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Enrico Pieranunzi Trio Roma, 26 Giugno 2004, Villa Celimontana Jazz di Franco Giustino ![]() photo della copertina "Play Morricone" - Cam Jazz Una delle manifestazioni più "antiche" e ormai consolidate nel panorama dell'Estate Romana è "Jazz a Villa Celimontana", giunta alla XI edizione. Ottantadue giorni di Jazz ad altissimo livello da giugno ad agosto. Per chi non conosce Roma, i concerti si svolgono all'interno di uno dei parchi più belli della Capitale a ridosso del Colosseo, una cornice unica.
La musica ed il viaggio continuano con l'esecuzione di alcuni dei brani più rappresentativi del repertorio creativo di Pieranunzi da Border Line a Don't Forget the Poet, dallo splendido album "Deep Down". La parte centrale del concerto è lasciata al loro estro creativo, con una esecuzione improvvisata su degli standard classici come Autumn Leaves, uno dei brani più ispiratori nel Jazz. Ed è proprio in questa performance che i tre riescono a dare il meglio di se stessi. Il loro feeling è straripante. Sul palco ridono, scherzano, si divertono e divertono, ma soprattutto SUONANO. Pieranunzi il pacato, Johnson il riflessivo, Baron il deflagrante. Ritengo che il segreto del loro lungo successo risieda nel fatto che sembrano suonare insieme come fosse ogni volta la prima volta. Durante gli assolo, i due seguono i movimenti dell'altro, la sensazione è che venga aggiunto sempre qualcosa di nuovo all'esecuzione. Ad ognuno, in ogni brano, è riservato il proprio spazio, senza sterili competizioni. Non esiste un leader, ognuno è leader di se stesso. Si comprendono con un piccolo gesto, uno sguardo, trovandosi sempre in perfetta sintonia: un meccanismo interno perfettamente oliato. La serata scorre via con l'esecuzione di due brani tratti dall'ultima incisione effettuata "Live" in Giappone, che dovrebbe essere in uscita in Luglio presumibilmente dal titolo "Aurora Giapponese". Il concerto termina in un'ovazione dei tantissimi presenti, un entusiasmo tale da costringere i tre a tornare nuovamente sul palco regalandoci un meritatissimo bis. Guardo l'orologio, è mezzanotte e mezza, sono trascorse oltre due ore di full immersion nella musica di qualità.
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