Jazzitalia - Io C'ero: Umbria Jazz 2008
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di Marcello Migliosi

..::La Gallery di G. Belfiore e M. Giugliarelli::..

Umbria Jazz, una sola grande unica Fondazione...

20 luglio 2008

«Continuità, stabilizzazione della struttura, mantenimento dei rapporti internazionali», sono questi gli imperativi su cui Regione dell'Umbria, Comune di Perugia e Umbria Jazz si impegneranno, sin dalla prossima edizione, per assicurare al Festival – che Renzo Arbore definisce: "Patrimonio mondiale dell'umanità" – il giusto e sicuro futuro. È stato deciso e comunicato durante la conferenza stampa finale della trentacinquesima edizione. Umbria Jazz non dovrà più quindi vivere sul volontariato e sull'abnegazione di tante, tantissime persone, ma avrà la legittimazione che si merita in virtù della grandezza che ha raggiunto tra i festival di musica afroamericana di tutto il mondo. Non solo, questa mattina, oltre alla comunicazione della nascita di una "Fondazione di partecipazione" tra enti pubblici e soggetti privati, è stato annunciato che l'ex stadio Santa Giuliana dove, dal 2003 con costi che si aggirano attorno ai 400 mila euro, viene realizzata ed allestita l'Arena, sarà trasformata in struttura stabile. Una "conchiglia" per il palco, non più ad ovest, ma davanti alla curva nord e uno spazio per le seggiole da un lato all'altro del campo. «Io confermo quanto detto da Stefano Mazzi della Associazione – ha dichiarato il sindaco della Città, Renato Locchi -, per Umbria Jazz comincerà una nuova fase. Una stabilizzazione e una stabilità nei decenni a venire per una grande iniziativa che, raro a trovare, ha i bilanci in regola». Il Comune di Perugia, ha poi detto il sindaco, parteciperà al bando per l'adeguamento del Santa Giuliana: "Quello su cui punteremo molto – ha aggiunto – è anche la strutturalizzazione dell'impianto produttivo di Umbria Jazz". Alla conferenza stampa era presente anche la presidente dell'Umbria, Maria Rita Lorenzetti: "Abbiamo vissuto tutti insieme – ha detto – le edizioni di UJ dal passato fino ad oggi, una manifestazione che è vissuta e si è potenziata grazie alla competenza artistica, alla saggezza e anche, perché no, all'apporto degli enti locali". Anche la Governatrice ha ripetuto che c'è la necessità di stabilizzare e dare continuità al festival per il futuro. «Dobbiamo stabilizzare l'impianto dell'organizzazione – ha detto –, oltre a pensare al bando che, a norma di legge, prevede finanziamenti per la riqualificazione urbana». Ed è evidente che Lorenzetti faceva riferimento alla trasformazione dell'Arena Santa Giuliana. Carlo Pagnotta, dal canto suo, ha "scherzato" sul suo colesterolo alto, come se volesse dire: "Io non duro in eterno". Per contro, invece, dai suoi occhi traspariva la soddisfazione per essere stato "ascoltato", dopo anni di richieste che sono cadute nel vuoto. Finalmente Umbria Jazz avrà una struttura organizzativa stabile e uno spazio dove effettuare i più grandi concerti – si pensi ai REM con oltre diecimila persone -. Non ci dimentichiamo poi che, chi sarà il nuovo sindaco della città di Perugia, dovrà portare a termine un'altra importante opera che andrà a vantaggio di Perugia e di Umbria Jazz: l'auditorium di San Francesco al Prato. Per altro la nuova Arena, che nella migliore delle ipotesi potrebbe essere pronta per il 2010 (forse siamo ottimisti), servirà anche per la stagione di Sergio Piazzoli, musica e canzone d'autore, i cui concerti tutt'oggi sono dirottati presso Villa Fidelia a Spello, proprio per questioni di spazio, di costi di allestimento e di fruibilità. Beh, ieri avevamo scritto che serviva una nuova formula, non ci aspettavamo così tanto…meglio così per chi ama il jazz, no?...Umbria Jazz 08; un'edizione riuscita nonostante il periodo di crisi che sta attraversando il paese. Superato 1 milione di Euro di incasso per circa 50.000 paganti, il primo week-end ha visto un entusiasmante avvio della manifestazione con un pubblico foltissimo per le serate all'Arena Santa Giuliana (in particolare il tutto esaurito Bollani-Veloso) e per il finale con i concerti sold out di Alicia Keys e R.E.M..
Numerosi i concerti che hanno riempito al massimo della capienza i Teatri Morlacchi e Pavone. Ottimi risultati hanno ottenuto gli artisti italiani a conferma del grande momento di popolarità che sta vivendo il jazz nostrano, richiamando un pubblico entusiasta anche in orari non facili. Circa 160 tra giornalisti e fotografi accreditati, con presenze anche da Stati Uniti, Giappone, Serbia, Gran Bretagna,Francia, Estonia, Finlandia e Turchia.
Grande successo del nuovo sito www.umbriajazz.com prodotto da Città in Internet, che ha totalizzato in media 15.000 pagine viste al giorno, con picchi di oltre 20.000 per un totale di oltre 100.000 visite durante il festival. I contenuti più visitati sono quelli multimediali, foto e video. Sono stati pubblicati nei giorni del Festival oltre 100 video, per un totale di più di 5 ore di filmati e più di 1.000 foto. Il tempo di permanenza media sul sito è altissimo, quasi 3 minuti a visita. In più a 10 giorni dalla pubblicazione il canale di Umbriajazz su Youtube è costantemente tra i primi 10 canali musicali e tra primi 35 in assoluto più visti e i video sono stati visualizzati più di 50.000 volte. Prossimi appuntamenti Umbria Jazz Winter #16 ad Orvieto dal 30 dicembre 2008 al 4 gennaio 2009 per festeggiare i 50 anni della Bossanova con Joao Gilberto al Teatro Mancinelli il 2, 3 e 4 gennaio e Umbria Jazz 2009 a Perugia dall'10 al 19 luglio 2009.

