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INDICE LEZIONI

Il Trio (come formazione autonoma)
di Enzo Orefice
info@enzorefice.it

Cari amici, innanzi tutto ben ritrovati. Prima di iniziare ad addentrarci in questa terza lezione vorrei ringraziare tutti voi per gli enormi stimoli e suggerimenti che le vostre e-mail ed i vostri commenti danno a queste lezioni, spero che davvero queste lezioni possano essere da stimolo anche per voi e per i vostri arrangiamenti.

In questo terzo appuntamento, come si evince chiaramente dal titolo, parleremo del trio. Parleremo di come realizzare un arrangiamento efficace, autonomo, per questa formazione che rimane senza dubbio una delle più affascinanti del nostro amatissimo jazz…inoltre, proprio per seguire sempre una logica nelle lezioni di arrangiamento, nella prossima lezione vedremo come realizzare un sostegno ideale per la nostra sezione di sax...approfondita spero sufficientemente nelle lezioni precedenti.

Quante volte ci siamo trovati a suonare dal vivo o in prova e col forte desiderio di suonare questo o quello standard, suonato e risuonato decine di volte, arrangiato in modo diverso? Magari non tanto per quanto riguarda la struttura dei soli ma in particolare per il tema siamo spesso presi dal desiderio di riproporlo in una veste nuova, a modo nostro più accattivante e sicuramente con una punta di originalità in più. A livello di arrangiamento possiamo intervenire dal punto di vista:

a) ritmico
b) armonico
c) melodico

Intervenire ritmicamente
L'intervento ritmico ci offre molte possibilità, es:

  • un brano scritto in 3/4 possiamo tranquillamente riproporlo in 4/4 e viceversa
  • possiamo riproporre un brano in tempo 4/4 ad esempio in tempo 7/8 e sbizarrirci ulteriormente con la nostra fantasia in ulteriori combinazioni


Ascolta MIDI

Come primo esempio ho scelto la bellissima Someday my prince will come di F. Churchill, in cui ho riportato fedelmente il tema nella sua versione originale in 3/4 mentre nell'esempio successivo troverete una versione dello stesso brano in 4/4.


Ascolta MIDI

Naturalmente la versione in 4/4 sarà senza dubbio suonata in un tempo piuttosto veloce considerando anche il grande valore delle note, tipico di brani del genere "UP": Cheeroke, Tune up, ecc.

L'armonia rimane invariata, volendo è possibile anche effettuare il cambio di tempo durante l'esecuzione del brano stesso e magari presentare il tema in tutte e due le versioni…la prima all'inizio e la seconda alla fine, o viceversa. Questa naturalmente è solo una delle tante possibilità offerteci da questo piccolo arrangiamento.

Nota: questo esempio, già utilizzato da molti jazzisti, è estremamente semplice ed efficace e può essere tranquillamente applicato a moltissimi standards.

Ovviamente è anche possibile l'operazione inversa ed il brano che ho scelto è la strafamosa, passatemi il termine, Take the "A" train di D. Ellingthon.


Ascolta MIDI

Come sempre, per una questione di precisione, ho riportato la versione originale, a seguire invece la nuova elaborazione in 3/4, il consiglio che vi do è quello di cercare altri standards e di provare a fare esperimenti del genere…vi assicuro che c'è davvero da divertirsi :-)


Ascolta MIDI

In questo esempio ho realizzato tutto il tema in 3/4 ma volendo avrei anche potuto lasciare la B invariata (quindi in 4/4), è una scelta assolutamente soggettiva! Per esempio una cosa bella potrebbe essere quella di suonare il tema in 3 e nei soli andare in 4 o viceversa, situazioni del genere contribuiscono sicuramente a creare belle tensioni dal punto di vista ritmico. 
Anticipando un attimo l'argomento successivo di questa lezione, su questo brano si potrebbe, per esempio, suonare durante i soli le A modali (C sus), e la B tonale…insomma le possibilità di intervento sono davvero tante.

Un altro tipo di arrangiamento potrebbe essere quello di creare, a livello compositivo, un obbligato ritmico-melodico suonato da contrabbasso e pianoforte o da batteria e contrabbasso che possa accompagnare il tema dello standard.

