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Introduzione all'armonica cromatica
di Max De Aloe
info@maxdealoe.it
Centro Espressione Musicale

Esistono prevalentemente due tipi di armoniche: l'armonica diatonica e l'armonica cromatica.

La diatonica permette di suonare in una sola tonalità ed è la più diffusa. E' utilizzata soprattutto in generi musicali come la musica leggera, il folk, il blues. Per intenderci l'armonica diatonica è quella suonata da molti cantautori (in Italia: Edoardo Bennato, Francesco De Gregori, ecc.) piuttosto che da Bob Dylan, Neil Young e tutto il filone folk americano. L'immaginario collettivo ci rimanda al vecchio west ma anche ai grandi del blues nero. Esistono diversi tipi di armoniche diatoniche in commercio e soprattutto in tutte le tonalità. Il grande limite della diatonica è l'impossibilità di avere a disposizione tutte le note esistenti nel sistema temperato sullo stesso strumento ed è per questo che il suo utilizzo è spesso relegato a facili melodie o ad assoli su strutture armoniche non modulanti.

L'armonica cromatica è distinguibile strutturalmente per essere di dimensioni più grandi della diatonica e per avere un bottone, detto registro, sul lato destro
La cromatica ha a disposizione tutte le note (per intenderci tasti neri e bianchi del pianoforte) con un'estensione che può andare dalle due ottave e mezzo fino ad oltre le quattro ottave a secondo dei modelli. Sostanzialmente si ha a disposizione in uno strumento molto piccolo lo stesso numero di note (e anche in numero superiore) di un sax, di una tromba o di un flauto traverso.
E' per questo che è suonata spesso nelle colonne sonore, nella musica classica o nel jazz.

A differenza della diatonica, dove vengono suonate anche più note contemporaneamente, la cromatica è suonata quasi esclusivamente come strumento melodico (una nota alla volta).

A
nche il timbro delle due armoniche è differente.

In queste lezioni ci occuperemo esclusivamente dell'armonica cromatica.

Tengo a precisare che seppure la diatonica è spesso suonata senza grande competenza e perizia esistono, soprattutto nell'ambiente blues, grandi armonicisti in grado non solo di difficili virtuosismi ma di riprodurre nella diatonica delle note naturalmente non esistenti attraverso il "bending". Cioè la nota viene suonata in un modo tale da essere abbassata addirittura di un semitono e oltre. Lo stesso effetto viene riprodotto anche dai chitarristi quando tirano le corde della chitarra con la mano sinistra dopo aver emesso il suono. Il grande problema è che il bending non può essere effettuato su tutte le note e soprattutto non è possibile arrivare sul semitono senza passare dalla nota originale; cioè non è possibile evitare quella forma sonora di "scivolamento", caratteristica proprio del bending.

Vediamo di capire prima di tutto come sono posizionate le note sull'armonica

Va specificato che nell'armonica alcune note possono essere prodotte solo soffiando e altre solo aspirando. Schiacciando il registro è possibile trasportare la nota di un semitono sopra.

Buco 1: do soffiato - re aspirato
Buco 2: mi soffiato - fa aspirato
Buco 3: sol soffiato - la aspirato
Buco 4: si aspirato - do soffiato

Dal buco 5 segue lo stesso schema un'ottava più alta

Buco 5: do soffiato - re aspirato
Buco 6: mi soffiato - fa aspirato
Buco 7: sol soffiato - la aspirato
Buco 8: si aspirato - do soffiato

Stessa cosa dal buco 9 al 12 con un'eccezione per il buco n.12 dove aspirando con il registro schiacciato troviamo un re alto.

Buco 9: do soffiato - re aspirato
Buco 10: mi soffiato - fa aspirato
Buco 11: sol soffiato - la aspirato
Buco 12: si aspirato - do soffiato

Nel buco 1 troviamo il do centrale (primo sottorigo).

Lo schema qui riportato è per l'armonica cromatica a 12 buchi, la più usata. Esiste poi un'armonica a 16 buchi dove si aggiunge un'ottava bassa con le note sotto il do centrale e un'armonica a 10 buchi dove sono mancanti gli ultimi due buchi e note relative rispetto alla 12 buchi.

