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Roccella Jazz Festival

"Terremoti"
13-23 agosto 2008
di Enzo Fugaldi
foto di Alessia Scali

Direzione artistica: Paolo Damiani

In un sud che stenta sempre più a organizzare eventi jazzistici di rilievo, conforta vedere come i "Rumori mediterranei", alla ventottesima edizione, si rinforzino, raggiungendo numeri davvero ragguardevoli: 11 giorni di durata e 34 concerti, dislocati fra 9 comuni della provincia di Reggio Calabria, oltre alla consueta copiosa attività seminariale.

"Terremoti" era il tema scelto quest'anno dal direttore artistico, vista la concomitanza del centenario del cataclisma che distrusse Messina e Reggio Calabria. E al tema principale del festival è stata dedicata una produzione originale, uno spettacolo multimediale a cura del regista televisivo Roberto Torelli, che ha realizzato un film di montaggio muto e in bianco e nero utilizzando filmati di varia provenienza e documentando i numerosi terremoti che hanno devastato l'Italia, da quello di Messina e Reggio Calabria a quello della Valle del Belice, e molti altri. Immagini toccanti e terribili, commentate da un gruppo denominato "Bookmakers" (Sandro Satta, sax alto; Antonio Iasevoli, chitarra; Adriano Lo Giudice, basso; John Arnold, batteria), guidato da Antonello Salis al pianoforte e al piano elettrico. La musica eseguita dai cinque era una fusion molto ben eseguita, calibrata in funzione dei filmati, con un buon equilibrio di gruppo ed efficaci momenti ispirati alle musiche di Frank Zappa.

La serata inaugurale del festival, a Reggio, al Castello Aragonese, è iniziata con il New Quintet di Rosario Giuliani (Flavio Boltro-tromba, Dado Moroni-piano; Luca Bulgarelli-contrabbasso; Fabrizio Sferra-batteria). Solida realtà del jazz europeo, il gruppo di Giuliani ha ancora una volta convinto con il fresco hard bop contenuto nell'ultimo cd "Anything Else", pubblicato dalla francese Dreyfus Jazz. I due ottimi fiati hanno alle spalle una ritmica d'eccezione, guidata dal pianoforte swingante ed energico di Moroni.

Un funky d'eccezione ha proposto poi la band di Maceo Parker, l'altosassofonista cresciuto alla scuola di James Brown. Coadiuvato da due vocalist, tastiere, chitarra, basso, batteria, tromba e trombone, questo grande personaggio della black music ha divertito e fatto ballare il numeroso pubblico per quasi due ore tra riff, assoli di tutti i musicisti, grande comunicativa. Da segnalare il notevole cantante Corey Parker.

Polistena ha ospitato il 14 agosto un concerto di Steve Coleman, con Jonathan Finlayson-tromba, Tim Albright-trombone, la vocalist Jen Shyu, Thomas Morgan-contrabbasso, Marcus Gilmore-batteria. Rispetto al tour di un anno fa, il gruppo ha un batterista in meno, ma ha guadagnato in efficacia e compattezza. La vocalist è molto più sicura e inserita nelle dinamiche collettive, e tutti i musicisti interpretano le composizioni di Coleman - ardue, poliritmiche, con frequenti mutamenti di beat - con convinzione e rigore. I fiati suonano con grande concentrazione anche nei brani a tempo libero, e nei brani più mossi la ritmica si mostra solida e affiatata. Tra i momenti da ricordare, l'innesto all'interno di una lunga suite di una versione di 'Round Midnight semplicemente superba.

I pomeriggi in assolo all'ex Convento dei Minimi di Roccella, introdotti come sempre dalle interessanti e puntuali interviste del musicologo Maurizio Franco, sono stati inaugurati da un concerto del chitarrista Roberto Cecchetto, già collaboratore di Rava nel gruppo "Electric Five", alla sua prima prova in solitudine. Esordio felice, grazie alla concentrazione, alla totale padronanza degli effetti, al gusto per sonorità diverse ma tutte esteticamente valide, a uno spiccato senso architettonico della costruzione melodica sorretta da armonie leggere e pertinenti. Due lunghi brani, uno di sua composizione, e una Darn That Dream da manuale, seguiti da un brevissimo bis, per una prova convincente.

Il pianista classico con esperienza di improvvisazione Massimo Giuseppe Bianchi ha presentato un concerto intitolato "Terremoto Zappa", mescolando, con esiti davvero eccellenti, i 6 pezzi Op. 19 di Arnold Schönberg, due medley di improvvisazioni su temi di Frank Zappa, tre brani di Igor Stravinskij e Winnsboro Cotton Meal Blues, splendida composizione del 1979 del compositore americano Frederick Rzewski. Come giustamente sottolineato da Maurizio Franco, un programma che sino a vent'anni fa sarebbe stato davvero inimmaginabile, un esempio molto positivo di abolizione delle frontiere fra le musiche.