Allan Harris Quintet e il tributo a Nat "King" Cole - di Luana Pioppi

19 luglio 2008

Un sincero e personale tributo a Nat "King" Cole, quintessenza del crooner grazie alla sua voce calda ed elegante. E' quanto offre Allan Harris con il suo quintetto durante il concerto che ogni giorno, all'interno del programma di "Umbria Jazz 2008", tiene presso l'hotel Brufani alle ore 18,30. Oltre un'ora di spettacolo dove gli appassionati della musica "soft" jazz possono anche gustarsi un buon aperitivo. E, nella calda atmosfera della sala Raffaello, Allan Harris ha ripercorso tutti i più grandi successi del "King", da "Unforgettable", a "Mona Lisa", brano con cui l'artista afro-americano raggiunse nel 1950 la vetta delle classifiche e il grande successo. Ma non solo. Harris ha anche dato vita alla famosa "Non dimenticar". Brano che fu inciso da Nat King Cole con questo titolo (preferito a quello inglese di "Don't forget") che l'aveva ascoltata mentre si trovava in Italia per alcune trasmissioni televisive. Tra il 1958 e il 1959 la portò nelle hit parade statunitensi e ne fece un successo internazionale. Uno spettacolo da non perdere, un viaggio in ricordo della dolce musica melodica degli anni '50.

Presentato il nuovo Cd di Riccardo Arrighini con "i Solisti di Perugia" - di Filippo Costantini

19 luglio 2008

"E lucevan le stelle": il "tradimento" jazz di Puccini che il Maestro amerebbe Venerdì, successo per la prima ufficiale al teatro Morlacchi. Già in programma 3 repliche e per il futuro si pensa agli States. Se realizzare un'opera d'arte vuol dire anche e soprattutto superare i confini – di epoche e stili – allora il "tradimento" con cui le più belle opere di Giacomo Puccini sono state riarrangiate ed eseguite in chiave jazz da Riccardo Arrighini con "i Solisti di Perugia" non può che aver fatto piacere "al Maestro, il più grande genio melodico che l'Italia abbia mai avuto". È questo l'auspicio con il quale il pianista toscano ha salutato la presentazione ufficiale del Cd "E lucevan le stelle", sabato mattina alla libreria Feltrinelli di Perugia. Secondo capitolo del più ampio progetto "Puccini Jazz", rilettura moderna delle opere del compositore italiano in occasione del 150°anniversario della sua nascita, il Cd è stato prodotto dall'etichetta perugina Giottomusic in collaborazione con Umbria Jazz Records e proprio nell'ambito del festival perugino è stato presentato, venerdì 18 luglio, in un concerto al teatro Morlacchi. "Puccini era un artista straordinario - ha sottolineato Enzo Capua, di Umbria Jazz – dalla personalità curiosa e anticonformista, e credo che avrebbe apprezzato il lavoro fatto da Arrighini e dai Solisti che, nell'apparente 'tradimento' delle partituri originale, dà in realtà nuova vita ai suoi capolavori". Opere che "durante l'anno abbiamo più volte eseguito – ha spiegato Maria Cecilia Berioli, primo violoncello de "i Solisti di Perugia" - dando il nostro contributo alle celebrazioni accademiche di Puccini. Anche per noi questo lavoro è stata una grande occasione di accrescimento umano e artistico, confermando ancora una volta la trasversalità, di epoche e stili affrontati, che da sempre contraddistingue la nostra orchestra". L'album presentato sabato, infatti, è il terzo capitolo dell'ormai avviata collaborazione tra "i Solisti di Perugia" e Umbria Jazz, dopo il fortunato exploit del "Tribute to Charlie Parker" con Francesco Cafiso e le "Italian lessons" con Stefano Bollani e Mirko Guerrini, tutti progetti diventati anche lavori discografici sempre per Giottomusic. "Quello di quest'anno – ha ricordato Francesco Ciarfuglia, direttore artistico dell'etichetta discografica perugina – è stato senza retorica davvero un progetto straordinario, e devo ringraziare tutti coloro che ci hanno lavorato per la grande professionalità e lo spessore umano che hanno dimostrato, riuscendo a dar vita in pochi mesi a un prodotto di così alta fattura artistica".
Portare alla luce le anime e i colori jazz dagli spartiti di Puccini "è stata una vera sfida – ha proseguito Arrighini tanto più che i nuovi arrangiamenti sono fatti per pianoforte ed orchestra d'archi, ed è stato difficile creare qualcosa di nuovo tenendo sempre presenti gli arrangiamenti orchestrali originali". Una sfida superata brillantemente, a sentire l'applauso del pubblico del Morlacchi e considerando, nel prossimo futuro, le 3 date già fissate da qui alla fine dell'anno e in via di ufficializzazione. "Personalmente – ha concluso Capuacredo che un progetto del genere abbia tutte le carte in regola per essere presentato con successo anche all'estero, già a partire dagli Stati Uniti, e di questo faccio appello a Carlo Pagnotta". Visto il positivo riscontro che sta avendo in Italia, il Puccini Jazz di Arrighini e dei Solisti potrebbe dunque seguire la scia del "Tributo" a Charlie Parker, fino a sbarcare nei templi dei jazz di mezzo mondo.
Rimanendo invece in ambito classico, archiviata per il momento la parentesi con UJ, "i Solisti di Perugia" riprendono la propria tournée estiva con un concerto (con il quartetto d'archi) a Castiglion Fiorentino, martedì 22 luglio alle 21.

Chaka Khan e...Forse serve rivedere la formula di Umbria Jazz

19 luglio 2008

Forse serve rivedere la formula di Umbria Jazz. Quest'anno il festival di Carlo Pagnotta, pur con un cartellone di assoluto rispetto, ha dovuto registrare un calo di presenze notevolissimo: i dati saranno forniti domani mattina in conferenza stampa e solo allora potremo essere più precisi. Ma l'andamento complessivo dell'evento, dal punto di vista degli afflussi, non è stato affatto all'altezza delle passate edizioni. Cosa c'è che non va? Semplice, non ci sono i soldi! Gli italiani in particolare sono vittime di questa congiuntura economica e di un "mal governo" cronico che sta "spedendo" il popolo verso realtà da Europa dell'Est. In realtà tutti coloro che amano il jazz vorrebbero "frequentare" il Festival perugino, ma, vuoi perché l'offerta è sovradimensionata e vuoi perché i soldi mancano, fatto sta che il calo c'è stato e sarà necessario ripensare la formula, almeno secondo noi. Una soluzione ci sarebbe, per esempio: i concerti che si tengono attorno alla mezzanotte – in realtà attorno alla una – dovrebbero essere tenuti alle 21. Per altro si tratta sempre del "meglio" di Umbria Jazz, inoltre si dovrebbe aprire la ciclopica Arena di Santa Giuliana solo per alcune sere, magari con nomi anche estranei al jazz, ma si dovrebbe evitare di utilizzarla forzatamente tutte le sere: costa troppo anche solo aprirla. E' bene che Carlo Pagnotta non commetta l'errore di pensare di aver sbagliato qualche cosa nella programmazione, mancano solo i soldi nelle famiglie e se, puta caso, in casa c'è padre, madre e figli che amano il jazz, per l'intero Festival, va via uno stipendio. Non ci dimentichiamo che non ci sono solo i biglietti, ma anche l'alloggio, il vitto, il trasporto, il parcheggio dell'auto, o il biglietto del treno, quelli del minimetrò e dei taxi. Intanto ieri sera è andato in scena il "funckje", ma vuoi per il genere, oramai un po' "consumato" e vuoi anche per i nuvoloni neri nel cielo o per quanto abbiamo detto, anche questa serata "festaiola" ha fatto registrare un basso numero di ingressi. Il concerto è stato aperto dal vibrafonista Roy Ayers, da sempre impegnato a passare o "evolvere" da un genere all'altro anche in modo del tutto involontario. Suona e canta, per la verità usa più la voce che le bacchette, ma questo non gli impedisce di fare un soul-funk di buona fattura. Cerca in definitiva la strada verso un jazz ormai molto lontano dall'ortodossia e ammiccante nei riguardi di una club music per tutti. Dopo di lui Chaka Kan! Chi non ha ballato alzi la mano! Il gruppo, con tanto di coro, è apparso senza dubbio capace di far ballare. Risultato: un clima decisamente festaiolo. Lo spettacolo ha offerto buone canzoni: su tutte, Ain't nobody, che Chaka cantava fin dai tempi della sua banda funk, Rufus, e cavalli di battaglia come I'm every woman e I feel for you.

