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Umbria Jazz Winter XIV
Orvieto, 28 dicembre 2006 - 1 gennaio 2007
di Marco De Masi

Le Gallery di:
Giorgio Alto - Bruno Gianquintieri
Alessia Scali - Francesco Truono


Concerto per Sauro
Danilo Rea, Renato Sellani, Giovanni Tommaso, Enzo Pietropaoli, Roberto Gatto

La quattordicesima edizione di Umbria Jazz Winter, andata in scena ad Orvieto dal 28 dicembre all'1 gennaio, è stata contrassegnata dall'incontro tra il jazz e la canzone d'autore: un binomio che molti anni fa negli Stati Uniti ha prodotti quei famosissimi standards su cui i jazzisti di tutto il mondo continuano ancora oggi ad improvvisare. Questo "fenomeno" ha raggiunto ormai da anni anche nel nostro paese, ed ha contribuito a rafforzare un'identità troppo spesso condizionata dagli stereotipi d'oltre oceano.

I progetti musicali in cartellone sono stati molti, e di vario genere: da Roberta Gambarini con il suo trio a Stefano Bollani (che si è esibito sia in solo che con il trio); da Sergio Cammariere a Paolo Fresu (con il PAF, in duo con Uri Caine e con il Devil quartet); fino alla all stars band degli "Uomini in frac" in omaggio a Domenico Modugno. Tutto italiano è stato anche il "Progetto per Sauro", uno dei fondatori di Umbria Jazz recentemente scomparso, al quale sono stati dedicati tre concerti con i nostri musicisti jazz più importanti: Danilo Rea, Roberto Gatto, Giovanni Tommaso, Renato Sellani, organizzati in diverse formazioni, dal duo "Rea/Sellani" al quartetto di Tommaso.

Le uniche presenze rilevanti degli stranieri sono state, invece, solo quelle del Roy Hargrove quintet e del Lew Soloff quartet.

Da segnalare, inoltre, la presentazione del libro di Franco Fayenz e Riccardo Brazzale su Lennie Tristano dal titolo "Lennie Tristano un mito, un maestro, quasi un santone" insieme alla "Suite for Lennie" dedicata al pianista di origini italiane, ed eseguita da Gerardo Iacoucci al pianoforte, Stefano Cantarino al contrabbasso, con interventi video di Massimo Achilli.

Una manifestazione perfettamente riuscita quella di quest'anno, che oltre ad aver registrato un grande successo di pubblico, ha dimostrato di saper caratterizzare la propria offerta, evitando di consegnarsi nelle mani dei grandi nomi internazionali, per puntare invece sugli ottimi talenti del nostro paese, tenendoci a sottolineare ancora una volta le importanti dimensioni di questa nuova "via italiana nel jazz" (Carlo Pagnotta, direttore artistico di UJ).

28 dicembre
Un doppio concerto per la serata di inaugurazione della quattordicesima edizione di Umbria Jazz Winter ad Orvieto, che mette in relazione la tradizione musicale afroamericana con quella cantautorale contemporanea del nostro paese. Da una parte Roberta Gambarini insieme al suo trio che offre una raffinata rappresentazione delle songs americane in uno stile altamente celebrativo; dall'altra le suggestive composizioni di Sergio Cammariere che nascono da una complessa mescolanza di generi. Ma andiamo per ordine…

Roberta Gambarini Trio
Che a Roberta Gambarini, straordinaria cantante ed interprete torinese, residente da otto anni negli Stati Uniti – luogo in cui ottenuto la definitiva consacrazione collaborando con artisti del calibro di Hank Jones …–, sia stato affidato il compito di aprire la manifestazione umbra, non è affatto un caso. La fresca nomination ai Grammy Awards per l'album "Easy to love" e la conseguente esplosa popolarità, le hanno consegnato un privilegio che la cantante è riuscita ad onorare con un ottimo concerto, supportata da una sezione ritmica davvero importante (quella del Roy Hargrove quintet).

Sorretta quindi musicisti solidissimi, versatili, capaci di esaltare la sua interpretazione, la "neonominata" è riuscita a dare prova di una tecnica vocale eccellente: magistrale uso delle dinamiche e ottima padronanza su tutti i registri. Dove invece ci si aspettava qualcosa in più, vista la fama – spesso traditrice – che la precedeva, era nell'improvvisazione: escursioni brevi, spesso ripetitive, in cui non sembrava essere presente una dose sufficiente di fantasia e convinzione.