Antonello Salis ha sviluppato il suo set al pianoforte, preparato con tanti strampalati oggetti da cucina, proponendo la sua energetica e travolgente idea di musica intesa come festa scoppiettante, delirio organizzato, alla ricerca di un'intesa comunicativa con l'ascoltatore che percorre binari ben diversi dai soliti, intrisi di sincera poesia. Tra i temi riconoscibili, piazzati come isole nel mare di un inesauribile flusso musicale, Naima, Body And Soul, Duke Ellington's Sound of Love, la sua Lester. Bis alla fisarmonica.

Anche Rosario Giuliani, dopo avere risposto alle domande pertinenti di Maurizio Franco, ha offerto una performance intensa al sax alto, eseguendo suoi brani come Suite et pour suite, Seven Thoughts, Dream House e Misterioso di Monk.

L'ultimo incontro pomeridiano è stato sdoppiato per il grande afflusso di pubblico. E' l'effetto della presenza di Stefano Bollani. Dopo due brevi e sapide interviste di Franco, nella prima parte Bollani ha eseguito esclusivamente brani dei Beatles, in particolare i primi tre, Something, Norvegian Wood e Blackbird in versioni di particolare bellezza. Nel secondo set, assecondando simpaticamente le richieste del pubblico e dell'intervistatore, ha spaziato fra Blue In Green, Scott Joplin, Frank Zappa e Satisfaction.

Ancora nella Piazza del Popolo di Polistena, un intenso assolo di Antonello Salis alla fisarmonica, un ininterrotto flusso di coscienza – inframezzata da clusters e momenti di piena libertà - tra classici quali Love is a Many-Splendored Thing, composizioni di Joe Zawinul (A Remark You Made), successi beatlesiani (Blackbird e Michelle), sino a Sergio Endrigo e Gershwin, nel pieno rispetto dell'anima profondamente popolare di questo strumento. A seguire, la trascinante mandola di Mimmo Epifani accompagnato dai suoi "Epifani Barbers", un viaggio danzante nel grande folk salentino.

San Giorgio Morgeto ha ospitato il trio berlinese, composto da Michael Wollny al pianoforte, Eva Kruse al contrabbasso e Eric Schaefer alla batteria. Un gruppo di trentenni dalle idee molto chiare, con all'attivo già due cd per l'etichetta Act: il modello, per intenderci, è quello del trio del compianto Esbjörn Svensson, ma l'approccio alla musica è ben più radicale, tiene conto in qualche misura di certo free germanico, della musica colta europea (Stravinskij, Ligeti). Le composizioni sono asciutte, rigorose, articolate, basate su una solida interazione e un perfetto affiatamento fra il pianista e il batterista. Lo sviluppo dei brani non è mai scontato, non si ascolta quasi mai la solita struttura tema – assoli – ripetizione del tema, ma ogni composizione sembra avere una struttura a sé, a volte basata su di un crescente accumulo di tensione sonora, come in certo rock progressivo.

A seguire, un affascinante viaggio nel mondo del tango rioplatense proposto da Davide Cavuti con le musiche originali e gli arrangiamenti del pianista Paolo Di Sabatino, il gruppo "Le Grand Tango Ensemble" e la recitazione di Caterina Vertova.

A Siderno Superiore le "Gesualdo Variations" del chitarrista francese David Chevallier, giovane ma già distintosi in Francia come strumentista e arrangiatore: oltre alle sue chitarre, una elettrica e una dodici corde, la viola di Guillaume Roy, il violoncello di Alain Grange, i sassofoni di Christophe Monniot e un quintetto vocale. Alle polifonie del compositore rinascimentale Gesualdo da Venosa, profondamente suggestive, che venivano eseguite dal quintetto vocale secondo partitura, si giustapponeva la musica dei quattro strumentisti, in equilibrio fra scrittura e improvvisazione, costruita sulle composizioni rinascimentali con esiti spesso suggestivi, con validi momenti solistici e un'interessante capacità di scrittura e arrangiamento.

Il violinista francese Regis Huby, con il suo quintetto e la voce di Maria Laura Baccarini ha poi proposto un rilettura non banale delle canzoni di Cole Porter.

Locri ha ospitato la "Ex voto Zurzolo Band", un gruppo di nove elementi che hanno eseguito una musica danzante, densa di napoletanità. Sono stati preceduti dal duo Enrico RavaStefano Bollani. Resta ben poco da dire di questo duo, se non che ha suonato in modo impeccabile, non lesinando alcune gag, ma donando alcuni momenti di musica davvero perfetti. Un leggero rinnovamento nel repertorio, piuttosto uniforme da tempo, sarebbe comunque auspicabile, anche se i brani eseguiti, fra standard (Cheek to Cheek, Poinciana) e originali (i raviani Interiors, Algir Darbughi, Bandoleros), restano sempre ottimi.

