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Teatro Massimo - Stagione estiva 2003 Richard Galliano: fisarmonica e bandoneónHervé Sellin: pianoforte Jean-Marc Phillips Varjabedian: primo violino Lionel Schmit: secondo violino Jean-Marc Apap: viola Henri Dermarquette: violoncello Marc Marder: contrabbasso Un concerto pulsante e ricco di emozioni permette al pubblico palermitano di conoscere dal vivo l'ultimo lavoro discografico di Richard Galliano, musicista francese non a torto ritenuto continuatore del verbo che fu del compianto Astor Piazzolla. E non a caso il concerto prende titolo dal cd, Astor Piazzolla Forever, presentando del repertorio del compositore argentino i brani a cui Galliano è rimasto più legato, rivisitati con rispettosa, emozionata devozione.
fungono da sezione percussiva strisciando l'archetto sul ponticello, intrecciano glissati ascendenti e discendenti che arricchiscono il tango di una straordinaria effettistica, tutta acustica. E malgrado queste "distrazioni", il violino del puntuale Varjabedian
riesce ad essere intenso e perfettamente compenetrato.
Imbracciato il bandoneón, suono più acido e dispettoso che esalta la velocità e l'umore incisivo del pezzo, nonché il fraseggio rapido e lo spirito dell'esecutore, Galliano esegue Aconcagua, concerto per accompagnamento d'archi e piano articolato in tre movimenti, ciascuno caratterizzato da un proprio feeling: veemente il primo, pesante e triste il secondo, specie nel lento incedere finale con lo strumento a mantice totalmente dispiegato, pungente e nervoso il terzo, trascinante con i suoi guizzi accentuati dal movimento della testa del leader. Sommessamente onnipresenti i musicisti, che danno fondo a tutte le loro risorse per battere sonoramente il tempo con i piedi, animare gli endings con personali accenti, arricchire il brano con la propria preparazione tecnica, facendo confluire le proprie energie tutte a supporto del fisarmonicista. E un meritatissimo applauso rende conto del silenzio quasi religioso riservato dal pubblico fino a questo momento, permettendo al gruppo di affrontare con maggiore carica Milonga del Angel, tra i pezzi più celebri di Piazzolla, suggestivamente interpretato da un controcanto del violino in quinte all'ottava superiore. Colonna portante del gruppo sicuramente il contrabbasso dell'infaticabile Marc Marder, il quale non cessa un attimo di scandire i beats ritmici con la sua voce robusta e propulsiva, riuscendo a trasfondere tutte le emozioni che suscita il cambiamento di umore nelle varie modulazioni e cadenze di questo brano. Quindi chiude la prima parte del concerto
Michelangelo 70, brano più nervoso, che trasmette adrenalina, giusto prima della pausa.
Riprendono il concerto Hervé Sellin al piano e Henri Demarquette al violoncello, in duo, in una Milonga sin palabras dalla resa di indubbia poeticità, con ritornello molto caldo e romantico. Quindi cambio di scena con il leader che, imbracciata la fisarmonica, solo, al centro del palcoscenico, ricama con fluide volate l'introduzione di Libertango, per poi coniugare la nota melodia con una serie di coinvolgenti variazioni, un incredibile vibrato, un lessico improvvisativo ed espressivo davvero inusitato: a servizio della propria sensibilità mette in luce solo una parte del suo virtuosismo tecnico e tuttavia sembra siano in tre a suonare.Rientrati i compagni è la volta di Laura et Astor, unica composizione a firma Galliano nel cd, su un disegno melodico reiterato da tutti gli strumenti, il fisarmonicista fa prendere poco a poco corpo al tema, in un crescendo che in coda lascia senza fiato. Ci si avvia così all'epilogo: Verano Porteño, un tango dagli accenti sincopati e Primavera Porteña, ultimo tema anch'esso tanguero che, ancora sugli accenti dei fondamentali piano e contrabbasso, chiude il quadrittico iniziato in apertura e dunque l'intero concerto. Un concerto molto trascinante, ben equilibrato tra la delicatezza del ricordo – latente ma mai ossessivo – del maestro che fu e l'impeto passionale del tango, sua musica prediletta. A conferma, un richiestissimo bis, con Galliano ancora alla fisarmonica, un pezzo molto accattivante basato su una semplice frase melodica che viene ripetuta dagli altri strumenti per costituire pretesto alle variazioni del leader.
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