Jazzitalia - Lezioni - Chitarra: Afrologic Jazz Studio: manifesto antirevisionista del jazz - Afrologia ed eurologia
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"Manifesto antirevisionista del Jazz"
Afrologia ed Eurologia

di Giovanni Monteforte
http://www.archiviochitarrajazz.it

Il jazz ha visto il suo sviluppo articolarsi nel periodo relativamente breve di cinquant'anni ('20 – '70), periodo brevissimo se paragonato alla storia della musica classica europea. E' proprio il paragone con la musica classica, da più parti spesso effettuato, ad essere sproporzionato e fuorviante. La musica classica si è sviluppata in una storia che è stata secolare. Essa rispecchia il secolare sviluppo storico della società europea e delle classi dominanti vecchie e nuove dalle quali è stata storicamente condizionata ed istituzionalizzata mentre il jazz, genere con radici popolari e sottoculturali, rispecchia un periodo recente e circoscritto della storia di una minoranza etnica emarginata, quella afro-americana, accolta solo quando omologata, cosa diversa dall'emancipazione. Scrive l'estetologo musicale Janos Maròty, "La ‘storia della musica' [...] è la storia delle culture musicali dominanti" [...] "Lo stesso sistema istituzionale della cultura musicale nasce e si mantiene in buona parte sul terreno della cultura dominante [...] l'istituzionale significa anche l'ufficiale, l'accettato, il non-istituzionale spesso il solamente tollerato, o anzi l'escluso, il perseguitato..." "E' nella natura delle cose, inoltre, che la musica popolare sia di solito più rivoluzionaria di quella delle classi dominanti". Se non altro per interessi di classe: l'interesse peculiare dei potenti è la conservazione, quello dei subalterni il cambiamento." (Maroty: "Musica e Uomo" p. 222 - 223, ricordi/unicopli, Le Sfere).

L'analogia tra jazz ed altre forme risulta invece calzante se fatta con generi artistici (correnti letterarie, pittoriche ecc.) della stessa epoca il cui sviluppo storico è stato altrettanto rapido. Il cinema, prodotto della stessa epoca, non è però un genere, bensì un'arte-autonoma, questo spiega come mai, a differenza del genere-jazz e analogamente all'arte-musicale, potrà continuare a svilupparsi, attraverso diverse forme. Il jazz è invece solo un genere e, in quanto tale, è destinato a passare alla storia come tradizione, dopo aver dato se mai origine a nuovi generi. Come tutte le arti moderne del 900' il jazz ha dato un peculiare contributo in termini di tecniche di produzione, di poietica. Il linguaggio verbale e quello melodico, pur nelle reciproche differenze, presentano affinità e analogie ("...un aumento della attività neuronale nella corteccia prefrontale dedicata all'espressione di sé, che ad esempio si accende quando si racconta una storia. Storia fatta invece che di parole di frequenze, di distanze, di durate, di intonazioni" ["Algoritmo del jazz" di Marco Magrini - Il Sole 24 Ore - 6 marzo 2008.]). Ciascuno di noi, così come avviene nell'improvvisazione musicale, quando conversa nella vita quotidiana comunica improvvisando un discorso ricco di inflessioni, toni, ritmi e dinamiche. In Africa la musica è sempre stato un evento sociale allargato all'ascolto partecipante, fenomeno essenziale anche per la dimensione estetica della musica, e il suono e il pulsare dei tamburi costituiscono un vero e proprio mezzo di conversazione.

Nella comunità nera schiavizzata del nord-america la riappropriazione in chiave afrologica di musiche occidentali (canti religiosi, ballate popolari, canzoni nord-americane eseguite con la peculiare inflessione e carica ritmico propulsiva dell'Africa nera) innescò una spinta compulsiva (quindi non sempre consapevole) alla rottura degli argini inibitori della ribellione contro la cultura dell'oppressore, una musica anti-borghese: "Le marce dell'esercito della salvezza inglese e gli alleluia sentimental-religiosi si son trasformati nei canti rivoluzionari dei neri d'America" (Maròty op. cit. p. 224). Ribellione a sfruttamento e razzismo, ma anche alle rigide consuetudini della musica colta, gerarchiche e repressive, e quindi a una instintualità sublimata. Ribellione che ha ritrovato nella improvvisazione non solo le libertà negate, ma il vessillo per rivendicare le radici di una cultura che concepisce la musica come "flusso degli eventi nel tempo" ("Musica dell'Africa nera" D'Amico, ed. L'Epos p. 62).

La rottura dei freni inibitori indotta dall'improvvisazione, collettiva prima e individuale poi, ha fatto tracimare incontenibilmente il doloroso vissuto di un popolo riversandolo nei contenuti semantico-culturali, ovvero la capacità della musica di significare sentimenti condivisi che rimandano alla società e alla storia (quindi non equivocabili!). I modelli espressivi: "...sono sempre acquisiti all'interno, e per il tramite, delle relazioni sociali e delle emozioni ad esse associate, il principale fattore della formazione dello stile, quando si debbano esprimere dei sentimenti in musica, non può che essere il suo contenuto sociale." (John Blacking: " Come è musicale l'uomo? " pag. 89 Ricordi-Lim, Le Sfere.). Che questa rivolta sia perfettamente riuscita non è ancora stato perdonato al jazz, da qui la sua odierna revisione per restaurare vecchi valori. Lo stile-improvvisazionale generato e alimentato da quella peculiare disciplina dell'improvvisazione storicamente determinatasi come nuova e rivoluzionaria, è rimasto e rimane il codice genetico del jazz, la sostanza ontologica del suo linguaggio e della sua estetica. Proprietà semantiche e culturali destinate ad essere esportate nel mondo interpretando la modernità. Oggi questa musica, disattendendo alcuni suoi peculiari attributi essenziali, percorre un falso sentiero, una deviazione negativa che rischia di rivelarsi esteticamente insignificante e culturalmente pericolosa. Non è lo status di musica d'avanguardia (così caro ai jazzofili!) a costituire per il jazz uno degli attributi essenziali, questo status ha solo corrisposto ad una fase storica ormai conclusa, è invece attributo essenziale la strategia di produzione: l'improvvisazione! Eppure oggi, pur di non rinunciare allo status di avanguardista, il jazzofilo-medio è disposto a sacrificare perfino l'improvvisazione (a "vendere sua madre a un nano" direbbe De Andrè !). L'improvvisazione jazz, anche se fondata su di una rigorosa e consapevole metodologia ("...non significa che questa pratica musicale [...] si verifichi solo quando la musica è molto semplice o primitiva, ché l'esempio del jazz sta a dimostrare il contrario" Fubini: "Musica e linguaggio nell'estetica contemporanea" Einaudi, pag. 94), non può essere iscritta nella didattica della musica colta così come è stata conosciuta nel secolo scorso, ma al contrario costituisce una sua clamorosa smentita. Con ciò non ci sogniamo neanche di delegittimare, o tanto meno scalfire, l'immortale tradizione della musica classica, ma ci riferiamo esclusivamente al "sadismo pedagogico" di quella mentalità rigida e amministrativa che ha censurato l'informazione e bloccato il pluralismo nella didattica musicale nella storia recente del nostro paese. Didattica che ha penalizzato il genere classico stesso: "Entrai al conservatorio...dove mi insegnarono molte cose noiose e spesso false" (Intervista a Luigi Nono in "Vi insegnerò differenze" pag. 14. Edizione non venale per conto della BPM; ottobre 2000).

