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Mi siedo, verifico la mia attrezzatura, che sia tutto pronto per il "click" magico. Guardo con invidia gli ospiti sul bordo della piscina, ma sempre con le orecchie ben tese a carpire il minimo indizio di presenza degli artisti. Passa Francesco Bearzatti con il suo trio ("Sax Pistols" - ragazzi questa è energia pura da vedere ed ascoltare soprattutto nelle particolari interpretazioni di pezzi storici dei Led Zeppelin e di Jimi Hendrix). Lo saluto e lo ringrazio per il tempo dedicatomi il pomeriggio precedente per alcuni scatti a Palazzo Primavera. Improvvisamente mi sento come se fossi caduto in un caleidoscopio….di
note. Ad occhio – anzi ad orecchio – e croce mi ricordano i fraseggi di Roscoe
Mitchell: inconfondibile il suo incedere. Comincio a crederci: allora ci sono!
Scendo le scale che
Sono solo…sudato….emozionato….a pochi metri da me, dietro una semplice porta ci sono tre Leggende viventi che messe assieme superano i due scoli ma la loro capacità di entrare in simbiosi, la loro creatività, la loro potenza ed intensità espressiva, meritano senza alcun dubbio uno zero in meno! Chissà questa sera, mi chiedo, …se queste sono solo prove!
Sono disperato, mi sono giocato una delle più importanti occasioni mai capitatemi. Come li riaggancio? Che mi invento?
Passano pochi minuti…..eterni, i Maestri escono dalla sala, mi vedono, anche Reggie, mi riconosce. Accenno un timido sorriso: è un grande, mi risponde; faccio cenno con la mano indicando le foto e – non posso crederci – si avvicinano! Signore e Signori, anch'io ho avuto il mio incontro ravvicinato del 3°/4°/9° tipo (beh, fate voi!): Mr. Sam Rivers, Mr. Roscoe Mitchell, Mr. Reggie Workman erano davanti a me ed io davanti a loro. In un incomprensibile inglese (anche per me stesso) faccio capire che le foto sono per loro e che mi sentirei veramente onorato se le accettassero. Non solo le accettano, ma vogliono anche il book… Non c'è problema, per me l'importante e che non mi scappino più. Scambiamo qualche battuta, con Reggie in particolare ci scappa anche la risata (chissà cosa gli ho detto...), mi regalano due dediche sulle mie foto dicendomi "ciao Patricio, you are good eye…We are waiting you in New York.". Mi sono congedato aiutando Reggie a portare il suo contrabbasso per le scale sino al primo piano (anche l'ascensore guasto quel giorno mi ha dato una mano) e sarei arrivato anche al quinto piano!
Ah! Il concerto: a New York per i WARM sono letteralmente impazziti. A Terni, non so gli altri, ma io dopo qualche scatto sono rimasto ipnotizzato. La spontaneità delle elaborazioni di Roscoe, tremendo con la sua gragnaiuola di note con picchi elevatissimi e sempre ispirato da quell'anelito di estrema libertà e insieme di liberazione tipico del free, la semplicità quasi irriverente di Rivers nella ricerca di nuovi limiti aldilà di qualsiasi tematica e sonorità tradizionali, la sublime raffinatezza di Workman che ben ha assimilato e continua ad elaborare il messaggio di "Trane", mi hanno letteralmente annichilito. Appoggiata la fotocamera mi sono lasciato trascinare per oltre un'ora in quel mare di freschezza e di piacevole stordimento provocato dai quei tre giovani di terz'età, assecondati da un portentoso e roboante Pheeroan AkLaff: la Zona del Sublime non poteva aver migliori interpreti.
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