Una scaletta forse poco dinamica, abbondantemente farcita di ballads, e fortunatamente animata nella parte centrale dall'apparizione di Roy Hargrove, con il quale la cantante torinese ha duettato in un paio di dialoghi purtroppo non del tutto riusciti. Tra i brani, il tema del Maestro Ennio Morricone scritto per il film "Nuovo cinema paradiso" e la title track del nuovo lavoro Easy to love.
Una musica d'altri tempi, in cui la formidabile capacità dei musicisti non è sembrata bastare a far crescere le potenzialità di un progetto artisticamente debole – nel senso della ricerca…– che trova invece nella denominazione di "spettacolo" (entrateinment) una collocazione più adeguata.

Sergio Cammariere
Una piacevole sorpresa. Dal vivo Sergio Cammariere sa davvero emozionare, esprimendosi con lirismo e ricercatezza in uno stile composto come un mosaico di esperienze tra loro diversissime (musica classica, sonorità sudamericane, jazz, canzone d'autore). Si passa quindi da ascolti ricchi pathos in cui le escursioni strumentali diventano protagoniste della scena, ad episodi di radice più cantautorale dove la profonda ed espressiva voce di Cammariere, accompagnata solamente dal piano, incanta per la sua trasparente intimità.

Tanta musica da ascoltare: dai romantici interludi del pianoforte di Cammariere ai potenti fraseggi della tromba di Fabrizio Bosso; che spesso sanno congiungersi con una tale forza espressiva da rendere quasi superfluo il ritorno al cantato.

Un'esibizione che certamente non ha rivelato nulla di nuovo sull'artista di Crotone, già vincitore di premi di grande prestigio come la "targa Tenco" e il "premio De André" (tralascio volutamente il riconoscimento della critica a Sanremo), ma che offre l'occasione per confermare un talento di un artista di casa nostra che, se non si lascerà tentare dalla fame di consensi, potrà sicuramente scrivere in futuro pagine di ottima musica.

29 dicembre
Due esibizioni questa sera: quelle di Stefano Bollani in piano solo e del quintetto di Roy Hargrove, specchio di due concezioni profondamente diverse di intendere la musica jazz. Da una parte quella del pianista milanese, ricca di influenze – dalla musica colta a quella brasiliana, passando per la canzone d'autore italiana –, dall'altra una coscienza musicale più "schierata", meno eclettica, che ha nella tradizione afroamericana il suo primo punto di riferimento.

Stefano Bollani Piano Solo
Il concerto inizia con un medley di tre brani di autori brasiliani – tra cui uno dell'indimenticabile Joao Gilberto – in cui il pianista mescola uno stile lirico insieme a complesse decostruzioni delle melodie. Le trovate non sono mai banali: sia nella "semplice" elaborazione melodica che nello sviluppo del brano dove entrambe le mani iniziano a descrivere, prendendosi gioco dei propri ruoli tradizionali, linee che si intrecciano e si rincorrono come in una fuga bacchiana: la sinistra non accompagna, ma ingaggia continui duelli con la mano destra.

Un grande talento. Immenso per la naturalezza che esprime fra i tasti del suo pianoforte, per la inesausta fantasia delle sue improvvisazioni e per la tecnica eccellente con cui le esegue; ed anche per la grande capacità che ha di comunicare con il pubblico (soprattutto con la musica, oltre che con le sue solite divertenti battute). Insomma, un artista che continua a crescere e a meravigliare il suo pubblico – peraltro sempre più vasto – grazie al proprio eclettismo compositivo-improvvisativo che gli permette di mescolare con naturalezza, musiche di diverse radici culturali in un impasto di assoluta originalità e freschezza.

Dopo la coinvolgente esecuzione di Antonia (dal suo ultimo lavoro in piano solo con l'ECM), e l'astrattismo di Visione uno (presa dall'album per la Label Bleu "I Visionari"), Bollani ha chiesto al pubblico – come è consueto fare nei suoi concerti di piano solo – di proporre dei brani per eseguirli (impastati insieme) in un'estemporanea improvvisazione: tra le melodie di "Braccio di ferro" ed "Heidi" legate insieme dalla sua folle genialità, Stefano Bollani ha davvero rapito con la sua musica un pubblico mai stanco di ascoltarlo ed applaudirlo. Aspetteremo quindi con ansia i suoi prossimi lavori per l'ECM, etichetta con la quale il pianista ha firmato per tre album: in solo, in trio con la sua ritmica danese, in duo con Enrico Rava. Auguri.

