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Il brano che ho il piacere di presentare in questa puntata, " Song for a woman" è tratto dal mio repertorio personale, dal mio primo CD edito dalla Splasch Rec (CDH 607.2-1997): "Suite & Songs". Inutile dire che
è un lavoro
al quale sono molto
affezionato e che mi ha dato
molto soddisfazione. Si
tratta di un
jazz waltz a tempo
lento in forma AABA, con sezioni di 8 battute organizzate nella
tonalità di G minor che modulano in Cm sulla
sezione B.Il tema è stato pensato proprio per contrabbasso e per il suo registro medio. Dopo l'intro e l'esposizone tematica inizia il solo di tromba, un gran bel solo interpretato in maniera sommessamente struggente da Roberto Piermartire che non finirò mai di ringraziare per quei bei momenti di grande musica rimasti impressi nel CD menzionato. Ma non è per mera autocelebrazione che ho avuto l'idea di presentarvi "Song for a Woman", quanto perchè questo brano mi fornisce il destro per proporre agli amici lettori di Jazzitalia un "argomento" tecnico che, per sua stessa natura, risulta di difficile trattazione, soprattutto se intrapreso per via telematica. Ma l'occasione è troppo ghiotta e non posso esimermi dal compiere questo tentativo rendendomi fin d'ora disponibile per qualsiasi chiarimento o approfondimento che eventualmente si rendesse necessario. Parimenti resto in attesa di un Vostro parere circa l'efficacia della trattazione. Arriviamo al dunque, sottolineando che l'argomento in questione è indirizzato ai contrabbassisti ma fruibile anche dai bassisti elettrici, con qualche leggero aggiustamento di cui parleremo via via. Capita spesso, durante il corso di studio o più spesso ascoltando delle registrazioni di grandi virtuosi di questo strumento, porre attenzione al vibrato, quella sorta di plastico movimento della mano sinistra sulla tastiera che conferisce al suono quasi dimensione 'umana', di voce che 'canta', rendendo fluida e morbida qualsivoglia linea melodica si stia eseguendo. In realtà il vibrato si effettua ad orecchio,cioè è una prassi che deriva dalla sensibilità e dal buon gusto del musicista e raramente si pone attenzione al suo studio. E' nostra opinione, comunque, che il vibrato, appunto perché risulta essere parte fondamentale della 'pronuncia' in seno all'interpretazione di una linea melodica, possa essere studiato e perfezionato soprattutto nella sua Ampiezza e nella sua intensità. Il vibrato altro non è che un movimento oscillatorio di tutta la mano sinistra ch si riversa su un dito producendo una oscillazione morbida del suono. In realtà esso altro non è che un movimento che produce un rapido cambio di intonazione che, appunto perché rapido viene recepito dall'ascoltatore come una piacevole oscillazione del suono, proprio come quello prodotto dai cantanti. Per poter ottenere un vibrato efficace molta attenzione deve essere posta sulla posizione del braccio sinistro, del gomito e del polso che deve essere tenuto molto sciolto. Ponendoci dunque nella nostra abituale posizione,come se volessimo suonare il Ab sulla prima corda in mezza posizione, facciamo attenzione al gomito che non dovrà risultare troppo protesio verso l'esterno. Immaginiamo di avere appunto all'interno del gomito un perno intorno al quale faremo oscillare con moderazione l'avambraccio. A questa oscillazione seguirà il movimento del polso che compirà un leggero movimento oscillatorio (rotatorio) che inizia dalla normale posizione spostandosi verso il basso
Questi due disegni ritraggono le dita sulla corda vedendole in sezione, cioè perpendicolari alla tastiera dal lato di fronte alle dita della mano sinistra contrassegnate con i numeri corrispondenti. Facendo riferimento agli esercizi di seguito riportati và precisato che sono TUTTE NOTE LUNGHE (cioè da 4/4). Le semiminime o le crome ecc. rappresentano il ritmo con cui la mano sinistra si muove (oscilla) intorno al polso, producendo quello sfasamento di intonazione che corrisponde a G (giù') e S (su). L'esercizio e' progressivo fino ad arrivare ad oscillare con una frequenza pari alle semicrome. Ovviamente questo non
è che uno studio preparatario. Quando saremo
in grado di controllare
l'oscillazione del polso e il
movimento ci sembrerà
sufficientemente plastico saremo
in grado di produrre il
vibrato assecondando il nostro personale gusto. Va precisato, infine, che il vibrato
è maggiormente efficace
sul contrabbasso quando viene
utilizzato l'arco, ma ciò non
toglie che lo stesso
movimento possa essere applicato
sulle corde pizzicato, proprio
come ho fatto sulle note lunghe
di "Song for a Woman". File Audio di "Song for a
woman" (MP3 719KB)
© 2000, 2003 Jazzitalia.net - Marcello Sebastiani - Tutti i diritti riservati
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