La piazzetta di Martone ha accolto quest'anno due quartetti: quello di Giovanni Guidi e quello di Claudio Fasoli. Il gruppo di Guidi, con all'attivo due cd (il più recente è The House Behind This One, Cam Jazz), composto dal leader al pianoforte, Dan Kinzelman al sax tenore, Stefano Senni al contrabbasso e Joao Lobo alla batteria, ha confermato la propria grande perizia, con ottima interazione, senso delle dinamiche, buone composizioni originali e la consueta Round Trip di Ornette Coleman. Altrettanto bene va detto dell'"Emerald Quartet" del veterano Claudio Fasoli, con Mario Zara al pianoforte, Yuri Goloubev al contrabbasso e Marco Zanoli alla batteria, che ha eseguito recenti composizioni dedicate alla sua città natale, Venezia. Temi gradevoli e cantabili di solida classicità, arrangiamenti sobri, grande senso della forma e un equilibrio perfetto tra i quattro, con una menzione particolare al contrabbassista, che vanta un'ottima tecnica ed una considerevole musicalità. Il leader, esibitosi soprattutto al soprano, è stato eccellente come sempre.

I pomeriggi all'Auditorium Comunale, dopo l'iniziale "Terremoti", sono proseguiti con una sorta di lettura scenica del regista Mimmo Calopresti con l'ausilio della fisarmonica di Richard Galliano, sottoutilizzato per una proposta che ha parecchio deluso. Grande arte, invece, è venuta da "I kiss your hands – catalogo semiserio delle lettere mozartiane", un progetto di Paolo Damiani, Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni. Damiani ha scritto delle musiche originali, riarrangiato sue composizioni preesistenti, trascritto celebri brani mozartiani, mentre i due attori hanno selezionato alcune lettere di Mozart dal suo sterminato epistolario allo scopo di restituire l'eccentrica figura del genio. Il riuscitissimo spettacolo, al quale hanno contribuito da par loro Danilo Rea e Gianluigi Trovesi, presentava un quintetto in cui i due attori (di fatto un soprano e un baritono) si integravano con i tre strumentisti in un'opera in cui musica e parola si completavano a vicenda, in una grande armonia di esiti. Grazie alla perizia dei musicisti, ma anche alla elevatissima tecnica recitativa degli attori, che si cimentavano con ottimi risultati anche nel canto.

"Calvino Reloaded", opera liberamente ispirata alle Lezioni americane di Italo Calvino, su un testo del giovane ma affermato scrittore francese Yann Apperry e musiche di Massimo Nunzi e Fabrizio Sferra, con la voce recitante di Enzo Iacchetti, la direzione di Nunzi, la batteria di Sferra, Marco Moro, flauto, Gabriele Mirabassi, clarinetto, Marco Tamburini, tromba, Roberto Rossi, trombone, Pietro Tonolo, sax tenore, Sophie Bernadò, fagotto e voce, Bebo Ferra, chitarra, Luca Bulgarelli, contrabbasso, Giacomo De Caterini, live electronics, era una produzione originale del festival di Roccella. Obiettivo centrato grazie all'arguzia del testo, approvato dalla vedova dello scrittore, alla recitazione di Iacchetti e alla penna talentuosa di Nunzi e Sferra, che hanno composto delle musiche di grande presa, complesse e ottimamente orchestrate, dirette ed eseguite.

A inaugurare in grande stile le serate centrali del festival al Teatro al Castello il quartetto "New Bump" del batterista Bobby Previte, con Ellery Eskelin al sax tenore, Brad Jones al basso elettrico e al contrabbasso e Bill Ware al vibrafono. Come suo solito, Previte costruisce i suoi brani originali, in parte tratti dall'ultimo cd "Set the Alarm for Monday", in parte ancora inediti, intorno al proprio drumming incisivo e fantasioso, ma valorizzando adeguatamente il contributo dei validissimi musicisti che lo affiancano. Le composizioni, spesso in tempi dispari (5/4, 9/8), sono di grande presa, con temi riconoscibili affidati al sax, sapidi pedali di basso, ottimi assoli. Particolarmente riusciti D is for Drums, costruito intorno a un arpeggio minimalista del vibrafono, con una progressiva crescita di tensione, e il brano che dà il titolo al cd, intimo e raccolto.

Il "Danish Trio" di Stefano Bollani, con Jesper Bodilsen al contrabbasso e Morten Lund alla batteria, è "arte del trio" allo stato puro. Dall'incontro di Bollani con i due fantastici musicisti danesi, una collaborazione che dura già da sei anni, viene fuori grande musica, un trio assolutamente paritario, sempre sull'asse principale che parte dal trio di Bill Evans passando da quello di Jarrett, ma con una freschezza di idee e risultati che non temono il confronto con i grandi modelli. I tre hanno poi accolto Enrico Rava, che quella sera ha compiva 69 anni, e hanno proseguito il concerto in quartetto con alcuni brani del trombettista (Thank You, Come Again, Interiors, Bandoleros) Brigas nunca mais di Jobim e il classico Dear Old Stockholm.

La sera successiva, sul palco si esibiva la Brussels Jazz Orchestra, ottima big band diretta per l'occasione da Gianluigi Trovesi, che ha eseguito solo sue composizioni originali, con l'ausilio del fido percussionista Fulvio Maras e Dave Douglas come ospite d'eccezione. Una produzione originale davvero riuscita, grazie alla potenza e precisione dell'intera orchestra nel confrontarsi con le complesse e stimolanti partiture del nostro, ai colori pertinenti aggiunti da Maras, e soprattutto alla superlativa presenza di Douglas, che ha improvvisato senza risparmiarsi sulle composizioni di Trovesi, ben orchestrate per big band. Hanno eseguito Sogno d'Orfeo, Herbop, una splendida From G to G dedicata a Paolo Damiani e Gianni Cazzola, Now I Can con lo stesso Trovesi al clarinetto, l'ipnotica As Strange As a Ballad, Dedalo, Hercab.

