Jazzitalia
versione italiana english version
 
Indirizzi |  Saranno Famosi |  J-Shop | Mailing List | Newsletter | Forum |  Cerca | Links | Sondaggio |  Cont@tti
COMUNICATI
Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati
 
 

Roccella Jazz Festival - Rumori Mediterranei
Pietro Tonolo Trio
22 agosto, Marina di Gioiosa Jonica
di
Antonio Terzo
foto di Alessia Scali

Se l'umoralità meteorologica di quest'estate è sembrata la costante di quasi tutti i festival musicali svoltisi nella penisola in tutta la sua lunghezza, a fronte di concerti che di ciò hanno molto risentito in termini di fruizione e godimento da parte del pubblico – non ultimo quello di Cassandra Wilson ad Umbria Jazz '05 –, ce n'è stato qualcuno – senza pretese di esaustività – che ne ha, invece, sorprendentemente beneficiato.

Uno, in particolare, quello del trio di Pietro Tonolo – titolare al sax tenore, Piero Leveratto al contrabbasso e Francesco Sotgiu alla batteria – nell'ambito del Roccella Jazz Festival 2005. Il trio avrebbe infatti dovuto suonare su di un oscuro palchetto, scarno ed acusticamente improbabile, con scenografia resa in modo magnificente dai ruderi illuminati di un torrione sullo sfondo del lungomare di Marina di Gioiosa Jonica. Ed in effetti, nonostante il tempo minacciosamente incerto, il primo brano viene eseguito: il contrabbasso di Leveratto insiste sulla medesima nota per una introduzione modale su cui Sotgiu sbuccia piatti e tamburi consentendo al sassofonista, sopra questo fondale, di stendere con ottave e doppie posizioni il tema di Esteem di Steve Lacy.

Poi la pioggia che, per quanto sottile e leggera, mette a rischio l'incolumità dell'amplificazione elettronica e quindi di tecnici e strumentisti, inducendo alla decisione di sospendere l'esibizione. Onnipresente, il direttore artistico e violoncellista Paolo Damiani decide di trasferire la location presso un locale bistrot, al cui esterno si trova una sorta di tettoia in muratura, sotto la quale parte dei presenti corre a riparasi. Luogo inconsueto e certamente inadatto, ma dopo un po' d'attesa, quando alla fine il mirabolante service tecnico monta batteria ed amplificazione – necessaria adesso alla sopraggiunta chitarra di Giancarlo Bianchetti –, la musica riprende avvalendosi di un'atmosfera più raccolta, creata dal capannello di ascoltatori che si stringe attorno al trio ora divenuto quartetto, ripartendo proprio da Il Sottoscala, composizione di Tonolo che mai avrebbe potuto essere più opportuna e meglio spesa.