Intervenire armonicamente
Anche dal punto di vista armonico le possibilità di intervento sono numerose, l'importante è sempre cercare di non strafare e di conservare comunque le linee armoniche generali del brano su cui andiamo ad intervenire, es:

- sostituzioni di tritono
- pedali
- riarmonizzazione parziale
- riarmonizzazione totale, cercando di lasciare invariate le cadenze (centrali e conclusive)

Come brano su cui realizzare l'intervento armonico ho scelto una composizione che personalmente adoro, Windows di C. Corea.  Come sempre la prima versione è quella originale che vi consiglio vivamente di suonare molte volte giusto per entrare un po' nell'idea generale del brano che è piuttosto particolare e non tanto conosciuto.


Versione del tema MIDI (prova ad accompagnarlo)

Nella seconda versione troverete diverse modifiche per quanto riguarda gli accordi, modifiche sparse un po' lungo tutto il tema del brano. Le modifiche che ho apportato non sono stravolgenti però già danno un senso un po' diverso al brano. In realtà tranne per l'armonizzazione di battuta 17 (forse la più "forte")  negli altri casi ho realizzato delle semplici riarmonizzazioni.


Versione del tema MIDI (prova ad accompagnarlo con i nuovi accordi)

Come avrete potuto notare nelle battute 27-28 ho sostituito G7 e Ab7 rispettivamente con G/A e Ab/Bb, scopo principale di questa nuova armonizzazione è quello di far salire il basso melodicamente fino all'accordo di battuta 28 che ha chiara funzione di dominante che va su Eb maj 7 di battuta 29. Questi sono un po' i punti cruciali di questa nuova elaborazione armonica del brano di C. Corea, magari se provate altre soluzioni carine sarei felice di poterle vedere e suonare. :-)

Intervenire melodicamente
L'intervento melodico, a mio modo di vedere, è senza dubbio quello più complicato e rischioso dei tre. 
In realtà tutti noi quando eseguiamo il tema di uno standard, a volte inconsciamente, siamo portati ad un piccolo intervento melodico. Anche apportare delle piccolissime varianti ritmiche alle note del tema...aggiungere delle note di passaggio e via discorrendo...insomma già lo facciamo spontaneamente.

Se lavoriamo col trio, come formazione autonoma, non c'è nemmeno la necessità di pensare ad un intervento melodico, il discorso però cambia se realizziamo un arrangiamento per una sezione di sax, aspetto che approfondiremo nella prossima lezione. Provate ad immaginare che "kaos" si verificherebbe se lasciassimo libera interpretazione tematica ad una sezione di sax nell'esposizione del tema di un qualsiasi standard...sarebbe un macello! Pensate per un attimo ai "trio jazz" più famosi della storia, le esecuzioni più affascinanti e più belle sono senza dubbio quelle dove c'è: 

- un bell'intro
- una chiara e limpida interpretazione del tema
- un grande interplay tra i componenti del trio
- dei bei soli
- un bel clima, una atmosfera di magia…forse è proprio questo l'aspetto più importante da ricercare in una esecuzione in trio

Per quanto riguarda il trio, un modo simpatico e funzionale di rielaborare una melodia potrebbe essere per esempio quello di farla suonare dal contrabbasso, molto usata specie negli ultimi anni, e dal pianoforte in una estensione che vada verso il grave, l'aspetto più complesso sarà soltanto quello di trovare una melodia che si presti a questo tipo di adattamento. Riscrivere una linea melodica non è affatto semplice e secondo me neanche tanto utile ed opportuno, a volte esperimenti di riscrittura non si sono rivelati tanto piacevoli ed efficaci. Stravolgimenti troppo radicali portano spesso a realizzare un altro brano, nuovo…ed allora mi chiedo se non sia meglio dare a questa nuova composizione direttamente un altro titolo.

Alla prossima ragazzi e buon divertimento a tutti!

Enzo Orefice




JP Band
Le note richiamano versi







Le altre lezioni:
17/04/2006

LEZIONI (Arrangiamento): Incremento graduale d'organico: 5 sax, 1 tromba, 1 trombone. (Enzo Orefice)

21/11/2004

LEZIONI (Arrangiamento): Armonizzazione a 5 parti con organico misto (appendice alla prima lezione). (Enzo Orefice)







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Data pubblicazione: 23/09/2001

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