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DNA System of Jazz Improvvisation

di Gabriele D'Angela

Lezione 1: Permutations 1

Ciao a tutti,

questa mia serie di articoli tratterà di due argomenti di notevole rilevanza teorico-pratica per l'improvvisazione,e, perchè no, anche per la composizione: i "Sistemi di Permutazione" e le "Espansioni Geometriche".

Questi argomenti sono stati fondanti nella storia della teoria jazz, però, non diffusi adeguatamente.

Tutto lo Schillinger System, che ha ispirato il mio DNA S.O.J.I., è basato sul concetto di permutazione di vario tipo e bisogna precisare che, tra altri, lo Schillinger S. fu studiato da George Gershwin, Benny Goodman, John Coltrane e, ovviamente, da chi scrive.

Parecchi didatti, illustri nomi del jazz, hanno fatto uso dei sistemi di permutazione sia in sede teorica che in performance: D.Baker con i suoi innumerevoli testi, J.Bergonzi "Melodic Structures", M. Goodrick "The Advancing Guitarist" e tanti ancora.

Dimenticavo…La Berklee School di Boston fu fondata originariamente come Schillinger House ;-)

Vi propongo quindi di seguirmi in uno studio accurato dei processi permutativi in musica in genere ed in particolare nell'improvvisazione jazz, la loro teoria e la loro applicazione pratica.

Lo studio completo ed esaustivo di questo ed altri materiali simili, chi fosse interessato, può trovarlo nel mio volume "DNA Diatonismo Neomodalismo Armonia" pubblicato nel 2000 e reperibile presso la libreria Birdland di Milano e nel mio "Permutation Master" pubblicato nel 2005; i due testi, assieme al mio software "Voicing", costituiscono il DNA System of Jazz Improvvisation.

Mettiamoci quindi subito al lavoro!

PERMUTAZIONI
Quando si suona un pattern, si improvvisa un solo, o si esegue una melodia, ciò che in realtà si sta facendo è: suonare Permutazioni di note. Qualsiasi melodia essendo composta di gruppi di note, è una selezione e giustapposizione di permutazioni.

Nel mio trattato DNA ho computato tutte le possibili permutazioni del sistema temperato ed ho anche scritto un software che elabora, su questo principio, tutte le frasi melodiche possibili, tutti i voicings chitarristici possibili, e poi, cosa unica del mio software, tutte le diteggiature possibili per ogni voicing e pattern melodico. Ovviamente il programma ha molte altre funzioni, ma, per usarlo bisogna conoscere alcuni concetti fondamentali: la permutazione è uno di questi concetti fondamentali.

Una delle definizioni matematiche di permutazioni:
Si definiscono permutazioni, dati
n elementi distinti, i gruppi che si possono formare in modo che ogni gruppo contenga tutti gli n elementi e differisca dagli altri solo per l'ordine degli elementi. N.Dodero

Il numero delle permutazioni di n elementi presi in kn è il fattoriale di n: n!

Cioè: se ho 4 note le permutazioni saranno 4*3*2*1 = 24

Ok, poca matematica e più esempi pratici !

Consideriamo ad esempio le tre note:

C F B

Le permutazioni saranno in tutto 6

C F B   C B F   B F C   B C F   F C B   F B C.

Una possibile trascrizione in notazione musicale è:

Tali cellule possono essere sottoposte a vari trattamenti, uno dei più semplici consiste nell'eliminazione di una o più note e la loro sostituzione con altre note della cellula stessa (permutazioni con ripetizione) e/o con approach tones.
Q
ueste cellule potrebbero essere concatenate, in applicazione pratica, tra loro, al fine di formare una bella lick su un accordo. L'esempio che segue utilizza le cellule allo stato puro e con ripetizione (e).
L
'abbreviazione (e) proviene da "editing" poiché, per ripetere una nota della permutazione occorre eliminarne un'altra. Nell'esempio che segue la seconda permutazione è indicata, infatti, con 6e, cioè la permutazione numero 6 edited (con il F omesso ed al suo posto il B ripetuto).

Esercizio1:
S
uonate questa frase con enfasi jazz/funk e, come esercizio teorico, completate l'analisi delle restanti 4 cellule melodiche utilizzando i numeri da 1 a 6 e la lettera "e" per ripetizione semplice.

Segue un'altra breve frase d'esempio che ho improvvisato utilizzando le permutazioni sopra descritte e gli approach tones, sul Bmin7/5b:

Esistono diversi tipi di permutazione come vedremo nei prossimi articoli.

Dalla prossima puntata comincerò a fare una computazione analitica completa di tutte le melodie pari e dispari possibili nel sistema temperato.

Ma come potremmo utilizzare le permutazioni in modo più istintivo nelle nostre improvvisazioni?

Come già accennato una delle tecniche melodiche più utilizzate nel Jazz (che già probabilmente conoscerete) è quella degli approach tones, (definiti in otto categorie da J.Amadie).

La cosa da evidenziare è che gli Approach Tones si sviluppano attorno alle note accordali reali.

Quindi il primo passo nell'improvvisazione Jazzistica è assimilare per bene teoricamente e strumentalmente gli accordi. Non basta ovviamente sapere arpeggiare tutti gli accordi di settima in senso ascendente e discendente, perché le idee melodiche si sviluppano spesso con salti.

Una prima applicazione pratica della tecnica permutativa ci permette di appropriarci approfonditamente di tutte le successioni melodiche delle note reali di un accordo.