Roy Hargrove Quintet
Tra le stelle che hanno brillato nel cielo nero di Orvieto, quella di Roy Hargrove non è stata di certo quella più luminosa. Nonostante fosse sostenuto da musicisti straordinari, il trombettista – uno dei più importanti della sua generazione – non ha sfoggiato un forma ottimale: improvvisazioni brevi, pesanti, che avevano molta difficoltà a decollare.
Un diverso impatto sul pubblico hanno avuto invece le scorribande del sassofonista Justin Robinson, tecnicamente impeccabile, forse però troppo impegnato a stupire il pubblico con scale eseguite a velocità vertiginosa senza fare però molta attenzione all'interplay.

Detto ciò, rimane, oltre ogni equivoco, il sound stupefacente del quintetto: uno swing e una solida fluidità ritmica travolgenti. Ottimi tutti i componenti: dal pianista Gerald Clayton col suo tocco ritmico, incisivo e minimale; alla morbida, fantasiosa e solidissima sezione ritmica composta dal batterista Montez Coleman e dal contrabbassista Joe Sanders.

Toccanti momenti di lirismo quando Hargrove imbraccia il flicorno soprano, strumento che gli permette di comunicare tutto il calore della sua voce così profonda ed espressiva. Momenti che durano però solo il tempo di un paio di ballads, sostituiti poi da quel sound aggressivo, ritmico, e per certi versi venato di "free" che ha caratterizzato il grosso delle esecuzioni del quintetto.

Un concerto per orecchie allenate.

30 dicembre
"Uomini in frac" omaggio a Domenico Modugno. Una serata simbolo del festival: jazz italiano e canzone d'autore. È con l'omaggio alla musica di Domenico Modugno – primo vero cantautore moderno italiano – che jazz e canzone si incontrano nuovamente per riaffermare il loro legame nel nome di una rivisitazione italiana della musica afroamericana. E il risultato è felicissimo. Quasi sorprendente.

Le voci: suggestiva e calzante quella di Peppe Servillo, ricca di espressione e teatralità come nella bellissima "Cosa sono le nuvole" di Modugno/Pasolini; più spiazzante quella di Lindo Ferretti, che canta – nel "Vecchio frac" – soprattutto sul registro grave usando un timbro molto ruvido, a tratti "spettrale". La band: fenomenale nello sviluppo delle melodie, nella tensione che riesce a conferire a ogni brano, ma soprattutto nel sostenere con enfasi e vivacità le improvvisazioni eccellenti dei solisti. Musicisti eclettici, Danilo Rea, Furio Di Castri, Gianluca Petrella, che non a caso sono stati felici di prendere parte al progetto per rendere omaggio al grande Modugno, l'artista che rivoluzionò la canzone italiana degli anni cinquanta. Musicisti che – fortunatamente – non incorniciano le proprie creazioni artistiche in un genere codificato ma che esprimono invece, attraverso la propria musica, quella voglia di libertà, di fantasia, di volare, che proprio l'artista pugliese suggeriva con le braccia aperte, protese verso il pubblico.

Sicuramente il maggiore successo della manifestazione. Decretato da un pubblico mai stanco di applaudire le vibranti interpretazioni di Servillo, come di consacrare con il battito delle proprie mani la fine di ogni improvvisazione. Un trionfo.

1 gennaio
Doppio lavoro per Paolo Fresu, oggi in scena prima in duo con Uri Caine, poi col suo nuovo Devil quartet, di cui è previsto un album per la Blue Note. Un concerto che permette di scoprire due anime del musicista sardo: quella jazzistica da una parte, con l'interpretazione di standards americani; quella più "sperimentale" dall'altra, dove il trombettista (anche se suona molto di più il flicorno soprano) non si risparmia nell'uso di effetti elettronici per modificare il timbro del suo strumento.

Paolo Fresu/Uri Caine Duo
Un concerto facile da prevedere, una volta ascoltato il disco uscito qualche tempo fa per la Blue Note: standards suonati in uno stile jazzistico convenzionale (bop acustico), riletti a meraviglia dalla forte personalità dei due musicisti (che tuttavia non emerge completamente). Uno scenario insolito per due artisti così proiettati in avanti. È Dear old Stokholm, primo brano, a suggerirci che non ci saremmo dovuti aspettare sorprese.

