed altro. Le successive canzoni, La ballata del lavoro che non c'è e La canzone del fumo, hanno reso ancor più l'idea dello stile di scrittura del compositore campano, attraverso il tuffarsi delle liriche in linee armoniche molto diversificate fra loro. Accenni Jazz, Rock, Blues sono apparsi sopra le righe in aggiunta ad altre atmosfere molto vicine alla canzone d'autore (vedi De Andrè o Fossati), ma sempre dettate dalla volontà di proporre un prodotto dai toni cangianti. A seguire è la volta di Zingari un riferimento alla vita creativa dei popoli nomadi ed un ringraziamento ai compagni di viaggio: Paolo De Fazio al soprano e flauti vari, Carlo Licenziato al basso, Fabio Loffredo alla batteria e Edo Buccini alla chitarra. Ancora alcuni brani di tipo melodico quali Vulesse e Dov'è questo amore, poi una composizione dai riferimenti vagamente storici Carlo e Maria. Dunque, nel mescolarsi di melodia, canto e satira, si è consumato il primo gradevole approccio a questa interessante sezione, anche se va rilevato il ripercorrere di qualcosa già sentito nelle tematiche e nei contenuti, nonostante la personale visione dell'istrionico Marco Francini.

Come nella prima serata, qualche minuto per visitare i variegati stand e degustare alcune prelibatezze all'interno del villaggio poi, al richiamo della gentile speaker, il frettoloso ritorno al proprio posto. Dalle prime battute si è intuito che si sarebbe assistito ad una vera lezione del Jazz de "La Tradizione": l'appassionato maestro ha offerto uno spaccato del primo periodo della musica del secolo scorso con una perizia di informazioni e riferimenti storici capaci di coinvolgere anche i più coriacei assertori della poca utilità della conoscenza delle origini. Il primo pensiero del chitarrista è rivolto al musicista che dà il nome alla rassegna: Nick La Rocca. Questi, al secolo Domenico, nato a New Orleans da genitori provenienti dalla lontanissima Salaparuta (Trapani) in cerca di fortuna, pur avendo inciso il primo disco jazz della storia, è stato ingiustamente e frettolosamente dimenticato. La stessa sorte è toccata a tanti Italiani o figli di Italiani, che hanno intrecciato negli anni '20/'30 le proprie radici con quelle dei coetanei musicisti di quell'area geografica. A tal proposito, Patruno azzarda una tesi condivisibile che, visto l'apporto dei Leo Roppolo, Joe Venuti, Salvatore Massaro (in arte Eddie Lang) ed un'ulteriore interminabile sfilza di nomi, si potrebbe attribuire agli inizi del Jazz bianco, più una matrice italoamericana, che afroamericana. Quindi nel centenario dalla nascita del violinista di Philadelphia, Patruno ha formato un'orchestra che ripercorresse le gesta di Venuti e Lang, aggiungendo al suo nome la celebre sigla Blue For. Per realizzare tutto ciò, ha presentato Mauro Carpi, giovane talento siciliano, per folgorare la sala con String In The Blues in duo chitarra violino. Uguale procedura è stata adottata dal simpatico maestro per il basso sassofonista Giancarlo Colangelo, il trombonista/trombettista statunitense Michael Supnick ed il cantante britannico Clive Riche. Via,via che l'organico è andato ad infoltire le proprie fila, la tensione ritmica e le sfumature melodiche hanno attraversato la sala materializzandosi in alcune significative partiture: da Thomas Fats Waller a Louis Armstrong, da Django Reinhardt a Al Jolson, dalle musiche italiane del primo dopoguerra ad alcune colonne sonore della cinematografia statunitense il buon gusto ed il perfezionismo timbrico-strumentale hanno lasciato una nitida impronta. Patruno ha messo in piedi uno spettacolo, in cui garbata didattica e dosato virtuosismo hanno coinvolto il pubblico con disarmante semplicità, permettendogli quel successivo "ritorno al futuro" denso di ricordi e conoscenze, che si erano sbiadite nel tempo. Uno spettacolo, quindi, che troverà spazio nella partecipazione di tutti i componenti del gruppo al film di Franco Nero "Forever Blues" con musiche del chitarrista, in prossima uscita nelle sale cinematografiche italiane. Dopo l'ultimo omaggio a alla Tradizione con When The Saints Go Marching In, a luci spente, ho scambiato qualche battuta con il cortesissimo Patruno:

F.P.: In un mondo così avido di consumare nuove e fugaci emozioni, perché proporre la musica delle origini?
L.P.: Il suonare questa musica rappresenta un'ulteriore opportunità per diffondere la conoscenza di una tradizione del Jazz, che non può essere cancellata. Essa è parte di una cultura, di cui i nostri connazionali possono considerarsi, con grande merito, attori del suo affermarsi nel mondo.

F.P.: L'alternarsi di brani a descrizioni di eventi, il fornire notizie biografiche ed altro, sono frutto di una scelta meditata o un puro gioco di ruoli?
L.P.: Sono convinto che uno spettacolo, in cui musica e descrizione si fondono, renda bene il messaggio storico culturale di queste pagine del '900. Poi, è anche un modo per vivacizzare il tutto attraverso un centellinato ingresso dei validissimi musicisti con cui ho messo in piedi quest'idea progettuale, fra poco sul grande schermo.

F.P.: Perché maestro il Jazz è completamente sparito dal palinsesto delle reti televisive nazionali?
L.P.: Perché il Jazz, come il teatro, la musica o altra forma d'arte,è cultura ed amplia il pensiero. Io sto proponendo il mercoledì alle ore 24:00, in replica il giovedì alle 13:30, una trasmissione sul Jazz a RAI DOC sul satellite al canale 872.

Poi, ho rivolto una domanda al giovane violinista Mauro Carpi:

F.P.: Quali forti motivazioni hanno spinto un giovane solista verso una musica così lontana dal proprio vissuto?
M.C.: Io provengo da studi classici. Le mie prime esperienze professionali sono legate al mondo della cultura classica del violino, ma ascoltando alcuni dischi di mio padre (in particolare Piergiorgio Farina, ho ampliato il mio interesse verso altre sonorità. Ho ascoltato anche molti virtuosi contemporanei o più vicini alla mia generazione, tuttavia è la Tradizione ciò che mi attrae di più.

F.P.: In questo, il lavorare con Lino Patruno credo sia stata un'ulteriore motivazione?
M.C.: Si, infatti, devo molto a Lino Patruno che mi ha scoperto e mi ha dato la possibilità di proporre quelle sonorità tipiche di Venuti, portandole nei nostri concerti.