Il jazz ha minacciato e minaccia pericolosamente la supremazia storica e l'egemonia della musica colta ed istituzionalizzata europea: "Nei ritmi sovversivi e dissonanti, piangenti e urlanti nati nel continente nero e nel profondo Sud della schiavitù e della miseria, gli oppressi rifiutano la Nona Sinfonia e danno all'arte una forma desublimata, sensuale, di spaventevole immediatezza, mobilitando, elettrizzando il corpo, e l'anima in esso materializzata" (H. Marcuse: "Saggio sulla liberazione" Einaudi - 1969 pag. 59 - 60). Oggi si riscontra quindi una frenetica attività revisionistica per "aggiornare" la didattica ministeriale, quella stessa didattica che per anni ha emarginato i timbri colorati e popolareschi della chitarra classica, e che non a mai voluto riconoscere il jazz come genere autonomo, ostinandosi a considerarlo come uno stile sincretico, di derivazione etnica, del genere pop. Didattica ministeriale che invece di procedere dalla pratica alla teoria (formazione e non solfeggio!) è sempre andata in senso opposto provocando discrasie neuro-percettive se non disturbi della personalità e che, dopo aver vessato col divisionismo-ritmico intere generazioni di giovani, per aggiornarsi è ora costretta a ricorrere, guarda caso, a quegli ex-orchestrali da night-club (...per giunta autodidatti!), che sono i jazzisti i quali, dopo la riforma, rischiano di essere trasformati gradualmente in neo-diplomati accademizzati, pronti a scandire il "4/4 swing"(...si fa per dire!) con bacchetta in mano e cipiglio dirigista. Didattica-jazz che, se non ne viene preservata la tradizione, rischia di venir reintegrata entro le compatibilità di un sistema che reiteratamente ne falsificherà la narrazione per attribuirsene i meriti. Ridimensionare prima, per abbandonare poi, la tradizione dell'improvvisazione equivarrebbe a condannare il jazz alla progressiva estinzione.

Il "jazz al conservatorio" può andare benissimo solo se si concretizza in "conservatorio del jazz"! Altrimenti si rischia di sottoporre il jazz allo stesso trattamento del rock (col quale amava civettare Luciano Berio, che invece poco amava il jazz!) che, partito da premesse afro-americane, a forza di attingere dalla classica si è geneticamente-modificato sino divenire europeo, gotico, celtico, e…satanico! Appare paradossale poi la pretesa del pensiero eurocentrico di rivendicare le origini europee del jazz (musica afro europea [?]) partendo dal riscontro che esso, come genere musicale, si è strutturato all'interno della forma canonica e della sintassi tonale (nate in Europa): ma l'armonia non è una ragion sufficiente per la determinazione di genere! Avete mai sentito parlare di genere armonico? Se così fosse tra i Concerti Brandeburghesi e il Festival del Liscio non ci sarebbe diversità: "E' pur vero che esso [il jazz] deriva da pratiche sincretiche, le quali però hanno sempre dovuto sottostare alle priorità del Canone africano-americano, ivi compresa l'armonia di derivazione europea" (Gianni Gualberto). Mentre i puristi del jazz-musica della nostro tempo vengono liquidati come conservatori che guardano al passato, nei luoghi istituzionali della Musica Classica si ripropongono e si celebrano le opere dei tempi passati focalizzandone con scrupolo minimalista ogni passaggio e enfatizzandone i momenti di libertà compositiva. Se una simile meticolosità filologica dovesse essere applicata al Jazz, verrebbero appropriatamente garantiti non solo la sua memoria storica, ma specialmente il suo futuro come musica d'arte. Futuro che in parte dipende da quello che i musicisti decideranno di dire e di fare nella situazione attuale contro le direzioni impresse dall'establishment della musica! Ciò esigerebbe il recupero dell'originario spirito militante e rivendicativo del Bop-Movement e presupporrebbe quindi quella consapevolezza che è oggi assolutamente disattesa: i jazzisti tradiscono il jazz?