Gary Burton e Pat Metheny ad Umbria Jazz

18 luglio 2008



Gary Burton al vibrafono, Steve Swallow al basso elettrico, Antonio Sanchez alla batteria e l'incredibile Pat Metheny alla chitarra. Quella di ieri sera, all'Arena Santa Giuliana, è stata una proposta per i palati fini del jazz. Un sodalizio, oramai, "vecchio" quasi quanto Umbria Jazz. Nel 1974, infatti, il gruppo del vibrafonista tenne a battesimo colui che, di lì a qualche anno, sarebbe diventato un punto di riferimento per la chitarra nel mondo. Con questa idea geniale Burton è riuscito a spingere la forma jazz attraverso il genere esplosivo del rock al punto da creare un'esperienza che ha rotto le barriere. "Sea journey" di Chick Corea, per esempio, ne è stata una dimostrazione chiara e incontrovertibile. C'è stato spazio anche per un brano di Keith Jarrett: "Coral". Col pianista americano, Burton collaborò nel lontano 1970 in un disco che si chiamava "Gary Burton & Keith Jarrett". Metheny si è alternato nel ruolo di solista a quello di accompagnatore di lusso. L'incredibile capacità di sostituzione istantanea degli accordi, a volte utilizzati come vera e propria linea di improvvisazione, fa di Metheny uno dei più innovativi chitarristi al mondo. Qualche brano anche di Steve Swallow, del bassista che da tempo suona con Burton, sono stati eseguiti: "Hullo Bolinas" e "I'm your pal". Il progetto "Revisited" è stato particolarmente apprezzato da una platea che, nonostante la congiuntura economica sfavorevole in tutta Italia, è tornata a riempirsi per ascoltare il grande quartetto. Burton, per altro, a Perugia tiene seminari estivi alla "Berklee" e per anni è stato il responsabile del famoso College di Boston.

Umbria Jazz, la serata del "pianoforte" jazz e non solo

17 luglio 2008

Un piccolo festival nel Festival quello di ieri sera all'Arena Santa Giuliana per Umbria Jazz. Sul palco si sono alternati Gerald Clayton e Herbie Hancock. Clayton – pianista statunitense di formazione classica – si è presentato sul palco insieme a Joe Sanders al contrabbasso e Justin Brown alla batteria. Il giovanissimo compositore americano non ha tradito le aspettative di chi l'aveva già sentito all'ultima edizione di Umbria Jazz Winter ad Orvieto. Ha eseguito tutti brani di propria composizione. Ha aperto con "Booga blues", dove le improvvisazioni verticali, sempre coerenti e fluide, hanno richiamato all'orecchio quelle di Oscar Peterson, il grande pianista da poco scomparso che è stato un po' il padre artistico di Gerald. Sempre di sua produzione anche "Alone together", "Trapped in dream", una incredibile "Sunny day go", "Peace for the moment" e "Scrinmage". In grande evidenza l'interplay del trio dove, al momento opportuno, Gerald da prim'attore si trasformava in ottimo gregario per i soli del contrabbassista. Alla fine standing ovation per lui. Cambio di palco ed è arrivato Herbie Hancock fresco vincitore del Grammy per il miglior album dell'anno "River: the Joni Letters", dedicato alla musica e alla poesie di Joni Mitchell e che rientra nel progetto "The river of possibilities tour". Della grande Roberta Joan Anderson, questo il suo nome vero, Hancock ha suonato "River" e "All I want". Forte di due vocalist straordinarie: Amy Keys e Sonya Kitchell, con timbri vocali a cavallo tra il soul e la west coast. Il gruppo di Herbie è apparso compatto come non mai. Con lui il grande Dave Holland al contrabbasso, Lionel Loueke, chitarrista del Benin (Africa), Chris Potter al sax tenore – sul cd è presente Wayne Shorter – e Vinnie Colaiuta alla batteria. Straordinarie "Actual Proof" e "Chameleon" di propria scrittura, ma anche "A song for you" di Leon Russell. Un Hancock che si è diviso equamente tra il gran coda Fazioli e le tastiere Korg e Roland, per ricordare a tutti che, Miles Davis a parte, nessuno come lui ha saputo esprimersi con la stessa qualità nelle due anime (acustica ed elettrica) del jazz moderno. Un Hancock gigione come sempre, abituato al successo commerciale come alla stima dei puristi, a casa sua su ogni palco e davanti a ogni pubblico. Ha giocato con il piano concedendosi qualche passaggio leggero e ironico, ma quando ha deciso di suonare sul serio si è sentita grande musica. Quello dell'Arena Santa Giuliana è il primo concerto del breve tour italiano di Herbie Hancock. Seguono Padova, Pescara, Aosta e La Spezia.