Sabato 17 settembre
Cantiere d'Autore: Antonio Del Gaudio

Charles McPherson Quartet

Prima che il terzo appuntamento del Nick La Rocca J. F. decollasse, mi illudevo di conoscere i più oscuri meandri della musica afroamericana e le sue molte derivazioni, quando Il teatrale prorompere sulla scena di Antonio Del Gaudio, ha reso possibile l'immediato svanire di qualsiasi certezza. Ovviamente sto scherzando, ma mi piace aprire la descrizione della serata del sabato con lo stesso piglio estemporaneo dell'eccentrico artista napoletano. Questi, impegnato a dar vita alla sezione "Cantiere d'autore", ha creato atmosfere felliniane, che dalle prime battute, hanno unito testi tenebrosi a strutture Punk-Jazz. Declamazioni fiammeggianti ed acidità espressiva hanno rappresentato i giusti ingredienti per collocare il tutto a metà strada fra il cantautore maledetto ed il narratore di monologhi esistenziali. Del Gaudio ha provato a calarsi in entrambi i ruoli, ottenendo un discreto fondersi degli stessi, in una performance di buona intensità. Il tema ricorrente della morte, vista come autodistruzione e non atto conclusivo della vita, lo scagliarsi contro ogni sorta di ipocrisia, sicuro viatico per il libero pensiero, rappresentano il fulcro su cui s'impernia la vena creativa dell'autore. Bisogna dire che, pur riscontrando talune forzature nei testi, il richiamo alla lezione di Giorgio Gaber, per quanto attiene l'aspetto teatrale, ed i continui riferimenti a Piero Ciampi, nell'approccio compositivo, sono nel loro complesso piaciuti. Anche la band, composta da Paolo Ferrara al pianoforte, Daniele Esposito al contrabbasso, Dario Guidobaldi alla batteria e Luigi Mormone alla chitarra, ha svolto il suo compito in modo adeguato, sottolineando quella vena francese di diretta derivazione da Bressans, che il suo leader porta ad esempio nei collegamenti testo-jazz. L'Io, Dopo il mare, Il camorrista, La ballata della moda (scrittura poco conosciuta di Luigi Tenco) e Dicembre sono state alcune delle interpretazioni del provocatorio Antonio in un concerto spettacolo assolutamente dissacrante, simpatico, ma non del tutto originale.

Nella seconda parte, ecco il prorompere di un Quartetto statunitense che ci ha bruscamente riportato alla celebrazione del cinquantennale dalla scomparsa di "Bird". La peculiare somiglianza ai gruppi dell'epoca ed il suono tagliente dell'alto sax di Charles McPherson hanno inondato di Bebop l'intera platea. Per ricordare le gesta del magico Parker non si poteva ricorrere ad interprete più coerente alla musica degli anni a cavallo fra il '40/'50. McPherson, infatti, ripercorre con il suo sax quel periodo con un vigore ed un'intensità difficilmente riscontrabili in molti contemporanei contesti jazzistici. Il suo alter ego, individuato nel pianista Michael Weiss, ed una robusta sezione ritmica formata dal contrabbassista Rubin Rogers ed il figlio trentacinquenne del leader Chuck alla batteria, sono una reale dimostrazione di come si possa ancora essere boppers ai giorni d'oggi. La voce dello strumento di McPherson è apparsa in tutta la sua luminescenza, intrecciando con il fluido e vibrante pianismo di Weiss, un dualismo fatto di straripante energia ed irrefrenabile individualismo solistico. Il supporto ritmico del duo Rogers/Chuck ha suggellato quelle atmosfere di un Jazz, dove la robustezza dinamica, è parte integrante di un assieme che esalta i singoli: il drummin' del giovane McPherson è apparso di stampo tipicamente statunitense con volumi eccessivamente elevati, mentre il groove del contrabbasso è risultato piuttosto scuro. Brani di chiaro stampo boppistico ed una struggente ballad sono sembrati notevolmente ispirati ma, dopo la prima mezz'ora di brillanti performance del quartetto, è iniziato un vero tormento meteorologico. Agli inizi, gli spettatori hanno resistito sotto ombrelli di fortuna, poi con l'incalzare di una vera tempesta tropicale anche i più stoici hanno dovuto abbandonare la propria poltroncina e gli ormai soli musicians li hanno seguiti negli spazi al coperto della bellissima Villa Bruno. Peccato, perché il celebre sassofonista, ricordato per essere stato al fianco di Mingus per molti anni e per tantissime altre collaborazioni eccellenti, aveva destato un'entusiastica impressione negli spettatori che seguivano con interesse l'intramontabile linguaggio di Parker e Gillespie.

Domenica 18 Settembre
Cantiere d'Autore: Antonella Loconsole & Luna di Seta Ensemble
Gino Paoli - Gianluca Petrella - Danilo Rea - Rosario Bonaccorso - Roberto Gatto

Siamo giunti così alla quarta ed ultima serata di questa variegata ed interessante manifestazione jazzistica e, come prevedibile, non c'è da stupirsi se vi posso descrivere che già alle 20:30 la platea e le tribunette del Nick La Rocca erano gremite in quasi tutti i settori. Ebbene l'attesa per l'evento clu dell'intero Jazzfestival stava per materializzarsi di lì a poco ed i presenti lo confermavano con il loro nutrito esserci. Prima di ciò, come di consueto introdotto dalle simpatiche ed essenziali note di Volpe, è spettato ad un ensemble di giovanissimi musicisti ad aprire l'incontro parola-musica. Massimo Piccolo, ideatore dello spettacolo "Luna di seta", ha affidato alla intensa ed espressiva voce di Antonella Loconsole, al minimale ed elegante pianismo di Claudio Passilongo, il duo contrabbasso batteria di Daniele Sorrentino e Elio Coppola, nonché la personalissima voce di Annamaria Panico e il coinvolgente recitativo di Antonio De Matteo, il compito di offrire alla sezione "Cantiere d'autore" un crogiuolo denso di ironico e sensuale lirismo. In questo, il gruppo ha mostrato un sostanziale equilibrio che, nella struggenza interpretativa della Loconsole e l'argentina timbrica vocale della Panico, ha imperniato il susseguirsi delle canzoni presentate. Gli arrangiamenti adeguati alla scrittura di Massimo Piccolo ed alcune luminose finestre aperte in strutture dalla diversa provenienza (particolarmente toccante una rivisitazione della beatlessiana In My Life, hanno completato un'ora di musica e testi di buona qualità sinceramente apprezzati dai convenuti.

Poi, una buona pausa per visitare il villaggio mentre i tecnici, con professionale celerità, preparavano gli strumenti per lasciare il via all'evento. Finalmente l'ingresso dei tanto attesi Danilo Rea, Rosario Bonaccorso, Roberto Gatto, Gianluca Petrella ed il maestro per eccellenza della canzone d'autore italiana: Gino Paoli. Il cantautore genovese apre con il piglio da crooner di razza con il conosciutissimo standard All Of Me. A seguire, iniziano a scivolare uno dopo l'altro due classici della propria lunghissima carriera: Sapore di sale e La gatta, in cui l'estrosità del quartetto dà vita a variopinti e prolungati assoli. Se non fossi stato lì seduto ad ascoltare quella kermesse così vibrante, avrei erroneamente sostenuto che poteva trattarsi di una raffinata minestra riscaldata intrisa di sapori vari. Tutt'altro, la musicalità della voce di Paoli ed i serrati interplay dei virtuosi solisti hanno reso il tutto distante da prevedibili stereotipi. Il groove arioso del contrabbasso di Bonaccorso, sostenuto dallo stesso solista con un personale canticchiare del tema o degli assoli e la straordinaria eleganza degli approcci del trombone di Gianluca Petrella, alle stranote canzoni, sono risultate immediatamente le immagini più a fuoco di quest'ottimo "Incontro di Jazz". Il giovane trombonista ha espresso in ogni condizione una freschezza ed un perfetto controllo del proprio strumento tanto da incantare sia nelle declamazioni del tema, sia nell'assecondare la poetica del leader, come nel districarsi nei meandri degli assoli sontuosi dalle coloriture pastello. Il lirismo del pianismo di Danilo Rea, dal suo canto, ha strappato applausi a scena aperta in tutti gli assoli offerti senza risparmio: sconfinata dinamica, eccelsa capacità di percorrere la tastiera nelle sue più nascoste sfumature, percussività ritmica da vendere sono state alcune motivazioni del trasporto emotivo realizzato dal pianista con l'ammirato pubblico.