Nella genesi del jazz si potrà anche dibattere di gradualità e prevalenza tra scrittura e oralità (...alcuni studiosi sostengono che: "il jazz è nato come musica scritta"), ma per il momento ci accontentiamo di constatare, rivisitando la nostra discoteca, che comunque lo si voglia far nascere: "Il Jazz è in primo luogo l'arte dell'esecuzione e dell'improvvisazione" (Gunther Schuller). Oggi, nell'era della tecnologia audio, il ruolo svolto dal supporto audio nella trasmissione del jazz è di gran lunga più diffuso e importante di quello svolto nel periodo fertile di questa musica. Allora la tradizione orale svolse un ruolo centrale, la musica dal vivo sul territorio era diffusa enormemente, chiunque avesse voluto commissionare della musica era costretto a ricorrere ai musicisti in prima persona, e i contatti diretti tra musicisti e pubblico erano all'ordine del giorno, sia negli innumerevoli locali, che nelle sale da concerto. Oggi, che col disco la tradizione "audio-tattile" (Vincenzo Caporaletti: "I processi improvvisativi nella musica" LIM Ed.) è predominante e che lo spirito originario della tradizione orale va disperdendosi, la scena è essenzialmente dominata da quei super-mercati che sono i festivals. Il problema attuale dell'improvvisazione è l'uso che se ne fa, dovuto all'approccio manieristico scolastico oggi dominante, la perfetta de-costruzione reazionaria dell'approccio artistico bop: "Ci sono tanti bravi musicisti ma pochi grandi jazzisti, gente che inventi qualcosa di nuovo. Non abbiamo più un Ornette Coleman che cerca di imparare da solo a suonare e inventa uno stile facendo tesoro dei propri errori. Appena si ascolta un musicista si può dire immediatamente chi ha studiato...in passato... il lavoro era più personale, autoctono" (Intervista ad A. B. Spellman; "Musica jazz" Maggio 2007"). Approccio manieristico che cerca ossessivamente una rivincita negli aspetti artigianali della musica e nella prestazione fine a se stessa e che, non riuscendo ad approdare a nulla al di là della mera clonazione degli stili, rifluisce nella composizione e nell'arrangiamento con prodotti accuratamente confezionati, immancabilmente seduttivi e rigorosamente alla moda, l'ideale per i referendum delle riviste specializzate (…una cosa è la composizione come mezzo, altra cosa come fine!!). Solo che il jazz ha sempre implicato e continua ad implicare ben altro che questi prodotti da degustare con autocompiacimento nei salotti esclusivi e radical-schic sotto l'ala protettiva dell'ufficialmente riconosciuto. Ai Monk e ai Bud Powell certe frequentazioni sarebbero andate strette, ambizione e rampantismo non si possono sostituire al dolore della vita reale, per dirla con De Andrè:
"...non mi piaccion le gran dame, preferisco le puttane!".

L' improvvisazione melodica del jazz, nella sua estemporanea auto-generazione, è un fenomeno dinamico con profonde ed inesplorate implicazioni psicologiche subliminali determinate dalla velocità d'esecuzione. Nei confronti dell' improvvisazione non vi è superamento storico da parte delle nuove musiche elettroniche euro-colte, ma se mai, analogia e reciprocità, come evidenziato dalla loro presenza simultanea nella storia dell'arte moderna. Nella musica del '900 il timbro-organologico dell'improvvisazione (afrologico!) e l'azione spazializzante del suono elettro-acustico, convivono nella medesima concezione dialettica dell'espressione, centrata non tanto sul prodotto quanto sul processo (presso la tribù sud-africana dei Venda "...è il procedimento del fare musica ad essere valorizzato, non meno, ed a volte anche di più, del prodotto finale" [Blacking pag. 69]). Entrambi contribuiscono alla modernità musicale anche in virtù delle rispettive peculiarità ricche di soggettivismo umanistico (il primo) e di architetture dinamiche (il secondo). Dinamismo dialettico che non è ottenibile esclusivamente con la decostruzione della sintassi tonale e del timbro (nel Jazz ciò avviene con il Free), ma che è ottenibile anche con l'atto improvisativo! Se superamento storico vi è da parte delle nuove musiche improvvisate ed elettroacustiche del '900, esso avviene nei confronti di musiche a morfologia statica appartenenti a generi ed epoche diverse, ma così presenti nella tradizione italiana dalla Lirica a San Remo. Vi sono melodie orecchiabili e ripetitive che risolvono in breve su se stesse (prodotti finiti), e melodie sempre cangianti dalla linea complessa e potenzialmente inesauribile (processi). Dato che, nell'800 ed oltre, le melodie della musica euro-colta sono state prodotti-finiti di una estetica compositiva che rispecchiava i rapporti familiari repressi e sublimati della società, è fisiologico che nella prima metà del secolo successivo ('900) si siano affermate concezioni musicali che cercassero di superare quel tipo di melodia, e si siano invece ricercate, tout-court, al di là della melodia, quella estemporaneità e quella instintualità divenute pulsioni sociali emergenti: "E' comunemente acquisita la svalorizzazione dell'improvvisazione nella cultura occidentale, in cui si è affermato, in particolare nella seconda metà dell'ottocento, l'ideale della fedeltà all'opera..." (Vincenzo Caporaletti: "I processi improvvisativi nella musica" LIM ed pag. 63.). Da qui la presenza simultanea di elettronica, alea ed improvvisazione-jazz. Facendo nostre le preziose categorie coniate da Luigi Pastalozza, l'ottocento è il secolo meno libero, il secolo dell'autoritarismo musicale al quale si reagisce con una pulsione verso la rivolta e la libertà da ogni dover-essere e ordine accademico.