POSIZIONE DELL'ARMONICA
L
'armonica va tenuta tra il pollice, l'indice e volendo il medio della mano sinistra. Le tre dita sono allineate lungo l'armonica, mentre l'anulare e il mignolo serviranno per tenere l'eventuale microfono per amplificare il suono. Con l'indice della mano destra si agirà sul registro. Una vecchia impostazione dello strumento obbliga a tenere l'indice della mano destra dritto e ad agire sul registro con il polpastrello. Molti armonicisti, invece, suonano premendo il registro anche con altri parti del dito indice sottostante al polpastrello. 
L'armonica deve essere parallela alla linea degli occhi dell'esecutore e soprattutto non deve subire oscillazioni. Sarà la testa a muoversi alla ricerca delle note, mentre lo strumento rimarrà fermo. Si possono ottenere diversi effetti muovendo l'armonica ma questo verrà trattato più avanti. 
Nel caso che si decida di amplificare lo strumento è consigliabile avere un microfono a "gelato", ideali sono quelli per la voce. Il microfono verrà tenuto con mignolo e anulare ed eventualmente il medio. Bisognerà far scivolare il microfono lungo l'armonica in modo da poter amplificare al meglio tutte le note. Se si passa da una nota suonata nel buco 1 a una suonata nel buco 10 non si può pretendere di mantenere inalterata la posizione del microfono. 

COME SUONARE L'ARMONICA
E
sistono due modi per suonare l'armonica:
1 - A BOCCA APPUNTITA - è forse la modalità più spontanea e consiste nel suonare stringendo la bocca sull'imboccatura dello strumento come se si dovesse fischiare. Il quanto stringere la bocca è determinato solo dal fatto che dovete cercare di emettere un solo suono. Quello sarà il vostro riferimento. Se soffiando o aspirando sentite più di una nota vuol dire che avete la bocca o troppo poco appuntita sull'imboccatura oppure che siete e cavallo tra due note. Provate con la punta della lingua a sentire se siete allineati con il buco prescelto.
2 - COPRENDO - consiste nel tappare con la punta della lingua il buco che sta a sinistra di quello prescelto e suonare con la parte destra della bocca la nota desiderata. Per esempio se devo suonare il sol soffiato nel terzo buco metto la bocca sul secondo e terzo buco, ostruisco l'entrata dell'aria nel secondo buco cosicché dall'angolo destro della bocca arriverà l'aria per far suonare il sol. 

E' difficile o quasi impossibile dire quale metodo sia migliore dell'altro. Sicuramente il primo è più diretto e spontaneo. Il consiglio che vi do è quello di provare in tutti e due i modi e poi decidere quale si addice meglio al vostro sound e alla vostra conformazione della bocca. Potete provare solo alcune volte e poi decidere oppure studiare gli esercizi e brani con le due tecniche e solo dopo che avrete acquisito una buona pratica con entrambe allora scegliere la migliore. Personalmente ho studiato per più di due anni suonando nei due modi e solo dopo averli assimilati mi è venuto spontaneo optare esclusivamente per il "bocca appuntita". C'è chi suona utilizzando i due modi o chi addirittura ha da subito utilizzato la modalità che gli è venuta più spontanea solo appoggiando la bocca la prima volta su un'armonica. 


LA RESPIRAZIONE
U
na buona tecnica di respirazione nell'armonica, come in tutti gli strumenti a fiato, è fondamentale per la resa sonora. L'armonica è l'unico strumento a fiato con due grandi particolarità: si suona aspirando e soffiando e, inoltre, è anche l'unico strumento che cambia radicalmente imboccatura nell'esecuzione delle diverse note.
Per suonare l'armonica si seguiranno i principi base della respirazione diaframmatica.

C
ontrarre il diaframma (spingerlo all'interno) per soffiare e spingere all'esterno il diaframma per aspirare.
Eseguire l'esercizio senza armonica ricercando una sorta di sincronismo nella respirazione. Lentamente. Senza sforzare.


SUONIAMO!
Iniziamo suonando le note tra il buco 5 e 8, in quanto le note troppo basse e troppo alte tendono ad essere più difficili da suonare per un principiante. 
Iniziamo dal buco 5. L'esercizio consiste nel soffiare lentamente (nota do) e aspirare lentamente (nota re).

D
ue sono le cose che dovete tenere presente:
1 - la tecnica di respirazione diaframmatica
2 - cercate di ottenere un solo suono soffiando e uno solo aspirando. Non sarà facile all'inizio. Non scoraggiatevi. 

Suonate lentamente solo le due note del buco 5 cercando di capire qual' è l'errore che vi fa suonare più di una nota. Sicuramente la bocca non aderirà bene all'imboccatura, sfiatando. Oppure siete a cavallo tra due note. Non pretendete che funzioni subito

Quando il risultato pensate sia soddisfacente, passate a fare la stessa cosa nel buco 6, poi nel 7 e, infine, nell'8 dove prima aspirerete e poi soffierete (ricordate che il buco 8 - così come il 4 - hanno le note invertite: il si è aspirato e il do soffiato).