Una lunga serie di standards su cui i due musicisti intervengono con la loro consueta classe, dialogando con sensibilità tra quelle melodie a noi tutti così familiari. Ma c'è anche spazio per la musica colta: un madrigale scritto da Monteverdi, eseguito con molta intensità ed apprezzato largamente dal pubblico. Alternando il flicorno e la tromba, Fresu, sembra dominare la scena con quel suo modo di suonare così intenso e naturale. Contrariamente, Caine, non è sembrato del tutto a suo agio nei panni del puro pianista di jazz, concedendo poco soprattutto nelle improvvisazioni.

Finito il set, si è avvertita l'impressione di aver assistito a un qualcosa di già visto: un concerto di ottimo livello, dove però la vera anima (l'estro) dei musicisti sembra aver trovato poco spazio, soffocata da brani fin troppo suonati, e ascoltati.

Paolo Fresu Devil Quartet
È un musicista diverso, quello che troviamo sul palco per la seconda esibizione. Un Paolo Fresu non più rannicchiato su una sedia, ma in piedi, con lo sguardo rivolto ai membri del suo gruppo, il Devil quartet, in attività da oltre tre anni: Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria.
Il nome del gruppo è nato casualmente, in seguito a una battuta – ovvia – fatta sul nome del precedente Angel quartet: "…ma suonano come quattro diavoli" (racconto di Carlo Pagnotta). Ed infatti i due progetti sembrano in qualche modo essere legati da una sostanziale continuità, sia nell'approccio timbrico che in quello compositivo, ma soprattutto nella struttura dell'organico nonostante la maggiore vena acustica di questo ultimo.

Il repertorio del gruppo spazia tra brani originali e non, suonati con una buona dose di energia, interplay, ma soprattutto con quella voglia di creare in ogni improvvisazione qualcosa di unico ed irripetibile. Non mancano i suoni elettronici a filtrare la voce strumentale del musicista sardo che, insieme alla chitarra di Ferra, riesce a creare effetti di tensione all'interno di ogni brano: l'elemento più caratterizzante del quartetto. Un jazz molto moderno, dalle sonorità accese, dove la chitarra e il contrabbasso con il loro lavoro ritmico-armonico conferiscono alla musica un sound molto dinamico che permette grande libertà alla fantasia dell'improvvisatore: l'ottimo Paolo Fresu.
Un grande talento ormai riconosciuto ovunque, celebrato in questa edizione di Umbria Jazz Winter da tre concerti (oltre a quelli di cui già si è parlato, uno anche con il PAF) che ne hanno messo ulteriormente in risalto le doti di musicista completo e poliedrico.




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La gallery di Roccella Jonica 2006 (Francesco Truono)

08/10/2006

Stefano Bollani a Berchidda in un concerto per Quintetto e Caterina: "Bollani pone la qualità narrativa dei suoi brani al servizio del racconto, ma non sfugge mai alla tentazione di improvvisare qualcosa di astruso ... " (Roberto Botta)

08/10/2006

BlueLocride, l'edizione 2006 di Roccella Jonica: "Superato il ragguardevole traguardo dei cinque lustri, il festival di Roccella, giunto alla sua XXVI edizione, continua a espandersi nel tempo e nello spazio, abbracciando il capoluogo e l'intera Locride ..." (Vincenzo Fugaldi)

18/09/2006

Brad Mehldau, Wayne Shorter, Chick Corea, Ron Carter: ad Umbria Jazz 2006 quattro concerti dove il jazz si è espresso ad altissimi livelli...(Alberto Francavilla)

01/09/2006

"Linguaggio Universale" , la gallery di Francesco Truono su Umbria Jazz 2006.

16/08/2006

Intervista ad Edmar Castaneda: "Sicuramente non è stato facile emergere, vincere lo scetticismo iniziale anche di molti colleghi, ma alla fine ce l'ho fatta. Per me è stato molto importante, inoltre, suonare in un ambiente stimolante come quello jazzistico, e contemporaneamente poter recuperare le mie origini." (Alberto Francavilla)

11/08/2006

I visionari (Stefano Bollani (Quintet))

11/08/2006

Il Blue Note Records Festival a Gand in Belgio, crocevia di artisti, suoni, ritmi per amanti della musica jazz e non solo. Un pubblico accorso da ogni parte del Belgio, dalla limitrofa Francia e dall'Olanda, un menù musicale di ampia scelta e qualità. (N. Guida & T. Van der Aa)

05/08/2006

Il Nick La Rocca Jazz Festival 2005 in uno scenario con un'atmosfera semplicemente incantevole, una perfetta organizzazione, una manifestazione che ha offerto sicuramente più luci che ombre. (Francesco Peluso)