Ancora due poetiche interpretazioni dalla tenera descrittività dell'amore: Soltanto per un'ora e la sempre verde Senza fine. Una stupenda ballad la prima, dove il tappeto armonico di Rea e la meravigliosa sensibilità espressiva di Petrella disegnano contorni sfumati; la seconda si trasforma in una struttura dalla leggera danza ritmica per lasciare, poi, il passo al solo quartetto. Questo, a briglia sciolte, s'inerpica con agile muscolarità verso una vetta ellingtoniana dalla robusta connotazione: Caravan. Avevo dimenticato di parlare di Roberto Gatto che, forse più degli altri, questo brano può descriverne le straordinarie doti di effettuare incredibili demi-volè, uniche nel suo genere per fantasia e dinamica. Dunque un concerto senza alcuna pausa per gli spettatori, un po' meno per il navigato Paoli che, fra un caffè ed un brandy ha ripreso con un bellissimo poker di standard: The Girl From Ipanema, Mi sono innamorato di te, My Funny Valentine ed Il cielo in una stanza. Un prolungato applauso ha richiamato sul palco l'intramontabile Gino e la splendida band per regalare l'ultima perla: Sassi. Circa cento minuti di musica e parole filtrate attraverso ambientazioni Jazz che non hanno stravolto le melodie originali, né sono state ingabbiate nell'essenziale lirismo poetico del testo, piuttosto la meravigliosa sensibilità dei protagonisti di rendere fluida la scrittura del compositore ligure per nulla a disagio con un linguaggio, a volte troppo ermetico, per esprimere appieno le ragioni del cuore. Una rilettura intelligente e rigorosa delle canzoni, una versatilità interpretativa dei quattro talenti ad assecondare l'autore, la mai banale ripetitività delle atmosfere in un insieme ben dosato fra collettivo e solismo.

Con l'uscita di Gino Paoli ed i musicians che lo hanno accompagnato, cala il sipario sulla terza edizione del Nick La Rocca Jazzfestival. Cosa si può dire di più di quanto già raccontato? Quasi nulla, se non fare un rapido bilancio della manifestazione che ha offerto sicuramente più luci che ombre, una buona direzione artistica nella programmazione, la simpatia di Patruno, la meravigliosa plasticità estetica di Petrella e la promessa di ritrovarci il prossimo anno.

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La Belle Vie (Simona Severini)- Enzo Fugaldi

13/05/2012

"Massimo Barbiero e soci confermano che le buone idee possono trovare gambe per marciare quando a sostenerle sono la passione e la capacità di organizzare e coordinare i vari eventi, anche in tempi di "vacche magre" come questi." (Gianni Montano)

22/04/2012

Quattro chiacchiere con Filippo Bianchi: "Il jazz è contemporaneamente un luogo di "tradizione", con tutto il suo peso, e un luogo di "creazione", con tutti i rischi impliciti nelle anticipazioni." (Alceste Ayroldi)

07/04/2012

Intervista a Roberto Gatto: "...i miei interessi nella musica hanno molte facce, l'importante è che ci sia autenticità e soprattutto qualità..." (Roberto Biasco)

10/03/2012

Il quintetto del più famoso trombettista del panorama jazz italiano presenta al Ueffilo jazz Club il nuovo album inciso per la casa discografica tedesca ECM. (Vincenzo Rizzo)

10/03/2012

Tribe (Enrico Rava 5tet) - Alceste Ayroldi

26/02/2012

Sempre per la attenta direzione artistica di Paolo Damiani, il festival ha portato nel profondo sud dell'Italia continentale una nutrita serie di validissimi musicisti. (Vincenzo Fugaldi)

21/12/2011

Waxin' in Camerino (Lee Konitz & Giovanni Ceccarelli French Trio)- Matteo Mosca

27/08/2011

Umbria Jazz 2011: "I jazzisti italiani hanno reso omaggio alla celebrazione dei 150 anni dall'Unità di Italia eseguendo e reinterpretando l'Inno di Mameli che a seconda dei musicisti è stato reso malinconico e intenso, inconsueto, giocoso, dissacrante, swingante con armonizzazione libera, in "crescendo" drammatico, in forma iniziale d'intensa "ballad", in fascinosa progressione dinamica da "sospesa" a frenetica e swingante, jazzistico allo stato puro, destrutturato...Speriamo che questi "Inni nazionali in Jazz" siano pubblicati e non rimangano celati perchè vale davvero la pena ascoltarli e riascoltarli." (di Daniela Floris, foto di Daniela Crevena)

05/08/2011

Opera (Danilo Rea & Flavio Boltro) - Alceste Ayroldi

01/08/2011

Un incontro di jazz (Paoli, Boltro, Rea, Bonaccorso, Gatto)- Alessandro Carabelli

01/08/2011

We Don't Live Here Anymore (Giovanni Guidi Quintet feat. Gianluca Petrella) - Dario Gentili

31/07/2011

Intervista a Lucio Ferrara: "...a New York i musicisti caricano contrabbassi e ampli nei metro, partono da Brooklyn o dai Queens solo per farsi un paio di brani in jam. In Italia molti musicisti sono troppo concentrati nel cercare di fare qualcosa di originale a tutti i costi dimenticando che a volte basta fare poco e con swing per fare grande musica, però fortunatamente ci sono degli ottimi musicisti. Mi piacerebbe che in Italia ci fosse più coraggio a far suonare musicisti che non riempiono i teatri." (Alceste Ayroldi)

04/07/2011

Young Jazz 2011: "Young Jazz si conferma una delle realtà più interessanti del panorama dei festival jazz italiani, grazie non solo alle felici scelte della direzione artistica affidata anche quest'anno a Gianluca Petrella, ma anche al profondo radicamento nel territorio, che coinvolge oltre alla città di Foligno altre vicine incantevoli località offrendo visite guidate a musei e monumenti di eccezionale bellezza, e da quest'anno una sezione speciale denominata Jazz Community, dedicata ai bambini, agli anziani e ai disabili." (di Vincenzo Fugaldi)

26/06/2011

Live At Birdland (Konitz, Mehldau, Haden, Motian)- Giammichele Taormina

29/05/2011

It's all right with me (Lucio Ferrara)- Alessandro Carabelli

02/05/2011

Slaves (Gianluca Petrella Tubolibre)- Enzo Fugaldi

23/04/2011

Clataja. Piazzola, Bolling, Gatto (Luca Pincini – Gilda Buttà – Luca Bulgarelli – Roberto Gatto)- Enzo Fugaldi

12/04/2011

LEZIONI (Trascrizioni): "There will be another you", esposizione del tema di Lee Konitz. Dall'album "Lee Konitz and Warne Marsh" (Paolo Mannelli)