Quindi, un primo utilizzo pratico delle permutazioni è quello di fornirci tutto il materiale accordale da praticare e da metabolizzare prima di poterlo variare con tecniche melodiche.

UN COMANDAMENTO ESSENZIALE NEL MIO "DNA System of Improvvisation" E' AFFRONTARE I PROBLEMI ISOLANDOLI UNO PER VOLTA (quando possibile) ATTRAVERSO PASSI GRADUALI.

Vediamo ad esempio come si sviluppa C7 in tutte le possibilità strumentali prima di "attaccarlo" con gli approach tones.

Il C7 è un accordo (essendo di settima) di 4 note, quindi le permutazioni, per quanto detto sopra, saranno 24 in k4. (k4 indica che permuto tutte e quattro le note disponibili e non, ad esempio, soltanto 3 di esse nel qual caso sarebbe un k3).

CEGBb CEBbG CGEBb CGBbE CBbGE CBbEG
ECGBb ECBbG EGBbC EGCBb EBbCG EBbGC
GECBb GEBbC GCEBb GCBbE GBbEC GBbCE
BbCEG BbCGE BbEGC BbECG BbGEC BbGCE

Quelli appena computati sono tutti i patterns melodici o cellule melodiche possibili di C7, senza ripetizione di alcuna nota.

L'applicazione strumentale di questo materiale, ci pone davanti a vari problemi, infatti, se proviamo a suonarle ci dovremo necessariamente chiedere: il primo C a che ottava lo suono?.. e la seconda nota? … e così via. Infatti, la notazione alfabetica nulla ci dice sull'altezza reale delle note. Per applicare questi pattern al nostro strumento seguiamo i seguenti passi.

Idee Idee Idee !

Passo 1:
S
tabilire l'estensione o tasti in cui il pattern si andrà ad istanziare. Consiglio inizialmente di mantenere la "range" in due ottave massimo.

Passo2:
Stabilire quanti cambi di ottava in ogni pattern dovranno essere usati, la scelta nel caso trattato varia da zero a tre.

Passo 3:
Eseguire in tutte le diteggiature possibili utili i patterns sopra descritti. (Usando il software VOICING).

Passo 4:
Applicare ad ogni pattern studiato, finalmente, le otto tecniche di approach tone.

ESEMPIO DI SVILUPPO CHITARRISTICO

Il risultato chitarristico di tutte le permutazioni possibili e tutte le diteggiature possibili in base alla scelta della applicazione delle permutazioni di C7 entro i primi 8 tasti della tastiera è di 7200 patterns di 4 note senza ripetizioni.

Il mio software Voicings assolve il compito di calcolare il tutto e visualizzarlo in codice alfanumerico e su tastiera, poichè procedere manualmente per tutte le famiglie di accordi e in tutte le tonalità sarebbe impresa troppo ardua: ecco un modo reale in cui la tecnologia è di aiuto alla didattica! Certo, esistono musicisti che con sole tre note esprimono l'infinito mi direte… ma il problema reale è come combinare quelle tre note. Inoltre, questo proposto, è un approccio teorico che non esclude assolutamente di portare avanti parallelamente l'approccio istintivo! L'uno non esclude l'altro!

Secondo voi, almeno una volta nella vita le avremmo casualmente suonate tutte? Io casualmente non ce l'avrei mai fatta e il mio vocabolario sarebbe così stato così parecchio più limitato. Avendo tutte le cellule melodiche e le diteggiature davanti agli occhi avremo sicuramente la possibilità di studiarle sistematicamente senza incorrere nel dubbio "l'avrò già fatta questa"? Ovviamente non potremo mai impararle tutte a memoria, ma vagheremo meno nel caos e qualcosa in più l'assimileremo!

Dare non impoverisce, né arricchisce il trattenere.Yengar

Alla prossima puntata.

Sample suonato da Gabriele D'Angela "Modern Jazz Guitar (ex Out of Nowhere)"



Gabriele D'Angela
D.N.A.






Le altre lezioni:
07/05/2011

Jazz al Lincoln Center Presenta: "La Musica di Kurt Weill", con Ute Lemper: "Con le espressioni del volto e i gesti ha saputo sottolineare e rafforzare il senso delle canzoni: una vera cantante da teatro-Miss Lemper ha cantato con gusto, sensualità, intelligenza, calore e i più amabili toni che io abbia ascoltato da anni." (Roberta E. Zlokower)

23/11/2008

Il Giganti del Jazz (Studs Terkel)





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COMMENTI
Inserito il 7/3/2008 alle 23.26.24 da "pujella"
Commento:
Grazie e complimenti per le idee e i contributi interessantissimi. E' certo un sistema matematico che elabora le "possibilità possibili" (chiedo scusa per la ripetizione e il gioco di parole). E' anche certamente un sistema che offre, volendo, sia una interpretazione a posteriori del fare-improvvisare (potrei dire che il solo di un chitarrista -così come esso è stato eseguito- "copre" alcuni insiemi che si sviluppano dall'incrocio di "associazioni diverse" di note... non vorrei peccare nell'uso delle parole e finire per sempificare eccessivamente) . E' certamente anche un sistema "anteriore", cioè di preparazione e allenamento: sapere i limiti del gioco, lo "spazio" melodico possibile e percorribile . A ben sentire si ha l'impressione di qualcosa di Bachiano (di matematico!) e volendo anche di aleatorio. Certo sono tante le strade percorribili.
ciao Davide Puglielli
 

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Data pubblicazione: 17/05/2005

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