Una grande lezione di blues jazzistico e venuta dal quartetto del trombonista Roswell Rudd, con la cantante sudcoreana Sunny Kim, il pianoforte di Lafayette Harris e il contrabbasso di Brad Jones. Formazione insolita, e repertorio profondamente calato nella tradizione specialmente preboppistica, eseguito con convinzione e stile esemplari. Tra i brani eseguiti, I'm Going Sane, Blues For The Planet Earth, You Blew It, Twelve Bars di Herbie Nichols in duo trombone-pianoforte, All Nite Soul, Keep Your Heart Right, Loved by Love, e il bis Johnny Come Lately di Billy Strayhorn.

Stefano Benni ha proposto, insieme a Filomena Campus e a un buon quartetto di musicisti inglesi, alcuni dei suoi testi poetici.

È poi arrivato il momento del Cerchio Magico, il trio "Magic Circle" del trombettista Dave Douglas, con Uri Caine al pianoforte e Brian Carrott al vibrafono. Un set di purissima bellezza, pieno di classe, di concentrazione, sin dall'iniziale delizioso blues Traveling Light di Trummy Young. Una lezione di stile e creatività nel solco della tradizione, che confermano Douglas come uno dei più importanti musicisti oggi in circolazione. Grande musica naturalmente grazie anche agli eccezionali comprimari, semplicemente perfetti nell'economia del trio. Douglas ha anche ospitato Roswell Rudd per un duo su Crepuscule with Nellie di Thelonious Monk, e introdotto con garbata ironia i brani.

L'ultima serata ha riservato al folto pubblico del festival due eventi: l'omaggio ai Pink Floyd di Rita Marcotulli e il gruppo "Beat the Donkey" di Cyro Baptista.

"Us and Them" è il progetto che Rita Marcotulli aveva già presentato alla Casa del jazz nel marzo scorso, concerto registrato per la collana "Jazz Italiano Live 2008". La leader, al pianoforte e tastiere, era accompagnata dal fido Andy Sheppard, sax tenore e soprano, il veterano Giovanni Tommaso al contrabbasso, Michele Rabbia, percussioni e electronics, Mattew Garrison, basso elettrico a sei corde, Alfredo Golino, batteria, Fausto Mesolella, chitarra, e dall' inconfondibile e potente voce di Raiz. Gli arrangiamenti sono rispettosi dell'originale, quindi ciò che si ascolta è rock psichedelico, con fumogeni e luci come di prammatica, uso massiccio dell'elettronica, la chitarra di Mesolella che interpreta con convinzione il ruolo di Dave Gilmour, mentre la parte jazzistica è affidata soprattutto agli assoli di Sheppard, agli interventi della Marcotulli e alla fantasia percussiva di Rabbia. Un omaggio sentito, di grande impatto sul pubblico, con brani entrati nella storia del rock come Money, Us and Them, Goodbye Blue Sky.

L'ultimo concerto era affidato al noto percussionista del gruppo "Electric Masada" di John Zorn, Cyro Baptista, e il suo gruppo "Beat the Donkey". Una idea di musica come happening, kermesse di suoni, rumori e colori, danza, costumi. Un enorme armamentario di strumenti per gli otto musicisti, alcuni tradizionali, altri inventati, oltre a pianoforte, tastiere e chitarra elettrica, hanno dato luogo a un lungo set divertentissimo, traboccante humour, tra ritmi di ogni genere come samba, funky, ska, rock durissimo che si ricongiungeva idealmente al concerto precedente con omaggi ai King Crimson e persino ai Led Zeppelin.

Le foto di Sergio Cimmino a Roccella Jonica 2008

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Carla Bley "The Lost Chords" incontra Paolo Fresu: "...speriamo che l'insistenza con cui il pubblico ha richiesto inutilmente un ennesimo bis sia servita almeno a convincere la Bley e Fresu a non fare di questa collaborazione soltanto un episodio, seppur straordinario." (Dario Gentili)

14/07/2007

Vicenza Jazz festival 2007, IIa Parte: William Parker Octet, Anthony Braxton - William Parker Duo e "Una Notte con il Jazz Tedesco" (Giovanni Greto)

03/07/2007

Steve Coleman and The Five Elements " Rhythm Edition" a Jazzinparco di Nocera (Francesco Truono)

01/07/2007

Stefano Bollani con l’Orchestra Sinfonica della Magna Grecia in "7 motivi per amare Mozart" al Teatro Socrate di Castellana Grotte: "...genio artistico di chi sa conciliare Mozart e jazz, vecchio e nuovo, Europa e America, spartiti ed istinti." (Angelo Ruggiero)

01/07/2007

Intervista a Cinzia Eramo e Paolo Damiani, protagonisti del nuovo progetto della cantante pugliese dal titolo "Piccole gemme di estrazione creativa": "Personalmente ho sempre cercato di muovermi più da musicista che da cantante. Cerco di lavorare con la voce in modo strumentale, non fermandomi all'esecuzione del tema in maniera canonica. La dimensione del rischio ... ecco una cosa che mi piace! " (Adriana Augenti)

30/06/2007

Guinga - Mirabassi Duo e Carla Bley & The Lost Chords find Paolo Fresu aprono la XII^ edizione di delle "New Conversations" di Vicenza Jazz 2007. (Giovanni Greto)

28/06/2007

Nuova gallery con le foto di Marco D'Amico.