Si sgancia momentaneamente Bianchetti, per dar modo al trio di immergersi in Abendlied di Leveratto, da cui emerge la vera essenza del trio pianoless, con il contrabbasso che copre l'impalcatura ritmo-armonica mentre la batteria sembra mettere l'accento più sulla scansione melodica a sostegno della voce solista del tenore e le sue coloriture dinamiche piuttosto che sul ritmo vero e proprio. Il rientro di Bianchetti fa perdere al trio la dimensione "a-spaziale" dovuta alla mancanza di sezione ritmica, consentendogli tuttavia di guadagnare un più vivace ed articolato scambio di impressioni musicali su Cadillac di Nino Rota: discontinuo il fraseggio del chitarrista, mantiene viva la tensione con le varie posizioni accordali, ragguardevole l'intesa fra batteria e sax, attentissimo il contrabbasso ad occupare eventuali interstizi rimasti vuoti con roventi ottavi. Apre il successivo brano un caleidoscopio di illustri riferimenti tratti dal repertorio bebop, magari appena accennati, alcuni frammentati o anche stravolti, ma tutti facilmente riconoscibili ai più – Salt Peanuts, Yardbird Suite, ed altre – inquadrati secondo la personale e libera visione di Tonolo. Stesso spirito ironico e fantasioso nell'assolo di Leveratto, mentre Sotgiu tinteggia di crash e ride spingente le trame estemporanee del leader per la monkiana Skippy. Particolare l'inizio del pezzo successivo, connotato in modo percussivo da batteria, contrabbasso e "slap-tongue" di Tonolo [tecnica che consiste nel far schioccare l'ancia con la lingua dopo aver risucchiato e rilasciato l'aria in bocca, sfruttando la risonanza del fusto dello strumento, n.d.r.], fra cui si calano curate armonie chitarristiche. Quindi, in tacet del gruppo si distingue il tenorista veneziano nel far risuonare possenti le note del suo sax ad avvitare linee melodiche attorno ad una ancora non ben definita struttura armonica. Poi una rinfrescata sui piatti di Sotgiu, e si torna tutti a suonare: partendo da una citazione tratta da Pierino e il lupo il gruppo ne regala una splendida lettura in chiave jazzistica, molto apprezzata dal pubblico che la sottoscrive con sentiti applausi. Segue una morbida e sensuale Isfahan di Billy Strayhorn, standard che il gruppo espone con originalità, ed infine, sulle triadi di Leveratto sopravanzato dall'elettrico intervento della chitarra, un samba allegro, Mamacita, a festeggiare l'ottima riuscita di un concerto il cui inizio sotto la pioggia aveva fatto temere il peggio.




Articoli correlati:
02/11/2007

Jazz a' Juan 2007: "Il programma interessante e variegato di proposte musicali interpretate da alcuni dei gruppi più degni di nota nel panorama mondiale ha suscitato apprezzamento e consenso tanto da garantire il "tutto esaurito" ogni serata..." (Bruno Gianquintieri)

05/03/2006

Italian songs (Pietro Tonolo)

21/01/2006

Intervista a John Patitucci: "...Secondo me, Jaco Pastorius ha dato un grosso contribuito come compositore. Era "normalmente grande" come musicista, ma ritengo che il suo modo di comporre fosse bello, la sua musica mi toccava, profondamente..." (Antonio Terzo)

23/10/2005

Venticinquesima edizione di "Rumori Mediterranei", il festival diretto da Paolo Damiani a Roccella Jonica che si caratterizza sempre più per riuscire a coniugare le musiche, le arti di popoli e culture diversi. (Enzo Fugaldi)

28/08/2005

24 luglio, prima giornata di Siena Jazz 2005: la straordinaria Piazza del Campo, i concerti di Pietro Tonolo Quartet e Gianluigi Trovesi Ottetto (Alceste Ayroldi)

24/10/2004

Roccella Ionica 2004, XXIV Edizione di Romori Mediterranei. "Intitolata "Monsters" e dedicata a Steve Lacy. I mostri evocati dal festival calabrese erano tali nel senso dell'unicità, della stranezza, della prodigiosità, e hanno fatto la propria comparsa tra le pieghe dei ben 18 concerti tenutisi nei sette giorni di durata della manifestazione." (Enzo Fugaldi).

17/07/2004

Oltremare (Pietro Tonolo)

21/09/2003

XXIII Edizione di Rumori Mediterranei a Roccella Ionica: "...Perennemente in movimento, come in cerca di nuove identità, il Festival calabrese, alla sua 23a edizione, ha scelto di ampliare ulteriormente il dialogo fra il jazz, le altre musiche e le altre arti..." (Enzo Fugaldi)



Invia un commento


© 2000 - 2008 Tutto il materiale pubblicato su Jazzitalia è di esclusiva proprietà dell'autore ed è coperto da Copyright internazionale, pertanto non è consentito alcun utilizzo che non sia preventivamente concordato con chi ne detiene i diritti.


Questa pagina è stata visitata 2.587 volte
Data ultima modifica: 05/01/2008

  Invia questa pagina ad un amico



Home |  J-Shop |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Mailing List | Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti