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Roccella Jazz Festival 2007
"Al tempo che farà"
Roccella Ionica, 16-25 agosto 2007
di Enzo Fugaldi
foto di Gianmichele Taormina

Una esibizione del trio di Carlo Rizzo, grande specialista del tamburello, con i francesi Michel Mandel, clarinetti e Norbert Pignol, accordeon, breve volo tra musiche etniche impreziosito dalla perizia degli esecutori, ha inaugurato l'edizione 2007 di "Rumori mediterranei", precedendo un imperdibile concerto del nuovo quintetto di Ornette Coleman, con Tony Falanga e Charnett Moffett al contrabbasso, Al McDowell al basso elettrico e Denardo Coleman alla batteria. Nonostante i recenti problemi di salute, uno dei protagonisti di primo piano della storia del jazz - in una serata funestata dalla tristissima notizia della morte di Max Roach - ha toccato ancora una volta livelli di altissima arte. La sua incessante ricerca l'ha portato oggi a triplicare il basso: uno elettrico tra le mani del fido Al McDowell, che ha una maturità musicale e una padronanza dello strumento assolute, e due contrabbassi divisi tra i sapienti archetti e il walking di Falanga e Moffett. Questo impasto di note basse crea uno sfondo ricchissimo ma perfettamente ordinato e distinguibile, con una solida stabilità interna dovuta a una divisione dei ruoli in costante equilibrio. Falanga riserva grande spazio all'archetto (persino la bachiana suite per violoncello), Moffett contrappunta da par suo all'archetto con l'utilizzo del wha wha, e McDowell usa soprattutto il registro alto dello strumento, avvicinandosi al suono di una chitarra. Su tutto svetta il lancinante fraseggio del leader, dividendosi fra il suo bianco sax alto e la tromba, in un completo azzurro lucidissimo, per non smentire la sua antica passione per gli abiti dai colori accesi. Il repertorio si basa sull'alternarsi di brani lenti e veloci, Following the Sound, Sleep Talking, Jordan, 911, Call to Duty, Turnaround, Those That Know Before it Happens, Taking the Cure, Dancing in Your Head, Song World, Song X, fino al richiestissimo bis di Lonely Woman. È rasserenante vedere come la musica di Ornette, pur non rinunciando alla ricerca, abbia raggiunto una sorta di calma classicità e sia oggi ampiamente accettata dal pubblico, come è accaduto per la musica dell'ultimo Steve Lacy.

Il festival ha ripetuto la riuscita esperienza dei concerti pomeridiani in solitudine presso l'ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica, introdotti dalle presentazioni e dalle interviste del critico Maurizio Franco. Enrico Intra si è esibito con la consueta perizia, classe e signorilità, spaziando da brani originali a carattere atonale a standard reinventati con gusto e fantasia (Take The A Train, How high the moon). Carlo Actis Dato, dedito da sempre ai concerti in solitudine, trova qui la dimensione ideale per raccontare la sua personale sintesi delle musiche del mondo. Con i fedeli sax baritono e clarinetto basso, facendo ampio uso della respirazione circolare, ha coinvolto il pubblico interagendo con esso con autoironia e comicità supportate da una travolgente tecnica strumentale. Un'idea del suono come saturazione dello spazio acustico, come vibrazione vitale, fino all'imitazione del didjeridoo, a far risuonare il legno della pedana, a smontare pezzo per pezzo il clarinetto basso in una gag esilarante.

Carlo Rizzo ha proposto una lezione-concerto, una sorta di enciclopedia del tamburello, dagli strumenti più tradizionali a quelli da lui inventati, il politimbrico e il multitimbrico, con una rapida carrellata dalle tradizioni mediterranee a quelle del medio e lontano oriente, al Brasile.

L'attesa esibizione in solitudine di Louis Sclavis è iniziata con due ardui e ieratici episodi informali al clarinetto basso, seguiti da una sua nota composizione, Le temps d'apres - brano che era nella colonna sonora di un bel film del 1998 di Bertrand Tavernier, Ricomincia da oggi -, da una improvvisazione senza ancia con il recupero di suoni ancestrali, fino al bis, un'estraniante Petite Fleur di Bechet, suonato alternando il clarinetto e il clarinetto basso.

Paolo Fresu, al suo quarto concerto per sola tromba, ha dovuto raddoppiare la sua esibizione, a causa del grande afflusso di pubblico. Ha utilizzato con buoni esiti una parte del suo usuale rack di effetti elettronici, che padroneggia con sicurezza e misura, e basi preregistrate, da suoni della sua tromba alla voce rauca e unica di Miles Davis sovrapposta a una nota lunga eseguita con la respirazione circolare. Ha infine dedicato un breve e intenso brano al flicorno, senza l'uso dell'elettronica, partendo da ‘Round Midnight.

"Rumori mediterranei" diventa anche un'occasione per conoscere, o rivedere, le località della provincia di Reggio Calabria. Il palcoscenico di Gerace è toccato al quartetto del sax alto Daniele Tittarelli, giovane ma già affermato talento romano, insieme a Claudio Filippini al pianoforte, Vincenzo Florio al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria. I quattro hanno proposto un fresco hardbop di matrice shorteriana, con un repertorio di composizioni originali del leader e un brano di Shorter. Il momento più atteso della serata è stato quello del recente progetto "Re: Pasolini" di Stefano Battaglia, con Michael Gassman alla tromba, Mirco Mariottini ai clarinetti, Aya Shimura al violoncello, Salvatore Maiore al contrabbasso e Roberto Dani alla batteria, la formazione che ha inciso un recente cd per l'ECM. La dimensione live, con la possibilità di dilatare i tempi dei brani, impreziosisce ulteriormente le splendide composizioni di Battaglia, dense di suggestioni visive, che utilizzano sapientemente le sfumature timbriche offerte dall'organico per un omaggio a Pasolini commosso e partecipe, dagli esiti felicissimi. Gli inusuali impasti sonori creati dall'incrociarsi dei suoni della tromba, dei clarinetti, del violoncello, del contrabbasso, del piano e dalla singolare fantasia percussionistica di Dani, le liriche melodie, la bellezza dei luoghi, tutto ha contribuito a stabilire un'atmosfera d'incanto, disturbata appena dal vento proveniente dallo Jonio. I brani prescelti sono stati Moravia, Il sogno di una cosa, Totò e Ninetto, Teorema, La canzone di Laura Betti, Fevrar.

A Martone due trii di grande spessore. Il primo era capitanato da Francesco Bearzatti al sax tenore e al clarinetto, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Manhu Roche alla batteria, ottimo e collaudato gruppo di solida, rollinsiana verve. La seconda parte della serata era affidata al "Riff Trio" di Franco D'Andrea, con Fabrizio Bosso alla tromba e Gianluca Petrella al trombone. Un excursus nella storia del jazz, per distillarne l'essenza, l'anima profonda, che contiene in sé il passato, il presente e il futuro, non conosce i segni del tempo, è viva come non mai, si presta alla sperimentazione grazie alla rispettosa ma antinostalgica progettualità del leader. Il repertorio rielaborato da D'Andrea per questo trio, come per il quintetto che comprende anche D'Agaro e Zeno De Rossi getta un ponte fra la tradizione del jazz e la contemporaneità: si va da classici degli anni Venti all'ellingtoniana Caravan, a Epistrophy di Monk, a Naima di Coltrane con i fiati che si divertono a riprodurre con tecnica superba i suoni sporchi e pieni di groove del jungle style, mentre a D'Andrea spetta il ruolo di ricondurre la musica all'oggi, alla contemporaneità, con il suo pianismo lucidissimo e intellettuale. Per il bis sulle note di Well, You Needn't di Monk tutti i musicisti della serata si schierano sul palco per un mirabolante sestetto che non sembra davvero organizzato al momento.

Tre nuove locations nella piana di Gioia Tauro per il festival 2007: Polistena, San Giorgio Morgeto e Cinquefrondi. Sono luoghi dove il jazz approda per la prima volta, grazie all'Associazione Culturale Jonica e alla lodevole volontà degli amministratori locali. E la calorosa e foltissima presenza di spettatori, locali e non, ha ampiamente premiato gli sforzi organizzativi, che saranno certamente replicati negli anni a venire.

In una grande e gremita piazza di Polistena, dopo il gruppo della cantante catanese Gabriella Grasso, un quartetto pianoless, costituito da Enrico Rava alla tromba, Stefano Di Battista ai sax alto e soprano, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Aldo Romano alla batteria. Un evidente e contagioso piacere di suonare insieme ha impreziosito il concerto dei quattro fuoriclasse, che hanno suonato con convinzione e stile standard come Love For Sale, ‘Round Midnight, Mr. P.C., Estate, The Theme, e il divertente bis di Mack The Knife. Tutti in serata di grazia, compatti e inventivi, dai fiati liberi ed esuberanti, alla ritmica efficacissima, con una menzione particolare per Bonaccorso, eccezionale in accompagnamento e godibilissimo nell'affiancare gli assoli con l'unisono della voce amplificata su un'ottava più alta, come Slam Stewart.

A San Giorgio Morgeto, il paese più alto della piana, i siracusani fratelli Amato (Elio, trombone a pistoni, flicorno e pianoforte; Alberto, contrabbasso; Loris, batteria) hanno convinto per la sincerità della loro proposta musicale, tutta costituita da loro interessanti composizioni (Yber, Helias Theme, Giusy Mood, Piece, Modern Jungle), precedute da Trygonometry di Ornette Coleman, un omaggio che delinea sin dall'inizio la poetica cui il trio si ispira, caratterizzata da serietà d'intenti e maturo interplay. Il sorprendente polistrumentismo di Elio contribuisce a variare le atmosfere fra un brano e l'altro, e valorizza le ottime prestazioni dei fratelli in assolo e in accompagnamento.

"Songs from the Underground" è il progetto che Maria Pia De Vito ha presentato alla Casa del Jazz nella scorsa primavera, realizzando l'omonimo cd distribuito da «L'Espresso». A San Giorgio era accompagnata da Claudio Filippini al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Walter Paoli alla batteria. Quasi dostojevskiane memorie dal sottosuolo, le songs prescelte con gusto da Maria Pia scaturiscono dalla memoria come da uno scandaglio dell'anima: Jimi Hendrix (la splendida Up from the Sky, entrata a buon diritto nel mondo del jazz grazie a Gil Evans), Leonard Cohen (Alleluiah, con ottimi assoli di pianoforte e contrabbasso), Joni Mitchell (My Old Man), Elvis Costello (Almost Blue, introdotta nel jazz da Chet Baker), Sting (The Secret Marriage), fino al brano originale Songs from the Underground. La voce di Maria Pia De Vito è come sempre perfetta nell'esposizione dei temi e nello scat e sapiente è il suo utilizzo dell'Echoplex, strumento elettronico che moltiplica all'infinito le possibilità vocali. Il trio che la accompagna è ben all'altezza del compito, grazie ai navigati Paoli e Pietropaoli e alla maturità raggiunta da Filippini, davvero a suo agio con la forma canzone.

L'ultimo paese della piana interessato è stato Cinquefrondi, per altri due concerti di grande spessore. Il giovane Claudio Filippini, qui al piano solo, ha qui dimostrato una maturità musicale sorprendente e una capacità di distillare le note senza ostentare la tecnica che è propria dei grandi dello strumento, con scelte di repertorio altrettanto interessanti. Ha interpretato infatti, oltre a proprie pregevoli composizioni (Poses, Louisiana), brani di Kenny Wheeler (Iowa City), di George Cables, uno dei suoi maestri (Helen's Song), e standard come Body And Soul e uno strepitoso Jitterburg Waltz di Fats Waller. Ottime le sue capacità di strutturare le esposizioni dei temi e di far cantare le melodie, costruendovi sopra assoli lucidi e lineari. Nel brano di Wheeler ha dimostrato anche padronanza del linguaggio minimalista, in particolare di quello di Steve Reich.

Ha chiuso la serie di tre serate nella piana di Gioia Tauro, con la consueta maestria, il "Doctor 3" di Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra. Il trio, giunto ai dieci anni dalla sua costituzione, ha al suo attivo incisioni in studio e dal vivo, fino ai recenti "Blue" e al live dedicato ai Beatles registrato alla Casa del jazz. La formula è sempre la medesima: esplorare con creatività e inventiva il mondo della canzone, avvicinando il grande pubblico alle loro proposte, che restano comunque indiscutibilmente jazzistiche. Perché il jazz non è solo swing, ma piuttosto un modo peculiare di concepire la musica. Alla base della concezione musicale di questo trio, che vanta un affiatamento assoluto, c'è un'idea della musica come leggerezza, festa, luogo della gioia. I titoli di alcuni dei brani da loro suonati, riuniti in lunghe medley, danno un'idea del clima da loro instaurato in assoluta empatia con il pubblico: i beatlesiani Come Together, Hey Jude, I Will, Your Song di Elton John, Fly Me To The Moon, O que serà di Chico Buarque, inframezzato da Besame Mucho, una breve carrellata di musiche disneyane, The Blower's Daughter di Damien Rice, Resta cummè di Modugno, Senza fine di Paoli, Emozioni di Battisti, Tico-Tico, per finire con La canzone di Marinella e Il pescatore di De Andrè.

La parte centrale del festival inizia all'Auditorium comunale, con lo spettacolo "Chet"-Viaggio al termine della musica, su testi di Paolo Bignamini, con la regia di Emilio Sioli. La recitazione è affidata all'attrice Lucilla Giagnoni, e la parte musicale al quartetto di Fabrizio Bosso, con Luca Mannutza al piano, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria. La performance inizia con la voce registrata di Chet che canta If You Could See Me Now. I testi di Bignamini disegnano a toni cupi e intensi momenti della vita del grande trombettista, affidando il racconto alle sue numerose mogli e amanti, alla madre, alla figlia. La Giagnoni affronta i ruoli con timing, immedesimandosi con sentita partecipazione, fino a gridare la passione, la rabbia, il dolore e l'isteria di chi ha vissuto la bellissima e tragica esperienza di amare Chet. A Bosso e al suo quartetto è affidato il compito di resuscitare Chet per un'ora, di far rivivere ancora una volta il suono della sua indimenticabile tromba. Egli lo affronta da par suo, ottimamente coadiuvato dai suoi musicisti, e l'unione fra musica e parola si fa feconda, grazie anche all'apporto della regia. Sembra di ascoltare un Baker giovanissimo, con ancora un ottimo labbro, che intona Love for Sale, But not for me, My Funny Valentine, che strappa per due anni a Davis il primato di miglior trumpet player della rivista «Down Beat». Il bis dell'applauditissimo spettacolo è un omaggio a Louis Armstrong, Do You Know What it Means to Miss New Orleans.

Diverso, ma egualmente riuscito e applaudito, è stato "Teste quadre", l'informale incontro fra la lettura scenica di Vito e le musiche improvvisate in scena da Uri Caine e Gianluca Petrella. "Teste quadre" è un romanzo pubblicato nel 2006 dallo scrittore e critico musicale Aldo Gianolio (Aliberti editore), un'esilarante e corposo tomo che racconta dell'ignobile carriera di due impiegati di una non meglio identificata azienda pubblica di trasporti, la Aztrapub. Una divertentissima storia della nostra italietta, venata da profonda ironia, da un rabbioso e sano moralismo, che ci ricorda che esistono ancora gli operai e i contadini e sfotte senza pietà le squallide manie borghesi delle teste quadre, personaggi organici alla "città quadrata", capoluogo del territorio denominato "ampia pianura". Davvero efficace la lettura di Vito, che rende con ottima tecnica la prosa densa di Gianolio, con il discreto sottofondo di Caine e Petrella, che si ritagliano spazi pertinenti venati da un parallelo taglio sarcastico.

Ancora un incontro pomeridiano dagli esiti felici, e non poteva essere altrimenti – nonostante un fastidioso blackout che ha costretto gli artisti ad esibirsi per una buona parte del concerto senza amplificazione e in penombra – quello del pianista Dave Burrell e della cantante e danzatrice Leena Conquest. Burrell è il mitico pianista che affiancava Archie Shepp negli anni '70, e la Conquest aveva già affascinato il pubblico di Roccella nel 2006 in seno al gruppo di William Parker "Raining on the piano". Il duo, che ha un cd in uscita, ha eseguito splendide composizioni del pianista intrise di tradizione e modernità, alcune con testi della poetessa svedese Monika Larsson, altre danzate dalla Conquest con una personalissima tecnica che miscela la sua esperienza nell'Alvin Ailey American Dance Center, il cakewalk e le danze degli schiavi neri in una sintesi personalissima e coinvolgente, e canta con voce parimenti intrigante, ampia estensione, senso dello swing, solide capacità improvvisative. Tra i brani eseguiti With a Little Time, So Spiritual, Crucificado, Faith to Black, il blues in minore The Box con il testo improvvisato.

"Ballata in sud" è un documentario di Francesca Archibugi musicato dal vivo dal chitarrista Battista Lena con Daniele Mencarelli al contrabbasso, Marcello Di Leonardo alla batteria, e l'apporto di Javier Girotto ai sassofoni e flauto e Luciano Biondini alla fisarmonica. È una sorta di schizzo preparatorio di un documentario, un montaggio di immagini video riprese da un'auto durante un viaggio dalla romana Casa del Jazz sino a Roccella Jonica, tra miserie e bellezze del meridione. Belle le composizioni di Lena, ottimo compositore di musiche da film, ben eseguite dal gruppo, pur tra costrizioni legate alla sincronia con le immagini, con una menzione particolare per Girotto e Biondini.