04/08/2006

Rosa Emilia e Renato Sellani: "...due anime divise da tutto e unite dal sacro fuoco dell'arte musicale. Generazioni diverse, radici diverse, percorsi diversi..." (Antonio Forni)

01/08/2006

Live (Biba Band)

31/07/2006

Legend (Raffaele Casarano & Locomotive)

23/07/2006

Umbria Jazz 2006: le foto e i concerti del più grande festival internazionale (Marcello Migliosi)

15/07/2006

Hank Jones & Roberta Gambarini Quartet a Jazz In Parco 2006 (Francesco Truono)

15/07/2006

" La Gente del Jazz" , direttamente da Umbria Jazz 2006, una inconsueta gallery. (Francesco Truono)

14/07/2006

La gallery di Umbria Jazz 2006 di Alessia Scali.

11/07/2006

La gallery di Umbria Jazz 2006 di Giorgio Alto.

29/06/2006

Pietro Condorelli Quintet e il trio formato da Roberto Gatto, Daniele Scannapieco e Julian Oliver Mazzariello allo Ueffilo Jazz Club: "Due grandi eventi in meno di una settimana: in totale, 8 tra i migliori musicisti attualmente presenti nel circuito nazionale..." (Alberto Francavilla)

25/06/2006

Musica Nuda 2 (Petra Magoni e Ferruccio Spinetti)

09/06/2006

Renato Sellani e Matteo Brancaleoni omaggiano The Voice: "Un concerto incantevole e coinvolgente, dove si è respirata un'atmosfera veramente speciale, di quelle che si creano solo in poche occasioni." (Franco Valentini)

04/06/2006

Fado Meridiano (Lillo Quaratino)

03/06/2006

Solo. Live at the Auditorium Parco della Musica (Danilo Rea)

13/05/2006

Sound & Score (Barga Jazz)

01/05/2006

Italian Trumpet Summit a Chiasso: "L'evento ha indubbiamente rappresentato una evidente dimostrazione dell'ottimo livello raggiunto dai jazzisti italiani che meritatamente si sono imposti in ambiti internazionali, riscuotendo i meritati riconoscimenti e consensi." (Bruno Gianquintieri)

01/05/2006

Don Byron Trio al Panic di Marostica: "Byron ha dato proprio l'impressione di voler cercare qualcosa, magari un'ispirazione che non veniva..." (Giovanni Greto)

17/04/2006

Nuova gallery con le foto di Barbara Rigon

09/04/2006

Un Jazz d'alto livello al Metropolitan di Palermo: Enrico Pieranunzi & Ada Montellanico Quintet nel tributo a Luigi Tenco "Danza di una Ninfa" e Roberto Gatto Special Quintet nel tributo al Miles Davis degli anni '64/'68. (Antonio Terzo)

09/04/2006

L'allieva (Mina)

09/04/2006

Ottetto di Gianluigi Trovesi + Stefano Bollani al Piacenza Jazz fest: "Il semplice simbolo matematico ha trasformato un dimenticabile lunedì sera in un qualcosa che si deve tentare di raccontare..." (Alessandro Armando)

19/03/2006

So Right (Maria Pia De Vito)

18/03/2006

Nuova gallery a cura di Paolo Madussi

16/03/2006

I Doctor 3 a Villa Celimontana 2005 (Stefano Ramaccia)

11/03/2006

Billy Harrt, Don Byron, Jason Moran dal Piacenza Jazz fest 2006

11/03/2006

Il Paolo Fresu Quintet alla Maison Musique

11/03/2006

Cafiso, Soweto, Locke...altra gallery di Umbria Jazz Winter (Giorgio Alto)

05/03/2006

Umbria Jazz Winter #13: "Un festival importante, quello di quest'anno, dove hanno trovato spazio musicisti affermati come John Scofield e Bireli Lagrene, ma anche giovani promesse del jazz mondiale come il pianista americano Robert Glasper e gli inglesi Soweto Kinch..." (Marco De Masi)

05/03/2006

Gallery di Umbria Jazz Winter (Francesco Truono)

26/02/2006

Nuova Gallery con le foro di Giuseppe Arcamone

26/02/2006

Gallarate Jazz Festival 2005: "...terza edizione di un Festival Jazz che anche quest'anno si è distinto per l'impronta personale che il suo Direttore Artistico, il Maestro ed Amico Max De Aloe, ha saputo conferirgli..." (Patrizio Gianquintieri)

