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L'urklang della Salerno Jazz Orchestra
mercoledi 9 maggio 2007, Teatro Verdi di Salerno.
di Olga Chieffi


Antonio Baldino, Nicola Coppola, Gianfranco Campagnoli, Corrado Pinto - tromba
Carla Marciano, Giusi Di Giuseppe, Alfonso Deidda, Stefano Giuliano, Jerry Popolo, Daniele Scannapieco, Antonello Altieri, Peppe Esposito - sax
Raffaele Carotenuto, Alessandro Tedesco, Rosario Liberti, Antonio Di Somma - trombone
Guglielmo Guglielmi, Gaspare Di Lieto, Giampio Vetromile, Alessandro La Corte - Pianoforte e tastiere
Carlo Fimiani, Domenico Basile, Peppe Loffredo, Massimo Barrella -Chitarra
Paolo Pelella, Dario Deidda, Aldo Vigorito, Tommaso Scannapieco, Antonio De Luise - Basso e contrabasso
Giampiero Virtuoso, Gaetano Fasano, Franco Gregorio, Gerardo Palombo, Davide Cantarella - Batteria e percussioni
Pierpaolo Bisogno - vibrafono

DIREZIONE: Stefano Giuliano

La neo-nata formazione che ha debuttato al teatro Verdi mercoledì sera 9 maggio 2007, in assenza del sindaco Vincenzo De Luca, ha ricevuto la benedizione del contrabbassista Giovanni Tommaso.

Dopo la Salerno Liberty City Band, un settetto nato qualche anno fa, il 9 maggio, il palcoscenico del teatro Verdi ha salutato il debutto della Salerno Jazz Orchestra, una formazione di stampo classico quattro trombe, quattro tromboni, cinque sax, pianoforte, tastiere, chitarra, basso e percussioni, nelle cui sezioni si alternano i numerosi jazzisti salernitani, dalle stelle, oramai internazionali, ai giovani che da poco si affacciano a questo genere musicale, nata per offrire a alla nostra città una orchestra "stabile" jazz, al pari della Filarmonica "G.Verdi" e riunire le eminenze della nostra "scuola" jazzistica.

La scaletta è stata quasi del tutto imperniata su brani originali scritti dagli stessi strumentisti, scelta accorta che, mettendo da parte gli standard, ha evitato pericolose comparazioni con le storiche formazioni. Ciò che è saltato immediatamente alle "orecchie", sono stati i toni sempre spinti, sempre alti, di ance ed ottoni nei pochi assieme (i pezzi interamente orchestrali sono stati quello d'apertura "Settimo Giorno" e l'unico standard in programma "To you" di Thad Jones), in cui si è notato che le sezioni e gli strumentisti che le componevano parlavano linguaggi diversi. Ci siamo trovati davanti ad un'orchestra che è attualmente senza un'identità e invitiamo il direttore a spingere verso un'idea unica che possa sintetizzare circa trenta intenzioni musicali, a volte divergenti e anche opposte. Nonostante l'intensa settimana di prove, in brani quali il delicato "Carmen" o lo standard "To you", la ricerca del suono, dell'unità, per non parlare dei colori, è risultata essere stata messa completamente da parte. Sicuramente graditi al pubblico sono risultati i pezzi latin, la seconda parte di "It's not too late", e quell' "Intercity for Cuba" che non possiede, però, il dono della sintesi, per il resto di vera orchestra jazz se ne è sentita davvero poca, poiché gli arrangiamenti sono stati tutti mirati a porre in luce i propri progetti, quartetti, quintetti, che nell'economia del pezzo, hanno naturalmente risposto bene, così come i vari solisti, che possiamo ascoltare in città e dintorni quasi ogni fine-settimana.

Da questo progetto all'idea di una formazione "stabile", in grado di frequentare tutti gli stili che hanno caratterizzato le varie ere del jazz crediamo ci sia molta strada da percorrere, mettendosi in cammino con estrema umiltà e cercando di mettere da parte i ruoli di "solisti", che bene o male un po' tutti rivestono nei propri gruppi, ponendosi a disposizione della squadra che, per la sua stessa natura, insegna ad avere rigore e senso collettivo, ad imparare ad essere musicisti completi, a rendere duttile ed "adattabile" il proprio strumento a ciò che il segno musicale in quel momento intende rivelarci. Per raggiungere ciò la formazione avrà bisogno di un conductor e orchestratore di grande levatura, solo così è probabile che tutti, sottoposti ad un lavoro intenso e proficuo, dove coesione e stile, senso ritmico, conoscenza dei vari generi musicali si esaltino ai massimi livelli, possano un giorno dichiararsi consapevolmente orchestra.




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Data ultima modifica: 11/02/2008

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