La prima delle serate al Teatro al Castello è iniziata sulle note di Dear Old Stockholm scandite dalla tromba di Paolo Fresu e dal piano acustico ed elettrico di Uri Caine. Che dire ancora di questo magistrale duo? I due si esprimono con assoluto interplay, come se suonassero insieme da sempre, nonostante le differenti matrici musicali, e si scambiano i ruoli, fra estro e intimismo, swing e delicate ballad, con felici ed eterogenee scelte di repertorio. Tra i brani eseguiti, molti dei quali contenuti nell'eccellente cd "Things" inciso per la Blue Note, I loves you Porgy, Cheek to Cheek, il madrigale di Monteverdi Sì dolce è il tormento, Sonia Said composto da Caine, A Night In Tunisia.

Ancora Fresu protagonista insieme al quartetto "Lost Chords" di Carla Bley, piano, con Andy Sheppard, sax tenore e soprano, Steve Swallow, basso e Billy Drummond, batteria. Un'esperienza con una piccola formazione per la Bley, solita ad ensemble ben più ampi, ma con la consueta maestria nell'arte dell'arrangiamento, nel tirare fuori il meglio dai suoi musicisti, grazie anche alle sue pregevoli composizioni venate di lirismo e ironia, con uno Sheppard in serata di grazia e un apporto molto pertinente del trombettista italiano. Tra i brani eseguiti Banana Quintet, una lunga suite in sei movimenti e Ad Infinitum, un brano da "Dinner Music", disco del 1976.

La seconda sera del festival vedeva esibirsi per primo il sestetto "Quasi Band" capitanato dal direttore artistico del festival Paolo Damiani al contrabbasso, con la voce di Diana Torto, i clarinetti di Louis Sclavis, i sassofoni di Javier Girotto, il pianoforte di Rita Marcotulli e la batteria di Michele Rabbia, la medesima formazione presente sull'ottimo cd registrato dal vivo alla Casa del Jazz il 24 gennaio 2007 e pubblicato da «L'Espresso». Prezioso l'apporto alle musiche della travolgente carica solistica di Sclavis e del passionale lirismo di Girotto. Fra i brani eseguiti, il suadente tema di Rumori mediterranei, Dirindena, ninna nanna con testo di Ivano Marescotti, brano iniziale del nuovo cd "Al tempo che farà" inciso per l'Egea, Le long du temps/Le verbe di Sclavis, un pregevole arrangiamento di Quello che non voglio, su un testo di Stefano Benni ben interpretato da Diana Torto, Just Feel della Marcotulli, per concludere sul cantabile motivo di Passi.

Chiudeva la serata un lungo e splendido concerto del quartetto del sax tenore Joe Lovano, con James Weidman al pianoforte, Esperanza Spalding al contrabbasso e Otis Brown alla batteria. Il quartetto si presenta compatto, impreziosito dalla sorprendente presenza della contrabbassista, appena ventitreenne e già musicista e docente affermata, che possiede una cavata possente e una musicalità piena e matura, sia in accompagnamento che in assolo, e si affianca a Weidman e Brown altrettanto efficaci nel sostenere il lavoro del leader, che conferma la sua imponente statura musicale in perfetto equilibrio fra tradizione e modernità nell'esecuzione di standard (Soul Eyes di Waldron, Reflections di Monk) e interessanti brani originali, con palese gradimento da parte del pubblico. Leggermente fuori luogo la presenza della non memorabile voce della consorte Judi Silvano, alla quale viene concesso uno spazio probabilmente eccessivo nell'economia della proposta musicale.

La terza serata iniziava con "Avanti pop", una produzione multimediale originale del gruppo Têtes de Bois, con ospiti Giuseppe Cederna, Andrea Rivera, Peppe Voltarelli e i disegni di sabbia di Licio Esposito. È un camioncino Fiat 615 del 1956 a ospitare a fianco del palco gli ospiti che commentano le canzoni del gruppo con canti popolari, monologhi, disegni: la storia di Rocco Gatto, ucciso dalla mafia calabrese nel 1977 per essersi opposto alle estorsioni raccontata da Cederna, la voce di Voltarelli che interpreta Malarazza di Modugno, le esilaranti tiritere di Rivera, e le canzoni dei Têtes, che raccontano la classe operaia, gli incidenti sul lavoro, il dramma dei lavoratori immigrati, inframezzate da brani di Battiato (Povera patria) e Leo Ferrè (L'albatros).

Di nuovo spazio al jazz con la Parco della Musica Jazz Orchestra diretta da Maria Schneider. Cresciuta alla scuola di Gil Evans, la Schneider ha diretto con determinazione la big band romana, sfruttandone con grande stile le ottime potenzialità e quelle dei suoi solisti, da Maurizio Giammarco a Pino Iodice, Daniele Tittarelli, Aldo Bassi, eseguendo brani originali splendidamente arrangiati, utilizzando le varie sezioni in modo da creare tappeti sonori di colore pastello, sfondi ideali per gli assoli. Fra i brani eseguiti, Greenpeace, e le Three Romances contenute nel cd "Concert in the Garden": Choro dançado, Pas de deux, Dança ilusória.

La serata finale del festival iniziava con "In between", una produzione originale della pianista Rita Marcotulli, che ha riunito per l'occasione una all stars: Nils Petter Molvær alla tromba, Andy Sheppard ai sassofoni, Nguyên Lê alla chitarra, Anders Jormin al contrabbasso e Marilyn Mazur, batteria e percussioni. Nuove composizioni e nuovi arrangiamenti di brani composti in precedenza per una musica di grande suggestione, fortemente caratterizzata dalle atmosfere oniriche e dai ritmi insoliti creati dall'interazione tra la fantasia e i colori della Mazur e le note lunghe di Molvaer, tra le hendrixiane sei corde di Nguyên Lê e lo splendido suono e fraseggio di Sheppard al tenore e al soprano, tra il possente archetto di Jormin e i delicati interventi della leader. Fra i brani eseguiti i noti Songs of Experience e La strada invisibile.

