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Ok ok ok, e rieccoci qui per continuare le nostre escursioni nei meandri del sistema tonale. Dopo la scappatella tra i modi, temo sia ora di riprendere la retta via e parlare un po' di accordi (quelli veri), di gradi, di scale e di tonalità. Anzi, direi di aprire subito con una domandina semplice semplice, ovvero: parlando di sistema tonale, quanti tipi di accordi possiamo produrre ?
Il sondaggio:
Ok, idee confusissime. I tipi di accordi possibili sono 6. Si sono SEI. Inutile che fate quella faccia lì. Dobbiamo naturalmente distinguere tra "tipo di accordo" e la veste con la quale lo presentiamo. Per esempio G9 e G !3 9b sono lo stesso tipo di accordo, ma anche C7 e F7 o Eb9# sono lo stesso tipo di accordo, ovvero un accordo di settima di dominante. Allo stesso modo, Cmaj 7 e Ab maj 7 sono lo stesso tipo di accordo, mentre invece Am7 e Am6 sono due tipi di accordi diversi. Ah, ma allora..eppure..ma io avevo capito che.. Calma. Gli accordi si distinguono per funzione e per tipo di estensioni supportate. Un minore settima non supporta le stesse estensioni di un minore sesta. Ok, specchiettone chiarificatore:
A prima vista, alcune cose possono sembrare assurde. Per esempio, vediamo che l'accordo di settima diminuita accoglie una settima maggiore. Due settime ? ebbene si. Il minore settima non contempla la 13 ? pare di no. Ricordiamoci che stiamo parlando di tonalità e quindi di funzioni degli accordi. In un contesto atonale, un minore settima accoglie più che favorevolmente la 13M. Sempre in un contesto atonale, possiamo vedere accordi maggiori con la 7M e l' 11#. Ma anche accordi ombrosi come un minore 6b e via dicendo. All'interno di una tonalità invece dobbiamo sempre fare i conti con chi arriva prima e chi arriva dopo. Una 13M su un minore settima, accordo tipicamente di sottodominante, anticiperebbe la sensibile che è propria invece della dominante. Questo discorso lo abbiamo già esposto nelle prime lezioni. In una banalissima sequenza II - V - I un m7 13 potrebbe annebbiare il senso delle vostre frasi. Questa è la teoria. Io personalmente negli spaghetti alla carbonara spesso metto il peperoncino al posto del pepe. Mi piace così. Io mi sparo... Calma calma.... Riassumendo potremmo dire che gli accordi si possono mettere giù come si vuole, ma nella sostanza quelli possibili sono sei. Dopo la panoramica, e rimessici dalla rivelazione, andiamo a conoscerli nel dettaglio e vediamo anche qualche sano trucchetto di tipo "artigianale".. Il Maggiore Come abbiamo visto, è rappresentato dal semplice simbolo della fondamentale (C). Quando vedete una semplice sigla "C" dovete pensare ad una banalissima triade, ma che può armonizzare tutte le note viste sopra. In genere, volendo aggiungere una nota, tanto per evitare sonorità da spiaggia, si mette la sesta. Questo dà la possibilità di armonizzare comodamente la fondamentale. Guardate qui
Armonizzare la fondamentale con un accordo con la settima maggiore crea un piccolo inconveniente, ovvero il semitono tra la settima e la fondamentale. Per chi deve cantare la fondamentale, la settima maggiore può rappresentare un problema, specie se si trova alla stessa altezza. L'accordo di "default" è quindi il "sesta".Quando volete una settima maggiore dovete indicarlo. Sono comunque frequenti, anche nella scrittura per fiati, disposizioni come quelle indicate qui di seguito dove fondamentale e settima maggiore vengono messe a contatto apposta per ottenere una certa sonorità. Si tratta di un classico "block chord"
La seconda disposizione funzionerà sicuramente. La prima invece vi darà una sonorità particolare. Può piacere oppure no. Sul pianoforte suona benissimo.
Altre possibilità sono date dalle sonorità 6\9, tipiche della musica brasiliana. Queste disposizioni, decisamente chitarristiche, sono state gentilmente fornite dal mio amico Alberto Colombo. Notate l'uso dell'intervallo di quarta:
E perchè no ? non mi ricordo di aver mai visto un siglato tipo "6 Maj 7 " o simili, ma ricordo benissimo una disposizione del genere. Notate anche qui la disposizione per quarte:
Certamente non nella musica di Armstrong, ma è ovvio che l'accordo maggiore può reggere benissimo una 11a eccedente. In particolare se l'accordo ha una settima maggiore. Questa sonorità appartiene chiaramente ad un jazz relativamente recente e va impiegata con attenzione:
Il Minore
Niente in contrario, per carità. Io uso spesso questa soluzione per le mie composizioni, ma sappiate che la vostra cadenza II - V - I, utilizzando un minore sesta, diventa un V - V - I, in quanto il minore sesta verrebbe inteso come una sorta di rivolto del V grado. Il suo ruolo naturale quindi, è quello di tonica, o comunque bersaglio di una qualche cadenza. Come per il maggiore, l'accordo di "default" è il "sesta", e troveremo gli stessi problemi visti in precedenza per armonizzare la fondamentale
Come per il maggiore, potete sbizzarrirvi come volete, combinando note dell'accordo e estensioni come più vi piace, stando naturalmente attenti ad alcuni trabocchetti. Per esempio, se la melodia da armonizzare si presenta con una bella terza, evitate di mettere al canto la nona. Renderebbe difficile l'intonazione e confonderebbe ulteriormente le già confusissime idee di chi canta. Alcune posizioni tuttavia sono decisamente suggestive:
Il minore settima
Come per il minore, attenzione al "cozzo" tra terza minore e nona maggiore. E' bellissimo tra le voci interne, decisamente meno al canto. Dominante
Certamente una simile ricchezza non può essere gestita "alla carlona" ma con un minimo di oculatezza.. Sconsiglio quindi di buttar dentro accordi eccessivamente densi e limitarsi invece a poche semplici estensioni e/o alterazioni. Meglio prestare attenzione a "come" sistemate le voci piuttosto che a "quante" ne mettete. Prima di decidere quale area usare, guardate con attenzione la regione di riferimento (minore o maggiore) e l'accordo di sottodominante o di sopratonica che di solito precede..
Semidiminuito
Settima diminuita
L'accordo di settima diminuita non addiziona la sesta maggiore, bensì la settima diminuita (sennò perchè chiamarlo così) che, ovviamente, è uguale ad una sesta. Sbagliato quindi affermare che esistono due seste (una minore e una maggiore) ma semmai che esistono due possibili settime: una diminuita e una maggiore. Lo so è complicato ma non è colpa mia. E' una accordo fatto così ma bisogna volergli bene lo stesso, anche perchè è in grado di fornire sonorità veramente forti. Provate a suonare queste disposizioni:
Concludendo
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