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Pinocchio Jazz Live
Circolo Vie Nuove – V.le Giannotti, 13 Firenze
XI EDIZIONE (2004-2005)
Recensioni a cura di Paolo Carradori (Jazzit)

Riprendono i sabato sera jazz del Pinocchio, una delle realtà più vive e stimolanti della musica live fiorentina, con un programma variegato e succoso (www.pinocchiojazz.it).

Apertura in doppio concerto (
5/6 novembre) con il nuovo progetto di Enrico Rava Under 21. Grande emozione riascoltare la tromba di Rava in un jazzclub. Una storia musicale straordinaria la sua, dalle avanguardie degli anni sessanta ai giorni nostri attraverso esperienze e percorsi diversi, a volte discutibili, ma sempre all'insegna del rigore e della ricerca, della serietà intellettuale. Un musicista che non si è mai adagiato sugli allori, pur acclamato in tutto il mondo, si è sempre mosso curioso in ambiti diversi, a volte lontani dal jazz (vedi l'opera), sempre nella convinzione che si possano trovare stimoli e idee in molte direzioni.

A Firenze Rava, con gli Under 21, espone un'altra sua qualità artistica, la capacità di saper valorizzare giovani talenti. Viene alla mente la collaborazione e l'avventura statunitense con Massimo Urbani negli anni settanta come, ai giorni nostri, il lancio a livello internazionale del pianista Stefano Bollani, tanto per tracciare un ideale tratto di congiunzione.

Gli Under 21 (Giovanni Guidi – pianoforte, Francesco Bigoni – sax tenore, Emanuele Maniscalco – batteria, Giulio Corini – contrabbasso) sono quattro giovani musicisti di notevoli capacità tecniche ed espressive che Rava avvicina al linguaggio afroamericano sia attraverso la strada maestra degli standard, per la cura degli equilibri e delle dinamiche, come quella delle sue composizioni più recenti per l'approfondimento dell'improvvisazione e della libertà espressive.

In questo ricco contesto di confronto i quattro dimostrano già forti personalità. Su tutti spicca il drumming di Emanuele Maniscalco. Con una postura molto originale dalla quale domina tutto il suo set, Maniscalco non si limita ad offrire un supporto d'alto livello ma frantuma continuamente la dimensione ritmica del suo strumento creando un ricco gioco poliritmico, una cascata di invenzioni coloristiche, punteggiature, stop, con i quali coinvolge piatti e pelli in un vulcanico lavoro di montaggio e smontaggio dei tempi. Tutto questo senza allontanarsi mai dal contesto del quintetto anzi aumentando la tensione per i soli.

Anche il pianoforte di Giovanni Guidi ha destato grande interesse. Con un notevole senso del tempo, agilità e marcate inflessioni blues, Guidi ha mantenuto alte le architetture ritmiche ed armoniche del quintetto, lasciandosi andare spesso ad improvvisazioni ardite dal sapore contemporaneo con un uso percussivo di corde e tastiera.

Il contrabbasso di Giulio Corini, dal sound caldo e corposo, ha garantito un sostegno alla formazione elastico e vivace evidenziando però ancora poca personalità nelle uscite solistiche.

Infine il tenore Francesco Bigoni ha messo in gioco una maturità e una personalità sorprendenti per la giovane età dell'esecutore. Fraseggio sinuoso, elegante, estraniato, rispetto ai compagni di viaggio però si è mosso in un contesto più convenzionale, rischiando meno ma garantendo sempre al leader un controcanto di sicuro affidamento.

Che dire di Rava, il suo carisma rimane alto, la sua tromba e il suo flicorno raggiungono momenti di poesia unici che pochi musicisti oggi si possono permettere. Si è lasciato andare forse, spinto da un pubblico numeroso e caldo, a qualche formula o passaggio già sentito, ma la sua rimane una performance da grande professionista, guida sicura e carismatica per un gruppo di giovanissimi che grazie a lui potranno crescere e assicurare un futuro al jazz italiano.




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Data ultima modifica: 05/01/2008

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