Gran finale con la Shibuza Shirazu Orchestra, collettivo giapponese composto da oltre trenta elementi, che ha proposto uno stranissimo, lungo e travolgente happening multimediale, una babelica commistione di linguaggi, mescolando musica, danza, travestimento, mimica, comicità, arti visive, in una inesauribile e irresistibile performance ricca di una infinità di riferimenti colti ed extracolti, fra cultura pop e cultura tradizionale giapponese. La musica, spinta all'eccesso da un'amplificazione volutamente tirata al massimo, procedeva con impatto devastante tra free, formidabili echi zappiani e della Sun Ra Arkestra, con assoli e collettivi travolgenti, parti vocali, fino all'apoteosi finale, il volo sul pubblico di un enorme dragone argenteo, tra la sorpresa e l'entusiasmo del numerosissimo pubblico che affollava l'anfiteatro, per una memorabile conclusione di un'edizione di "Rumori mediterranei" che certo resterà fra le migliori dell'intera storia del festival.








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"Corpi Liberi in Concerto, teatro e danza su ritmi jazz". In un'anteprima tenutasi per la stampa, un progetto in cui la musica di Bollani, Jarrett, Marcotulli, Mehldau e Petrucciani anima una "inusuale piece di teatro e danza". (Alceste Ayroldi)

19/03/2007

Gianmaria Testa e Paolo Fresu duo al Folk Club: "Il suono del flicorno precede il musicista di Berchidda e gli apre la strada grazie alla quale raggiungerà Gianmaria Testa e soprattutto le sue parole, la sua melodia. Fresu raccoglie il cantare dell'artista piemontese e lo segue, in una improvvisazione costante, sia con la tromba sia con effetti elettronici, dialoga con lui con la conseguenzialità di chi è sempre e comunque in ascolto." (Alessandro Armando)

18/03/2007

Nuova gallery di quadri curata da Henk Mommaas

03/03/2007

A New York, si è svolta la 34a Annual Conference della IAJE. Come sempre, decine e decine di appuntamenti di ogni genere compresi i momenti più importanti come il NEA Jazz Masters. Quest'anno, inoltre, c'è stata una incredibile intervista di Greg Osby a Ornette Coleman per Downbeat...(Jamie Baum, Patrizia Scascitelli)

25/02/2007

Paolo Fresu al Pub Il Moro (Francesco Truono)

25/02/2007

Live at Radio Popolare (Franco D'Andrea)

18/02/2007

Ornette Coleman al Padova Porsche Jazz Festival: "...Per me è importante aiutare qualcuno a credere nei propri desideri e a rischiare di diventare ciò in cui crede. Occorre rischiare e questo significa cercare di perfezionarsi continuamente secondo l'ideale che si è scelto ed essere pronti ad aiutare chi ti chiede aiuto oppresso dal bisogno..." (Daniele Mastrangelo)

09/02/2007

Umbria Jazz Winter: "La quattordicesima edizione di Umbria Jazz Winter è stata contrassegnata dall'incontro tra il jazz e la canzone d'autore: un binomio che molti anni fa negli Stati Uniti ha prodotti quei famosissimi standards su cui i jazzisti di tutto il mondo continuano ancora oggi ad improvvisare. Questo "fenomeno" ha raggiunto ormai da anni anche nel nostro paese, ed ha contribuito a rafforzare un'identità troppo spesso condizionata dagli stereotipi d'oltre oceano." (Marco De Masi)

08/02/2007

Insectet (Insectet)

05/02/2007

Terronia (Pino Minafra)

28/01/2007

Argentina: escenas en big band (Javier Girotto, PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra)

26/01/2007

Bravo Jazz 2006, Dedicato ad Alberto Alberti: "Quella di Alberto Alberti è stata una delle presenze più significative per la musica afroamericana in Italia; egli ha saputo promuovere e diffondere l'amore per il Jazz in tutto il paese, creando momenti di incontro per gli artisti e ideando manifestazioni un po' ovunque e Umbria Jazz ne è uno splendido esempio..." (Pierluigi Vicini)

11/01/2007

Oscar Del Barba Trio Special Guest Javier Girotto: "Ascoltare il trio di Oscar Del Barba con Javier Girotto era un'occasione da non perdere anche per constatare lo stato di grazia in cui versa il jazz italiano..." (Giuseppe Mavilla)

11/01/2007

L'Arabian Jazz di Rabih Abou Khalil: "Lo stile musicale adottato da Rabih Abou Khalil è rivelatore della tendenza della cultura attuale a rendersi mezzo di comunicazione ed espressione della globalità che diviene così un fertile terreno d'indagine, nuovo e per questo altrettanto stimolante..." (Mario Livraghi)

05/01/2007

JAZZin': a photografic story by Luca Buti

04/01/2007

Jazz! Brugge jazz festival 2006: "A mezzogiorno in punto alla sala 9 del Groeningemuseum, immersi nella bellezza immortale di opere firmate da René Magritte, Hiëronymus Bosch e Jan van Eyck, tutto è pronto per la terza edizione della biennale del jazz che nella splendida cittadina belga ospita dal 2002 le migliori espressioni della musica europea di origine colta contemporanea." (Gainmichele Taormina)

27/12/2006

Gino Paoli Quintet (R.Bonaccorso, D.Rea, R.Gatto, F.Boltro) al Teatro Augusteo di Salerno (Francesco Truono)

27/12/2006

Ornette Coleman allo Skopje Jazz Festival 2006 in Macedonia (Ziga Koritnik)

14/12/2006

The light side of the moon (Rita Marcotulli)