05/03/2011

LEZIONI (Trascrizioni): "Sunflower (Yesterday)" dall'album "Very Cool" di Lee Konitz (Paolo Mannelli)

20/02/2011

Time To Change (Diego Ruvidotti)- Rossella Del Grande

07/02/2011

I Love New Orleans (Lino Patruno) - Alceste Ayroldi

29/01/2011

Giovanni Guidi & The Unknown Rebel Band feat. Gianluca Petrella: "Un'interessante progetto proposto da una band che si impone a giusto merito come una delle realtà più gradite ed originali del panorama jazzistico italiano. Eccellente il lavoro del giovane leader nella guida dell'ensemble e nella costruzione delle strutture armoniche, dimostrando di avere tutte le carte in regola per poter diventare, in un futuro potenzialmente prossimo, un jazzista di livello internazionale." (Andrea Valiante e Francesco Tromba)

19/01/2011

Lee Konitz Quartet all'Iridium Jazz club di New York: "Una sera di fine estate all'Iridum arriva Lee Konitz, con il suo contralto dai sapori blues, e il suo fiammeggiante quartetto..." (Roberta E. Zlokower)

17/10/2010

I grandi pianisti Jazz: Un mini festival per celebrare il jazz pianistico. Di sicuro si è sentita bella musica, molto varia, essendosi avvicendati sul palco due nuovi giovanissimi talenti (Vincenzo Danise ed Enrico Zanisi) e due solidi jazzisti (Dave Kikoski e Antonio Farao'). Prima della musica un'ardita introduzione del critico d'arte Vittorio Sgarbi con un parallelismo tra il jazz e una certa arte figurativa contemporanea passando dal cubismo per arrivare alla "action painting". (Daniela Floris)

04/10/2010

Enrico Rava New Quintet special guest Daniel Binelli. In occasione del Festival Buenos Aires Tango, in svolgimento all'Auditorium Parco della Musica di Roma, Enrico Rava incontra insieme al suo New Quintet il maestro argentino Daniel Binelli, bandoneonista di fama internazionale: "Un concerto dai toni cangianti, dove jazz contemporaneo e musica popolare argentina si mescolano in un affresco tipico dei nostri giorni, in cui la contaminazione stilistica e culturale diviene un presupposto determinante per crescere e progredire nella ricerca musicale." (Marco De Masi)

04/10/2010

Castellana Music Festival: "Fresche serate di jazz nell'ultima settimana di agosto del sud-est barese. Si è appena concluso il Castellana Music Festival svoltosi nella città delle grotte che, già nella prima edizione ha visto un cartellone di tutto rispetto, ambientato nel caratteristico scenario delle piazze del borgo antico." (Angelo Ruggiero)

26/09/2010

Afternonon Song (Sivia Manco) - Marco Buttafuoco

22/08/2010

Gezmataz 2010: Al "concerto sovente imbarazzante e per omaggiare un pezzo vivente di storia del jazz" dell'Ornette Coleman Quartet in cui "problemi di emissione e di articolazione del fraseggio rendono diversi assoli degli abbozzi incompiuti", si contrappongono "abilità tecnica, personalità spiccata, doti compositive non comuni, musicalità assoluta, rispetto e stima reciproca, voglia di divertirsi e divertire..." della Brass Bang! di Paolo Fresu, Gianluca Petrella, Steven Bernstein e Marcus Rojas. (Andrea Gaggero)

15/08/2010

Canzoni Preludi Notturni (Intra – Tommaso - Gatto) - Alceste Ayroldi

15/08/2010

Südtirol Jazz Festival Altoadige: "Il festival altoatesino prosegue nella sua tendenza all'ampliamento territoriale e quest'anno, oltre al capoluogo Bolzano, ha portato le note del jazz in rifugi e cantine, nelle banche, a Bressanone, Brunico, Merano e in Val Venosta. Uno dei maggiori pregi di questa mastodontica iniziativa, che coinvolge in dieci intense giornate centinaia di artisti, è quello, importantissimo, di far conoscere in Italia nuovi talenti europei. La posizione di frontiera e il bilinguismo rendono l'Altoadige il luogo ideale per svolgere questo fondamentale servizio..." (Vincenzo Fugaldi)

07/08/2010

Dawn (The Plug) - Alceste Ayroldi

27/06/2010

Presentazione del libro di Adriano Mazzoletti "Il Jazz in Italia vol. 2: dallo swing agli anni sessanta": "...due tomi di circa 2500 pagine, 2000 nomi citati e circa 300 pagine di discografia, un'autentica Bibbia del jazz. Gli amanti del jazz come Adriano Mazzoletti sono più unici che rari nel nostro panorama musicale. Un artista, anche più che giornalista, dedito per tutta la sua vita a collezionare, archiviare, studiare, accumulare una quantità impressionante di produzioni musicali, documenti, testimonianze, aneddoti sul jazz italiano dal momento in cui le blue notes hanno cominciato a diffondersi nella penisola al tramonto della seconda guerra mondiale" (F. Ciccarelli e A. Valiante)

12/06/2010

Young Jazz Festival 10 con al direzione artistica di Gianluca Petrella: "La rassegna fulginate si distingue tra le iniziative italiane per il proposito di coinvolgere esperienze artistiche giovani con un'attenzione a proposte poco o per niente inflazionate, ma senza isolarle dall'esperienza dei maestri. Un punto di forza del jazz è la capacità di innovarsi grazie all'affermarsi di nuovi talenti, che nei casi più felici contribuiscono a perpetuarne la tradizione e ne determinano anche l'evoluzione e l'apertura." (Vincenzo Fugaldi)

06/06/2010

Terza edizione del Reggio Calabria Top Jazz Festival: "...il concerto memorabile è stato quello del quartetto "Tinissima", una delle opere più importanti del jazz europeo degli ultimi anni, e nella dimensione live raggiunge una compiutezza che la già notevole registrazione in studio faceva solo intuire. A supporto della musica, una serie di struggenti fotografie di Tina Modotti proiettate a cura di Antonio Vanni." (Vincenzo Fugaldi)

30/05/2010

Songs From The Procol Harum Book (Antonio Zambrini Trio) - Marco Buttafuoco

09/05/2010

Jazz! (John F. Szwed)- Alceste Ayroldi

27/04/2010

Quando il Jazz aveva Swing (Lino Patruno)- Alceste Ayroldi

17/04/2010

Bergamo Jazz 2010: "Tocca sempre a Bergamo il compito di inaugurare la nuova stagione del jazz in Italia, dall'alto di una tradizione di scintillante fattura, impreziosita dalla seconda conduzione artistica di Paolo Fresu, il cui obiettivo quest'anno è stato quello di concentrarsi su alcune delle correnti che attribuiscono al genere nuova linfa." (Vittorio Pio)

10/04/2010

Pan Atlantic (Bobby Previte)- Paolo Incani

20/02/2010

Il supergruppo Bonafede/Leveratto/Bosso e Gatto inaugura al Teatro Garibaldi di Modica la rassegna "Il Teatro per la Musica": "Quattro personalità eterogenee - quattro modi diversi di interpretare il jazz - riunite per la prima volta insieme esclusivamente per una serata pensata per offrire un evento che testimoniasse una particolare attenzione, della stessa fondazione, verso questa disciplina musicale." (Giuseppe Mavilla)