Cassandra Wilson e David Sanborn ad Umbria Jazz

16 luglio 2008

Cassandra Wilson - photo by Giancarlo BelfioreDavid Sanborn - photo by Giancarlo Belfiore

Gli standard del jazz secondo Cassandra Wilson. Ieri sera di scena, sul palco dell'Arena Santa Giuliana, la voce nera di Jackson, capitale del Mississippi, ha riletto con il suo gruppo stabile: "Caravan" di Duke Ellington, "A Sleepin bee" di Harold Arlen, passando per una struggente "St James Infirmary", ma anche "Dust my broom" e tanto altro ancora. Tutto materiale del suo ultimo album: "Loverly" edito dalla "Blue Note". E' il blues quello che nasce sul Delta del Mississippi che scorre nelle vene della 53enne cantante americana. La blues singer si è presentata sul palco con un sestetto di indemoniati: Jonathan Baptiste al piano, Marvin Sewell alla chitarra, Reginald Veal al basso, Herlin Reily alla batteria e l'africanissimo Lekan Babalola alle percussioni. L'aspetto migliore della Wilson resta la sua capacità di sintetizzare fedeltà ed innovazione quando canta il blues e di rivisitare da un punto di vista jazz il repertorio moderno. Certo gli standard sono sempre gli standard e quindi c'è chi storce il naso e chi va in visibilio, dipende dai gusti ovvio, anche se, in fin dei conti, ieri sera non è che ne abbia cantati poi così tanti. Fatto è che il suo concerto, nonostante la freddissima serata, è riuscito a scaldare al punto giusto i duemila accorsi all'Arena. Dopo di lei l'alto sassofonista di San Francisco, David Sanborn. Eesperto di tecniche avanzate quali: quarti di tono, growl, suoni multipli (multiphonics), estensione di 4 ottave (top tones), ha influenzato un grande numero di sassofonisti ed ha suonato con grandi musicisti. La sua preparazione artistica gli consente di spaziare in più generi musicali: Jazz, Smooth Jazz, Crossover, Soul, Funk, Rhythm & Blues, Fusion, Pop, Rock. Ieri sera al Santa Giuliana ha presentato anche qualche brano scritto da Marcus Miller: "Brother ray" per esempio. Ma anche riletture di "Smile" e "Soul serenade". C'è stato spazio anche per una deliziosa esecuzione di "St.Louis Blues". Sul palco anche un meraviglioso Hammond B3 sotto le sapienti mani di Ricky Peterson.

"Quel gentiluomo" con la barba che suona il sassofono tenore

15 luglio 2008

Sonny Rollins - photo by Giancarlo BelfioreSonny Rollins - photo by Marco GiugliarelliSonny Rollins - photo by Giancarlo Belfiore

Occhiali neri, camicia rossa, barba e capelli bianchi, curatissimi…si è presentato così questa sera, sul palco dell’Arena Santa Giuliana, Sonny “Colossus” Rollins. Classe 1930 provenienza Harlem, New York City. Theodore Walter Rollins, questo il suo vero nome. Di lui scriveva Miles Davis: «Sonny era una leggenda, quasi un Dio per i musicisti più giovani. Molti pensavano che suonasse al livello di Bird. Quello che posso dire io è che ci andava molto vicino. Era un musicista aggressivo e innovativo con sempre nuove idee. Mi piaceva tantissimo come suonatore ed era anche un grande compositore. Ma penso che più tardi Coltrane lo abbia influenzato e gli abbia fatto cambiare stile. Se avesse continuato quello che stava facendo quando lo conobbi, forse sarebbe oggi un musicista anche più grande di quello che è - ed è un grande musicista». A Perugia è arrivato con il suo sestetto: Clifton Anderson al trombone, Bobby Broom alla chitarra, Bob Cranshaw al basso, Kimati Dinisulu alle percussioni e Kobie Watkins alla batteria. Il primo brano, per la gioia dei suoi polmoni, è durato esattamente quindici minuti: roba da non credere cosa riesce a fare ancora! Sonny Rollins ancora una volta non delude i suoi fans e basta il lavoro che fa nella bella ''Sonny, please'', una delle sue più recenti composizioni e tirata per quasi mezzora, a mostrare che il vecchio leone avrà anche superato da un pezzo l'età della pensione ma è capace di soffiare. Lascia grande spazio ai suoi musicisti, ne escono delle "chase" talmente raffinate e rarefatte da dimenticare quasi che si sta ascoltando il miglior tenorista di be bop vivente. La sonorità intensa alla Coleman Hawkins è emersa tutta al Santa Giuliana, come pure l'abilità di muoversi tra gli accordi che aveva preso da Lester Young, da "The Bird", praticamente tutto. I suoi soli sono assolutamente imprevedibili, caratteristica questa che gli deriva dall'influenza che ebbe su di lui Thelonius Monk. Beh, insomma, da questo buon crogiolo è emerso "come sempre" un bagaglio unico di sicurezza, velocità, swing e spontaneità improvvisativa. Il sestetto è costruito attorno a lui e poggia su due pilastri stabili da tanti anni come il trombonista Clifton Anderson e il bassista Bob Cranshaw. La band funziona, ma come la cornice che racchiude un dipinto di valore. Non è mancato il lato romantico di Sonny, esternato nella struggente melodia di ''In a sentimental mood'' proposta con virile lirismo'. Il jazz come è stato, nella musica del Rollins di adesso, con un forte struggente sapore di nostalgia.