14/12/2006

Intervista a Rita Marcotulli: "Credo però anche che sia molto importante trovare una propria voce, raccontare la propria storia, non quella di qualcun altro, altrimenti si diventa solo dei grandi interpreti, come gli esecutori di musica classica. Non è poco, perchè non è facile interpretare qualcun altro. Però il jazz non è musica scritta come la musica classica: vale la pena dipingere il quadro di un altro pittore?" (Antonio Terzo)

09/12/2006

America Latina…el Vije (Grupo El Poncho Orquesta Chirimia)

17/11/2006

For the time being (Salvatore Bonafede)

11/11/2006

Carla Bley Big Band a La Palma per il Roma Jazz Festival: "Esiste un isomorfismo fra la sua natura fisica e la musica che si ascoltava, fra il suo aspetto surreale e le composizioni dominate da una cifra parodistica verso la tradizione del jazz." (Daniele Mastrangelo)

24/10/2006

Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Andy Sheppard, Bobo Stenson tra i protagonisti del Brugge Jazz 2006 (Thomas Van Der Aa e Nadia Guida)

09/10/2006

La gallery di Roccella Jonica 2006 (Francesco Truono)

08/10/2006

Stefano Bollani a Berchidda in un concerto per Quintetto e Caterina: "Bollani pone la qualità narrativa dei suoi brani al servizio del racconto, ma non sfugge mai alla tentazione di improvvisare qualcosa di astruso ... " (Roberto Botta)

08/10/2006

BlueLocride, l'edizione 2006 di Roccella Jonica: "Superato il ragguardevole traguardo dei cinque lustri, il festival di Roccella, giunto alla sua XXVI edizione, continua a espandersi nel tempo e nello spazio, abbracciando il capoluogo e l'intera Locride ..." (Vincenzo Fugaldi)

20/09/2006

Le case di Berio (Enrico Intra)

04/09/2006

Un grande concerto alla Carnegie Hall in onore di Toots Thielemans con Herbie Hancock, Oscar Castro-Neves, Eliane Elias, Ivan Lins, Joe Lovano, Paquito D'Rivera...(Roberta E. Zlokower)

11/08/2006

Il Blue Note Records Festival a Gand in Belgio, crocevia di artisti, suoni, ritmi per amanti della musica jazz e non solo. Un pubblico accorso da ogni parte del Belgio, dalla limitrofa Francia e dall'Olanda, un menù musicale di ampia scelta e qualità. (N. Guida & T. Van der Aa)

10/08/2006

"Hicks Time", Memorial Celebration in onore di John Hicks a New York, presso la St. Peter Church: "John Hicks, il musicista, e John Hicks, l'uomo, mancheranno molto alla comunità jazz internazionale..." (Roberta Zlokower)

05/08/2006

Il Nick La Rocca Jazz Festival 2005 in uno scenario con un'atmosfera semplicemente incantevole, una perfetta organizzazione, una manifestazione che ha offerto sicuramente più luci che ombre. (Francesco Peluso)

31/07/2006

Legend (Raffaele Casarano & Locomotive)

18/06/2006

Madre Tierra (J. Girotto, N. Mangalavite, D. Garcia Bruno, C. Buschini )

09/06/2006

LEZIONI (Trascrizioni): Un coinvolgente solo di Javier Girotto sul brano Rua Algoinhas 301 (Marcello Zappatore)

04/06/2006

Fado Meridiano (Lillo Quaratino)

03/06/2006

Solo. Live at the Auditorium Parco della Musica (Danilo Rea)

13/05/2006

Sound & Score (Barga Jazz)

02/05/2006

On Tour - Live 2004 (Actis Band)

01/05/2006

Italian Trumpet Summit a Chiasso: "L'evento ha indubbiamente rappresentato una evidente dimostrazione dell'ottimo livello raggiunto dai jazzisti italiani che meritatamente si sono imposti in ambiti internazionali, riscuotendo i meritati riconoscimenti e consensi." (Bruno Gianquintieri)

24/04/2006

Enrico Rava e Franco D'andrea La Palma: "Se Rava ama la melodia nel fraseggio ... D'Andrea procede dal piccolo al grande con la curiosità di scoprire anche in un frammento di tema l'occasione per una proliferazione di variazioni o suggestioni..." (Daniele Mastrangelo)

09/04/2006

L'allieva (Mina)

09/04/2006

Franco D'Andrea Quartet a Padova: "...la musica si sviluppa delicatamente, in un clima molto rilassato, ma con intelligenza, alternando momenti energici ad altri di estrema delicatezza..." (Giovanni Greto)

31/03/2006

Le foto di Incroci Sonori, Ternijazz Winter e Italian Jazz Graffiti (Paolo Acquati)

23/03/2006

Franco D'Andrea Eleven all'Aiditorium Parco della Musica di Roma: "...si diverte procedendo per brevi pennellate o infiorettando un tema con abbellimenti o sottoponendolo a variazioni, il tutto retto da una tecnica superba..." (Daniele Mastrangelo)

22/03/2006

Le foto di Franco D'Andrea ed Enrico Rava a La Palma

19/03/2006

So Right (Maria Pia De Vito)

16/03/2006

I Doctor 3 a Villa Celimontana 2005 (Stefano Ramaccia)

11/03/2006

Il Paolo Fresu Quintet alla Maison Musique

11/03/2006

Hank Jones e Joe Lovano in "Joyous Encounter" per Aperitivo in Concerto: "Da una parte 60 anni di storia ‘vissuta' - dall'altra la conoscenza e capacità di esprimere quei 60 anni non vissuti con estrema duttilità e naturalezza in quanto facenti parte della propria cultura..." (Patrizio Gianquintieri)

26/02/2006

Gallarate Jazz Festival 2005: "...terza edizione di un Festival Jazz che anche quest'anno si è distinto per l'impronta personale che il suo Direttore Artistico, il Maestro ed Amico Max De Aloe, ha saputo conferirgli..." (Patrizio Gianquintieri)