Nel jazz si reagisce con la ricerca di uno stile fantasiosamente disordinato (alla Tal Farlow), sino a giungere all'angoscia e al deserto esistenziale che trapelano dalle poetiche di Miles Davis e di Steve Lacy. Autoritarismo e ordine accademico che oggi ritornano con le nuove tendenze. Se si negasse la morfologia dinamica della melodia improvvisata jazz, sempre aperta sviluppi imprevisti (regno della possibilità), a maggior ragione si dovrebbero negare tutte le analoghe forme di produzione artistica in arte figurativa, letteratura e poesia (prosodia-bop), cinema e, con loro, la stessa "azione spazializzante" dell' elettronica musicale ("Musica e Realtà" n. 77, luglio 2005, Ugues Dufourt: "Il dinamismo genetico del materiale musicale e il suo movimento generatore di spazio"). In ultima analisi l'esplorazione elettroacustica dello spettro sonoro non è l'unica forma di produzione musicale moderna e rivoluzionaria del '900. Il mancato riconoscimento della melodia-improvvisata del jazz (che oggi ancora una volta si vorrebbe imbrigliare nella variazione tematica) tradisce quindi la vecchia pretesa egemonica, di origine classista, della musica colta ed eurocentrica che elude e disconosce il jazz cercando di appropriarsi furtivamente dei sui meriti, come testimoniato dagli studi di George E. Lewis (Davide Sparti "Suoni Inauditi" il Mulino 2005, pag. 34 - 35). Ricollegandomi alle preziose considerazioni fatte da Ted Gioia (pag. 136, 148, 155, 156 e 157) del suo libro "L'Arte imperfetta" (ed. Excelsior 1881) ci terrei anche a specificare che il jazz "è noioso" solo per chi non lo capisce, e a ribadire che la melodia-jazz per continuità, articolazione e profondità, non solo non ha nulla da invidiare a qualsiasi melodia di Bach (...avete mai provato a memorizzare vocalmente una improvvisazione di Parker o di Tristano, di Konitz o di Marsh, di Jimmy Raney o di Billy Bauer?) ma, ovviamente, costituisce un suo superamento storico per i contenuti sociali contemporanei da essa significati! In ultima analisi oggi si ricicla il vecchio arnese razzista e colonialista eurocentrico che da sempre distorce e sottovaluta l'apporto culturale dell'Africa nella storia dell'umanità. Allorché, con il jazz, questo apporto ha oltrepassato il nostro cortile di casa, si è sempre cercato di corromperlo, sofisticarlo e omologarlo.

Euroentrismo paratattico che, per insinuarsi, adotta reiteratamente l'espediente della inversione delle variabili, scambiando la eccezione con la regola. L'improvvisazione nel Jazz è la regola, invece nel Classico è l'eccezione, la ricreazione, la "rottura delle righe"o meglio del...rigo musicale, visto che i professori d'orchestra sono tutti "rigo-dipendenti" perché l' indirizzo didattico è sempre stato e rimane la "lettura a prima vista"e "l'interpretazione". Ciò risulta evidente a chiunque abbia compiuto un esperienza didattica o concertistica nella Musica Classica (...a meno che non si voglia acrobaticamente estendere il significato di improvvisazione all'interpretazione!). Quanti sono nel '900 ed oggi, gli orchestrali classici in grado di improvvisare liberamente e articolatamente rispettando correttamente i canoni della sintassi tonale? Una volta tanto un dato statistico può essere posto al servizio della verità storica! Ciò nonostante gli opinionisti di regime, sguinzagliati in tutte le principali testate giornalistiche, continuano a insinuare, tra le righe, che in fondo il jazz non avrebbe poi inventato nulla di nuovo perché nel classico si sarebbe sempre improvvisato! Peccato che tutta la letteratura musicale della storia della musica classica si edifichi prevalentemente su composizioni!!

"Se si concepisce il termine improvvisazione in modo così ampio da comprendervi l'intera prassi musicale della società primitiva e di molte civiltà oggi ancora fiorenti da un lato, e dall'altro, ad esempio, l'improvvisazione estemporanea di un Bach o di un Mozart, e infine ancora, determinati aspetti dell'odierna pratica musicale – ad esempio le libere combinazioni dei jazzisti – è chiaro che il contenuto del termine non potrà essere che molto vago: andrebbe poco più in là di una definizione di attività musicali non scritte." (Georg Knepler: "La storia che spiega la musica" pag. 18 Ricordi Unicopli - Le Sfere) - Nel Jazz quindi la composizione è funzionale all'improvvisazione, nella Classica l' improvvisazione è funzionale alla composizione: "...quello di Schubert non è un caso di improvvisazione ma una forma di composizione il cui processo compositivo ha delle somiglianze e richiama l'improvvisazione. Il fatto che si possa improvvisare per individuare spunti compositivi non significa che il musicista abbia composto improvvisando, poiché si tratta di schizzi musicali che vengono poi confrontati coi requisiti di correttezza e coerenza legati alla partitura o all'opera nel suo complesso." "Nel metodo compositivo di Cage [...]: l'inatteso ha così luogo per necessità, senza che il compositore abbia alcuna possibilità di controllarne o anche solo influenzarne il risultato finale. Ma nessuna improvvisazione jazz è puramente aleatoria; non si basa cioè sull'idea di fare un ‘testa o croce ‘ per stabilire quale evento sonoro seguirà." (D. Sparti: "Suoni inauditi" Il Mulino, pag. 35-36).

Inversamente, su un secondo versante, si affaccia poi la pretesa euro centrica di ricondurre il jazz entro le proprie logiche insinuando che il jazz non sarebbe "poi così tanto" improvvisazione, ma piuttosto composizione e arrangiamento [!?], e l'improvvisazione, "a ben vedere", sarebbe tutto sommato "simulazione". Si giunge inoltre a manipolare la narrazione delle radici stesse del jazz: tradizioni afroamericane, debitrici di musiche occidentali colte, vengono così arbitrariamente riciclate come pedigree per il jazz, come già respinto a suo tempo da Gunther Schuller: "Queste ricerche hanno confermato che molta di questa musica arcaica o non era jazz, o non voleva neanche esserlo" - "Molti di quegli uomini non erano jazzisti; molti ebbero un educazione regolare, o strettamente classica" (op. cit. Cap.: ‘I Primi passi' pag. 99), e invece le tradizioni strettamente africane, diversificate ed eterogenee dell'area sub-sahariana, vengono utilizzate come piattaforma girevole dalla quale i revisionisti possono attingere per avvalorare le proprie tesi pretestuose.





