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Il suono del flauto è prodotto dall'aria contenuta nel tubo dello strumento, che vibra in seguito alla pressione che su di essa esercita l'immissione di una nuova colonna d'aria. Questa seconda colonna d'aria, spinta nel flauto attraverso il foro d'imboccatura della testata, si frange contro lo spigolo opposto dell'imboccatura stessa: penetrando nel tubo comprime l'aria già presente originando una serie di condensazioni e rarefazioni che provocano le vibrazioni e, quindi, il suono. Durante le vibrazioni, nel tubo del flauto si formano dei ventri, cioè punti in cui le vibrazioni dell'aria raggiungono intensità massima mentre sono minime pressione e condensazione, e dei nodi, cioè punti in cui pressione e condensazione sono massime e le vibrazioni si annullano. L'altezza dei suoni è determinata dalla lunghezza della colonna d'aria: più fori chiusi = colonna d'aria più lunga = note più basse Il flauto ha un'estensione di tre ottave:
Le prime due ottave si ottengono con le stesse posizioni delle dita (ad eccezione del re), semplicemente aumentando la pressione del soffio d'aria per ottenere la seconda ottava; la terza ottava si ottiene invece con posizioni differenti, seppur simili, che facilitano l'emissione e l'intonazione delle note. Aumentando la pressione del soffio, la colonna d'aria contenuta nel tubo del flauto si divide in due o più parti uguali che vibrano contemporaneamente e danno origine alla serie dei suoni armonici. La colonna d'aria divisa in due parti dà origine ai suoni della prima ottava (fondamentali); divisa in tre parti ne produce la dodicesima; divisa in quattro parti produce la seconda ottava; in cinque la terza maggiore, in sei la quinta, in sette la settima minore, in otto la terza ottava e così via.
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