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Risoluzioni nella Musica Orientale
di Pierfrancesco Falbo (PierFalbo)


Iniziamo ad addentrarci in questo viaggio verso l'oriente e per questa lezione usiamo un approccio "armonico" ovvero concentriamoci sulla relazione che formano le note tra di loro per far nostre le "risoluzioni/soluzioni" più usate in questo contesto.


Ex1

Negli esempi che seguiranno è consigliata una chitarra classica, quindi corde in nylon, ci tengo a precisarlo perchè ho visto tante "Frankenstein" con corpo da Chitarra Classica e corde in acciaio con il conseguente scollamento del ponticello o peggio ancora piegatura e rottura del manico...

Tornando a noi, andremo a suonare gli esercizi con l'unghia del pollice come se fosse un plettro per Oud (chiamato anche Risha) cosi come mostrato nella foto sottostante

Ricordiamoci che stiamo "traducendo" sulla chitarra un repertorio scritto per altri strumenti quindi andremo ad arricchire il nostro repertorio con tecniche e suoni che "imiteranno" l'oud o strumenti provenienti dall'oriente (tar, saz ecc...)

Per questa tecnica l'unghia, come un plettro, andrà a colpire le corde dall'alto verso il basso (a mo di "down strokes"). Il movimento deve partire dal polso.
Per gli studenti di "gipsy jazz" dovrebbe venire facile e lo stesso per gli studendi di flamenco che identificano questa tecnica con il nome di "pulgar" (pollice in spagnolo)
Per suonarlo in modo fluido, e quindi anche piacevole da ascoltare, dobbiamo sentire e vedere l'unghia come un'estensione della mano destra. Quindi ruotate il polso e con l'unghia andate a colpire le corde. In questa fase non pensate ad invertire "la pennata" ovvero a fare dei colpi dal basso verso l'alto (stile "up strokes"). Il suono deve uscire molto "deciso" e personalmente penso che si debba sentire l'attacco delle unghie. Non ci sono altre particolari indicazioni quindi possiamo procedere a suonarlo.



Dopo averne sentito il suono soffermiamoci sulle relazioni che esistono in questa "progressione armonica" che ci porta a risolvere un accordo di Fa- su Sol.

La frase inizia con un legato che viene rappresentato con un Hammer On (H.O.) e un successivo Pull Off (P.O.) che atterra su un accordo di Fa-. Successivamente c'è una pausa di 1/8. Mi raccomando nell'esecuzione prestate attenzione a questa pausa. Può sembrare strano ma questa pausa darà significato alla frase che andremo a suonare successivamente. Si tratta di un arpeggio che continua sull'accordo di Fa- ma che "sotto sotto" procede armonicamente sui bassi spostando il Fa su un Fa# fino ad avere al canto un Lab che di passaggio "atterra molto lentamente" sul Sol su cui risolve.

Il non suonare quella pausa non ci permetterà di apprezzare questa progressione. Del resto nella vita sono propri i vuoti a farci sentire la mancanza di qualcosa o a farcene apprezzare la presenza.
Stesso discorso su quel Fa# da 2 quarti. E' volutamente la nota più lunga di tutta la frase perchè deve portare l'orecchio dell'ascoltatore ad uscire dal Fa- e atterrare sul Sol che vi prego di suonare fermandovi alla 3a corda ovvero non scendete a suonare il Si poichè è al di fuori di questa "risoluzione". Successivamente, nell'esercizio 3, verrà data la giusta importanza anche al "si".


Ex.2

Passiamo alla seconda proposta di risoluzione che quindi ha in comune con l'esercizio precedente la prima misura. In questo caso sono presenti due legati (ligados nella tecnica flamenca) in P.O. che cromaticamente spostano l'accordo di Fa- in quello di Sol tramite le note Do>Si e Sol#>Sol. Anche se il basso è in Fa# quello che l'orecchio percepisce è il passaggio del Do, V grado di Fa, in Si III grado di Sol, e del Lab, III grado del Fa-, in Sol I grado dell'accordo stesso.


Ex.3

La terza proposta di risoluzione parte da un MIb al canto che cromaticamente passa a Re per poi scendere di un Tono sul Do e atterrare sul Si, III grado di Sol. In tal caso possiamo intravedere, nella risoluzione utilizzata, un frammento di scala semiTono-Tono ("ST T") che viene suonata con un trillo sul Do:
Mib > Re (ST)
Re > Do (T)
Do > Si (ST)

Finora tutte e tre le soluzioni proposte risolvono "cromaticamente" e questo ci fa intuire quanto siano importanti le tensioni create dai semitoni che se usate con raziocinio e nella giusta miscela ci permettono di poter suonare il nostro primo brano "orientale".


Ex.4

Nella quarta proposta di risoluzione cambiamo accordo ovvero partiamo da un Do- che risolve sul nostro amato Sol. Nella prima battuta lasciamo "vibrare" le corde che compongono l'accordo al fine di poter sentire la profondità di questo rivolto di Do- (che invertito in Drop2) suona Sol Do Mib. Se volessimo contestuallizarlo come accordo con Root in Sol diremo che si tratta di un Sol 4/6b accordo molto caro ai jazzisti che lo suonano al canto come Sol 11/13b.

Questa sonorità mi fa spesso pensare al deserto, al silenzio, alla meditazione, a quella "pausa" di cui prima vi parlavo che si ripresenta quasi sfuggente, ora suonata in sedicesimi, che come un vento caldo risolve i colori di 11esima e 13b sul V grado. Questa volta la risoluzione avviene per "quarte parallele" all'esercizio 2 ovvero se prima avevamo Do, Si, Sol#, Sol ora abbiamo Sol, Fa#, Mib, Re.

Per questo mese è tutto! Spero che gli argomenti siano stati chiari e di vostro interesse. Qualora abbiate dubbi o domande non esitate a chiedere via mail presente nel contatto! J A presto e "buon viaggio" in oriente!
 







Le altre lezioni:
04/11/2018

LEZIONI (Articoli): Musica Orientale - Introduzione (Pierfrancesco Falbo)







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Data pubblicazione: 04/11/2018

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