Umbria Jazz dal sapore dell'America Latina

12 luglio 2008

La magia della musica sud americana tra l'Arena e il cielo. Quello di ieri sera, all'Arena di Santa Giuliana di Perugia, è stato un doppio – o forse triplo – concerto dal sapore dell'America latina. Il samba di Stefano Bollani e i "Carioca", la bossanova di uno dei più grandi cantanti intellettuali della nostra epoca, Caetano Veloso. Poi insieme il "musico" di Bahia e il "folletto" di Milano, con l'aggiunta, nel finale, della band brasiliana. Quattro mila persone - il popolo di Umbria Jazz - unite da una sola anima: la musica! Bollani ha raggiunto i "suoi" dopo che, mano a mano a partire dal batterista Jurim Moreira, la sezione ritmica – alle percussioni Armando Marcal e al contrabbasso Jorge Helder – avevano fatto il loro ingresso sul palco. Il pubblico lo ha accolto con un'autentica ovazione e lui ha chiamato alcuni fedeli compagni d'arte come Mirko Guerini (sax tenore e soprano) e Nico Gori (sassofono e clarinetto). Grande "luce" sul chitarrista – a cavallo tra il flamenco e le sonorità brasiliane -, Marco Pereira. Bollani, nei Carioca, aveva con sé anche Ze' Nogueria ai sassofoni. Tutti questi fiati non si sono "tirati indietro" dall'andare anche in "sezione" come una vera e propria brass machine. Il concerto, però, ha ripercorso le tappe del lavoro che Bollani ha costruito da quel 2006 in cui fu invitato al Festival Jazz di Rio de Janeiro e di San Paolo. E lui si ricorda di chi lo invitò, Alberto Riva! Lo stesso che conduceva "Jazz Anthology" su Radio Popolare. Il prodotto che ne esce fuori non finisce nel calderone della musica esotica, ma entra con forza dentro le dinamiche della musica brasiliana, quella della tradizione tanto da passare per brani scritti anche da Moacir Santos e da Ary Barroso. Poi è arrivato Caetano, lui e la sua chitarra…niente più! Applausi e poi, dalle prime note, il religioso silenzio dei quattro mila dell'Arena. Canta…recita…sussurra quel "cantastorie" del Nord Este del Brasile. "Le mer" di Trenet, la struggente "Paloma", qualche omaggio ad Antonio Carlos Jobim e a Barroso. Tra il pubblico, ogni tanto, c'era chi chiedeva: "Terra" e lui Terra cantava, chi "Coracao vagabundo" e lui cantava Cuore vagabondo! Poi, con gioia chiama sul palco Bollani dicendo di lui: "Suona come un dio!". Due brani da soli, voce e pianoforte, e uno di questi è "Come prima", riciclata in versione piuttosto intimista. Poi, sul palco, arrivano i Carioca, il resto della band. Di loro Veloso dice: "Sono tutti amici miei". I brani dovevano essere due, e invece diventano quattro: nessuno voleva andarsene dal "salotto" di casa Veloso dove lui continuava a cantare comportandosi con una dolce naturalezza che fa del grande di Bahia uno degli artisti, oltre che più magici, anche più a dimensione umana. Coccola un po' tutti nel suo stentato, ma comunque chiaro italiano, ed il concerto si dilata oltre le intenzioni dei musicisti. In realtà non era solo il pubblico a stare bene, ma anche i musicisti. C'è il tempo per "A hora da razao", "'Da noite na cama", "Cor amarella". Bollani suona con elegante misura, calato come un pesce nell'oceano musicale di Veloso. Si vede subito che i due sono contenti di essere lì, del resto il concerto è stato preceduto da reciproche attestazioni di stima. Bollani ha detto che Veloso è sempre stato uno dei suoi artisti preferiti, e Veloso si è detto impressionato da come Bollani ha affrontato gli umori della musica carioca.

Mario Biondi "incanta" il popolo del jazz. Bene I Cluster delude Civello

11 luglio 2008

I Cluster, Chiara Civello e "soprattutto" Mario Biondi e la sua "Duke Orchestra" hanno tenuto a battesimo l'inaugurazione della trentacinquesima edizione di Umbria Jazz a Perugia. Il concerto del Santa Giuliana si è aperto con il gruppo "scoppiettante" di Genova. I Cluster sono saliti sul palco senza nessuna timidezza sciorinando giù il loro repertorio fatto di cover che hanno spaziato da De Andrè, Luigi Tenco, ma anche una versione dello Hallelujah di Leonard Cohen, estremamente avvertita dal pubblico di UJ. Il Coro a cappella – forse proprio con l'incoscienza dei pochissimi anni (c'è chi ha nemmeno trent'anni) – ha saputo rompere il ghiaccio dell'Arena, il parterre all'inizio era semivuoto per riempirsi rapidamente, non appena I Cluster hanno cominciato a cantare. Un "bel battesimo" per loro e un varo tutto italiano per il "maturo" festival di Carlo Pagnotta. C'è da dire che i Cluster, a differenza di altri cori del genere – di matrice italica – hanno lo "swing" nelle vene! Di tutt'altra natura è stato, invece, il concerto di Chiara Civello. Non ha convinto affatto! Sì, sì, il suo è un "soffice mood", ma forse l'Arena di Santa Giuliana "non è propriamente" il suo spazio. Ce la ricordavamo agli albori molto più "jazz", l'abbiamo ritrovata con un "fare" leggero che ha annoiato non poco. Non è servito nemmeno il brano scritto per lei da Burt Bacharach. Civello l'ha cantato e suonato al pianoforte! Ascoltarla dal disco e una cosa, tutt'altro, invece, darle una platea di migliaia di persone. Anonime le melodie, assolutamente banali le armonie. Poi il palco è risorto! On stage Mario Biondi e la sua "Duke Orchestra". I tremila spettatori l'hanno accolto come uno "di casa", e pensare che Mario – non molto tempo fa – si confondeva tra quel pubblico che ieri sera l'ha applaudito a scena aperta. Protagonista l'ultimo album del cantante siciliano – è nato a Catania -, "I love you more". Una miscellanea sapiente di swing vecchia maniera e di composto sonoro che passa attraverso l'ampio spazio che il "croner" isolano lascia ai suoi musicisti. Un'orchestra di 24 persone, con ben nove archi e tre coriste, più Daniele Scannapieco al sax, è testimone della sua ricerca di una dimensione swing e la canzone che da' il titolo al disco, il rifacimento di This is what you are, il primo esplosivo successo commerciale di Biondi con gli High Five, ne è buon esempio.

Umbria Jazz al via da venerdì prossimo

7 luglio 2008

Saranno i Cluster, Chiara Civello e Mario Biondi i protagonisti della serata di apertura di Umbria Jazz 2008 a Perugia. Le voci italiane all'Arena Santa Giuliana alle 20,15. In realtà, però, UJ 2008 comincerà alle 11,30 con "The Coolbone Brass Band" from New Orleans che, a tempo di "ragtime" accompagnerà "jazzofili" e turisti tra le stazioni di Pian di Massiano e Pincetto del Minimetrò di Perugia. La rassegna chiuderà i battenti il 20 luglio con il concerto dei REM che avranno come supporter gli Editor. L'attenzione, in ogni caso, sarà come sempre concentrata sul palcoscenico dell'Arena. Il programma, come è consuetudine, prevede nomi di grande richiamo: il parterre è immenso. Si alterneranno il "Colossus" Sonny Rollins che a Perugia terrà il suo unico concerto europeo, ma anche la cantante Alicia Keys. A cavallo tra il soul, il jazz e il pop, anche Chaka Khan, Roberta Flack, Herbie Hancock, Cassandra Wilson. Dopo la trasferta sud americana di Stefano Bollani, per il "folletto" del piano si è spalancato il mondo della musica latina. Un esperimento richiamerà gli innamorati del genere e della sperimentazione con il concerto che il pianista terrà, in duo, con Caetano Veloso. Due le date per loro, ad Umbria Jazz il 12 e a Cagliari tre giorni dopo.

