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 Jim Hall Trio con Enrico Pieranunzi     
Blue Note , Milano – 14 Settembre 2004 – set delle 21:30
di
Eva Simontacchi
Fotografie di Alberto Gottardelli
 

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Uno tra i più grandi musicisti della storia del jazz, Jim Hall nacque nel 1930 a Buffalo e crebbe a New York e in Ohio. Jim venne introdotto alla musica direttamente in casa, da sua madre che suonava il piano, da suo nonno che era violinista, e da suo zio, chitarrista. All'età di 10 anni Jim ebbe come regalo di Natale da sua madre la sua prima chitarra, e fu allora che iniziò a studiare seriamente lo strumento. Si iscrisse al Cleveland Institute of Music, dove proseguì con i suoi studi chitarristici con il docente e chitarrista Vincente Gomez. A 13 anni Jim suonava già professionalmente nella zona di Cleveland con un gruppo formato da fisarmonica, clarinetto, batteria e, ovviamente, chitarra. Il clarinettista fece ascoltare a Jim l'incisione di "Solo Flight" di Benny Goodman, in cui suonava il chitarrista Charlie Christian. "Si trattò di assuefazione immediata!" ricorda Jim Hall. Dunque fu influenzato inizialmente da Charlie Christian, e poi più avanti da Django Reinhardt. Dopo avere traslocato a Los Angeles, nel 1955 entrò a far parte del famoso Chico Hamilton Quintet, con Buddy Collette (sax), Fred Katz (violoncello), Carson Smith (contrabbasso). Il suo approccio raffinato ed estremamente chiaro,e il suo pudico lirismo lo differenziavano notevolmente dagli altri chitarristi presi a modello in quel periodo, e ben presto si affermò per la sua inconfondibile originalità. Hall collaborò per alcuni anni (1956-59) con il gruppo del sassofonista e clarinettista Jimmy Giuffre prima di entrare a far parte del gruppo che accompagnava la leggendaria cantante Ella Fitzgerald; si esibì poi con il sassofonista Lee Konitz e, per circa due anni, lavorò con il grande sassofonista Sonny Rollins, incidendo con quest'ultimo, fra l'altro, uno fra i capolavori del jazz moderno, "The Bridge". Negli anni sessanta collabora intensamente con il flicornista Art Farmer e con il sassofonista Paul Desmond, prima di lavorare eminentemente come leader e come free lance. Autore anche di pregevoli pagine per chitarra e orchestra, Hall, che ha influenzato intere generazioni di strumentisti, ha collaborato e inciso con alcuni fra i più significativi esponenti della musica improvvisata, come Bill Evans, Hampton Hawes, Joe Lovano, Greg Osby, New York Voices, Kenny Barron, Slide Hampton, Gunther Schuller, Ornette Coleman, Bill Frisell, Pat Metheny.

Il trio di Jim Hall è formato da Jim Hall (chitarra), Scott Colley (contrabbasso), Terry Clarke (batteria).

Nato a Roma, nel 1949, Enrico Pieranunzi è da molti anni tra i protagonisti più noti ed apprezzati della scena jazzistica europea. Pianista, compositore, arrangiatore, ha registrato più di sessanta CD a suo nome spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto. Ha collaborato, in concerto o in studio d'incisione, con Chet Baker, Lee Konitz, Marc Johnson, Joey Baron, Paul Motian, Charlie Haden esibendosi nei più importanti festival internazionali, da Montreal a Copenaghen, da Berlino a Madrid a Gerusalemme.

Non appena mi sono accomodata al tavolo, che si trova proprio sotto al palco del Blue Note, inizio a guardarmi attorno, e vedo che molti musicisti italiani sono venuti a rendere omaggio a Jim Hall e alla sua musica questa sera.

Sono seduta al tavolo tra Ray Martino e Bruno de Filippi, che sono venuti a salutare Jim Hall in questa prima serata. Incontro anche Gianni Tognoli, Adi Souza, Giovanni Monteforte (che ha prestato la sua chitarra a Jim Hall per il concerto). Sono tutti in attesa dell'inizio del concerto e chiacchierano sotto voce. A un certo punto, Nick the Nightfly sale sul palco e presenta Jim Hall e il suo trio, ed Enrico Pieranunzi, che si posizionano sul palco.

La magia si crea fin dalla prima nota. Il pubblico è silenzioso, stiamo tutti ascoltando, e l'atmosfera diventa molto intima e soft. Non c'è nulla di chiassoso nella musica di Jim Hall e del suo trio; e questo è fantastico. Il silenzio. Nessuno parla o chiacchiera. La voce della chitarra di Jim Hall è estremamente fluida e delicata, ogni singola nota è densa di significato. A volte canta quasi impercettibilmente anche lui insieme alla sua chitarra mentre improvvisa. C'è un magnifico interplay tra i musicisti, Scott Colley (contrabbasso) e Terry Clarke (batteria), e ci sono intensi momenti di solo per ogni strumento. Enrico Pieranunzi cattura l'attenzione del pubblico milanese che già lo ammira e lo stima tantissimo nei momenti in cui è libero di improvvisare al pianoforte e nei gustosi momenti di interplay con gli altri musicisti. Per un attimo penso che i musicisti tra il pubblico abbiano sicuramente ricordato il mitico quartetto di Bill Evans, con Enrico Pieranunzi - che lo ha sempre amato tantissimo, al pianoforte.

