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A seguito delle email e delle richieste ricevute, ho pensato fosse il
caso di presentare un "solo" con sonorità più "contemporanee", non-mainstream e
più vicine a quello che qualcuno definirebbe "Jazz Europeo" o "improvvisazione euro-colta",
il cui approccio è chiaramente influenzato da secoli e secoli di produzione musicale
classica e folkloristica/tradizionale.
Nulla di meglio, quindi, che un'esperienza in prima persona..!
I punti salienti dell'analisi seguono:
- Nelle frasi dove la ritmica non è specificata e sono presenti solo le note
è da intendere: "Libero, a mo' di cadenza".
- Notare come il solo si estende su quasi tre ottave. In questa maniera si
sfrutta quasi l'intera gamma di suoni da quelli più gravi e scuri a quelli più
brillanti, evitando di insistere solo sul registro medio-acuto e diventare "monotoni".
Si può così sfruttare una delle grosse peculiarità del clarinetto, l'estensione
appunto, che è superiore alla media degli altri strumenti a fiato.
- Notare come la tessitura del solo incrementa piano piano. Si parte con poche
note sussurrate e nel registro grave per poi raggiungere l'apice (anche come
estensione) poco prima di chiudere il solo. Anche come approccio armonico/melodico
si passa da materiale più diatonico a materiale più dissonante con cromatismi
che creano colori più forti.
- Mancanza di fraseggi swing o "bluesy".
- Notare come si esaltano le dinamiche, cosa che avviene abbastanza poco in
un solo "straight-ahead".
- Notare anche il largo uso dello staccato-legato. Tutti questi piccoli elementi
(intenso uso delle dinamiche, l'approccio armonico/melodico e la maniera in
cui il materiale compositivo ed improvvisativo è organizzato. ecc.) fanno si
che tutto suoni più "contemporaneo" e, magari, più vicino a certi repertori
classici e non sia in alcun modo riconducibile a stili obsoleti.
- Il chorus del solo non è esattamente sugli stessi accordi del tema, anche
se ci sono accordi presi dal tema stesso. Il solo, quindi, è inteso come una
sezione della composizione, come sviluppo (tramite l'improvvisazione) della
composizione stessa ed è ancora legata (in parte anche armonicamente) ai temi
in modo creare un viaggio attraverso la composizione e non usare un tema come
semplice pretesto per improvvisare sugli accordi dati a ruota libera.
- Pressoché mancanza completa di movimenti cadenzali come II-V7-I ecc. Cadenze
come questa "impiantano" e stabiliscono una tonalità proprio perchè nelle note
dei loro accordi sono incluse tutte le note (ed i gradi principali) della tonalità
prestabilita. Evitandole, si evita di essere "prevedibili" e di fare in modo
che l'ascoltatore sappia già dove si stia andando. Accordi organizzati in quest'altra
maniera danno, invece, tutto il tempo di essere preparati, sviluppati e conclusi
in modo che ogni accordo (e frase associata) sia un'emozione, una pennellata.
- Ci sono diversi modi suonare ed eseguire un solo dal punto di vista ritmico
(vedi D.
Liebman): sul tempo, contro il tempo (con gruppi irregolari, poliritmia,
ecc.) od "al di sopra del tempo". Questo ultimo approccio è molto utilizzato
in questo solo dove diverse frasi hanno un senso di rubato (come in misure 5-6,
13-14, 39-40) o di cadenza libera, ma sempre con la consapevolezza di dove sia
il battito e gli accenti (forti e deboli) della misura dove eventualmente ritornare.
Questo approccio ritmico aiuta anche ad enfatizzare alcune frasi ed a creare
una maggiore tensione.
- La scala di Fa# minore armonica è usata nelle misure 7-8.
- L'accordo F/F#- potrebbe anche essere F#-Maj7#11 (es. mis. 11-12 e 27-28)
oppure F-/F#- come in mis. 39-40.
- La scala di Gol# minore armonica è usata nelle misure 9-10.
- L'accordo G#-/G diventa G#-/Gtri nelle misure 41-42, ma potrebbe anche essere
inteso come G#-Maj7.
- La "diminished whole tone scale" di Do# è usata nelle misure 11-12 e 27-28.
- La pentatonica minore di La è utilizzata nelle ultime quattro misure di
ogni chorus. Questo aiuta ad attenuare la tensione creata nelle misure precedenti
ed a mantenere un miglior equilibrio tra dissonanza e consonanza, tra tensione
e rilassamento.
- La scala "Bachiana" (minore melodica) di Sol# è usata nelle misure 25-26.
- L'inciso del tema iniziale viene citato nelle misure 35-36, ma trasportato
in Lab maggiore.
- Gli accordi del terzo chorus sono, ovviamente, gli stessi degli altri due
chorus.
- Nelle misure 39-40 nota come i due toni di Fa# minore e di Fa minore vengono
enfatizzati e mentre si trovano segnate le sovraimposizioni del melodista nelle
misure 41-44.
- Nota come le "cadenza libere" ricadono sugli stessi punti del chorus (G#-/G
| C#7alt.) per creare più tensione (anche ritmicamente) prima di risolvere e
lanciare, in caso, un altro chorus.

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