16/06/2007

Anything Else (Rosario Giuliani Quintet)

12/06/2007

Reportage del Marathon Jazz festival 2007 (Francesco Truono)

14/05/2007

Enrico Rava Quintet all'Auditorium di Roma: "La musica che oggi il trombettista propone, lontana dai più banali stereotipi jazzistici, è frutto di un lungo percorso che dall'inizio degli anni settanta si è spinto fino ad oggi sviluppando - secondo una propria coerenza - un linguaggio personale ed indipendente, una visione della musica fortemente caratterizzata." (Marco De Masi)

02/05/2007

Intervista a Rosario Giuliani: "Non riesco a vivere la musica jazz se non come una passione e vorrei che questo la gente sentisse...Per me la musica è un'espressione necessaria ed insostituibile, è dire qualcosa che non può passare attraverso le parole, qualcosa che viene dallo stomaco." (Daniele Mastrangelo)

15/04/2007

Enrico Pieranunzi & Rosario Giuliani duo in "Fellini Jazz" per la rassegna "Jazz Groove around Rota": "...una musica sapientemente reinterpretata, unita ad una narrazione così confidenziale..." (Giovanni Greto)

12/04/2007

"Corpi Liberi in Concerto, teatro e danza su ritmi jazz". In un'anteprima tenutasi per la stampa, un progetto in cui la musica di Bollani, Jarrett, Marcotulli, Mehldau e Petrucciani anima una "inusuale piece di teatro e danza". (Alceste Ayroldi)

09/04/2007

Padova Porsche Jazz festival: un Dave Holland Quintet che non decolla, una eccellente ma poco seguita serata con Claudio Fasoli e la Civica Big Band di Milano e un intraprendente Mino Cinelu polistrumentista in un bel concerto in solo che però non cattura l'attezione del pubblico. (Giovanni Greto)

26/02/2007

European Jazz Expò, International Talent Showcase a Cagliari: "Antonello Salis con la sua musica, la magia delle note che scorrono dalle sue mani al pianoforte, ha di nuovo incantato gli spettatori...La salita, come al solito, silenziosa sul palco e subito a sfiorare, schiacciare, percuotere, i tasti bianchi e neri..." (Enzo Saba)

09/02/2007

Umbria Jazz Winter: "La quattordicesima edizione di Umbria Jazz Winter è stata contrassegnata dall'incontro tra il jazz e la canzone d'autore: un binomio che molti anni fa negli Stati Uniti ha prodotti quei famosissimi standards su cui i jazzisti di tutto il mondo continuano ancora oggi ad improvvisare. Questo "fenomeno" ha raggiunto ormai da anni anche nel nostro paese, ed ha contribuito a rafforzare un'identità troppo spesso condizionata dagli stereotipi d'oltre oceano." (Marco De Masi)

01/02/2007

Journey to Donnafugata (Salvatore Bonafede)

04/01/2007

Un esclusivo reportage attraverso i festival piemontesi: "E' possibile percorrere centinaia di chilometri e ascoltare note di jazz senza uscire da una sola regione del nostro paese: Il Piemonte. Attraverso piccole città, paesi che sono ricordati solo per essere parte di una periferia, paesi che fanno parte di province troppo vaste per essere nominati singolarmente, si può vivere un viaggio a tappe, piacevolmente forzate, per rispondere ad un urgenza: il jazz." (Alessandro Armando)

04/01/2007

Jazz! Brugge jazz festival 2006: "A mezzogiorno in punto alla sala 9 del Groeningemuseum, immersi nella bellezza immortale di opere firmate da René Magritte, Hiëronymus Bosch e Jan van Eyck, tutto è pronto per la terza edizione della biennale del jazz che nella splendida cittadina belga ospita dal 2002 le migliori espressioni della musica europea di origine colta contemporanea." (Gainmichele Taormina)

27/12/2006

Gino Paoli Quintet (R.Bonaccorso, D.Rea, R.Gatto, F.Boltro) al Teatro Augusteo di Salerno (Francesco Truono)

27/12/2006

Le nuove interviste di Mayday: Dick Oatts, Rosario Giuliani con Roberto Gatto e Pippo Matino, Al Di Meola e il giovanissimo Walter Ricci.