01/01/2010

The Modern Sound of Nicola Conte (Nicola Conte)- Alessandro Carabelli

12/12/2009

Coming Tomorrow (Gianluca Petrella Cosmic Band) - Alceste Ayroldi

22/11/2009

Melodies (Stefano Sabatini)- Stefano Corbetta

08/11/2009

It Had To Be You (Lino Patruno & The American All Stars) - Alceste Ayroldi

01/11/2009

Danilo Rea, "La lirica magia del piano solo" a Divino Jazz 2009: "...un concerto dalla forte caratterizzazione lirico-espressiva, densa di tenere immagini e vividi ricordi che, sia negli spunti stride piano, ombreggiature blues, bruschi cambi direzionali mainstream, ha lasciato il segno, incantando il pubblico e gli addetti ai lavori, inondando la "piazzetta" con la musica di uno dei più amati protagonisti della "canzone d'autore" italiana." (Francesco Peluso)

25/10/2009

Giunto alla 29a edizione il Roccella Jazz Festival sotto il titolo "Rumori Mediterranei" propone quest'anno trenta concerti in undici giorni con i più grandi artisti della scena internazionale. Una rassegna itinerante partita da Reggio Calabria e che, toccando diverse località, si è conclusa nella sua città natìa Roccella Jonica con i consueti quattro giorni di musica e appuntamenti collaterali. (Vincenzo Fugaldi)

19/09/2009

XXII Edizione del Festival Internazionale Time in Jazz dedicata all'Acqua: "Forse, mai come stavolta, si è percepito tra i cultori del jazz e delle sue variabili una simbiosi tra musica e luoghi intesi come mondo in cui vivere. Nei giorni del festival, ogni artista, ogni singola nota, ogni messaggio ha ribadito che anche attraverso la musica si può - anzi, si deve - offrire il proprio contributo per tenere in vita nel miglior modo possibile per noi e per coloro che arriveranno, un mondo che oggi appare offeso e trascurato nelle sue risorse essenziali: tra queste l'acqua, nelle sue forme e mutazioni in parallelo con le infinite combinazioni musicali." (Viviana Maxia)

20/08/2009

It's a Gadget World… (Ron Horton feat. Antonio Zambrini) - Alceste Ayroldi

08/08/2009

Doppio concerto inaugurale per "Luglio suona bene 2009" con l'Ornette Coleman Quartet seguito dall'Enrico Rava Quintet. (Roberto Biasco)

04/08/2009

Da Umbria Jazz 2009: Guinga "Dialetto Carioca" con Gabriele Mirabassi & Lula Galvao; Gianluca Petrella Cosmic Band con Paolo Fresu: cronaca di una rivoluzione Jazz; Chick Corea & Stefano Bollani Duet; Richard Galliano Quartet Feat. Gonzalo Rubalcaba, Richard Bona, Clarence Penn (Enrico Bianchi)

16/06/2009

La mia vita per il Jazz - Siciliani a New Orleans (Claudio Lo Cascio)

09/06/2009

Nell'ambito di Musicadonna, a Catania, Danilo Rea e Rita Marcotulli musicano live il film "Metropolis" di Fritz Lang: "Musica e immagini nella potenza evocativa del jazz. Quando il cinema muto incontra il jazz nasce una forza evocativa unica: le immagini che si traducono in musica, la musica che racconta le immagini." (Liliana Rosano)

06/04/2009

Big Guns (Previte / Petrella / Salis)

28/12/2008

The Magic Sound of Joe Venuti & Eddie Lang (Lino Patruno & His Blue Four)

13/12/2008

"Cinema songs", la serata della magica e romantica melanconia. Danilo Rea suona sulle immagini di Schindler's List e il suo sestetto, accompagna Gino Paoli in un percorso di musica del mondo del cinema.

22/11/2008

Eventi in Jazz di Busto Arsizio: "Dopo il successo degli anni scorsi, anche questo autunno a Busto le calde note del jazz hanno acceso la vita culturale cittadina. Dal 18 ottobre gli "Eventi in Jazz", giunti alla VI edizione, hanno portato, come da consuetudine, artisti di grandissimo livello nei principali teatri cittadini quali il Sociale, il Manzoni, il Lux, Fratello Sole, con un cartellone davvero invidiabile." (Alessandro Carabelli)

02/11/2008

Listen...Silent (Lee Konitz)

17/09/2008

Opening (Marco Bardoscia)

25/08/2008

Renato Sellani e Danilo Rea ad Elba Jazz: "...una serata di musica incantevole. Da gustare per il puro piacere di ascoltare belle melodie, trasformate con sapienza ed adagiate su uno swing morbido. Intrattenimento di altissimo livello, fruibile da un pubblico vasto..." (Marco Buttafuoco)

19/08/2008

Reggio Top Jazz Festival 2008: "Il sondaggio fra i critici specializzati che il mensile Musica Jazz dedica da ben cinque lustri al meglio del jazz in circolazione, in questo venticinquesimo anno è stato per la prima volta incentrato esclusivamente sul jazz italiano. Da qui la nascita del Reggio Top Jazz Festival, che nella prima edizione ha schierato buona parte dei vincitori del referendum, durante quattro serate primaverili nella città di Reggio Calabria." (E. Fugaldi - G. Taormina)

14/08/2008

Dallo swing al funk per la 6° edizione del Multiculturita Summer Jazz Festival 2008 con l'intensità di Kekko Fornarelli insieme a Rosario Giuliani, la tranquilla andatura dei Manhattan Transfer, la scherzosa (e sacra...) musica di Lino Patruno e l'incendiaria forza di Marcus Miller: 4 serate all'insegna della musica di qualità con un pubblico che ha sempre riempito la piazza della Reale Basilica di Capurso. (Marco Losavio)

12/08/2008

Suoni Naviganti nel sagrato del quattrocentesco Convento dell'Annunciata: "Il festival ci ha presentato artisti prestigiosi ed un repertorio molto vario, tale da soddisfare il pubblico più vasto..." (Rossella Del Grande)

29/06/2008

si è concluso il Vittoria Jazz Festival - Music & Cerasuolo Wine: "...una prima edizione ben riuscita, tanto sotto l'aspetto musicale che per il buon seguito di pubblico, giunto anche dalle province limitrofe, il cui successo ha indotto già le realtà organizzatrici, Comune di Vittoria in testa, a dare appuntamento all'anno prossimo per l'edizione numero due..." (Antonio Terzo)

25/02/2008

Le secolari pietre che formano l'ipogeo della masseria "Il Trappeto" di Monopoli, hanno accolto Irio De Paula, uno dei più grandi chitarristi della cultura brasiliana e il Tubolibre Quartet di Gianluca Petrella. (Mariagiovanna Barletta)

24/02/2008

Intervista ad Anna Fattori, leader e vocalist dell'Anna Fattori Jazz Quartet: "...io penso che nel Jazz, se c'è qualcosa da comunicare, è bene farlo, perché comunque tutto ciò che è spontaneo e serve ad avvicinare di più la gente è un'ottima cosa: ben venga. Per me il Jazz non è il fatto di esibire quello che ho imparato...se no, diventa didascalico." (Luigi Milani)