Dopo un prefestival dove si era anche paventata – i costi sono a dir poco considerevoli – l'ipotesi di non poter tenere concerti ad ingresso libero, il patron Carlo Pagnotta non ha tradito le attese. Il Centro storico della città sarà ancora ad appannaggio della formula già testata del festival: musica nel centro storico al ritmo di una trentina di eventi al giorno, a pagamento e gratuiti.

Come al "solito" per i palati fini il jazz da vedere e ascoltare sarà quello dei teatri, in particolare per la musica afroamericana. Tra il pomeriggio e la notte ci sarà solo l'imbarazzo della scelta: l'orchestra di Maria Schneider, il trio di Brad Mehldau, Lost Chords di Carla Bley con ospite Paolo Fresu, la Gil Evans band (ricorrono 20 anni dalla morte di Evans), i quartetti di Charles Lloyd e Charlie Haden, un piccolo festival della chitarra con Bill Frisell, Pat Martino e Peter Bernstein, James Carter, Bobby Hutcherson, un omaggio al cantautore brasiliano Ivan Lins. In questo stesso contesto brilla una rappresentanza italiana di livello assoluto: Enrico Rava con un tributo a Chet Baker, il clarinettista Gabriele Mirabassi, la Cosmic Band del talento Gianluca Petrella, il trio di Ramberto Ciammarughi con Miroslav Vitous, la vocalist emergente Alice Ricciardi, Stefano Di Battista con Fabrizio Bosso, i pianisti Danilo Rea (solo pianoforte) e Riccardo Arrighini (con un progetto sulle arie di Rossini), il quartetto di Giovanni Guidi, il quintetto di Enrico Pieranunzi, la Pietro Tonolo-Joe Chambers band con Flavio Boltro, il duo Musica Nuda (Ferruccio Spinetti al contrabbasso e la vocalista Petra Magoni). Tra gli artisti residenti, il decano dei musicisti jazz italiani, Renato Sellani con il suo trio al quale si aggiungerà un altro ''senatore'' come Gianni Basso.

 





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Sì della Camera alla "Legge Umbria Jazz": Il Festival avrà un contributo annuo di 1 milione di euro. La nota del Vice Presidente della Fondazione UJ, Stefano Mazzoni

19/06/2016

Lo sviluppo dell'organizzazione concertistica e dei festival jazz dagli anni ottanta ad oggi (prima parte): "Affaire spinoso quello della memoria concertistica e festivaliera del jazz in Italia, perchè la confusione e le gesta leggendarie la fanno da padrone..." (Alceste Ayroldi)

21/09/2014

Umbria Jazz 2014: "In quest'edizione non c'è stato spazio solo per il jazz, ma ogni serata è stata dedicata ad un genere diverso: Funk & Soul Night, Jazz & Brasil Night, Hip hop & Soul Night, New Orleans Night, Piano Night, Ladies night e persino una serata solo per la dance music." (Giusy Casanova)

21/09/2014

Franco Cerri meets Umbria Jazz Clinics 2014: "Il racconto del chitarrista italiano ha incantato gli studenti per la semplicità di comunicazione da lui utilizzata, nonostante la sua grandezza artistica, ma soprattutto perchè ambientato in un periodo lontano da noi, pre e post seconda guerra mondiale..." (Giusy Casanova)

27/10/2013

Umbria Jazz Clinics 2013: 16 anni, partecipare con emozione alle Clinics di Umbria Jazz e portarsi dentro qualcosa che costituirà un ricordo tangibile nel tempo. Racconto di un'esperienza attraverso gli occhi dell'allieva Alessandra Caradonio.

26/08/2012

Umbria Jazz 2012 #1: Chick Corea, Stefano Bollani, Herbie Hancock, John Scofield, Joe Lovano, Esperanza Spalding, Al Jarreau, Paolo Fresu...(Pierfrancesco Falbo)

26/08/2012

Umbria Jazz 2012 #2: Pat Metheny, Sonny Rollins, Wayne Shorter, Ambrose Akinmusire, Lydian Sound Orchestra, Ryan Truesdell Eastman Jazz Orchestra, Kenny Barron, Mulgrew Miller, Eric Reed & Benny Green, Sting...(Daniela Floris)

27/08/2011

Umbria Jazz 2011: "I jazzisti italiani hanno reso omaggio alla celebrazione dei 150 anni dall'Unità di Italia eseguendo e reinterpretando l'Inno di Mameli che a seconda dei musicisti è stato reso malinconico e intenso, inconsueto, giocoso, dissacrante, swingante con armonizzazione libera, in "crescendo" drammatico, in forma iniziale d'intensa "ballad", in fascinosa progressione dinamica da "sospesa" a frenetica e swingante, jazzistico allo stato puro, destrutturato...Speriamo che questi "Inni nazionali in Jazz" siano pubblicati e non rimangano celati perchè vale davvero la pena ascoltarli e riascoltarli." (di Daniela Floris, foto di Daniela Crevena)

25/07/2010

Due week end ad Umbria Jazz: viaggio per parole ed immagini. Daniela Crevena e Daniela Floris, "l'una fotografando l'altra prendendo spasmodicamente appunti durante ore e ore di musica dal vivo", raccontano due week end ad Umbria Jazz: "Sono stati due week end in cui abbiamo viaggiato tra grandi nomi all'Arena Santa Giuliana, incredibili batteristi, pianisti, sassofonisti, trombettisti, straordinarie voci femminili e personaggi leggendari come Sonny Rollins e Ron Carter, che sono il jazz e che hanno talmente emozionato con la loro musica da farci uscire anche qualche lacrima..." (Daniela Floris e Daniela Crevena)

09/07/2010

In diretta da Umbria Jazz 2010. (Marcello Migliosi)

16/01/2010

Umbria Jazz Winter 2009: "Dedicata essenzialmente alla chitarra, la diciassettesima edizione di Umbria Jazz Winter ha consegnato agli archivi numeri da record e una sentita dedica a Gianni Basso...atmosfera come sempre unica nella deliziosa cittadina etrusca...una eccellente qualità artistica, che ha avuto nei concerti del quartetto guidato da Jim Hall e Bill Frisell, nel duo fra John Scofield e Larry Goldings e, quindi, nel quintetto accreditato a Kurt Elling, alcuni momenti di pura estasi." (Vittorio Pio)