07/02/2006

Una "Italian Jazz Musicians Gallery" a cura di Jos L. Knaepen

27/01/2006

Rita Marcotulli e Nguyen Le a Terni Winter #6, Palazzo Gazzoli - 21 gennaio 2006 (Francesco Truono)

29/12/2005

Gallery fotografica del 400° concerto degli Aires Tango a La Palma di Roma (Francesco Truono)

17/12/2005

Intervista a Franco D'Andrea: "Il jazz italiano va in tutte le direzioni possibili. Non è un male, ma non basta. La qualità è alta e anche tutte le cose che stanno accadendo lo dimostrano..." (Dino Plasmati)

20/11/2005

Danilo Rea e Gianluca Petrella: gli Italiani di Berchidda: "...l'interpretazione jazz dei capolavori di De Andrè mette in rilievo la sensibilità musicale di Rea..." - "Senza nulla togliere al collega jazzista e ad altri artisti pure di riguardo, quale gladiatore di quest'estate jazz-festivaliera possiamo additare Gianluca Petrella..." (Antonio Terzo)

29/10/2005

A riconferma della peculiarità del Time in jazz di Berchidda, esclusiva è stata l'iniziativa realizzata sotto il nome di TEE - TrancEuropExpress con la collaborazione delle Ferrovie della Sardegna e Paolo Fresu nelle vesti di capotreno...(Antonio Terzo)

23/10/2005

Time in Jazz a Berchidda: "All'insegna dell'ampio ombrellone tematico di quest'anno, il binomio "digit@ltrance", la rassegna ha espresso tutta la trasversalità delle esperienze musicali che lo stesso Fresu ha maturato nel corso dei suoi ultimi incontri..." (Antonio Terzo)

16/10/2005

Dietro le quinte del Beat Onto Jazz Festival Edizione 2005: "Siamo abituati a vedere festival, rassegne musicali e concerti da una posizione comoda, tranquilla che pensiamo privilegiata. Molte volte non abbiamo giusta contezza di quello che si vive - più o meno freneticamente - per regalare delle emozioni ed anche per regalarsene..." (Alceste Ayroldi)

21/09/2005

Tornano insieme i Doctor 3 al Morlacchi in occasione di Umbria Jazz 2005: "...delle loro esibizioni dal vivo s'era davvero sentita la mancanza, l'unico commento che sembra opportuno esprimere è un semplicissimo e benaugurante: bentornati!" (Antonio Terzo)

26/08/2005

Viaggio nelle Terre dei Lucani (Dino Plasmati)

10/08/2005

I Have The Room Above Her (Paul Motian Trio)

18/07/2005

Ornette Coleman a Roma e Napoli: "Un po' come nella sua musica, Ornette, sembra voler fare a meno del superfluo, di quella patina inconsistente di formalità...Sembra quasi che con il passare degli anni la musica di Ornette sia diventata meno complessa e più 'democraticamente' fruibile." (M. De Masi, F. Ughi)

16/07/2005

Il trio Servillo - Girotto - Mangalavite al Multiculturita di Capurso: "...Una vera lezione di grazia, levità e stile è la rivisitazione della magica Vuelvo al Sur impreziosita dalla voce di Pablo Neruda che opportunamente ne accompagna l'esecuzione..." (Alceste Ayroldi)

02/07/2005

Charlap, D'Andrea, Mehldau, Rea, Corea...Il piano jazz in un nuovo spazio di fotografia a cura di Giorgio Alto

21/06/2005

Terra Madre (Luciano Biondini & Javier Girotto)

10/06/2005

Ciampino Jazz Festival 2005: "...Valenza del tutto particolare assume questa edizione completamente dedicata a Biagio Pagano...Le sei serate hanno visto un'affluenza di pubblico straordinaria..." (Franco Giustino)

05/06/2005

Kosmopolites (Paolo Fresu Quintet)

22/05/2005

Intervista tripla a Danilo Rea, Massimo Manzi ed Enzo Pietropaoli. Abbiamo posto lo stesso schema di domande a tutti e tre gli artisti rilevando molte affinità nell'approccio e nella visione attuale della musica, nei fattori predominanti che hanno influenzato le proprie scelte artistiche... (Marco Losavio)

04/05/2005

Recordando Gardel (Javier Girotto)

15/04/2005

Umbria Jazz Winter: "...è il pianoforte a dominare la manifestazione, come può testimoniare anche l'evento jazzistico più significativo del Festival: i Duets di solo piano del 2 gennaio al teatro Mancinelli, con protagonisti Brad Mehldau e Danilo Rea prima e Martial Solal e Stefano Bollani poi..." (Dario Gentili)

20/02/2005

Carla Bley, al teatro Curci di Barletta. Un viaggio breve ma intenso, attraverso l'anima musicale americana, arricchito da tinteggiature storiche ed interpretazioni atipiche. (Alceste Ayroldi)

13/02/2005

Instabile 2004 a Pisa, Avanguardie a confronto: "...L'Instabile's Festival 2004 senza l'Italian Instabile Orchestra? Potrebbe sembrare una provocatoria contraddizione ma non è così...." (Paolo Carradori)

02/01/2005

MAG Trio (Pensieri Circolari)

11/12/2004

XVII Festival Internazionale "Time in Jazz" a Berchidda: "...La Follia, questo era il titolo di quest'anno, follia intesa come imprevedibilità del processo creativo che sta alla base di qualsiasi arte, non solo quella musicale." (Fabio Pibiri)

07/11/2004

Out! (Giorgio Dini - Carlo Actis Dato)

18/10/2004

Caro Nanni (Sax Four Fun)

03/10/2004

Intervista a Paolo Fresu: "...ritengo che Miles sia stato un grande artista contemporaneo alla stregua di Fellini, Picasso. Cioè di qualcuno che ha lasciato un segno nel '900..." (Alceste Ayroldi)