Solo dopo aver suonato in ogni singolo buco cercate di collegare le prime quattro note del buco 5 e 6 così da riprodurre do-
re-mi-fa cioè in un'alternanza soffiato-aspirato-soffiato-aspirato. Sempre LENTAMENTE, tenendo le note a lungo.

Fate molta attenzione al passaggio tra il re aspirato buco 5 e il mi soffiato buco 6. Sarà un passaggio non immediato che richiederà lo spostamento della bocca. Ripetetelo all'infinito.

Questo passaggio mette in evidenza un altro problema importante per l'armonicista da non sottovalutare. Il legare le note una all'altra. Dovete cercare di non lasciare delle micropause, degli staccati tra le note quando si cambia buco. Eseguite il passaggio do-re-mi e ritorno mi-re-do in modo continuativo.
L'armonicista deve dare fluidità alle sue note pur facendo un esercizio respiratorio (soffiare-
aspirare) che naturalmente non può essere fluido. E' un po' come passare da una marcia all'altra della nostra auto passando sempre per la retromarcia. E' per questo che non si può pretendere da un'armonica la stessa tecnica o la stessa velocità di esecuzione che può raggiungere un altro strumento a fiato. 

P
oi preoccupatevi di eseguire una piccola scala dal do al la (buco 5 - 6 - 7) in modo ascendente e discendente.

Solo dopo questi passaggi andate ad eseguire le note del buco 7 e 8, cioè sol-
la-si-do. Attenzione perché qui la sequenza differisce dagli esercizi precedenti in quanto ci troviamo ad eseguire un soffiato-aspirato-aspirato-soffiato. L'incontro di due aspirati di seguito non è una cosa banale. Spostarsi da un buco all'altro con due aspirati, inizialmente (e purtroppo sarà sempre un po' un handicap) è veramente faticoso. Non disperate, avete scelto uno strumento ingrato e iniziate a capirlo ma coraggio, dopo sarà solo peggio (!?!).

Solo dopo alcuni giorni di esercizio sarete in grado di eseguire una scala di do maggiore ascendente e discendente. Sempre lentamente. Cercate di legare le note. Pensate alla respirazione corretta.
Non preoccupatevi se avete problemi di salivazione o meglio se avete la sensazione che la bocca sia incollata all'imboccatura e sia difficile farla scivolare. E' normale. Inumiditevi le labbra prima di suonare. Vedrete che con la pratica anche questo problema tenderà a scomparire, o quasi (comunque eviterei la pasta con le acciughe o la pizza ai quattro formaggi prima di un concerto).

Con questi piccoli consigli sarete in grado di fare già molti esercizi utili sull'ottava centrale della vostra armonica. Se volete veramente provare seriamente a studiare questo strumento, evitate di ricercare subito delle piccole melodie e di utilizzare il registro, ma concentratevi sugli elementi chiave che vi ho evidenziato (pulizia delle note, respirazione, legato, ecc.). Nella prossima lezione vi scriverò alcuni esercizi specifici.

CHE ARMONICA UTILIZZARE
I
n commercio non esistono molti tipi e marche di armoniche. La leadership in questo campo è la tedesca Hohner che produce armoniche dal secolo scorso.
Il tipo di armonica più utilizzata e che consiglio a chi vuole approcciarsi a questo strumento è la Hohner Chromonica 270 (12 buchi). Uno strumento, ideale sia per il neofita, sia per il professionista. Lo stesso Toots Thielemans ha usato per più di trent'anni questo strumento per poi indirizzarsi verso un'evoluzione della Chromonica 270, il modello "Toots".
Della Toots esistono due sotto-modelli, entrambi a 12 buchi, la Mellow Tone (quella che da più di 10 anni usa Thielemans) e la Hard-Bopper (in Italia usata da Bruno De Filippi).
A mio modesto parere i vantaggi di questi due modelli sono una maggiore cura nel suono (più pronta e aggressiva la "Hard Bopper", più vellutata la Mellow-Tone) e sono pregi da non poco a svantaggio oltre di un costo superiore, di una maggiore delicatezza di questo strumento che lo portano ad essere più frequentemente sostituito rispetto alla "vecchia" Chromonica 270.
Un piccolo difetto dei modelli Toots è che, in base solo alla mia personale esperienza, quando si aggredisce la nota con molta forza, soprattutto aspirando, può capitare che la nota non risponda con prontezza. Ma a questo riguardo penso che ognuno debba provare personalmente e che soprattutto non siano argomenti di grande interesse per il neofita.
Esiste poi il modello a 16 buchi della Hohner, la Chromonica 280. E' interessante solo per la possibilità di avere un'ottava bassa in più ma penso che sia meno agevole e funzionale della 12 buchi. Utile per creare alcuni colori sui bassi o per quei brani, spesso in sol maggiore, che iniziano con un si naturale sotto il do centrale. Inoltre nei modelli in commercio esiste una diversità di volume di suono tra l'ottava bassa e quella centrale. Lo stesso Thielemans ha usato raramente nella sua carriera questo tipo di armonica, penso esclusivamente in alcuni dischi degli anni '70 al fianco di Niels-Henning Orsted Pedersen e Joe Pass.
Non vedo l'utilità di utilizzare una 10 buchi (Chromonica 260) buchi rispetto alla 12. Forse l'unico vantaggio per chi si avvicina allo strumento è quello che una 10 buchi costa meno della 12 e può essere utile per avvicinarsi allo studio.
A questo proposito esistono in commercio anche una modello inferiore alla Chromonica, sempre della Hohner, la Chrometta. Consiglieri piuttosto una Chromonica 260 (10 buchi) a chi vuole iniziare e risparmiare qualche dieci mila lire piuttosto che scegliere la Chrometta a 12 buchi o una sottomarca (spesso cinese).