25/08/2009

Italian Lessons (Mirko Guerrini) - Dario Gentili

04/08/2009

Da Umbria Jazz 2009: Guinga "Dialetto Carioca" con Gabriele Mirabassi & Lula Galvao; Gianluca Petrella Cosmic Band con Paolo Fresu: cronaca di una rivoluzione Jazz; Chick Corea & Stefano Bollani Duet; Richard Galliano Quartet Feat. Gonzalo Rubalcaba, Richard Bona, Clarence Penn (Enrico Bianchi)

30/07/2008

Bollani "Carioca" e Caetano Veloso: maravilhosa poesia. "Corpo e cuore nel concerto che ha incantato il pubblico dell'Arena Santa Giuliana di Perugia. Stefano Bollani e i componenti del progetto "Carioca" hanno letteralmente elettrizzato i numerosi spettatori mentre Caetano Veloso ha affascinato mettendo insieme poesia e musica." (Enrico Bianchi)

03/01/2008

Umbria Jazz Winter #15, l'anno del Jazz Made in Italy: "Oltre 60 concerti a pagamento e circa 50 ad ingresso libero, 12 mila le presenze paganti, 165 mila euro gli incassi ai botteghini, 65 mila le presenze complessive, 180 artisti, 80 persone di staff, 25 tecnici, 50 unità di servizio e 210 le persone direttamente impegnate nella organizzazione del festival..." (Marcello Migliosi)

02/07/2007

Diretta da Umbria Jazz. In tempo reale tutti i resoconti e le foto degli eventi della prestigiosa manifestazione. (Marcello Migliosi)

17/02/2007

Lionel Hampton, con tutta la sua energia, insieme alla All Star Big Band e con la partecipazione straordinaria di Dizzy Gillespie, galvanizza il cielo di Perugia nell'edizione 1978 di Umbria Jazz. (Paolo La Farina)

09/02/2007

Umbria Jazz Winter: "La quattordicesima edizione di Umbria Jazz Winter è stata contrassegnata dall'incontro tra il jazz e la canzone d'autore: un binomio che molti anni fa negli Stati Uniti ha prodotti quei famosissimi standards su cui i jazzisti di tutto il mondo continuano ancora oggi ad improvvisare. Questo "fenomeno" ha raggiunto ormai da anni anche nel nostro paese, ed ha contribuito a rafforzare un'identità troppo spesso condizionata dagli stereotipi d'oltre oceano." (Marco De Masi)

29/10/2006

Intervista a Claudio Filippini: "Sono un grande amante del repertorio contemporaneo, quello che va da fine ‘800 in poi, come ad esempio Ravel e Debussy. Poi ovviamente tutta la storia del jazz ha fatto il resto, ma non vorrei tralasciare che sono un fanatico del rock inglese!" (Alberto Francavilla)

18/09/2006

Brad Mehldau, Wayne Shorter, Chick Corea, Ron Carter: ad Umbria Jazz 2006 quattro concerti dove il jazz si è espresso ad altissimi livelli...(Alberto Francavilla)

01/09/2006

"Linguaggio Universale" , la gallery di Francesco Truono su Umbria Jazz 2006.

16/08/2006

Intervista ad Edmar Castaneda: "Sicuramente non è stato facile emergere, vincere lo scetticismo iniziale anche di molti colleghi, ma alla fine ce l'ho fatta. Per me è stato molto importante, inoltre, suonare in un ambiente stimolante come quello jazzistico, e contemporaneamente poter recuperare le mie origini." (Alberto Francavilla)

23/07/2006

Umbria Jazz 2006: le foto e i concerti del più grande festival internazionale (Marcello Migliosi)

15/07/2006

" La Gente del Jazz" , direttamente da Umbria Jazz 2006, una inconsueta gallery. (Francesco Truono)

14/07/2006

La gallery di Umbria Jazz 2006 di Alessia Scali.

11/03/2006

Cafiso, Soweto, Locke...altra gallery di Umbria Jazz Winter (Giorgio Alto)

05/03/2006

Umbria Jazz Winter #13: "Un festival importante, quello di quest'anno, dove hanno trovato spazio musicisti affermati come John Scofield e Bireli Lagrene, ma anche giovani promesse del jazz mondiale come il pianista americano Robert Glasper e gli inglesi Soweto Kinch..." (Marco De Masi)

05/03/2006

Gallery di Umbria Jazz Winter (Francesco Truono)

25/02/2006

Gallery di Umbria Jazz Winter (Elisa Caldana)

08/02/2006

Le foto di Orvieto Jazz Winter 2005 (Daniela Crevena)

15/01/2006

Gallery di Edmar Castenada Trio ad Orvieto Winter (Francesco Truono)

21/09/2005

Tornano insieme i Doctor 3 al Morlacchi in occasione di Umbria Jazz 2005: "...delle loro esibizioni dal vivo s'era davvero sentita la mancanza, l'unico commento che sembra opportuno esprimere è un semplicissimo e benaugurante: bentornati!" (Antonio Terzo)

16/09/2005

Intervista a Francesco Cafiso, l'enfant prodige che vuole crescere: "...Fino ad adesso è stato tutto naturale, senza alcuna forzatura, sia musicalmente che per quanto riguarda la partecipazione ai festival: spero che proceda così..." (Antonio Terzo)

09/09/2005

I Mostri Sacri: Oscar Peterson, Jim Hall e Roy Haynes infiammano l'edizione 2005 di Umbria Jazz...(Antonio Terzo)

01/09/2005

Cassandra Wilson e Terence Blanchard a Umbria Jazz 2005: "Fra i concerti più attesi dell'intera rassegna perugina, è stato anche quello più provato dal maltempo ..." (Antonio Terzo)

28/08/2005

"Ciò che la guerra ha distrutto la musica cerca di ricostruire, passando per il linguaggio, universale della musica...della musica nera! Umbria Jazz, balcanic windows against racism ha preso ufficialmente il via a Belgrado" (Marcello Migliosi)

27/08/2005

Tutta dedicata alle voci la giornata dell'11 luglio a Umbria Jazz '05, con un fitto carnet di orari e teatri. Da Lizz Wright a Madeleine Peyroux, da Al Jarreau a George Benson per finire con Peter Cincotti. (Antonio Terzo)

09/08/2005

Il Berklee College Of Music festeggiava quest'anno il suo ventennale di attività all'interno di Umbria Jazz dove dal momento del suo insediamento ha sempre avuto una sua importante funzione.