11/09/2004

The Lost Chords (Carla Bley)

04/09/2004

Charlie Haden, Carla Bley, e la Liberation Music Orchestra: "Carla Bley è splendida nell'intonare l'Orchestra, nell'attribuire compiti e tempi...Haden è semplicemente magistrale..." (Alceste Ayroldi)

14/08/2004

Scores (Paolo Fresu)

17/07/2004

Renato Sellani e Danilo Rea a Cattolica per in duo inedito: "Da quella straordinaria coppia apparentemente seduta a un unico, lunghissimo pianoforte con due tastiere, trasudava qualcosa di grande e il pubblico partecipava sempre più." (Enrico Mariani)

04/07/2004

Uri Caine e Paolo Fresu per Musicus Concentus: "...per questi due musicisti la tradizione è un'identità in cui riconoscersi ma allo stesso luogo da cui partire e dirigersi altrove..." (Dimitri Berti)

03/07/2004

Nuevo Tango Ensamble insieme con Javier Girotto, uno splendido concerto con intervista a Pasquale Stafano, pianista del gruppo "...Nel trascrivere la musica di Piazzolla mi rendo conto dell'immensità cultural-musicale di questo artista, che non disdegnava affatto alcuna contaminazione basando le sue composizioni sull'identità popolare del tango argentino ma sfruttando la competenza profonda che derivava dalla musica classica...." (Francesco Lombardo)

16/05/2004

The Owner Of The River Bank (Cecil Taylor & Instabile Orchestra)

10/04/2004

Intervista a Javier Girotto, Peppe Servillo, Natalio Mangalavite. Immagini d'amore di tre trovatori del nuovo millennio. Al Teatro Verdi di Salerno l'anteprima nazionale del disco di Javier Girotto, Peppe Servillo e Natalio Mangalavite. Conversazione con i protagonisti della prima serata di Over Jazz e Contaminazioni. (Olga Chieffi)

10/03/2004

Javier Girotto, Peppe Servillo, Natalio Mangalavite aprono la rassegna Over Jazz e Contaminazioni: "...Musica, Teatro, Poesia per la presentazione del disco "L'Amico di Cordoba" in cui il sentire napoletano di Servillo sposa le sonorità sudamericane del duo argentino. Saggio di finissima versatilità e creatività di Javier Girotto in veste di polistrumentista...." (Olga Chieffi)

11/01/2004

Javier Girotto all'Auditorium di Roma: "Pubblico dell'auditorium romano incantato dal musicista argentino, che si è esibito con Daniele Di Bonaventura, Aires Tango e l'orchestra Roma Sinfonietta." (Olga Chieffi)

13/12/2003

Uri Caine e Paolo Fresu: "Il loro incontro è prima di tutto la fusione di due straordinarie sensibilità artistiche, il segreto dell'equilibrio sottile tra la coscienza viva del passato e la necessità dell'innovazione, della ricerca..." (Francesco Lombardo)

24/11/2003

Intervista a Paolo Fresu: "Per me è stato molto facile entrare nel cuore del mondo del jazz...vengo da un paese isolato, da una tradizione familiare assolutamente non di musicisti...a un certo punto mi sono ritrovato a vivere di musica senza neppure averlo deciso.". (Antonio Terzo)

09/11/2003

Carla Bley: "Un concerto di gran classe, insomma, che ci ha presentato un'artista che, nonostante una carriera sempre inquieta, dimostra di non conoscere crisi d'ispirazione." (Dario Gentili)

19/10/2003

Fuori le Mura (Gabriele Mirabassi - Luciano Biondini)

17/10/2003

Lirico (Danilo Rea)

17/10/2003

Intervista ad Danilo Rea. In questa intervista dai toni prima rilassati, poi addirittura confidenziali, il pianista romano parlando del nuovo lavoro ci rivela ancora un po' della sua arte, del suo intenso mood espressivo, del suo approccio "visivo" nei confronti della musica. (G. Taormina)

16/08/2003

Il pulsare del tempo, lo specchio, la voce dell'anima. Javier Girotto e Luciano Biondini stregano l'esigente uditorio di Villa Guariglia. Non subisce cedimenti il successo del saxofonista argentino, ovunque accolto calorosamente. La sua musica quale grido intriso di dolore e nostalgia per la sua terra martoriata. (Olga Chieffi)

16/08/2003

Rita Marcotulli, la Signora della porta accanto. Incontro con la pianista che presenta al Festival Internazionale Musicale di Ravello il suo Progetto Truffaut. Cinema e jazz due "amanti" che hanno firmato il nostro Novecento. (Olga Chieffi)

16/08/2003

La "sumpatheia" di Rita Marcotulli e Javier Girotto. Nonostante i problemi organizzativi, il Festival di Ravello è stato impreziosito dal Progetto Truffaut della pianista romana. (Olga Chieffi)

25/05/2003

Intervista ad Franco D'Andrea e Luis Agudo: "...Tante volte si pensa al giro armonico, all'armonia, come fosse una cosa importante...però si può pensare anche agli elementi melodici del brano, quindi il diagramma melodico, gli intervalli, come il brano è caratterizzano, sfruttare nell'improvvisazione anche gli aspetti che arrivano dalla curva melodica, che arrivano dal discorso ritmico, da come il brano è ritmicamente." (Antonio Terzo)

13/02/2003

Intervista a Roberto Gatto: "Il jazz è una musica che non ti regala niente ... il Jazz è una fede, è un pensiero, è una musica che richiede grande concentrazione, grande preparazione ma soprattutto grande spiritualità ..." (Filippo Maria Cazzolla)

19/01/2002

Jim Hall & Paolo Fresu con la Milan (R)evolution Orchestra, Freddy Cole & Woody Herman Orchestra. Due concerti del ricco cartellone degli Aperitivo in Concerto 2001 al Teatro Manzoni.



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