|
||||||||||||||||||||||||
|
|
|
|||||||||||||||||||||||
![]() |
||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||
|
Aperitivo in Concerto 2003/2004 The Mingus Orchestra. Il suono diverso del jazz: Tonight At Noon di Paolo Treffiletti Sue Mingus ideazione e direzione Kenny Rampton tromba Frank "Ku-umba" Lacy trombone e voce Wayne Escoffery sax tenore Craig Handy sax alto e flauto Douglas Yates clarinetto basso Michael Rabinowitz fagotto Bobby Routch corno francese David Gilmore chitarra Kenny Drew jr. pianoforte Boris Kozlov contrabbasso Donald Edwards batteria
Dedicato a Charles Mingus. E' questo il senso del concerto presentato la scorsa domenica al milanese teatro Manzoni nella rassegna "Aperitivo in Concerto": un viaggio nell'affascinante universo musicale del celebre contrabbassista e compositore. Già perché la musica di Mingus è forse una delle più inusuali nel jazz, strettamente legata alla personalità stessa dell'autore, piena di sfaccettature, di richiami strettamente personali, eppure così universale proprio per la schiettezza e l'immediatezza con cui si lascia ascoltare.
In una atmosfera tra il blues ed il gospel il brano ha inizio con i musicisti che si scambiano i ruoli e si cercano all'interno della struttura del brano. Qui prende anche il primo assolo Michael Rabinowitz con il suo fagotto, strumento non certo usale nel jazz (tuttavia già usato anche in un non recente passato) con una voce tonda e scura che bene si adatta alle atmosfere mingusiane. Si passa poi a "The Chill Of Death" (scritta nel 1939 a soli 17 anni!), in cui emerge, per l'appunto, il gusto di Migus per i suoni gravi e per le atmosfere vagamente spagnoleggianti: il gruppo ben riesce ad esprimersi grazie ad un sapiente uso delle dinamiche ed a una valorizzazione dei singoli strumenti che si intrecciano a formare un ricco tessuto sonoro. Il terzo brano presentato "Invisibile Lady" ha visto ancora una volta Lacy in veste di cantante ed un ottima interpretazione del brano da parte di Bobby Routch al corno francese (altro strumento poco usato nel jazz ed anch'esso con sonorità scura). A questa serie di brani, anche se particolari per forma e struttura, ma pur sempre tradizionali dal punto di vista esecutivo, con l'esposizione del tema, gli assoli, e la ripresa del tema iniziali, è succeduta la "suite" "Todo Modo" quasi interamente scritta e quindi vincolante per gli esecutori: eppure, e qui sta la genialità di un compositore jazz come Mingus, gli esecutori riescono ad esprimersi giocando sulle dinamiche e sulle parti a due strumenti antitetici (come il flauto ed il fagotto, il sax soprano ed il trombone…).
"Tonight at Noon" ha rappresentato invece lo spirito più free del jazz, in cui agli assoli, tra cui ha spiccato quello del chitarrista David Gilmore, seguivano delle parti strettamente atonali e poliritmiche. Nella ballad "Sweet Sucker Dance", che Mingus compose qualche tempo prima di morire, quando era già invalido e costretto sulla sedia a rotelle, dettandola al registratore si è fatto notare il brillante tenorsassofonista Wayne Escoffery, capace di una espressività davvero notevole, grazie soprattutto all'attenzione particolare nel gestire le il suono duro ma caldo del suo tenore: puntando su pochi tecnicismi e pattern, ha saputo concentrarsi sul senso melodico delle sue frasi ricevendo così grandi applausi. Il concerto si è concluso con il bis richiesto a gran voce dal molto pubblico presente in sala, nonostante una domenica mattina di pioggia: "My Jelly Roll Soul" è stato il brano scelto dai musicisti che si sono avventurati tra la platea (ad eccezione della ritmica, ovviamente), abbandonando il palco e suonando in mezzo al pubblico, ricordandosi che il jazz resta ancora entertainment di gran livello per chiunque sappia godere della vita. Appuntamento a domenica prossima con "Diaspora Blues" e Sam Rivers.
| ||||||||||||||||||||||||||
|
|
|
|||||||||||||||||||||||||
![]() |
||||||||||||||||||||||||||