20/07/2005

Brad Mehldau a Umbria Jazz 2005: "Ormai non nuovo alle soirées perugine, Brad Mehldau riesce comunque ad incantare il pubblico dell'Umbria Jazz, in qualunque combinazione si presenti, in gruppo o da solo..." (Antonio Terzo)

08/07/2005

The best of Blue Note at Umbria Jazz. Con un doppio CD, Umbria Jazz salda la collaborazione con l'etichetta discografica di New York (Marcello Migliosi)

15/04/2005

Umbria Jazz Winter: "...è il pianoforte a dominare la manifestazione, come può testimoniare anche l'evento jazzistico più significativo del Festival: i Duets di solo piano del 2 gennaio al teatro Mancinelli, con protagonisti Brad Mehldau e Danilo Rea prima e Martial Solal e Stefano Bollani poi..." (Dario Gentili)

29/11/2004

Intervista a Rosa Passos: "...Volevo fare anche io quello che sentivo da Joao. Il caso unito alla mia forza di volontà hanno deciso sul mio futuro di artista e con molta umiltà e ammirazione Joao ha continuato ad ispirarmi..." (Vittorio Pio)

02/11/2004

Umbria Jazz 2004: "Il cartellone firmato per "edizione 2004" dall'immarcescibile direttore artistico Carlo Pagnotta è risultato quindi in perfetta coerenza con il nuovo corso generalista, dettato dalla necessità di riempire anche uno spazio molto grande come quello dell'Arena di Santa Giuliana." (Vittorio Pio)

17/10/2004

Enrico Pieranunzi String Project, propone il suo progetto Les Amants inciso per l'Egea nell'ambito di Umbria Jazz 2004: "...Pieranunzi dà tuttavia ancora una volta testimonianza della sua capacità di rendere una raffinata e coinvolgente sintesi fra jazz, senso lirico e coloriture mediterranee con approccio melodico-cameristico che contraddistinguono ormai il suo stile pacato ed intenso al tempo stesso..." (Antonio Terzo)

04/09/2004

Umbria Jazz 2004, una giornata tipo nella famosa kermesse perugina: "...l'impatto è di quelli che non si dimenticano e l'atmosfera trasuda musica da ogni singola pietra, mattone e sanpietrino del capoluogo umbro..." (Antonio Terzo)

18/08/2003

Bilancio da record per Umbria Jazz 2003, che ha festeggiato i suoi trent'anni con un risultato complessivo di circa centomila presenze e un incasso che è andato ben al di là del milione di euro. (Vittorio Pio)

07/08/2001

John Pizzarelli Trio. Perugia, 20 luglio 2001. L'incontro col chitarrista, le foto, il concerto...

01/08/2001

K. Jarrett, G. Peacock, J. DeJohnette: Perugia, 20 luglio 2001

16/08/2000

Articoli: Schegge di Umbria Jazz 2000

19/07/2000

K. Jarrett, G. Peacock, J. DeJohnette: Perugia, 15 luglio 2000





Video:
Stepping on stars - Joe Locke Rosario Giuliani Dado Moroni (Egea Records-Umbria Jazz)
Spot nuova uscita discografica 2011 "STEPPING ON STARS" J.LOCKE-R.GIULIANI-D.MORONI(EGEA RECORDS-UMBRIAJAZZ) www.egeamusic.comRegistarto dur...
inserito il 24/12/2010  da EgeaRecordsMusic - visualizzazioni: 4287
ROSENBERG TRIO "Melodie au Crepuscule" Umbria Jazz Winter #17 - Orvieto 2010
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inserito il 14/01/2010  da nickingos - visualizzazioni: 2886
ROSENBERG TRIO "Flamingo - Daphne - Babik" (medley) Umbria Jazz Winter #17 Orvieto 2010
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inserito il 10/01/2010  da nickingos - visualizzazioni: 2709
ROSENBERG TRIO "Strange Eyes" Umbria Jazz Winter #17 - Orvieto 2010
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inserito il 03/01/2010  da nickingos - visualizzazioni: 2459
The Rosenberg Trio (100 anni dalla nascita di Django Reinhardt) @ Umbria Jazz Winter #17
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inserito il 02/01/2010  da umbriajazz2009 - visualizzazioni: 2589
JIM HALL & BILL FRISEL "Owed to Freddie Green" w/ SCOTT COLLEY JOEY BARON - Umbria Jazz Winter #17
JIM HALL - BILL FRISELL QUARTET, feat. SCOTT COLLEY & JOEY BARON in "Owed to Freddie Green", tratto dall'album Hemispheres . Il titolo d...
inserito il 31/12/2009  da nickingos - visualizzazioni: 3595
McCoy Tyner Trio a Umbria Jazz 09
special guest Bill Frisell Teatro Morlacchi - Perugia...
inserito il 19/07/2009  da umbriajazz2009 - visualizzazioni: 2363
Dave Douglas "Brass Ecstasy" a Umbria Jazz 09
Teatro Morlacchi - Perugia...
inserito il 19/07/2009  da umbriajazz2009 - visualizzazioni: 2435
Ahamad Jamal a Umbria Jazz 09
Teatro Morlacchi - Perugia...
inserito il 18/07/2009  da umbriajazz2009 - visualizzazioni: 2278
Stefano Bollani & Enrico Rava @ Umbria Jazz Winter 2008
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Joe Locke Quartet @ Umbria Jazz Winter 2008
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Umbria Jazz Festival, Perugia, Italy: sound check w/ Baptiste Trotignon, Greg Hutchinson and Fabrizio Bosso
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inserito il 22/07/2008  da SHAKTILUV - visualizzazioni: 3208
Intervista a Enrico Rava a Umbriajazz 2008
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Herbie Hancock a Umbria Jazz 2008
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inserito il 16/07/2008  da umbriajazz2008 - visualizzazioni: 2996
Groovinators Umbria jazz 2006
Mother Tongue (Telesforo-Sidran-Peterson) Teatro Pavone di Perugia 13 luglio 2006, Gegè Telesforo vocal, Dario Deidda bass, Alfonso Deidda sax-ke...
inserito il 14/05/2008  da masaboba - visualizzazioni: 2679
Enrico Rava
Enrico Rava torna a Umbria Jazz con un nuovo progetto che è anche un omaggio ad uno dei jazzmen più amati quanto sfortunati: Chet Baker, di ...
inserito il 08/04/2008  da umbriajazz2008 - visualizzazioni: 2383
Ornette Coleman - Lonely Woman, at Umbria Jazz 07
Ornette Coleman performing Lonely Woman at the Umbria Jazz Festival in Perugia 2007...
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COMMENTI
Inserito il 16/7/2008 alle 12.54.19 da "aenorn"
Commento:
Fenomenale Rollins!

Mi auguro tu possa vivere fino a 150 anni!!!!

Una leggenda vivente!! Grandissima serata!
 

 


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Data pubblicazione: 21/07/2008

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