16/12/2006

Enrico Rava, Aldo Romano, Joey Baron, Henri Texier, Dado Moroni...dalla rassegna Jazz&Wine of Peace 2006 (Luca D'Agostino - Phocus Agency)

14/12/2006

The light side of the moon (Rita Marcotulli)

14/12/2006

Intervista a Rita Marcotulli: "Credo però anche che sia molto importante trovare una propria voce, raccontare la propria storia, non quella di qualcun altro, altrimenti si diventa solo dei grandi interpreti, come gli esecutori di musica classica. Non è poco, perchè non è facile interpretare qualcun altro. Però il jazz non è musica scritta come la musica classica: vale la pena dipingere il quadro di un altro pittore?" (Antonio Terzo)

05/11/2006

Abbiamo incontrato Claudio Fasoli, un musicista con un bagaglio musicale di straodinario interesse... (Mayday)

05/11/2006

A Torino, per Settembre Musica 2006, hanno suonato Richard Galliano, Ralph Towner e, soprattutto, Stefano Bollani che si è esibito per 5 ore di fila insieme a suoi fedelissimi partner oltre ad aver presentato il suo libro "La Sindrome di Brontolo" e il nuovo disco "Piano SOlo" per la ECM... (Alessandro Armando)

05/11/2006

Piano Solo (Stefano Bollani)

29/10/2006

Omar Sosa, Favata - Di Bonaventura - Gandhi, Enrico Rava con la New Generation dal DiVino Jazz Festival (Francesco Truono)

24/10/2006

Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Andy Sheppard, Bobo Stenson tra i protagonisti del Brugge Jazz 2006 (Thomas Van Der Aa e Nadia Guida)

19/10/2006

Il Festival Jazz di Stoccolma 2006: "La potenza dell'organizzazione ha la possibilità e la pretesa di far arrivare sull'isola nomi enormi della musica contemporanea che se vengono letti ad elenco potrebbero rappresentare la storia di un festival, non il cartellone di una sua edizione..." (Alessandro Armando)

09/10/2006

La gallery di Roccella Jonica 2006 (Francesco Truono)

08/10/2006

Folk Frontiera (Giovanni Palombo Acoustic Trio )

08/10/2006

Stefano Bollani a Berchidda in un concerto per Quintetto e Caterina: "Bollani pone la qualità narrativa dei suoi brani al servizio del racconto, ma non sfugge mai alla tentazione di improvvisare qualcosa di astruso ... " (Roberto Botta)

08/10/2006

BlueLocride, l'edizione 2006 di Roccella Jonica: "Superato il ragguardevole traguardo dei cinque lustri, il festival di Roccella, giunto alla sua XXVI edizione, continua a espandersi nel tempo e nello spazio, abbracciando il capoluogo e l'intera Locride ..." (Vincenzo Fugaldi)

20/09/2006

Le case di Berio (Enrico Intra)

14/09/2006

Modern Sounds from Italy (AA. VV.)

12/09/2006

Soulscape (Five for Jazz)

11/08/2006

I visionari (Stefano Bollani (Quintet))

09/08/2006

Chante (Aldo Romano)

01/08/2006

Live (Biba Band)

25/06/2006

Musica Nuda 2 (Petra Magoni e Ferruccio Spinetti)

28/05/2006

Carillon (Riccardo Zegna)

01/05/2006

Italian Trumpet Summit a Chiasso: "L'evento ha indubbiamente rappresentato una evidente dimostrazione dell'ottimo livello raggiunto dai jazzisti italiani che meritatamente si sono imposti in ambiti internazionali, riscuotendo i meritati riconoscimenti e consensi." (Bruno Gianquintieri)

24/04/2006

Enrico Rava e Franco D'andrea La Palma: "Se Rava ama la melodia nel fraseggio ... D'Andrea procede dal piccolo al grande con la curiosità di scoprire anche in un frammento di tema l'occasione per una proliferazione di variazioni o suggestioni..." (Daniele Mastrangelo)

17/04/2006

Nuova gallery con le foto di Barbara Rigon

09/04/2006

Un Jazz d'alto livello al Metropolitan di Palermo: Enrico Pieranunzi & Ada Montellanico Quintet nel tributo a Luigi Tenco "Danza di una Ninfa" e Roberto Gatto Special Quintet nel tributo al Miles Davis degli anni '64/'68. (Antonio Terzo)

09/04/2006

Enrico Rava e Dado Moroni: "Gran parte del pubblico ha dimostrato di gradire la scelta di un repertorio di standards, che non ha tuttavia emozionato gli appassionati di jazz..." (Giovanni Greto)

09/04/2006

Ottetto di Gianluigi Trovesi + Stefano Bollani al Piacenza Jazz fest: "Il semplice simbolo matematico ha trasformato un dimenticabile lunedì sera in un qualcosa che si deve tentare di raccontare..." (Alessandro Armando)

31/03/2006

Le foto di Incroci Sonori, Ternijazz Winter e Italian Jazz Graffiti (Paolo Acquati)

22/03/2006

Le foto di Franco D'Andrea ed Enrico Rava a La Palma

26/02/2006

Nuova Gallery con le foro di Giuseppe Arcamone

26/02/2006

Steve Coleman & The Mystic Rhythm per Il Volo del Jazz: "Pubblico caloroso fatto non di soli conoscitori dei lavori di Coleman che...sa come partire e dove arrivare e, quando un brano sembra dissolversi, rinasce seguendo un nuovo percorso." (Giovanni Greto)

