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INDICE LEZIONI

Lezione 5: Uso tonale dei Modi
di Fabio Di Cocco
fabiodicocco@tiscalinet.it

Uso Tonale dei Modi

TEORIA
Q
uando si usa una scala di riferimento per creare melodie, i suoi gradi principali, e cioè prima, terza e quinta, in modo più o meno conscio, vengono evidenziati rispetto agli altri gradi, usandoli sui tempi forti oppure iniziando o finendo su di essi la frase. La scala di riferimento è, solitamente, quella della tonalità in cui ci troviamo, ma è evidente che, cambiando l'accordo, i gradi principali della scala di riferimento non gli corrispondono più, anzi in qualche occasione producono dissonanze. Osserviamo i seguenti accordi:

F     Dm7     G7     C

Si tratta evidentemente di un IV – II – V – I in tonalità di do maggiore. Considerando la scala di do maggiore come riferimento per l'intera progressione, i gradi principali di questa (do, mi, sol, si) creano dissonanze con alcuni accordi: il si è dissonante sull'accordo di fa maggiore, il do su quello di G7.

Si può ovviare all'inconveniente usando, per ogni accordo, il rispettivo modo. In questa maniera si realizza la perfetta connessione melodico-armonica, ottenendo la massima aderenza tra accordi e tema.

ANALISI
T
ornando all'esempio precedente, essendo la progressione composta da gradi di do maggiore (IV, II, V e I), applichiamo i rispettivi modi provenienti da do maggiore:

Questo può essere definito un uso "regolare" dei modi: associando il quarto modo al quarto grado, il secondo modo al secondo grado, il quinto modo al quinto grado e il primo modo al primo grado, stiamo usando, su una progressione in tonalità di do maggiore, quattro modi di do maggiore. Fare un uso tonale dei modi significa proprio questo: adoperare su una tonalità modi provenienti da quella stessa tonalità. Avrete notato che infatti i quattro modi non sono altro che rivolti della scala di do maggiore; in questo modo, però, i gradi principali di ogni modo di riferimento sono le note stesse dell'accordo su cui viene usato.

PRATICA
C
hi ha già una certa pratica dei modi tende a sottovalutarne l'uso tonale, ritenendolo scontato; è importante però che sia perfettamente acquisito. Ricordate che è proprio dalla conoscenza sicura di questa pratica che risultano meno difficili gli usi più avanzati. Per questo motivo, vi consiglio i seguenti esercizi:

Analizzate questa progressione, individuate la tonalità e assegnate una sigla a ogni accordo (se avete difficoltà, sarà bene ripassare intervalli, accordi e tensioni…)

Bene: la progressione è in do maggiore, e gli accordi sono

F    C6/9    Bø sus4    Em7    Am7/9    Dm7/9    G7/9/13    C

Questa progressione è molto utile per lo studio, perchè comprende tutti i gradi della tonalità maggiore (IV - I - VII - III - VI - II - V - I).

Applicate i modi della scala maggiore relativi ai gradi:

F lidio, C ionico, B locrio, E frigio, A eolio, D dorico, G misolidio, C ionico.

Ora, trasportate la progressione in tutte le tonalità, seguendo il circolo delle quinte, e applicate i relativi modi.

Es. in sol maggiore:

in re maggiore:

in la maggiore:

e così di seguito.

Vi propongo anche due progressioni in minore.

La prima su cui applicare i modi della scala minore armonica:

VI III II V IV VII I  

La seconda per i modi della scala minore melodica:

IV II V I III VI VII  

Ricavate le sigle di ogni accordo; quindi, come avete fatto in maggiore, trasportate in tutte le tonalità seguendo il circolo delle quinte. E' un esercizio lungo, che è necessario diluire su tempi più o meno lunghi, ma vi consentirà di improvvisare utilizzando tutti i modi di tutte le tonalità maggiori e minori.

Buon divertimento, e alla prossima!

Per approfondire:
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Data ultima modifica: 02/11/2006

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