25/02/2006

Gallery di Umbria Jazz Winter (Elisa Caldana)

08/02/2006

Le foto di Orvieto Jazz Winter 2005 (Daniela Crevena)

07/02/2006

Una "Italian Jazz Musicians Gallery" a cura di Jos L. Knaepen

06/02/2006

Franco Cerri: ottant'anni suonati!! Teatro Arcimboldi, Milano - 28 gennaio 2006 (Giorgio Alto)

15/01/2006

Gallery di Edmar Castenada Trio ad Orvieto Winter (Francesco Truono)

13/12/2005

Roberto Gatto Quartet per l'estate Verunese: "...Bravi musicisti che sentono il bisogno di improvvisare, di sorprendere il pubblico presente, prescindendo da ogni elemento che potrebbe, solo apparentemente, favorire o compromettere l'ispirazione..." (Bruno Gianquintieri)

20/11/2005

Danilo Rea e Gianluca Petrella: gli Italiani di Berchidda: "...l'interpretazione jazz dei capolavori di De Andrè mette in rilievo la sensibilità musicale di Rea..." - "Senza nulla togliere al collega jazzista e ad altri artisti pure di riguardo, quale gladiatore di quest'estate jazz-festivaliera possiamo additare Gianluca Petrella..." (Antonio Terzo)

06/11/2005

Le foto dell'Enrico Rava Quintet a Jazz in Parco 2005. (Francesco Truono)

01/11/2005

La performance del pesarese Odd Times Quintet ha introdotto il concerto di piano solo di Stefano Bollani che, tra scatti ironici e virtuosismo tecnico, ha saputo intrattenere il pubblico rivisitando il grande patrimonio jazz e presentando brani di propria creazione. (Michela Sbaffo)

29/10/2005

A riconferma della peculiarità del Time in jazz di Berchidda, esclusiva è stata l'iniziativa realizzata sotto il nome di TEE - TrancEuropExpress con la collaborazione delle Ferrovie della Sardegna e Paolo Fresu nelle vesti di capotreno...(Antonio Terzo)

23/10/2005

Time in Jazz a Berchidda: "All'insegna dell'ampio ombrellone tematico di quest'anno, il binomio "digit@ltrance", la rassegna ha espresso tutta la trasversalità delle esperienze musicali che lo stesso Fresu ha maturato nel corso dei suoi ultimi incontri..." (Antonio Terzo)

01/10/2005

Stefano Bollani a Stresa: "...come sua consuetudine, gioca e diverte il suo pubblico al quale si rivolge con battute simpatiche che creano clima e partecipazione. Il pubblico apprezza e ricambia con calorosi applausi..." (Bruno Gianquintieri)

21/09/2005

Tornano insieme i Doctor 3 al Morlacchi in occasione di Umbria Jazz 2005: "...delle loro esibizioni dal vivo s'era davvero sentita la mancanza, l'unico commento che sembra opportuno esprimere è un semplicissimo e benaugurante: bentornati!" (Antonio Terzo)

18/09/2005

"Dall'alto dell'Anfiteatro Romano i due pianoforti, uno di fronte all'altro, sembravano scrutarsi prima di un duello. E sono stati sottili ma violenti, i colpi che Stefano Bollani e Martial Solal si sono scambiati nel concerto-duo che ha chiuso il Vivere Jazz Festival..." (Agnese Fedeli)

16/09/2005

Intervista a Francesco Cafiso, l'enfant prodige che vuole crescere: "...Fino ad adesso è stato tutto naturale, senza alcuna forzatura, sia musicalmente che per quanto riguarda la partecipazione ai festival: spero che proceda così..." (Antonio Terzo)

09/09/2005

I Mostri Sacri: Oscar Peterson, Jim Hall e Roy Haynes infiammano l'edizione 2005 di Umbria Jazz...(Antonio Terzo)

01/09/2005

Cassandra Wilson e Terence Blanchard a Umbria Jazz 2005: "Fra i concerti più attesi dell'intera rassegna perugina, è stato anche quello più provato dal maltempo ..." (Antonio Terzo)

28/08/2005

"Ciò che la guerra ha distrutto la musica cerca di ricostruire, passando per il linguaggio, universale della musica...della musica nera! Umbria Jazz, balcanic windows against racism ha preso ufficialmente il via a Belgrado" (Marcello Migliosi)

27/08/2005

Tutta dedicata alle voci la giornata dell'11 luglio a Umbria Jazz '05, con un fitto carnet di orari e teatri. Da Lizz Wright a Madeleine Peyroux, da Al Jarreau a George Benson per finire con Peter Cincotti. (Antonio Terzo)

09/08/2005

Il Berklee College Of Music festeggiava quest'anno il suo ventennale di attività all'interno di Umbria Jazz dove dal momento del suo insediamento ha sempre avuto una sua importante funzione.