14/02/2006

Eventi Jazz 2005 a Busto Arsizio: "...un plauso all'amministrazione comunale, al direttore artistico, responsabile del jazz club "Art Blakey" e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione e al successo di questa bella rassegna itinerante nei cinque teatri cittadini." (Bruno Gianquintieri)

07/02/2006

Una "Italian Jazz Musicians Gallery" a cura di Jos L. Knaepen

06/02/2006

Franco Cerri: ottant'anni suonati!! Teatro Arcimboldi, Milano - 28 gennaio 2006 (Giorgio Alto)

04/02/2006

Fandango Jazz Festival (N. Vasconcelos - A. Salis - P. Consolmagno)

27/01/2006

Rita Marcotulli e Nguyen Le a Terni Winter #6, Palazzo Gazzoli - 21 gennaio 2006 (Francesco Truono)

21/01/2006

Intervista a John Patitucci: "...Secondo me, Jaco Pastorius ha dato un grosso contribuito come compositore. Era "normalmente grande" come musicista, ma ritengo che il suo modo di comporre fosse bello, la sua musica mi toccava, profondamente..." (Antonio Terzo)

23/11/2005

Ladybird (Paolo Damiani)

06/11/2005

Le foto dell'Enrico Rava Quintet a Jazz in Parco 2005. (Francesco Truono)

01/11/2005

La performance del pesarese Odd Times Quintet ha introdotto il concerto di piano solo di Stefano Bollani che, tra scatti ironici e virtuosismo tecnico, ha saputo intrattenere il pubblico rivisitando il grande patrimonio jazz e presentando brani di propria creazione. (Michela Sbaffo)

28/10/2005

Enrico Rava e Pat Metheny Live ad Alghero nella gallery a cura di Fabio Doro.

25/10/2005

Pietro Tonolo al festival di Roccella Ionica. Le avverse condizioni meteorologiche non hanno compromesso la qualità della performance del quartetto anche se costretto in una location di fortuna. (Antonio Terzo)

23/10/2005

Venticinquesima edizione di "Rumori Mediterranei", il festival diretto da Paolo Damiani a Roccella Jonica che si caratterizza sempre più per riuscire a coniugare le musiche, le arti di popoli e culture diversi. (Enzo Fugaldi)

15/10/2005

Tati (Enrico Rava)

08/10/2005

Intervista a Claudio Fasoli: "...credo nella onestà espressiva dei musicisti di jazz in particolare e degli artisti in generale, ma soprattutto credo che ci debba essere molto rispetto per tutti coloro che si impegnano fortemente per esprimere le proprie emozioni a livello artistico..." (Marco Losavio)

01/10/2005

Stefano Bollani a Stresa: "...come sua consuetudine, gioca e diverte il suo pubblico al quale si rivolge con battute simpatiche che creano clima e partecipazione. Il pubblico apprezza e ricambia con calorosi applausi..." (Bruno Gianquintieri)

21/09/2005

Claudio Fasoli "Gamma Trio" e Marco Tamburini Quintet a Siena Jazz 2005: "...una rassegna ricca e densa di appuntamenti, di attività. Ma in maniera molto ordinata e corretta. Non v'è una confusione travolgente di concerti e d'incontri tanto da far scorrere oltremodo l'adrenalina in corpo per il timore di perdere qualcosa o qualcuno..." (Alceste Ayroldi)

18/09/2005

"Dall'alto dell'Anfiteatro Romano i due pianoforti, uno di fronte all'altro, sembravano scrutarsi prima di un duello. E sono stati sottili ma violenti, i colpi che Stefano Bollani e Martial Solal si sono scambiati nel concerto-duo che ha chiuso il Vivere Jazz Festival..." (Agnese Fedeli)

03/09/2005

Makin Whoopee - Stormy Weather (Andrea Pozza)

28/08/2005

"Ciò che la guerra ha distrutto la musica cerca di ricostruire, passando per il linguaggio, universale della musica...della musica nera! Umbria Jazz, balcanic windows against racism ha preso ufficialmente il via a Belgrado" (Marcello Migliosi)

06/07/2005

I Nuvoli - Jazz Manouche (Jacopo Martini)

12/06/2005

New Old Age (J. Taylor - S. Swallow - G. Mirabassi)

07/05/2005

Francesco Bearzatti e il suo Bizart Trio insieme a Enrico Rava: "...La musica del quartetto è una musica larga, che respira, fatta anche di pause, di spazi aperti…ma soprattutto è una musica dove trovano posto senza sopraffarsi a vicenda, anzi, arricchendosi reciprocamente in un'autentica contaminazione..." (Vito Mancino)

15/04/2005

Umbria Jazz Winter: "...è il pianoforte a dominare la manifestazione, come può testimoniare anche l'evento jazzistico più significativo del Festival: i Duets di solo piano del 2 gennaio al teatro Mancinelli, con protagonisti Brad Mehldau e Danilo Rea prima e Martial Solal e Stefano Bollani poi..." (Dario Gentili)

10/03/2005

Steve Coleman & Five Elements a La Palma: "...Nell'attuale panorama jazzistico, Steve Coleman è sicuramente uno dei personaggi più carismatici ed influenti: sono ormai vent'anni che è marchiato della qualifica di innovatore..." (Dario Gentili)