Tanto per darvi un'idea una Chromonica 270 penso che costi di listino intorno alle 250.000 lire. Ma che si possono trovare delle armoniche cromatiche meno professionali anche intorno alle 100.000 lire. Un grosso problema dell'armonica è che le ancie suonando tendono ad usurarsi e non ci sono molte possibilità di sostituirle. Il risultato è che quando alcune ancie iniziano a non essere più intonate bisogna sostituire l'armonica.
Quanto dura un'armonica dipende solo da quanto e come la suonate. Conosco persone che hanno ancora in casa un'armonica, perfettamente funzionante, o quasi, del nonno e altri, soprattutto tra i musicisti blues, che la cambiano ogni tre, quattro concerti. Personalmente un'armonica mi dura qualche mese a secondo dell'intensità dello studio, del tipo di musica che suono e della natura stessa dell'armonica. Le armoniche come tutti gli strumenti a fiato, non sono tutte uguali. Anzi, cercate sempre di provarle anche se spesso e giustamente i negozianti per ragioni igieniche costringono a provare lo strumento con l'apposito mantice. 

T
engo a sottolineare che vi scrive ha quasi sempre utilizzato armoniche Hohner, e neanche tutti i modelli (non mi sono mai avvicinato ai modelli CX in plastica, per esempio) e dunque i miei suggerimenti sono assolutamente incompleti. Anche se devo dire che i più grandi armonicisti che io conosco da Toots Thielemans a Hendrik Meurkens, da Willy Burger a Tommy Reilly utilizzano armoniche Hohner. E forse una ragione ci sarà. 

Alla prossima puntata.

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COMMENTI
Inserito il 20/2/2008 alle 11.03.40 da "darioquin"
Commento:
salze a tutti..quando ero piccolo mi hanno regaslato un armonica,e dopo 4 lustri mi è venuta voglia di suonarla..è una Blessing,e il problema è che ha 32 fori disposti su due righe..è normale?consigli su come suonarla?
 
Inserito il 10/3/2008 alle 16.59.32 da "petar.p"
Commento:
la mia armonica è una honer..preciso che sono totalmente inesperto di questo strumento ma ho abbastanza esperienza musicale.comunque non so se sia una buona marca,fatto sta che non ha nemmeno il registro..potreste darmi consigli??visitate www.myspace.com/sivnsiv
 
Inserito il 6/2/2010 alle 0.13.43 da "laragey"
Commento:
Salve a tutti...avrei trovato una vecchia armonica...per la precisione una Rollinha Hering 95/48...che tipo d'armonica sarebbe? qualche dritta o sito utile per incominciare a suonarla?
Grazie
 
Inserito il 9/3/2012 alle 18.25.25 da "gerardo.lupo53"
Commento:
ho letto la sua prima lezione e subito dopo ho deciso di andare ad acquistare un'armonica anzi chiudo e vado adesso.
Spero di riuscire a suonarla anche se di musica non mastico niente.
 
Inserito il 14/12/2012 alle 23.38.47 da "piero.buttolo"
Commento:
sono un neofita totale ma già dopo la lettura di questa prima lezione credo che mi regalerò un'armonica magari d'occasione e in attesa di leggere il resto del corso colgo l'occasione per congratularmi con il tutor per l'ottima didattica grazie!
 
Inserito il 29/3/2013 alle 16.35.24 da "many-andre"
Commento:
ciao sono un ragazzo di 17 anni che vuole iniziare a suonare l'armonica, questo sito mi sta aiutando molto e per iniziare vorrei comprarne una che non superi i 50 euro...quale potrebbe essere la migliore stando in quel prezzo?
 

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Data ultima modifica: 11/02/2008

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