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Intervista e recensione del concerto dei
"Quadrivision"
Poco prima della performance dei "Quadrivision", ci appartiamo con Marco Ricci, Massimo Manzi, Alberto Mandarini e Roberto Cecchetto in un angolo tranquillo del Dynamo Club di Milano, e li intervistiamo prendendo spunto dal nome della loro formazione, e cioè uno ad uno, per farci dare la loro particolare "visione" a ogni domanda.
Un aggettivo o un colore (una pennellata impressionistica!)
per descrivere il progetto Quadrivision dal vostro particolare punto di vista:
Massimo Manzi: Il cercare di non essere banali senza abbandonare la ricerca di una comunicativa musicale. Roberto Cecchetto: Sicuramente un atteggiamento non prevaricante nei confronti delle persone che ti accompagnano nel fare musica insieme. Alberto Mandarini: Secondo me il denominatore comune è la musica, né più né meno, perché ognuno di noi ha avuto una sua esperienza personale. In ogni caso tutte le esperienze erano finalizzate a creare della musica e a ricercare il senso della musica che ognuno di noi ha dentro.
Roberto Cecchetto: Ognuno di noi quattro ha avuto un percorso misto, denso di collaborazioni anche molto diverse tra loro e in questo percorso ci siamo incontrati, il risultato è che ciascuno di noi quattro ha suonato con gli altri tre in altri progetti.. ma alla fine devo dirti che non so chi sia stato il fautore, ma ho un sospetto... secondo me è Marco Ricci. Marco Ricci: É nata da una mia idea subito condivisa con Alberto Mandarini...mi ricordo in occasione di un concerto con Sandro Cerino (Vivaldi's Four Seasons) che ci vide e ci vede ancora coinvolti entrambi. Ho parlato con Alberto di questa voglia di suonare con lui e con Roberto e Massimo e lui ha accolto immediatamente con entusiasmo questa idea, confidandomi che anche lui nutriva da un po' di tempo lo stesso desiderio. Di fatto abbiamo già un concerto, oltre alla serata al Dynamo, e l'idea è già realtà. Massimo Manzi: Ti devo dire che è stata una scelta di amicizia e di stima reciproca fra i componenti. La scelta dell'organico è avvenuta parlando con Marco Ricci, e siamo arrivati a queste prime serate che hanno permesso di concretizzare l'idea. Alberto Mandarini: Sempre per lo stesso motivo;
per la musica. Alla fine ognuno di noi bene o male aveva dei rapporti che magari
partivano da molto distante. Per esempio con Roberto Cecchetto avevo suonato
20 anni fa poi ci siamo persi di vista, ma eravamo vicini musicalmente. Poi quando
parlando con Marco
Ricci si ipotizzava un nuovo Quartetto siamo andati a cercare le persone
con le quali avremmo avuto più piacere a condividere questa esperienza e anche a
ricercare una sonorità non consueta, e dunque dei musicisti con un sound molto personale.
Marco Ricci: Assolutamente. E' proprio l'aspetto che vorrei non passasse mai in secondo piano; non faccio un paragone azzardato se cito e considero come nostro punto di riferimento la polifonia rinascimentale in cui ogni parte, dal soprano al basso, è paritetica e prescinde dai classici ruoli prestabiliti di melodisti ed accompagnatori. Per realizzare questo equilibrio, è fondamentale poter contare sulla sensibilità e il bagaglio tecnico-culturale dei miei tre "partner". Massimo Manzi: Sì. E' ancora presto, guardo avanti e guardo agli sviluppi della situazione. Poi penso che ognuno di noi darà consigli agli altri per mettere a fuoco meglio il proprio contributo individuale in funzione dell'insieme, del quartetto. Alberto Mandarini: Si può dire che ormai la tendenza dei quartetti che si formano in questo modo è questa. Penso di poter dire che l'idea di questo quartetto è una idea di ricerca che può prendere le direzioni più insospettabili. E quando c'è la ricerca di mezzo i musicisti possono davvero mettere in luce tutte le loro caratteristiche. E in effetti questa non deve essere solo la sensazione dell'ascoltatore ma l'obbiettivo dei musicisti. Roberto Cecchetto: Penso proprio di sì e penso anche che il motivo è perchè c'è molta lealtà tra di noi, e la musica che ne viene fuori è una musica che nasce dall'amicizia...questa per me è una delle condizioni ideali per fare musica insieme.
Marco Ricci: Sicuramente, anche se mi piacerebbe farlo dopo una serie di concerti o un mini tour, il che ci permetterebbe di di affinare le "misure" al meglio. Ma, come si sa, la realtà del jazz in Italia, e credo anche all'estero, ti impone di realizzare il progetto prima su Cd (magari anche su vinile, ho sentito di un suo ritorno). L'idea mi esalta comunque e mi riempie di stimoli. Finalmente ho un giocattolo che sento mio! Massimo Manzi: Appena sentiremo che è giunto il momento per farlo. Appena saremo abbastanza convinti e soddisfatti del risultato…Tutti noi lavoriamo con grandi professionisti e in questo progetto vogliamo portare un risultato all'altezza delle aspettative. Il tempo è tiranno e non permette di provare abbastanza, e le richieste per concerti non sono mai abbastanza numerose. Alberto Mandarini: Quando c'è una formazione che
interessa a tutti i componenti sicuramente l'idea di registrare, di salvare su disco
c'è. Mi piacerebbe per una volta fare un po' come facevano i nostri padri musicali,
e cioè andare a registrare nel momento in cui ci sia un pensiero formato a livello
musicale, ci sia uno spessore, una intenzione comune. Allora sarebbe bello andare
in quel momento. Invece ora si tende a fare il contrario; adesso si registra immediatamente
e la musica magari esce dopo due anni. Sarebbe bello per una volta riuscire a fare
l'inverso. La proposta musicale è sterminata e chi deve fare delle scelte, o va
per chiara fama, oppure si deve avere del materiale, della documentazione, perché
si possa avere una idea di cosa si va a fare. E se hai solo un'idea, nessuno l'accetta
per quella che è, l'unico modo è avere una registrazione, che poi nella musica è
l'unica cosa che ha senso, perchè a quel punto le parole decadono. La musica ha
questo pregio straordinario: quando funziona è inequivocabile. ..::il Concerto::..
Termina sotto ottimi auspici la prima serata di presentazione dei "Quadrivision"
con insistenti richieste di bis da parte del pubblico in sala. Abbiamo ascoltato
degli eccellenti musicisti all'opera, e siamo curiosi di assistere agli sviluppi
di questa formazione tanto ben assortita ed equilibrata.
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