04/02/2008

A Sassari l'insostenibile Leggerezza del Jazz. Gianluca Petrella e Antonello Salis incantano la settima edizione To Be in Jazz, dedicata quest'anno al trombone. Teatro Civico gremito e standing ovation la strenna natalizia sassarese. (Luigi Coppola)

25/01/2008

Divino Jazz 2007, Musica, danza, vino ed altro per palati raffinati: "...il Jazz ha ricoperto il ruolo primario con una trasversalità di contenuti ed atmosfere, che hanno sempre mantenuto alta l'attenzione ed il gradimento dell'uditorio. Il programma, infatti, ha presentato un alternarsi di accezioni espressive che sono apparsi più nelle loro significative peculiarità, che negli evidenti contrasti stilistici." (Francesco Peluso)

06/01/2008

Il Lee Konitz Quartet al Barletta Jazz Festival: "Il trio Zambrini-Tavolazzi-Manzi è stato assolutamente superlativo! Gli interventi dell'ottimo pianista Zambrini, in particolare evidenza per intelligenza e purezza espressiva, sono stati apprezzati dal pubblico per la chiarezza delle linee melodiche e ritmiche." (Pasquale Stafano)

05/01/2008

Il trio di Danilo Rea e Roberto Gatto, con Joseph Lepore al contrabbasso, al Dizzy's Club Coca-Cola di New York: "...l trio ha presentato alcune arie tratte dalle opere italiane eseguite con arrangiamenti jazz, oltre a classici della musica americana di Bacharach e Lennon, e originali interpretazioni in chiave jazzistica di note canzoni italiane." (Roberta Zlokower)

05/01/2008

I Festival Piemontesi, II Tappa: "I viaggi sono costruiti attraverso ritorni, passaggi e paesaggi e possono diventare con il tempo frequentazioni; le novità sanno stupire presentandosi come eccezioni o consolidate esperienze e il jazz acquista nuovamente lo stimolo per attraversare e ri-attraversare il Piemonte dell'estate 2007." (Alessandro Armando)

05/01/2008

Gino Paoli con il suo Milestones al NotomusicaFestival: "E' stato un incontro di jazz come ce ne sono stati altri tra il grande patrimonio della canzone italiana d'autore e non. Una via percorsa da tempo da parte di alcuni musicisti nostrani che hanno capito che si poteva creare un filone tutto italiano di jazz pescando nella nostra tradizione." (Giuseppe Mavilla)

03/01/2008

Umbria Jazz Winter #15, l'anno del Jazz Made in Italy: "Oltre 60 concerti a pagamento e circa 50 ad ingresso libero, 12 mila le presenze paganti, 165 mila euro gli incassi ai botteghini, 65 mila le presenze complessive, 180 artisti, 80 persone di staff, 25 tecnici, 50 unità di servizio e 210 le persone direttamente impegnate nella organizzazione del festival..." (Marcello Migliosi)

02/12/2007

Siena Jazz Reunion, Trent'anni di Jazz in Italia: "Due intense giornate che hanno visto confluire musicisti, studiosi, critici, jazzofili provenienti da diverse zone d'Europa ed anche dagli Stati Uniti d'America. Una girandola perfettamente sincronizzata di convegni, presentazione di libri e concerti." (Alceste Ayroldi)

03/11/2007

"E' stato il poeta della tromba, Enrico Rava, ad aprire la stagione invernale del Jazz Club Perugia, in programma fino al prossimo 11 aprile presso l'auditorium dell'Hotel Giò Jazz Area di Perugia." (Marcello Migliosi)

28/10/2007

Sotto la consueta direzione artistica di Paolo Damiani, si è tenuta la XXVII edizione di Roccella Jazz Festival 2007, intitolata "Al tempo che farà": "...un'edizione di "Rumori mediterranei" che certo resterà fra le migliori dell'intera storia del festival" (Enzo Fugaldi)

14/10/2007

Clusone Jazz 2007: "Clusone divenuta famosa grazie anche all'idea di Bennink, Moore e Reijseger, che diversi anni or sono decisero di dare al loro trio il nome di quel luogo magico in cui si era costituito, ma oggi vanta una fama internazionale per meriti propri: per il clima (tra artisti e organizzatori) e per la qualità della musica offerta, tanto, che gli organizzatori hanno deciso di esportare il loro sapere e conoscere altrove..." (Luca Vitali)

23/09/2007

Gianluca Petrella e il jazz spaziale del Bread and Tomatoes Trio: "Atmosfere lunari e un tocco d’Africa nel concerto di Petrella: il trombone sposa felice e contento l’elettronica" (Marco Buttafuoco)

26/08/2007

Multiculturita Summer Jazz 2007, i concerti di Balducci Ensamble, Funk Off, Rava Quintet, Gino Paoli e il quartetto di Pat Metheny e Brad Mehldau, l'intervista a Pat Metheny: "Capurso capitale pugliese del jazz nell'estate 2007. Non si tratta di un messaggio promozionale volto a promuovere un evento, ma un giusto riconoscimento per chi ha consentito a questo paese, sito nell'hinterland barese, di divenire in così pochi anni uno dei punti di riferimento regionali dal punto di vista musicale..." (Alberto Francavilla - Marco Losavio)

19/08/2007

Manu Dibango all'Auditorium RAI di Torino: "Manu Dibango è icona in movimento che ha intriso la sua vita e il suo suono della mondialità che la musica più di qualunque altra arte può avere e insegnare..." (Alessandro Armando)

08/08/2007

The words and the days (Enrico Rava)

28/06/2007

Nuova gallery con le foto di Marco D'Amico.

23/06/2007

Bibbidi Bobbidi Boop (Boops Sisters)

14/05/2007

Enrico Rava Quintet all'Auditorium di Roma: "La musica che oggi il trombettista propone, lontana dai più banali stereotipi jazzistici, è frutto di un lungo percorso che dall'inizio degli anni settanta si è spinto fino ad oggi sviluppando - secondo una propria coerenza - un linguaggio personale ed indipendente, una visione della musica fortemente caratterizzata." (Marco De Masi)

23/04/2007

Handuful Of Soul (Mario Biondi)

23/04/2007

Wishlist (Marco Trifilio)

25/02/2007

Un lupo in Darsena (Danila Satragno)

09/02/2007

Umbria Jazz Winter: "La quattordicesima edizione di Umbria Jazz Winter è stata contrassegnata dall'incontro tra il jazz e la canzone d'autore: un binomio che molti anni fa negli Stati Uniti ha prodotti quei famosissimi standards su cui i jazzisti di tutto il mondo continuano ancora oggi ad improvvisare. Questo "fenomeno" ha raggiunto ormai da anni anche nel nostro paese, ed ha contribuito a rafforzare un'identità troppo spesso condizionata dagli stereotipi d'oltre oceano." (Marco De Masi)

04/01/2007

Un esclusivo reportage attraverso i festival piemontesi: "E' possibile percorrere centinaia di chilometri e ascoltare note di jazz senza uscire da una sola regione del nostro paese: Il Piemonte. Attraverso piccole città, paesi che sono ricordati solo per essere parte di una periferia, paesi che fanno parte di province troppo vaste per essere nominati singolarmente, si può vivere un viaggio a tappe, piacevolmente forzate, per rispondere ad un urgenza: il jazz." (Alessandro Armando)

27/12/2006

Gino Paoli Quintet (R.Bonaccorso, D.Rea, R.Gatto, F.Boltro) al Teatro Augusteo di Salerno (Francesco Truono)

27/12/2006

Le nuove interviste di Mayday: Dick Oatts, Rosario Giuliani con Roberto Gatto e Pippo Matino, Al Di Meola e il giovanissimo Walter Ricci.