Passiamo una bellissima serata ascoltando le interpretazioni chitarristiche di Jim Hall di standard conosciutissimi che hanno acquisito un sapore totalmente diverso, un gusto unico e riconoscibile come il suo personale durante una magistrale performance di "All the things you are", "Skylark" (A. Caramichael), "St. Thomas" (Sonny Rollins), e "Body and Soul" (Green). Jim improvvisa su questi famosi standard, e non è subito chiaro per tutti intuire che sta suonando "All the things you are" o "Body and Soul". Dopo il primo brano della serata, Jim Hall si avvicina al microfono e saluta il pubblico del Blue Note, poi passa a ringraziare Giovanni Monteforte per avergli prestato la sua chitarra permettendogli di suonare per il concerto. Infatti la chitarra di Jim Hall è rimasta in qualche modo bloccata all'aeroporto. Gli è stata consegnata durante l'intervallo tra il primo e il secondo set proprio durante l'intervista che gli abbiamo effettuato. Poi parla al pubblico dell'importanza della musica in un momento come questo, in cui il mondo intero è sofferente, e di quanto la musica unisca le persone.

Concludo citando ciò che Terry Teachout, del Wall Street Journal, ha detto su Jim Hall riuscendo a descrivere molto bene l'essenza della sua musica e del suo essere musicista: "La sua musica intensamente intima ti penetra sotto la pelle piuttosto che afferrarti per il bavero...Mr. Hall ha un sound tanto riconoscibile quanto la voce di un amico. Il suo suono fluttuante e dalla grana fine è fluido e privo di spigoli, e le sue armonie ad ampio respiro sono sottilmente oblique..."

Grandi applausi a fine concerto per Jim Hall e il suo trio, e per Enrico Pieranunzi che aveva tra il pubblico tantissimi ammiratori.

Un magnifico concerto!



Recensione tradotta in russo (click)





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15/11/2003

Sarah Jane Morris al Blue Note: "...canta e "recita" sul palco, con quella sua voce duttile che passa dalla delusione alla rabbia, dall'ironia, alla dolcezza..." (Eva Simontacchi)

13/11/2003

Dianne Reeves: "Ha un approccio recitativo al canto, ed esprime con molto vigore ed energia i sentimenti e le sensazioni che i testi le suggeriscono. Osservandola cantare, ho pensato: Una vera Signora del Jazz". (Eva Simontacchi)

10/10/2003

Written in the stars (Bill Charlap)

23/08/2003

Kurt Elling al Blue Note: "...si resta affascinati dalla padronanza ritmica, melodica, dalla semplicità e facilità con le quali Kurt si esprime, facendo delle cose che per un comune mortale sono quasi impensabili..." (Eva Simontacchi)

11/08/2003

Anita O'Day e Karrin Allyson al Blue Note di New York: "Il 23 luglio 2003, a New York, sul palco del mitico Blue Note, si sono alternate una grande leggenda del passato ed una nuova stella del jazz americano..." (Laura Pigozzi)

23/07/2003

L'Orchestra Tascabile di Claudio Angeleri ospite Paola Milzani al Blue Note. (Fabio Vitto)

06/07/2003

Barbara Casini al Blue Note: " ...Nei brani più lenti abbiamo la possibilità di entrare maggiormente in intimità con la voce di Barbara, che è più scoperta, è lasciata più sola… possiamo apprezzarne il colore, le sfumature, la bellezza..." (Eva Simontacchi)

31/05/2003

Jimmy Smith & Mark Whitfield al Blue Note. "...Jimmy Smith è una parte della storia del jazz e Mark Whitfield ha mostrato grandi doti tecniche. Un concerto senza grossi picchi ma con un elevato impatto emotivo per chi ha amato ciò che questo grande organista ha fatto.." (Marco Losavio)

20/04/2003

McCoy Tyner al Blue Note. "...è sempre un'emozione ed una bella esperienza vedere simili musicisti a cui la storia del jazz non può non offrire adeguato spazio." (Marco Losavio)

06/04/2003

Apre il Blue Note di Milano e, in occasione del concerto del Branford Marsalis Quartet, siamo andati a "perlustrare" questo luogo per mostrarvelo e per fornire una nostra opinione. (Clara Salina)

12/01/2003

Jim Hall e Charlie Haden: "...musica allo stato puro; è suono approdato alla sua bella delicatezza dopo chissà quali complessi e tortuosi percorsi, è maestria senza presunzione alcuna." (Vito Mancino)

08/12/2002

LEZIONI (chitarra): Continua l'esplorazione dei soli di sassofonisti con una nuova trascrizione di Paul Desmond su Rude Old Man accompagnato ancora da Jim Hall....(Antonio Ongarello)

18/10/2002

LEZIONI (chitarra): Una nuova trascrizione di un fantastico solo di Paul Desmond su The Theme of Black Orpheus con un grande Jim Hall ad "accompagnare"....(Antonio Ongarello)

19/01/2002

Jim Hall & Paolo Fresu con la Milan (R)evolution Orchestra, Freddy Cole & Woody Herman Orchestra. Due concerti del ricco cartellone degli Aperitivo in Concerto 2001 al Teatro Manzoni.

21/10/2001

Jim Hall Trio con Greg Osby a Lecce. Un concerto di altissimo livello nello splendido scenario del Teatro Politeama.

08/10/2000

Jim Hall a Pomigliano d'arco. Un articolo da leggere, vedere e…sentire.





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Data pubblicazione: 02/11/2004

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