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Ok... finite le vacanze? tintarella ok? Bravi. Io ho fatto un pisolino e.. (ma che ore sono? ah ma è tardissimo). Ok, sotto con le lezioni. Nella lezione 8 abbiamo trattato le dominanti cromatiche e le relative aree. Nebbia? Ok, esercizietto snebbiante prima di andare avanti... via, si comincia.
Questo esempio è certamente in C maggiore. Se invece vi sembra una copia di un papiro egiziano, avete queste possibilità:
Dai, al lavoro....
Terribile eh? E pensare che non ho inserito le alterazioni delle dominanti. A dire il vero però, non avrebbe cambiato nulla, ma solo impaurito un po' di più. L'alterazione di una dominante, ovvero l'inserimento di un 7alt piuttosto che di un 7 13, non avrebbe cambiato il significato, o meglio, il ruolo, dell'accordo in questione. Dubbi su dubbi? Ok, altro esercizio..
Questo esempio è in F maggiore. Se mettete un F al canto ogni volta che potete, scoprirete che suona vagamente "gospel". Qui abbiamo alcuni esempi di accordi che si muovono con una direzione insolita. E' il caso di A7, nella misura 1, che è un V/VI ma che va al IV. Il movimento però non è del tutto nuovo, visto che lo si trova nelle cadenze di inganno del minore, quando la dominante si muove verso il VI grado (in Cmin sarebbe G7 verso Ab mag). E' in effetti una sorta di "cadenza di inganno" riprodotta però tra gradi diversi e con modalità diverse. Alla misura 3 abbiamo semplicemente un IV e V grado di un minore melodico (cose già viste e riviste). La novità viene invece dalla misura 5, dove un B semidim viene bollato come IV. Qui potremmo aprire discussioni infinite se non considerassimo che gli accordi diatonici possono venire alterati, provocando accordi di passaggio il cui ruolo non è identificabile secondo il solito "viene da e va a...". E' la stessa cosa che accade con le dominanti cromatiche e con altri accordi che ci accingiamo a identificare.... vediamo di che si tratta. Altri accordi alterati Gi accordi di sesta napoletana
Bene, vi trovate in C maggiore e davanti a voi avete un Db maggiore che va a C...il dubbio vi assale e quindi formulate le seguenti ipotesi
La quarta ipotesi non ci va lontano. In effetti, un Db maggiore, così com'è, non trova giustificazione da nessuna parte. L'origine di un tale movimento la scoviamo nel modo minore, dove un accordo del II grado viene alterato, provocando una sorta di accordo maggiore..l'esempio che segue è in Cm armonico
Nell'armonia classica, questo movimento viene solitamente mostrato con accordi in primo rivolto, (ovvero con la terza la basso) detti anche di "sesta", a causa dell'intervallo tra il basso e la nota al canto. Niente a che vedere con gli accordi di "sesta" usati nel jazz (F6 per esempio). Qui notiamo una alterazione della fondamentale dell'accordo, che provoca un vero e proprio Db maggiore, per finire poi su un I grado. Se inserissimo una settima nel II grado, ovvero un Do, avremmo la settima maggiore anche nell'accordo di passaggio, ovvero un Db Maj 7
Tanto per capire, ci riprendiamo la nostra posizione fondamentale, ovvero con il RE al basso. Una volta ottenuto un modello credibile, passiamo quindi all'applicazione nel maggiore. Sappiamo di poter utilizzare un Db semidim anche nel maggiore (scala maggiore armonica), quindi alteriamolo ed ecco il nostro Db Maj 7
Ma che bello. e adesso?
Questi accordi tenderanno a risolvere sulla regione, comportandosi come delle sottodominanti. Non dimentichiamo che l'accordo originale era un SPs, ovvero un accordo del gruppo di sottodominante. Resta da chiarire il perchè di "napoletana". In effetti, la stessa domanda se la fanno anche autorevolissimi manuali di armonia come il "Piston". Una delle spiegazioni è che l'accordo in questione potrebbe essere ricavato semplicemente armonizzando la scala minore napoletana, che sul secondo grado ha per l'appunto un accordo maggiore..
Del resto, "un che" di napoletano questa scala ce l'ha. Potrà sfuggire a degli anglosassoni ma non certo a noi italiani. Utilizzare questa scala per avere un accordo maggiore sopra la tonica è possibile, esattamente come per le scale minori armonica e melodica. Vediamo un utilizzo semplice semplice... . Chiameremo questi accordi "accordi di sesta napoletana". Per quel che riguarda il grado, attribuiremo loro il grado di II alterato / regione. Un modo veloce è scrivere così:
Lo so, sembra cinese, ma vi assicuro che funziona. Sul PC tuttavia la cosa è decisamente macchinosa, e quindi, fino a che non trovo una soluzione, lo scriverò II alt. Bene, altro esercizietto, sempre in C maggiore, con SPs, SDs, CH7, e Seste Napoletane...
Depressi? ma no, un attimino di pratica e tutto sembrerà più chiaro. Per intanto vi consiglio di trasportare gli esercizi nelle varie tonalità (che malissimo non fa...) e poi di provare a comporre dei piccoli giretti utilizzando le nozioni esposte, inserendo Ch7, SPs, SDs e 6e napoletane. Chissà che non ci scappi qualche nuova composizione... Per ora auguri, studiate e in caso di mal di testa, non esitate a scrivermi. A breve una dispensa con esercizi, ok? © 2001, 2003 Jazzitalia.net - Gio Rossi - Tutti i diritti riservati
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