09/12/2006

Isis (Enrico Pieranunzi feat. Art Farmer)

07/12/2006

Lee Konitz Nonet ad Aperitivo in Concerto 2006-2007 (Daniela Crevena)

12/09/2006

Intervista ad Antonio Zambrini: "Non ci sono delle difficoltà particolari nell'avviare una carriera nel jazz: è proprio la carriera che è difficile, per mille motivi..." (Rossella Del Grande)

10/09/2006

Gezmataz 2006: Frisell, Weinstein, Tindiglia, Petrella, Matt Renzi, Bearzatti ... dieci giorni di workshop intensi ed entusiasmanti oltre a concerti di pregio che hanno visto anche l'interazione degli allievi ...

27/08/2006

Radio 3 Sessions (Domino Quartet)

29/06/2006

Pietro Condorelli Quintet e il trio formato da Roberto Gatto, Daniele Scannapieco e Julian Oliver Mazzariello allo Ueffilo Jazz Club: "Due grandi eventi in meno di una settimana: in totale, 8 tra i migliori musicisti attualmente presenti nel circuito nazionale..." (Alberto Francavilla)

04/06/2006

Fado Meridiano (Lillo Quaratino)

03/06/2006

Solo. Live at the Auditorium Parco della Musica (Danilo Rea)

24/05/2006

Musica (Antonio Zambrini)

13/05/2006

Indigo4 (Gianluca Petrella)

09/04/2006

Un Jazz d'alto livello al Metropolitan di Palermo: Enrico Pieranunzi & Ada Montellanico Quintet nel tributo a Luigi Tenco "Danza di una Ninfa" e Roberto Gatto Special Quintet nel tributo al Miles Davis degli anni '64/'68. (Antonio Terzo)

09/04/2006

L'allieva (Mina)

06/04/2006

Lee Konitz in solo all'Auditorium di Roma: "...La sua improvvisazione non è mai una punteggiatura della progressione armonica di una composizione, mai un riflesso dei colori degli accordi ma procede con una coerenza tale che ciascuna melodia potrebbe esser presa come un tema di una nuova composizione..." (Daniele Mastrangelo)

19/03/2006

So Right (Maria Pia De Vito)

18/03/2006

Nuova gallery a cura di Paolo Madussi

16/03/2006

I Doctor 3 a Villa Celimontana 2005 (Stefano Ramaccia)

15/03/2006

Ron Horton Quartet alla Salumeria della Musica: "Il grande jazz può essere anche molto fresco e giovane. Questa è la sensazione che ho provato fin dall'inizio, ascoltando Ron Horton, Ben Allison, Mike Sarin ed Antonio Zambrini..." (Rossella Del Grande)

26/02/2006

Gallarate Jazz Festival 2005: "...terza edizione di un Festival Jazz che anche quest'anno si è distinto per l'impronta personale che il suo Direttore Artistico, il Maestro ed Amico Max De Aloe, ha saputo conferirgli..." (Patrizio Gianquintieri)

07/02/2006

Una "Italian Jazz Musicians Gallery" a cura di Jos L. Knaepen

13/12/2005

Roberto Gatto Quartet per l'estate Verunese: "...Bravi musicisti che sentono il bisogno di improvvisare, di sorprendere il pubblico presente, prescindendo da ogni elemento che potrebbe, solo apparentemente, favorire o compromettere l'ispirazione..." (Bruno Gianquintieri)

20/11/2005

Danilo Rea e Gianluca Petrella: gli Italiani di Berchidda: "...l'interpretazione jazz dei capolavori di De Andrè mette in rilievo la sensibilità musicale di Rea..." - "Senza nulla togliere al collega jazzista e ad altri artisti pure di riguardo, quale gladiatore di quest'estate jazz-festivaliera possiamo additare Gianluca Petrella..." (Antonio Terzo)

06/11/2005

Le foto dell'Enrico Rava Quintet a Jazz in Parco 2005. (Francesco Truono)

01/11/2005

I concerti di Viggiano 2005: Aula, Vigorito e Zambrini con intervista, Zegna, Marcotulli, Bonvini, Giammarco e l'Orchestra Laboratorio diretta da Mario Raja... (Francesco Peluso)

12/08/2005

Il biografo di Nick La Rocca - Come entrare nella storia del jazz (Salvatore Mugno)

22/07/2005

Intervista a Gianluca Petrella: "...il jazz è fatto di diversi rami che partono da un unico tronco: può esserci il ramo della musica improvvisata...il ramo un po' più quadrato...quello ancora più schematico..." (Caterina Finelli)

02/07/2005

Charlap, D'Andrea, Mehldau, Rea, Corea...Il piano jazz in un nuovo spazio di fotografia a cura di Giorgio Alto

22/05/2005

Intervista tripla a Danilo Rea, Massimo Manzi ed Enzo Pietropaoli. Abbiamo posto lo stesso schema di domande a tutti e tre gli artisti rilevando molte affinità nell'approccio e nella visione attuale della musica, nei fattori predominanti che hanno influenzato le proprie scelte artistiche... (Marco Losavio)

15/04/2005

Umbria Jazz Winter: "...è il pianoforte a dominare la manifestazione, come può testimoniare anche l'evento jazzistico più significativo del Festival: i Duets di solo piano del 2 gennaio al teatro Mancinelli, con protagonisti Brad Mehldau e Danilo Rea prima e Martial Solal e Stefano Bollani poi..." (Dario Gentili)

02/04/2005

Una storia nel Jazz - Nick La Rocca (Claudio Lo Cascio)

03/03/2005

Under Costruction (Furio Di Castri - Gianluca Petrella)

08/12/2004

L'Enrico Rava Quintet apre la rassegna Antiphonae 2004: "...L'ambiente, già caldo per l'intera performance, diventa incandescente: è in piedi, canta ed applaude i cinque musicisti presenti sul palco..." (A. Ayroldi, M. Losavio)

17/07/2004

Renato Sellani e Danilo Rea a Cattolica per in duo inedito: "Da quella straordinaria coppia apparentemente seduta a un unico, lunghissimo pianoforte con due tastiere, trasudava qualcosa di grande e il pubblico partecipava sempre più." (Enrico Mariani)

04/04/2004

Enrico Rava Quintet a Busto Arsizio: "...uno dei musicisti italiani più rappresentativi ed apprezzati a livello internazionale...accompagnato da un affiatato e fantasioso quartetto composto da musicisti dotati di originalità e classe..." (Franco Donaggio)

17/10/2003

Lirico (Danilo Rea)

17/10/2003

Intervista ad Danilo Rea. In questa intervista dai toni prima rilassati, poi addirittura confidenziali, il pianista romano parlando del nuovo lavoro ci rivela ancora un po' della sua arte, del suo intenso mood espressivo, del suo approccio "visivo" nei confronti della musica. (G. Taormina)

23/08/2003

Due Colori (Antonio Zambrini)

13/02/2003

Intervista a Roberto Gatto: "Il jazz è una musica che non ti regala niente ... il Jazz è una fede, è un pensiero, è una musica che richiede grande concentrazione, grande preparazione ma soprattutto grande spiritualità ..." (Filippo Maria Cazzolla)

09/02/2003

Antonio Zambrini (piano)

12/12/2001

Quartetto di Antonio Zambrini

15/10/2001

In anteprima assoluta, X-Ray, il nuovo attesissimo CD di Gianluca Petrella. Ascoltalo e prenotalo subito!