20/07/2005

Brad Mehldau a Umbria Jazz 2005: "Ormai non nuovo alle soirées perugine, Brad Mehldau riesce comunque ad incantare il pubblico dell'Umbria Jazz, in qualunque combinazione si presenti, in gruppo o da solo..." (Antonio Terzo)

16/07/2005

Il trio Servillo - Girotto - Mangalavite al Multiculturita di Capurso: "...Una vera lezione di grazia, levità e stile è la rivisitazione della magica Vuelvo al Sur impreziosita dalla voce di Pablo Neruda che opportunamente ne accompagna l'esecuzione..." (Alceste Ayroldi)

08/07/2005

The best of Blue Note at Umbria Jazz. Con un doppio CD, Umbria Jazz salda la collaborazione con l'etichetta discografica di New York (Marcello Migliosi)

02/07/2005

Charlap, D'Andrea, Mehldau, Rea, Corea...Il piano jazz in un nuovo spazio di fotografia a cura di Giorgio Alto

05/06/2005

Kosmopolites (Paolo Fresu Quintet)

22/05/2005

Intervista tripla a Danilo Rea, Massimo Manzi ed Enzo Pietropaoli. Abbiamo posto lo stesso schema di domande a tutti e tre gli artisti rilevando molte affinità nell'approccio e nella visione attuale della musica, nei fattori predominanti che hanno influenzato le proprie scelte artistiche... (Marco Losavio)

15/04/2005

Umbria Jazz Winter: "...è il pianoforte a dominare la manifestazione, come può testimoniare anche l'evento jazzistico più significativo del Festival: i Duets di solo piano del 2 gennaio al teatro Mancinelli, con protagonisti Brad Mehldau e Danilo Rea prima e Martial Solal e Stefano Bollani poi..." (Dario Gentili)

26/03/2005

Strength (Roy Hargrove - The RH Factor)

19/01/2005

Intervista a Stefano Bollani: "...è il mondo che è surreale. E qualcuno cerca sempre di farcelo diventare sempre molto reale, molto palpabile. Soprattutto oggi che ci sembra tutto facilmente raggiungibile con la comunicazione..." (Alceste Ayroldi)

27/12/2004

Galleria del Corso (Renato Sellani - Gianni Coscia)

08/12/2004

L'Enrico Rava Quintet apre la rassegna Antiphonae 2004: "...L'ambiente, già caldo per l'intera performance, diventa incandescente: è in piedi, canta ed applaude i cinque musicisti presenti sul palco..." (A. Ayroldi, M. Losavio)

29/11/2004

Intervista a Rosa Passos: "...Volevo fare anche io quello che sentivo da Joao. Il caso unito alla mia forza di volontà hanno deciso sul mio futuro di artista e con molta umiltà e ammirazione Joao ha continuato ad ispirarmi..." (Vittorio Pio)

02/11/2004

Umbria Jazz 2004: "Il cartellone firmato per "edizione 2004" dall'immarcescibile direttore artistico Carlo Pagnotta è risultato quindi in perfetta coerenza con il nuovo corso generalista, dettato dalla necessità di riempire anche uno spazio molto grande come quello dell'Arena di Santa Giuliana." (Vittorio Pio)

18/10/2004

Caro Nanni (Sax Four Fun)

17/10/2004

Enrico Pieranunzi String Project, propone il suo progetto Les Amants inciso per l'Egea nell'ambito di Umbria Jazz 2004: "...Pieranunzi dà tuttavia ancora una volta testimonianza della sua capacità di rendere una raffinata e coinvolgente sintesi fra jazz, senso lirico e coloriture mediterranee con approccio melodico-cameristico che contraddistinguono ormai il suo stile pacato ed intenso al tempo stesso..." (Antonio Terzo)

03/10/2004

Intervista a Paolo Fresu: "...ritengo che Miles sia stato un grande artista contemporaneo alla stregua di Fellini, Picasso. Cioè di qualcuno che ha lasciato un segno nel '900..." (Alceste Ayroldi)

04/09/2004

Umbria Jazz 2004, una giornata tipo nella famosa kermesse perugina: "...l'impatto è di quelli che non si dimenticano e l'atmosfera trasuda musica da ogni singola pietra, mattone e sanpietrino del capoluogo umbro..." (Antonio Terzo)

