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Louis Armstrong – Il testo e l'interpretazione
Il trattamento della melodia (1)
di Giuppi Paone
giuppi@steton.net

Il testo e l'interpretazione
S
i sa. Ogni canzone viene scritta dall'autore delle parole e dal compositore della melodia. Scritta e depositata. E' il testo fondamentale da cui poi derivano tutte le interpretazioni, tutti gli arrangiamenti, tutte le variazioni, tutte le improvvisazioni. Si sa, ma qualche volta, chissà perché, si dimentica. Eppure i grandi interpreti, cantanti o strumentisti, hanno sempre ben presente quella scrittura originale, che rappresenta il legame diretto con chi quel pezzo lo ha ideato. Quando cantiamo una canzone dobbiamo rispettare la composizione originale allo stesso tempo che aggiungiamo del nostro e questo, badate bene, vale anche nella musica classica, nella musica pop, vale anche nel caso di una canzone appena composta che un autore ci affida da cantare: ciò che l'autore vuole da noi è sentire quello che lui ha scritto più un qualcosa che noi siamo in grado di aggiungere, ovvero la voce e l'interpretazione.

Interpretare una melodia è una cosa complessa, perché è la traduzione nel campo dell'oralità di un testo che appartiene al campo della scrittura. Per questo ad ogni testo scritto, ad ogni canzone scritta, possono corrispondere infinite versioni musicate.

Il trattamento della melodia
U
no dei cardini dell'interpretazione è il trattamento della melodia. Per capire bene l'argomento partiamo da un esempio pratico. Torniamo dunque a I Can't Give You Anything But Love. Confrontiamo la melodia originale della canzone con la melodia effettivamente cantata.

File Audio (MP3)


  1. Attacchi. Ad averla sotto gli occhi, anche chi non legge bene la musica si accorge facilmente che ogni frase di Armstrong inizia con un ritardo di due/tre quarti rispetto alla melodia originale. Solo alla battuta 17 ("Gee"), a metà chorus, canta in battere come nella song, poi riprende con lo stesso ritardo per ritrovarsi in battere sulla frase finale, alla battuta 29.
     
  2. Fraseggio. E' caratteristico di questa song l'alternanza di frasi sviluppate su due/tre battute formate da semiminime e concluse da una semibreve (p.es. la prima frase "I Can't Give You Anything But Love" è costruita con otto semiminime e una semibreve) e frasi brevissime di una battuta, formate da due crome e una minima puntata (p.es. tutti i vari "baby"). Louis Armstrong per la sua interpretazione sceglie il modulo più stretto, cioè sceglie come modello le "frasi brevissime": dunque spezza tutte le frasi e usa di preferenza crome o terzine di crome. Rispetto alla song, troviamo una varietà di figure ben più ampia: semiminime, semiminime puntate, terzine di semiminime, crome, terzine di crome, semicrome.
     
  3. Tessitura. Notiamo incidentalmente che la tonalità usata da Armstrong per la propria versione è la tonalità originale del pezzo. La song originale va dal RE diesis sotto il rigo al MI al terzo spazio: è quindi poco più di un'ottava. Armstrong canta dal LA con due tagli sotto il rigo al MI al terzo spazio, dunque un'ottava più una quinta. Questa più ampia estensione non significa però una maggiore ricchezza della melodia, anzi, la caratteristica della versione di Armstrong è la ripetizione di quel RE al quarto rigo, spesso combinato nell'intervallo di terza discendente, RE – SI che troviamo alle battute 4 ("ba-by"), 5, 6, 7, 8, 9, 16, 17, 18, 21, 22-23, 25, 26, 27, 29.

Mi rendo conto che queste analisi sono tutte belle parole, ma che per imparare a fare una cosa, per esempio a cantare jazz, per migliorarci, dobbiamo sperimentare di persona. Vi propongo allora un esercizio semplice ed efficace. Studiate per bene la song originale, precisa com'è scritta, e poi provate a cantarla mentre Louis Armstrong canta la sua versione. Quanto detto sopra, ai punti a. b. c., lo sentirete, lo capirete d'istinto. Vi accorgerete, inoltre, fino a che punto e in che modo Louis Armstrong tenga in considerazione la melodia scritta da Jimmy McHugh: lo fa in effetti a un punto tale che sembra che stia duettando con la song originale.

Esercizi:
Studiare la melodia originale di qualche canzone interpretata da Armstrong e cantarla insieme con l'interpretazione di Armstrong. Di alcune canzoni esistono numerosi registrazioni fatte in tempi diversi dallo stesso Louis Armstrong; se vi capita l'occasione, confrontate due versioni tra di loro e con la song originale.

Usate quello che avete a portata di mano, dischi che trovate in casa o in biblioteca o prestati da amici. Vi consiglio in ogni caso qualche brano adatto a questo esercizio, che troverete facilmente, per esempio: On the sunny side of the street, Lazy River, Someday You'll Be Sorry, Georgia On My Mind, When You're Smiling, Dream A Little Dream Of Me, After You've Gone, Mack The Knife, Love Is Just Around The Corner, I Got The Right To Sing The Blues, Let's Do It.




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Data ultima modifica: 14/11/2004

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