Video:
Lino Patruno Jazz Show al Torino Jazz Festival [MM54-02]
Il chitarrista, banjonista Lino Patruno con la formazione del suo Jazz Show, il 1° Maggio in Piazza Castello Torino, per il TJF.Lino Patruno - ba...
inserito il 12/05/2012  da - visualizzazioni: 2983
Lennie Tristano - Descent into the Maelstrom
TRISTANO, LENNIE. Di origini italiane, perse la vista a nove anni. Studiò il pianoforte con la madre e numerosi altri strumenti in un istituto pe...
inserito il 14/10/2011  da fabriziowebmaster - visualizzazioni: 2691
Lennie Tristano plays I Don't Stand a Ghost of a Chance With You
rec. 1947...
inserito il 25/05/2011  da gullivior - visualizzazioni: 2330
Lennie Tristano Line Up.wmv
nessuna descrizione disponibile...
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Requiem
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Doctor Jazz - featuring Michael Supnick vocals
Lino Patruno Jazz ShowMichael Supnick (cornet, VOCALS)Gianni Sanjust (clarinet)Carlo Ficini (trombone)Lino Patruno (guitar and leader)Adriano Urso (pi...
inserito il 13/02/2011  da gioco1234 - visualizzazioni: 2750
Cheek to Cheek - featuring Mauro Carpi (violin)
Lino Patruno Jazz ShowMauro Carpi - (violin)Lino Patruno (guitar and leader)Adriano Urso (piano)Guido Giacomini (bass)Riccardo Colasante (drums)http:/...
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Amapola - featuring Gianni Sanjust
Lino Patruno Jazz ShowMichael Supnick (cornet)Gianni Sanjust (clarinet)Carlo Ficini (trombone)Lino Patruno (guitar and leader)Adriano Urso (piano)Guid...
inserito il 12/02/2011  da gioco1234 - visualizzazioni: 3601
What A Little Moonlight Can Do - Rebecca Kilgore, Patruno
What A Little Moonlight Can Do - Rebecca Kilgore, Patruno***IF YOU LIKE THIS THEN PLEASE SUBSCRIBE***2008 Rimini Jazz & Swing Lino Patruno & T...
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"The Nearness of You" Lino Patruno Randy Reinhart
"The Nearness of You" Lino Patruno Randy Reinhart2008 Rimini Jazz & SwingLino Patruno & The American All StarsRandy Reinhart (cornet...
inserito il 26/11/2010  da gioco1234 - visualizzazioni: 2591
"I've Found a New Baby" Lino Patruno & American All Stars
"I've Found a New Baby" Lino Patruno & American All Stars***IF YOU LIKE THIS THEN PLEASE SUBSCRIBE***2008 Rimini Jazz & SwingLino Pa...
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Pennies from Heaven - GEORGE MASSO & LINO PATRUNO
George Masso (trombone), Carlo Bagnoli (baritone saxophone), Sante Palumbo (piano), Lino Patruno (guitar), Luciano Milanese (bass), Giancarlo Legnano ...
inserito il 02/11/2010  da ClassicJazzShow - visualizzazioni: 3093
Blues My Naughty Sweetie Gives to Me - PEANUTS HUCKO & LINO PATRUNO
Blues My Naughty Sweetie Gives to Me PEANUTS HUCKO & LINO PATRUNO "Peanuts" Hucko (clarinet), Lino Patruno (guitar) with Milan College J...
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Summertime -Oh, Lady Be Good! BILLY BUTTERFIELD & LINO PATRUNO
Billy Butterfield (trumpet), Carlo Bagnoli (baritone saxophone), Sante Palumbo (piano), Lino Patruno (guitar), Luciano Milanese (bass), Carlo Sola (dr...
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Struttin' with Some Barbecue - BILLY BUTTERFIELD & LINO PATRUNO
Billy Butterfield (trumpet), Lino Patruno (bass) with Milan College Jazz Society: Gianni Acocella (trombone), Bruno Longhi (clarinet), Paolo Tomelleri...
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The Man I Love - GEORGE MASSO & LINO PATRUNO
George Masso (trombone), Sante Palumbo (piano), Lino Patruno (guitar), Luciano Milanese (bass), Giancarlo Pillot (drums), Legnano (Italy), Nov.10, 198...
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S'Wonderful - BILLY BUTTERFIELD & LINO PATRUNO
Billy Butterfield (trumpet), Lino Patruno (bass) with Milan College Jazz Society: Gianni Acocella (trombone), Bruno Longhi (clarinet), Paolo Tomelleri...
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Livery Stable Blues - Jimmy LaRocca, David Hansen, Lino Patruno Jazz Show
Livery Stable Blues - Jimmy LaRocca, David Hansen, Lino Patruno Jazz ShowLivery Stable BluesJimmy LaRocca - trumpetMichael Supnick - tromboneNicola Gi...
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Baby Won't You Please Come Home - Lino Patruno Jazz Show featuring Dan Barrett
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After You've Gone - Lino Patruno Jazz Show featuring Dan Barrett
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Chet Baker live in Isernia 1981 - "Just Friends" (Exclusive - Very Rare Live Version)
La sera del 24 ottobre 1981, presso il Cinema-Teatro "Fasano" di Isernia, Chet Baker si esibì in un memorabile concerto, accompagnato d...
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Paul Motian Quintet with Lee Konitz / Joe Lovano = North Sea Jazz Festival
Paul Motian Quintet North Sea Jazz festival === Lee Konitz, Joe Lovano, Bill Frisell, Marc Johnson...
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Lino Patruno Jazz Band @ Cotton Club Roma
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When The Saints Go Marching In - Lino Patruno Jazz Show
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Hindustan - Lino Patruno Jazz Show Live at Olympic Theatre
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Lennie Tristano Darn That Dream
Live Copenhagen 1965...
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Enrico Rava "Rapsodia in Blu" PM Jazz Lab Tentet con Petrella & Trovesi - Umbria Jazz Winter 17(2/2)
Enrico Rava "Parco della Musica" Jazz Lab Tentet ed il suo ultimo progetto, che lo porta a rileggere le partiture di George Gershwin. Lo fa ...
inserito il 09/01/2010  da nickingos - visualizzazioni: 3665
Enrico Rava "Rapsodia in Blu" PM Jazz Lab Tentet con Petrella & Trovesi - Umbria Jazz Winter 17(1/2)
Enrico Rava "Parco della Musica" Jazz Lab Tentet ed il suo ultimo progetto, che lo porta a rileggere le partiture di George Gershwin. Lo fa ...
inserito il 08/01/2010  da nickingos - visualizzazioni: 3294
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July 8, 1995 Umbria Jazz Festival, Italy, Paul Motian-Drums, Marc Johnson-Bass,, Lee Konitz-Alto Sax, Joe Lovano-Tenor Sax, Bill Frisell-Guitar...
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Data pubblicazione: 05/08/2006

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