14/08/2004

Scores (Paolo Fresu)

17/07/2004

Renato Sellani e Danilo Rea a Cattolica per in duo inedito: "Da quella straordinaria coppia apparentemente seduta a un unico, lunghissimo pianoforte con due tastiere, trasudava qualcosa di grande e il pubblico partecipava sempre più." (Enrico Mariani)

04/07/2004

Uri Caine e Paolo Fresu per Musicus Concentus: "...per questi due musicisti la tradizione è un'identità in cui riconoscersi ma allo stesso luogo da cui partire e dirigersi altrove..." (Dimitri Berti)

10/04/2004

Intervista a Javier Girotto, Peppe Servillo, Natalio Mangalavite. Immagini d'amore di tre trovatori del nuovo millennio. Al Teatro Verdi di Salerno l'anteprima nazionale del disco di Javier Girotto, Peppe Servillo e Natalio Mangalavite. Conversazione con i protagonisti della prima serata di Over Jazz e Contaminazioni. (Olga Chieffi)

04/04/2004

Enrico Rava Quintet a Busto Arsizio: "...uno dei musicisti italiani più rappresentativi ed apprezzati a livello internazionale...accompagnato da un affiatato e fantasioso quartetto composto da musicisti dotati di originalità e classe..." (Franco Donaggio)

09/02/2004

Intervista a Stefano Bollani: "...Il primo amore per me è stato Oscar Peterson ... poi mi sono appassionato ad Art Tatum ... e finalmente intorno ai 15 anni mi sono innamorato di Bill Evans..." (Ada Rovatti)

11/01/2004

Stefano Bollania La Palma: "...con l'entusiasmo autentico di un bambino che ti porta per mano a vedere i giocattoli che più ama, Bollani ci accompagna tra le sue grandi passioni in musica, attraversando generi diversi..." (Francesco Lombardo)

13/12/2003

Uri Caine e Paolo Fresu: "Il loro incontro è prima di tutto la fusione di due straordinarie sensibilità artistiche, il segreto dell'equilibrio sottile tra la coscienza viva del passato e la necessità dell'innovazione, della ricerca..." (Francesco Lombardo)

24/11/2003

Intervista a Paolo Fresu: "Per me è stato molto facile entrare nel cuore del mondo del jazz...vengo da un paese isolato, da una tradizione familiare assolutamente non di musicisti...a un certo punto mi sono ritrovato a vivere di musica senza neppure averlo deciso.". (Antonio Terzo)

21/10/2003

Intervista a Renato Sellani: "...la musica per me è rimasta un hobby non una vera professione perchè la musica mi stanca...cerco di farla in un modo piuttosto preciso secondo il mio carattere che è troppo sensibile...". (Ernesto Losavio)

17/10/2003

Lirico (Danilo Rea)

17/10/2003

Intervista ad Danilo Rea. In questa intervista dai toni prima rilassati, poi addirittura confidenziali, il pianista romano parlando del nuovo lavoro ci rivela ancora un po' della sua arte, del suo intenso mood espressivo, del suo approccio "visivo" nei confronti della musica. (G. Taormina)

18/08/2003

Bilancio da record per Umbria Jazz 2003, che ha festeggiato i suoi trent'anni con un risultato complessivo di circa centomila presenze e un incasso che è andato ben al di là del milione di euro. (Vittorio Pio)

13/02/2003

Intervista a Roberto Gatto: "Il jazz è una musica che non ti regala niente ... il Jazz è una fede, è un pensiero, è una musica che richiede grande concentrazione, grande preparazione ma soprattutto grande spiritualità ..." (Filippo Maria Cazzolla)

19/01/2002

Jim Hall & Paolo Fresu con la Milan (R)evolution Orchestra, Freddy Cole & Woody Herman Orchestra. Due concerti del ricco cartellone degli Aperitivo in Concerto 2001 al Teatro Manzoni.

07/08/2001

John Pizzarelli Trio. Perugia, 20 luglio 2001. L'incontro col chitarrista, le foto, il concerto...

01/08/2001

K. Jarrett, G. Peacock, J. DeJohnette: Perugia, 20 luglio 2001

16/08/2000

Articoli: Schegge di Umbria Jazz 2000

19/07/2000

K. Jarrett, G. Peacock, J. DeJohnette: Perugia, 15 luglio 2000



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Data ultima modifica: 11/02/2008

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