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27/09/2010

LEZIONI (chitarra): Sviluppo della continuità melodica e ritmica (Giampiero Villa)

27/09/2010

LEZIONI (chitarra): Continuità melodica e ritmica su blues (Giampiero Villa)

26/09/2010

LEZIONI (chitarra): Nella testa dell'improvvissatore (Alle Montecchi)

05/09/2010

LEZIONI (chitarra): Chord Melody of "Rituals" by Scott Henderson (Francesco Bonfanti)

22/08/2010

LEZIONI (chitarra): Due suggerimenti per approcciare lo studio delle scale. (Paolo Patrignani)

28/06/2010

LEZIONI (chitarra): Questione di tempo. (Paolo Patrignani)

28/06/2010

LEZIONI (chitarra): Poliritmi/'Note Grouping' applicato a classiche frasi blues. (Gianni Chiarello)

05/04/2010

Green Moon (Rino Vernizzi)- Marco Buttafuoco

01/03/2010

LEZIONI (Articoli): Musicologia o indagine poliziesca? (Giovanni Monteforte)

01/03/2010

LEZIONI (chitarra): Pensare velocemente alle scale. accordo minore, semidiminuito e diminuito. (Alle Montecchi)

28/02/2010

LEZIONI (chitarra): Spostamenti sulla scala pentatonica (Giampiero Villa)

28/02/2010

LEZIONI (chitarra): Spostamenti su pentatonica minore con 6a (Giampiero Villa)

28/02/2010

LEZIONI (chitarra): Pentatoniche su II-V-I (Giampiero Villa)

28/02/2010

LEZIONI (chitarra): Terzo arrangiamento di un brano di Ellington: I Never Felt This Way Before (Mario Scottini)

28/02/2010

LEZIONI (chitarra): Quarto arrangiamento di un brano di Ellington: Don't Get Around Much Anymore (Mario Scottini)

27/02/2010

LEZIONI (chitarra): Open string voicings pt. 2: analisi del brano 'Hall Goes West' (Gianni Chiarello)

27/02/2010

LEZIONI (chitarra): Uso della Scala Diminuita nel Modern Blues (Gianni Chiarello)

27/02/2010

LEZIONI (chitarra): Come non suonare come nessunaltro (+ o -). Da 3 a 5 miserabili e dolorosi anni (Wayne Krantz - trad. F. Bonfanti)

27/02/2010

LEZIONI (Armonia): Le diteggiature degli intervalli (Paolo Guiducci)

27/02/2010

LEZIONI (chitarra): Gli intervalli: calcolo, costruzione delle scale e utilizzo (Paolo Patrignani)

10/01/2010

LEZIONI (chitarra): Open string voicings pt. 1: analisi del brano 'Hall Goes West' (Gianni Chiarello)

06/12/2009

LEZIONI (chitarra): Personal Thoughts – melodic minor bop lines (Francesco Bonfanti)

06/12/2009

LEZIONI (chitarra): Joe Diorio book – Giant Steps – solo n°12 pag. 20 (Francesco Bonfanti)

06/12/2009

LEZIONI (chitarra): John McLaughlin - Wayne's Way (Francesco Bonfanti)

06/12/2009

LEZIONI (Analisi): Il jazz come metafora epistemologica. (Giovanni Monteforte)

22/11/2009

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - Gli schemi e le diteggiature degli accordi. Diteggiature trasportabili: triadi e accordi estesi (Paolo Guiducci)

15/11/2009

LEZIONI (Articoli): Manifesto antirevisionista del jazz: Monopolismo economico e post-modernismo. (Giovanni Monteforte)

15/11/2009

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - Gli schemi e le diteggiature degli accordi: Come si legge la diteggiatura di un accordo (Paolo Guiducci)

15/11/2009

LEZIONI (chitarra): 10 brani di Duke Ellington in Chord Melody: Boy meets Horn (Mario Scottini)

15/11/2009

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - Gli schemi e le diteggiature degli accordi. Diteggiature aperte: triadi e accordi estesi (Paolo Guiducci)

24/09/2009

LEZIONI (chitarra): 10 brani di Duke Ellington in Chord Melody: Day Dream (Mario Scottini)

22/09/2009

LEZIONI (Articoli): Manifesto antirevisionista del jazz. Un saggio che "inquadra l’evento-jazz in una prospettiva storica ed estetica". (Giovanni Monteforte)

22/09/2009

LEZIONI (Articoli): Manifesto antirevisionista del jazz: Per un estetica neo-modernista del jazz.

20/09/2009

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - La tastiera della chitarra: La Scala Ungherese Maggiore (Paolo Guiducci)

20/09/2009

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - La tastiera della chitarra: La Scala Enigmatica (Paolo Guiducci)

20/09/2009

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - La tastiera della chitarra: La Scala Napoletana (Paolo Guiducci)

20/09/2009

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - La tastiera della chitarra: La Scala Napoletana Minore (Paolo Guiducci)

20/09/2009

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - La tastiera della chitarra: La Scala Cromatica (Paolo Guiducci)

20/09/2009

LEZIONI (chitarra): Chord Melody: All of me (Giorgio Zucco)

20/09/2009

LEZIONI (chitarra): Chord Melody: All The Things You Are (Giorgio Zucco)

07/09/2009

LEZIONI (chitarra): Giant Steps - Head. (Il tema). (Francesco Bonfanti)

07/09/2009

LEZIONI (chitarra): Giant Steps - Walkin' lines comp. (Francesco Bonfanti)

07/09/2009

LEZIONI (chitarra): Northbourne Ave. Frank Gambale Technique Book I° (Francesco Bonfanti)

22/06/2009

LEZIONI (chitarra): Les Wise bebop Bible. Linea sul II° - V° - I° con l'impiego della superlocira sul V° (Francesco Bonfanti)

02/06/2009

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - La tastiera della chitarra: La Scala Diminuita Arpeggiata (Paolo Guiducci)

02/06/2009

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - La tastiera della chitarra: La Scala a Toni Interi (Paolo Guiducci)

02/06/2009

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - La tastiera della chitarra: La Scala Maggiore Armonica (Paolo Guiducci)

02/06/2009

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - La tastiera della chitarra: La Scala Orientale (Paolo Guiducci)

02/06/2009

LEZIONI (chitarra): I rivolti delle tetradi (Riccardo Chiarion)

02/06/2009

LEZIONI (chitarra): 6 lezioni sul Blues: Il Blues, Il giro Blues, La scala Blues, Il fraseggio Blues, Ritmo e Blues, Gli arpeggi del Blues. (Riccardo Chiarion)

01/06/2009

LEZIONI (chitarra): Scala frigia spagnola (Andrea Barrella)

01/06/2009

LEZIONI (chitarra): Arrangiamento di Autumn in New York (Giorgio Zucco)

02/05/2009

LEZIONI (chitarra): Pensare velocemente alle scale. Accordo di dominante (7a) (Alle Montecchi)

11/04/2009

LEZIONI (chitarra): Bird's Eye View (by Greg Howe), Jazz minor blues substitutions (Francesco Bonfanti)

10/04/2009

LEZIONI (chitarra): Autumn Leaves, a section with 3 & 7, ovvero, suonare utilizzando solo le 3e e 7e di ogni accordo (Francesco Bonfanti)

09/04/2009

LEZIONI (chitarra): Fusion Concepts #1: dispersione di 8va con intervalli di 5a (Francesco Bonfanti)

09/04/2009

LEZIONI (chitarra): All the things you are, comp with DROP 2 voicings (Francesco Bonfanti)

07/04/2009

LEZIONI (chitarra): Pensare velocemente le scale: accordo Maj7 (Alle Montecchi)

03/01/2009

LEZIONI (chitarra): Le Triadi, parte terza (Riccardo Chiarion)

03/01/2009

LEZIONI (chitarra): Le Tetradi, parte prima(Riccardo Chiarion)

03/01/2009

LEZIONI (chitarra): Le Tetradi, parte seconda (Riccardo Chiarion)

03/01/2009

LEZIONI (chitarra): Le Tetradi, parte terza (Riccardo Chiarion)

03/01/2009

LEZIONI (chitarra): La tastiera della chitarra: la Scala Pentatonica Maggiore (Paolo Guiducci)

03/01/2009

LEZIONI (chitarra): La tastiera della chitarra: la Scala Minore Armonica (Paolo Guiducci)

03/01/2009

LEZIONI (chitarra): La tastiera della chitarra: la Scala Minore Melodica (Paolo Guiducci)

03/01/2009

LEZIONI (chitarra): La tastiera della chitarra: la Scala Diminuita (Paolo Guiducci)

03/01/2009

LEZIONI (chitarra): Pandiatonia triadica creativa - IIa Parte - (le posizioni aperte) (Andrea Barrella)

19/10/2008

Manuale Creativo di Chitarra Jazz (Alberto Tebaldi)

21/09/2008

LEZIONI (chitarra): Altered Dominant Voicings, Ia parte (Francesco Bonfanti)

21/09/2008

LEZIONI (chitarra): Altered Dominant Voicings, IIa parte (Francesco Bonfanti)

21/09/2008

LEZIONI (chitarra): Giant Steps, chord melody (Francesco Bonfanti)

21/09/2008

LEZIONI (chitarra): Giant Steps, basic comp (Francesco Bonfanti)

31/08/2008

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - La tastiera della chitarra: Gli schemi e le diteggiature delle scale (Paolo Guiducci)

31/08/2008

LEZIONI (Armonia): Parte seconda - La tastiera della chitarra: La Scala Maggiore (Paolo Guiducci)

23/06/2008

LEZIONI (chitarra): Phrygian Dominant Color: utilizzo della scala minore armonica (Francesco Bonfanti)

23/06/2008

LEZIONI (chitarra): L'unione di tre scale per una "Modern Bop Line" (Francesco Bonfanti)

16/02/2008

LEZIONI (chitarra): Videolezione sulle Triadi, seconda parte (Riccardo Chiarion)

10/02/2008

LEZIONI (chitarra): Moment's Notice di John Coltrane (Alberto Tebaldi)

10/02/2008

LEZIONI (chitarra): Pandiatonia triadica creativa: Trucchi per ampliare la creatività e di conseguenza rendere originale la propria musicalità (Andrea Barrella)

04/11/2007

LEZIONI (chitarra): Le Triadi - Ia parte. (Riccardo Chiarion)

16/08/2007

LEZIONI (chitarra): Le scale di settima (modo misolidio) e relativi arpeggi. (Gianni Cataleta)

15/08/2007

LEZIONI (chitarra): Applicazione dell'enneagramma a Giant Steps. (Alberto Tebaldi)

14/08/2007

LEZIONI (chitarra): Note in posizione, suggerimenti chitarristici. (Riccardo Chiarion)

29/06/2007

LEZIONI (chitarra): L'importanza delle scale maggiori. (Gianni Cataleta)

25/04/2007

LEZIONI (chitarra): Nuovo spazio didattico con le video lezioni di Riccardo Chiarion: Note lungo le corde (Riccardo Chiarion)

01/04/2007

LEZIONI (chitarra): Timing: suonare avanti, indietro o sul beat (Marcello Zappatore)

15/03/2007

LEZIONI (chitarra): Tecniche Bebop (Alberto Tebaldi)

15/03/2007

LEZIONI (chitarra): Il senso della struttura, seconda parte (Andrea Cocciardo)

01/03/2007

LEZIONI (chitarra): Nuovo spazio dedicato al Gipsy Jazz Style (Marco Vienna)

15/02/2007

LEZIONI (chitarra): Alla scoperta del linguaggio 4: il modo misolidio (Mimmo Langella)

04/02/2007

LEZIONI (chitarra): Utilizzo degli arpeggi per improvvisare (IIa parte) (Danilo Comerio)

07/01/2007

LEZIONI (chitarra): Nuovo spazio didattico...creativo. Il Circolo delle Cadenze ("I Love You" di Cole Porter) (Alberto Tebaldi)

14/10/2006

LEZIONI (chitarra): Utilizzo degli arpeggi per improvvisare (1°parte) (Danilo Comerio)

03/06/2006

LEZIONI (chitarra): Terza lezione della serie "Alla scoperta del linguaggio": il modo dorico (Mimmo Langella)

14/05/2006

Afrologic Jazz Studio, un approccio culturale che si prefigge non solo di contribuire a proseguire la rivoluzione musicale del jazz, ma anche di preservarla dalle manipolazioni e le falsificazioni dell'attuale revisionismo storico. (Giovanni Monteforte)

01/05/2006

LEZIONI (chitarra): Senso Tonale o Modale? (Nico Di Battista)

16/04/2006

LEZIONI (chitarra): Intervalli estremi: dagli intervalli di seconda a quelli di decima (Marcello Zappatore)

14/12/2005

LEZIONI (chitarra): L'armonia quartale della scala minore melodica, IIa parte (Gianfranco Continenza)

08/12/2005

LEZIONI (chitarra): Spunti ritmici dall'America Latina (Marcello Zappatore)

05/11/2005

LEZIONI (chitarra): Nuovo spazio didattico a cura di Andrea Cocciardo. Primo articolo su "Il Senso della Struttura"

18/09/2005

LEZIONI (chitarra): Armonizzazione di una melodia(Marcello Zappatore)

27/08/2005

LEZIONI (chitarra): Melodic Triad Substitution: utilizzare la sostitusione di triadi per colorare i propri soli... (Garrison Fewell)

11/08/2005

LEZIONI (chitarra): Il tremolo sugli accordi (Danilo Comerio)

01/07/2005

LEZIONI (chitarra): Accordi formati da intervalli - IV (Marcello Zappatore)

29/06/2005

LEZIONI (chitarra): Improvisation Studies (Intermediate Level) sulla linea di "No More Blues" di Jobim, video di Tony De Caprio

24/04/2005

LEZIONI (chitarra): Improvvisazione su Everything happens to me (Tony De Caprio)

24/04/2005

LEZIONI (chitarra): Accordi formati da Intervalli - parte III (Marcello Zappatore)

06/02/2005

LEZIONI (chitarra): Un groove da "Thumb & Slap" e vari video. (Nico Di Battista)

06/02/2005

LEZIONI (chitarra): Ritmo bolero in stile manouche (Danilo Comerio)

05/02/2005

LEZIONI (chitarra): Accordi formati da intervalli - II (Marcello Zappatore)

01/02/2005

LEZIONI (chitarra): Improvvisazione su Confirmation di Parker (Tony De Caprio)

21/11/2004

LEZIONI (chitarra): Nuovo spazio didattico curato da Marcello Zappatore. La prima lezione è su gli accordi formati da intervalli.

12/11/2004

LEZIONI (chitarra): Autumn Leaves - improvvisazione più la presentazione del nuovo sensazionale metodo di Tony de Caprio.

04/09/2004

LEZIONI (chitarra): Ritmica manouche (2a parte): nuovi accorgimenti e il brano 'Minor Swing' di Django. (Danilo Comerio)

19/06/2004

LEZIONI (chitarra): L'armonia quartale della scala minore melodica. (Gianfranco Continenza)

26/03/2004

LEZIONI (chitarra): Improvvisazioni di Flamenco Moderno. (Antonio Tarantino)

15/03/2004

LEZIONI (chitarra): Pentatoniche e intervalli. Come ottenere un bel fraseggio sfruttando le scale pentatoniche. (Giorgio Zucco)

11/03/2004

LEZIONI (chitarra): Alla scoperta del linguaggio #2: pentatonica minore con sesta maggiore. (Mimmo Langella)

07/02/2004

LEZIONI (chitarra): Ritmica manouche: accorgimenti riguardanti il modo di accompagnare con la tecnica manouche. (Danilo Comerio)

05/02/2004

LEZIONI (chitarra): Nuovo spazio didattico curato da Giorgio Zucco che ci propone uno standard riarrangiato: A Foggy Day. (Giorgio Zucco)

31/01/2004

LEZIONI (chitarra): Un omaggio a Jim Hall attraverso uno splendido solo sul brano Tangerine. (A. Ongarello)

12/01/2004

LEZIONI (chitarra): Gee Baby, ain't I good to you: omaggio a Oscar Moore (Antonio Ongarello)

25/12/2003

LEZIONI (chitarra): Nuovo spazio didattico a cura di Mimmo Langella. La prima lezione mostra in video, in audio (anche rallentato) e in partitura 5 licks per il blues.

23/12/2003

LEZIONI (chitarra): 5 variazioni di bossa nova secondo gli stili maggiormente diffusi. (Antonio Tarantino)

24/10/2003

LEZIONI (chitarra): Video n° 13: un blues in re bemolle (Tony De Caprio)

24/10/2003

LEZIONI (chitarra): Video n° 14: studio sull'accordo Ebmaj7 (Tony De Caprio)

30/09/2003

LEZIONI (chitarra): Lolo, un brano di Nico Di Battista per la tecnica del Thumb & Slap. (Nico Di Battista)

01/07/2003

LEZIONI (chitarra): Accordi manouche. Alcune posizioni che il grande Django Reinhardt adottava nella sua incredibile tecnica. (Danilo Comerio)

08/12/2002

LEZIONI (chitarra): Le Triadi: maggiore, minore, diminuita ed eccedente (Danilo Comerio)

08/12/2002

LEZIONI (chitarra): Continua l'esplorazione dei soli di sassofonisti con una nuova trascrizione di Paul Desmond su Rude Old Man accompagnato ancora da Jim Hall....(Antonio Ongarello)

18/10/2002

LEZIONI (chitarra): Una nuova trascrizione di un fantastico solo di Paul Desmond su The Theme of Black Orpheus con un grande Jim Hall ad "accompagnare"....(Antonio Ongarello)

06/10/2002

LEZIONI (chitarra): Una nuova linea Blues in video.(Toni De Caprio)

10/08/2002

LEZIONI (chitarra): Ad Lib Blues. Trascrizione per chitarra di un solo di Lester Young (Antonio Ongarello)

13/07/2002

LEZIONI (chitarra): Nuova lezione di chitarra brasiliana: Bossa in tapping (Antonio Tarantino)

10/07/2002

LEZIONI (chitarra): Due solo performance e una linea blues, i nuovi video di Tony De Caprio.

10/07/2002

LEZIONI (chitarra): Sotituzione di tritono (o di quinta diminuita) - 2a parte (Danilo Comerio)

15/06/2002

LEZIONI (chitarra): L'anatole nella musica brasiliana. (Antonio Tarantino)

08/06/2002

LEZIONI (chitarra): I principali ritmi della chitarra brasiliana. Una nuova sezione dedicata a questa favolosa musica che ha contribuito enormemente al progresso della chitarra (e non solo) nel jazz. (Antonio Tarantino)

08/06/2002

LEZIONI (chitarra): Sostituzione di tritono (o di quinta diminuita). Posizioni, segreti e...14 esempi! (Danilo Comerio)

12/05/2002

LEZIONI (chitarra): Una efficace struttura armonica per il funk (usata anche su A me me piace o' blues) (Nico Di Battista)

12/05/2002

LEZIONI (chitarra): Video 8: linea su Maggiore 7 bemolle 5. (Toni De Caprio)

01/04/2002

LEZIONI (chitarra): Altri tre video di Tony De Caprio

30/03/2002

LEZIONI (chitarra): Seconda lezione sull'armonia quartale con esempi e linee guida sull'improvvisazione (Gianfranco Continenza).

30/03/2002

LEZIONI (chitarra): L'accordo semidiminuito nel blues con voicing di esempio (Danilo Comerio)

17/02/2002

LEZIONI (chitarra): 2 Bues e 2 Bossa di Antonio Ongarello con tema e accompagnamento (anche in tracce separate) suonati dal vivo

13/02/2002

LEZIONI (chitarra): Nuova sezione di chitarra curata da Danilo Comerio. La prima lezione è sull'accordo semidiminuito.

12/02/2002

LEZIONI (chitarra): Altri nuovi esercizi sul dodici ottavi

06/02/2002

Terzo e Quarto video di Tony De Caprio sul fraseggio II-V-I e sullo sviluppo del "senso di narrazione".

02/01/2002

LEZIONI (chitarra): When Lights Are Low, armonizzazione e voicings con in più la trascrizione del solo di Kenny Burrell a cura di Antonio Ongarello

23/12/2001

LEZIONI (chitarra): Seconda parte del video di Tony De Caprio in cui sviluppa idee sul II-V-I maggiore e minore.

02/12/2001

LEZIONI (chitarra): Thumb & Slap, terza lezione: suonare il dodici ottavi, con esempi audio e una piccola anticipazione: il brano Polka Dots And Moonbeams eseguito da Nico Di Battista

16/11/2001

LEZIONI (chitarra): Idee sul II-V-I (magg. e min.) in un video di Tony De Caprio interamente tradotto.

24/10/2001

LEZIONI (chitarra): Nico Di Battista ci presenta un interessante ed innovativo corso di Thumb & Slap per ottenere bellissimi effetti ritmici e armonici con l'ausilio della sola chitarra.

31/07/2001

Arrangiamento in chord melody di The Days of Wine and Roses (chitarra 4)

18/04/2001

L'armonia quartale. Un nuovo approccio all'improvvisazione. (chitarra 4)

15/03/2001

7 studi blues in varie tonalità (chitarra 2)

27/01/2001

Sostituzione di tritono 2: IImi9, bII9, IMa7(#5#11)-IMa13(#11)/A (chitarra 4)

23/12/2000

Dispersione di ottava nel sound di 7a dominante (chitarra 4)

02/12/2000

Misolido Bebop Sound (chitarra 4)

17/11/2000

Sostituzione di tritono (chitarra 4)

15/11/2000

Studio avanzato di accordi II (Tony De Caprio - chitarra 2)

09/11/2000

Lidio dominante intervallic line (chitarra 4) - Gianfranco Continenza

29/10/2000

Studio avanzato di accordi (chitarra 2)

29/10/2000

IIm11 - V7(alt) - IM7(#11) intervallic line (chitarra 4)

22/10/2000

IIm9 - V13(b9) - IM7(#11) bebop line (chitarra 4)

08/10/2000

Studio di accordi (chitarra 2)

10/09/2000

The New Yorker. Improvvisazioni su 'Autumn In New York'. (Chitarra 2)

18/08/2000

Lezioni Chitarra 2: Blue Street

18/08/2000

Lezioni chitarra 2: Countdownians

01/07/2000

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Dopo il successo riscosso all'Eddie Lang Jazz Festival di Monteroduni 2010, il clarinettista/sassofonista Giordano Carnevale ha riproposto il ...
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Nato a New Brunswick, nel New Jersey, Joe Pass, figlio di Mariano Passalacqua, un operaio di acciaieria nato in Sicilia, fu allevato a Johnstown, Penn...
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Presentato alla Feltrinelli di Napoli il disco dei due chitarristi Eddy Palermo e Antonio Onorato intitolato Two parallel coluors....
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Kurt Rosenwinkel con il gruppo di musica d'insieme del corso In.Ja.M....
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Tra una gamba e l'altra (Paolo Angeli)
Paolo Angeli è un grande musicista che ha modificato la sua chitarra sarda riuscendo a far cose clamorose come questa... (info su paolo @ www.pao...
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One day (Björk, Cover By Paolo Angeli)
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Desired Constellation (Björk, Cover By Paolo Angeli)
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Ahead in the sand (Frith, Cover By Paolo Angeli)
Paolo Angeli è un grande musicista che ha modificato la sua chitarra sarda riuscendo a far cose clamorose come questa... (info su paolo @ www.pao...
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Antonio Onorato Chitarra Line6 Acoustic (La luce sei per me)
Tavagnacco jazz 2007...
inserito il 28/10/2007  da domrnico61 - visualizzazioni: 3854



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Data pubblicazione: 28/06/2010

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