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Fotografia da Wikipedia.org:
"La Svizzera confina a nord con la Germania, ad est con il Liechtenstein e l'Austria,
a sud con l'Italia, ad ovest con la Francia. La Svizzera è suddivisa in tre aree
geografiche, linguistiche e culturali distinte: tedesca, francese, italiana, a cui
vanno aggiunte le valli del Canton Grigioni in cui si parla il romancio. La struttura
geologica della Svizzera è il risultato della convergenza delle zolle continentali
africana ed europea negli ultimi milioni di anni. La Svizzera occupa tre regioni
morfologiche principali: il Giura, una catena montuosa calcarea, l'altopiano centrale
(Mittelland) e le Alpi.
Per chi ama il jazz, è consigliata la Valle di Fiemme nel periodo di Marzo. Da dieci anni Il Fiemme Ski Jazz Festival è il nuovo modo di vivere lo sci, il riposo, ma anche l'ascolto della musica afroamericana: in quota in jazz arriva ad ebollizione con tempi diversi, come l'acqua per la pasta. Per due week end pre-primavera l'Azienda per il Turismo della Valle di Fiemme coinvolge Enrico Tommasini (direttore artistico) e "distribuisce" concerti jazz per i comuni di Cavalese, Predazzo, Tesero, Ziano nei rifugi e chalet delle chilometriche piste che formano il comprensorio del Val di Fiemme Obereggen. E così è possibile ascoltare concerti durante le pause dallo sci, durante i pasti o i caffè e poi la sera, in paese, a teatro. Con il passare dei giorni e delle edizioni i concerti diventano appuntamenti fissi, ricercati. I musicisti orientano la percorrenza delle diverse piste e i tempi delle soste. Alcuni dei più significativi artisti italiani hanno preso parte all'edizione 2007 come Franco D'Andrea, Maurizio Giammarco che si è esibito con il Phil Markowitz Trio, Andrea Pozza che ha guidato il trio con Luciano Milanese e Carlo Milanese, Paolo Birro in trio con Eliot Zigmund e Lorenzo Conte, ma anche importanti nomi stranieri come Seamus Blake e James Thompson e su tutti, Kurt Rosenwinkel in quartetto. La struttura del Fiemme Ski Jazz 2007 è articolata, ricca e solida, comprende due concerti ogni giorno per tutto il periodo del Festival. Il primo concerto della giornata in quota, sulle piste, poi la sera nei diversi teatri a valle, ma anche nei locali sede delle Associazioni Culturali locali.
Il concerto che chiude la decima edizione di questa scommessa musical-turistica che ha saputo diventare una realtà sempre più importante del jazz nel nostro paese, prevede il chitarrista Kurt Rosenwinkel. Il palacongressi di Cavalese è in apnea, la fama che circonda il giovane chitarrista ha catalizzato moltissime persone e la sua musica, profonda, essenziale, spesso anche autoreferenziale, taglia la sala disegnando una elettrica sospensione. E' un tempo indefinito, uno scorcio di jazz profondamente diverso dalla maggior parte degli altri momenti forti del festival. I diversi appuntamenti pensati da Tommasini sanno diversificarsi profondamente creando così un programma che accoglie realtà molto diverse, legate però da uno stile e da una capacità organizzativa notevole, precisa, ordinata e profondamente bella: come la Svizzera.
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