07/03/2005

Intervista ad Antonello Salis: "...mi considero un musicista, perché in realtà sono un "infedele", avendo praticato varie musiche, varie espressioni del fare musica, quindi non avrei potuto essere un jazzista in senso ortodosso, ho sempre pensato che se ti infili in una strada precisa, ti perdi tutta un'altra serie di cose..." (Antonio Terzo)

19/01/2005

Intervista a Stefano Bollani: "...è il mondo che è surreale. E qualcuno cerca sempre di farcelo diventare sempre molto reale, molto palpabile. Soprattutto oggi che ci sembra tutto facilmente raggiungibile con la comunicazione..." (Alceste Ayroldi)

11/01/2005

Rosario Giuliani Quartet per Pinocchio Jazz 2004: "...Il classico quartetto jazz nel quale basta un sguardo, un cenno, per aprire un solo, modificare una parte strutturata, cambiare un tempo, magicamente tutto alla fine torna e quadra comunque." (Paolo Carradori)

27/12/2004

More Than Ever (Rosario Giuliani)

27/12/2004

Les Amants (Enrico Pieranunzi)

08/12/2004

L'Enrico Rava Quintet apre la rassegna Antiphonae 2004: "...L'ambiente, già caldo per l'intera performance, diventa incandescente: è in piedi, canta ed applaude i cinque musicisti presenti sul palco..." (A. Ayroldi, M. Losavio)

08/12/2004

Intervista a Enrico Rava: "...Le note necessarie sono quelle che rimangono quando si sono eliminate quelle non necessarie. Bisogna lavorare per individuarle..." (M. Losavio, A. Ayroldi)

09/11/2004

Enrico Rava Under 21, "...il suo carisma rimane alto, la sua tromba e il suo flicorno raggiungono momenti di poesia unici che pochi musicisti oggi si possono permettere..." (Paolo Carradori)

24/10/2004

Roccella Ionica 2004, XXIV Edizione di Romori Mediterranei. "Intitolata "Monsters" e dedicata a Steve Lacy. I mostri evocati dal festival calabrese erano tali nel senso dell'unicità, della stranezza, della prodigiosità, e hanno fatto la propria comparsa tra le pieghe dei ben 18 concerti tenutisi nei sette giorni di durata della manifestazione." (Enzo Fugaldi).

31/08/2004

Antonello Salis e Michele Rabbia a Villa Guariglia: "...Musica della variazione, dove l'imprevedibile diventa la norma e i molteplici cambi di direzione mettono in campo una serie di "figure musicali" che sottintendono una logica quasi teatrale nella realizzazione delle frasi, negli sviluppi improvvisativi..." (Olga Chieffi)

01/08/2004

MA.RI. (Paolo Angeli - Antonello Salis)

30/06/2004

Easy Living (Enrico Rava)

01/05/2004

Into the blue (Boltro Bozza Bassini Fioravanti Prina)

18/04/2004

Intervista a Enrico Rava: "Conosco molti musicisti che sono rimasti intrappolati nella gabbia del free jazz, che secondo me aveva un senso nel '68 o nel '70, e fanno le stesse cose che facevano trent'anni fa per un motivo ideologico...alcuni si sentono in lotta contro il resto del mondo, soli contro tutti." (Francesco Ughi)

04/04/2004

Enrico Rava Quintet a Busto Arsizio: "...uno dei musicisti italiani più rappresentativi ed apprezzati a livello internazionale...accompagnato da un affiatato e fantasioso quartetto composto da musicisti dotati di originalità e classe..." (Franco Donaggio)

09/02/2004

Intervista a Stefano Bollani: "...Il primo amore per me è stato Oscar Peterson ... poi mi sono appassionato ad Art Tatum ... e finalmente intorno ai 15 anni mi sono innamorato di Bill Evans..." (Ada Rovatti)

11/01/2004

Stefano Bollania La Palma: "...con l'entusiasmo autentico di un bambino che ti porta per mano a vedere i giocattoli che più ama, Bollani ci accompagna tra le sue grandi passioni in musica, attraversando generi diversi..." (Francesco Lombardo)

21/09/2003

XXIII Edizione di Rumori Mediterranei a Roccella Ionica: "...Perennemente in movimento, come in cerca di nuove identità, il Festival calabrese, alla sua 23a edizione, ha scelto di ampliare ulteriormente il dialogo fra il jazz, le altre musiche e le altre arti..." (Enzo Fugaldi)

16/08/2003

Rita Marcotulli, la Signora della porta accanto. Incontro con la pianista che presenta al Festival Internazionale Musicale di Ravello il suo Progetto Truffaut. Cinema e jazz due "amanti" che hanno firmato il nostro Novecento. (Olga Chieffi)

16/08/2003

La "sumpatheia" di Rita Marcotulli e Javier Girotto. Nonostante i problemi organizzativi, il Festival di Ravello è stato impreziosito dal Progetto Truffaut della pianista romana. (Olga Chieffi)



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Data ultima modifica: 18/10/2008

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