Enrico Pieranunzi
e Yuri Goloubev Duo
10 giugno 2006 - Castiglione Olona - Varese
di Bruno Gianquintieri

Nel corso di questi ultimi mesi mi è capitato di assistere a tre concerti
di Enrico
Pieranunzi.
Il primo a Gallarate, in duo con
Dado Moroni,
integralmente registrato e riprodotto in un bello e elegante CD dal titolo "Live
Conversations"; il secondo, in trio con Luca Bulgarelli al contrabbasso
e Walter Paoli alla batteria, nell'ambito della rassegna bollatese "Conoscere
il Jazz"; il terzo, ancora in duo, con Yuri Goloubev,
il
10 giugno 2006, all'interno di una antica e
suggestiva corte, (Corte del Doro), per l'occasione allestita a platea, a Castiglione
Olona, antichissimo borgo della provincia di Varese, in occasione dell'annuale Festival
Jazz.
Comune denominatore di tutti gli eventi è la "grandezza" di questo musicista, pacato
e cortese nel rapporto con il pubblico, energico e carismatico sul palco, vero punto
di riferimento di ogni iniziativa creativa.
Prima del concerto a Castiglione Olona conversavo con
Pieranunzi
circa i motivi che lo avevano indotto per l'occasione alla scelta artistica del
duo con Yuri, giovane e talentuoso contrabbassista russo, conosciuto tempo
fa all'Isola d'Elba e incontrato nuovamente di recente per caso. Per
Pieranunzi
forse questo incontro è frutto del destino e la casualità potrebbe essere foriera
di nuove future prospettive interessanti, anche sul piano umano, come peraltro già
avvenuto in passato con Marc Johonson e Joey Baron dai quali venne
chiamato per sostituire Kenny Drew che dovette interrompere la tournée per
ritornare urgentemente in patria.
Pieranunzi
è incuriosito da questo musicista che dotato di tecnica eccelsa, capace di trasformare
a tratti, il suono del contrabbasso in percussioni intense, piene, in perfetta sintonia
con il suo pianismo ricco di ricercate sfumature melodiche, apprezzate soprattutto
nel corso delle esecuzioni di "The
Night Gone By", "Very
Early" di Bill Evans, "St.
Thomas" di
Sonny Rollins,
Autumn Leaves.
Il concerto è stato indubbiamente piacevole e intenso, soprattutto grazie
alla percepibile, perfetta integrazione sviluppata da
Pieranunzi
tra gli aspetti consci e inconsci del modo di improvvisare. Il pubblico ha lungamente
applaudito la performance del duo e, quasi timidamente, sottovoce, sottolineava
la levatura "mondiale" di
Pieranunzi;
forse alcuni di questi ignoravano l'ennesimo importante riconoscimento internazionale
meritatamente ottenuto da
Pieranunzi,
questa volta dalla nota rivista americana Down Beat che nell'edizione di giugno
2006 ha recensito il suo cd "Live in Paris"
con quattro stelle e mezzo!
Speriamo in un ritorno a breve del Maestro per rivivere ancora nuove emozioni,
da condividere con i tanti nuovi amici da lui incontrati "casualmente" da queste
parti.