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Manomanouche Trio
Venerdì 29 Agosto 2003, ore 20:30, sono a Matera nello scenario incantevole del Chiostro di Sant'Agostino, chiesa che prelude il percorso di discesa nei famosi Sassi. L'organizzazione del Gezziamoci, festival materano di musica Jazz alla sua XVI^ edizione, quest'anno ha proposto un percorso musicale chiamato trio e dintorni. Oggi ascolteremo la esibizione del ManoManouche Trio.
St. Louis Blues
in cui si ascolta il tema simpaticamente esposto su un ritmo di rumba, e la esecuzione dei soli sulla nrmale struttura blues. Interessante il solo del sax e ben condotto quello del basso. Sempre adeguato e preciso il lavoro del batterista Bianco. Valido e condotto con gusto il lavoro di supporto armonico effettuato dal pianista Nicoletti. Una bella formazione locale con idee simpatiche. Ad maiora!
Una breve pausa per cambiare la scena ed è la volta del ManoManouche Trio. Nunzio Barbieri chitarra solista, Luca Enipeo chitarra ritmica, Jino Touche contrabbasso. Si tratta di un trio acustico nato a Torino nel 2001. Questa sera ci propongono un repertorio caratterizzato da una musica molto coinvolgente (definita gypsy jazz) che affonda le sue radici nella tradizione zigana. In particolare viene proposto il repertorio dei nomadi Manouche che tennero a battesimo il grande chitarrista Django Reinhardt del quale quest'anno ricorre il 50° anniversario della scomparsa.
I Manomanouche sono una riuscita realtà musicale che ha effettuato un interessante e rispettoso lavoro di riscoperta ed assimilazione di tale cultura. Da ricordare che questa musica è basata soprattutto sulla trasmissione orale e diretta delle informazioni, relegate alla espressione dei gruppi manouche, pertanto il materiale a disposizione non è sempre chiaro e disponibile in maniera immediata. Il concerto comincia con un brano del fisarmonicista Jo Privàt. Si può apprezzare da subito l'elegante e coinvolgente swing proposto da
Enipeo e Touche, i quali creano una solida tessitura ritmico-armonica, consentendo al bravo
Barbieri di "volteggiare" con fantasia, eleganza ed adeguato funambolismo musicale.
Nel concerto ci fanno ascoltare anche un valzer della tradizione manouche, ricordandoci che questa musica è nata soprattutto come musica per ballare. In questa performance i ruoli si invertono ed è Enipeo che si esprime alla chitarra solista accompagnato da Barbieri. Siamo al termine del concerto, ma è ancora troppo presto. A gran voce viene richiesto un bis che i musicisti concedono con la esecuzione di una stupenda bossa gitana. Si tratta di Bossa Dorado, composta da una autore manouche contemporaneo (Dorado Schmitt). Sembra di ascoltare un raffinato e coinvolgente ritmo salsa (1,2,3-stop-5,6,7-stop-1-2-3….). Veramente impossibile star fermi sulla sedia!Il pubblico è ancora desideroso di note e chiede un'altro bis. E' la volta di Blues for Ike.Davvero bravi! Al termine del concerto vado a complimentarmi con loro, ed approfitto per chiedere due notizie sulle chitarre che usano. Si tratta di due acustiche che sono imitazioni delle più note Maccaferri (le chitarre usate da Django). Sono costruite da un liutaio francese che si chiama Dupont. Barbieri, che ha il ruolo di solista, ne usa una con buca piccola e rotonda che permette di ottenere un suono chiaro e forte, mentre la chitarra di Epineo ha la buca a D ed un suono caldo, ricco di armoniche basse più idonee al ruolo di accompagnamento. Mi sono divertito, la musica è stata eseguita con fedeltà storiografica e grande perizia strumentale. Bravi, ed anche un grazie a Gigi Esposito, Michele Cappiello e gli altri organizzatori di Gezziamoci che ci hanno permesso di ascoltare un così bel concerto. Anche questa volta vado via contento perché, come amo sostenere sempre, la buona musica è ricchezza interiore. A presto!
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