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Il quartetto capeggiato dal gallese Andy Davies apre il suo Spring Italian Tour a Gioia del Colle (Ba), al jazz club Ueffilo – Cantina a Sud. La band è la perfetta sintesi dell'Europa unita, in quanto è formata da elementi tutti provenienti da località differenti, seppur accomunati da una medesima matrice musicale e, per due di loro, dagli stessi studi compiuti presso il prestigioso Trinity College di Londra. Infatti, oltre al leader Andy Davies alla tromba, vi sono lo svedese Eivind Lodemel al piano, Lorenzo Bassignani al basso elettrico, italiano e Reinis Axelsson alla batteria, proveniente dalla Norvegia. Tale composizione multietnica la si riscontra anche nel sound offerto dall'interessante quartetto.
L'Andy Davies quartet presenta in questo suo tour il primo lavoro discografico inciso per la Coffe and Apple records (alla quale è dedicato anche il brano di chiusura dell'album). Sette brani molto intensi e differenti tra loro, sia dal punto di vista stilistico che sostanziale. Nell'album non vi sono standard, questo va detto subito, e ciò non ci consente di misurare adeguatamente la valenza del quartetto, ma le composizioni sono tutte molto interessanti, intrise di una certa malinconia molto…britannica.
Shibuya blues e Baby the night has come hanno delle trame opportunamente frastagliate, ricche di cambi ritmici e per questo seducenti. I brani si muovono entro le cordinate di un mainstream neo-bop. I passaggi armonici ed i cambi d'impostazione creativa sono una caratteristica dominante del concerto e, ovviamente dell'album. Obese with rejection sorprende per il suo lirismo tristemente atipico.
Il secondo set è caratterizzato da una breve jam, voluta da Andy Davies che chiama sul palco la cantante americana (oramai da qualche anno in Italia) Chrissie Oppedisano. La vocalist californiana introduce il primo dei due brani: il classicissimo Route 66. Le cadenze armoniche e ritmiche dell'esecuzione animano ancor più il flusso d'idee
A Foggy Day è "dedicata" dalla cantante italo-americana al Galles, paese natale del leader del quartetto che, sempre con disarmante semplicità e simpatia, occhieggia, quasi arrossendo. Grazie a questo estemporaneo intervento si ha modo di sentire i quattro "britannici" misurarsi con i classici. Ciò sfata ogni dubbio circa la loro capacità esecutiva e tecnica. La suadente voce dell'Oppedisano si intreccia con ogni singolo strumento, esaltandone ogni singola nota, in un perfetto coniugio di sentimento e professionalità. Le frasi sghembe di Bulgaria, la melodia soft e ambiguamente blue di Spin the Guinea pig e la suadente Coffee and Apple, koinè di suoni britannici e scandinavi, chiudono l'esibizione del quartetto. Il bis, richiesto a furor di popolo, è un altro standard: Cherokee, la cui forza espressiva carica di tensione positiva viene eseguita dal quartetto ad elevata velocità e con estrema professionalità. Il solo di Lodemel è di alto livello, le sue dita si muovono sulla tastiera con decisione ed a ritmi elevatissimi esaltando ancor di più il fraseggio di Davies che libera i suoni nell'aria dimostrando un controllo ritmico non comune. Un gruppo con un forte affiatamento riscontrabile in un ragguardevole interplay. Gli applausi del pubblico sono decisi e convinti.
..::Le date del tour::.. 19/03/05 sabato
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