|
||||||||||||||||||||||||
|
|
|
|||||||||||||||||||||||
![]() |
||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||
Nam qui facit, quod non sapit, diffinitur bestia (Regule rhytmicae 1025/26 DC) Dopo il primo paio di lezioni introduttive all'improvvisazione libera ed alla ricerca di nuove tecniche per il nostro strumento, finalmente siamo pronti per parlare un po' di Jazz in senso stretto. Approdiamo nel bebop, stile che ha caratterizzato una delle svolte più importanti della storia del jazz. Brevemente sul Bebop:
Per dare un idea di quanto fondamentale nella vita musicale del tempo veniva percepito questo nuovo stile cito l'esempio del giovanissimo Miles Davis. Questi, appartenente ad una famiglia relativamente benestante, era arrivato a NY per studiare tromba (ovviamente classica) alla Julliard School of Music. Qualche tempo dopo però lasciò tutto per unirsi alla band con Charlie Parker e diventare parte della leggenda! Molte sono le peculiarità stilistiche del bebop in particolare, ai fini del Jazzcello vorrei citarne un paio: 1) L'assenza quasi completa di vibrato. Per motivi di spazio e per avere la possibilità di parlare il più possibile di musica, faccio un salto in avanti e comincio subito a parlare di uno dei "tunes" più richiesti al nuovo arrivato ad una Jam Session da Sidney allo stretto di Bering! Mi riferisco a Donna Lee. Prima di cominciare però vorrei spendere due parole su una pratica molto comune nel Jazz che diventò una seconda natura del nascente bebop e che ancora oggi è universalmente utilizzata. Il Contrafact. Contrafatto. Praticamente quasi tutti i più celebri pezzi jazz sono basati su non molto più di una ventina di "tunes". Solo per citarne I più utilizzati: "I got rhythm" (G. Gershwin) (Registrata con altri nomi ed altre forme da Parker qualcosa come 150 volte!), "How high is the moon", "Body And Soul", etc. Quello su cui è basato Donna Lee è "Back home again Indiana". Il potenziale di questa informazione è abbastanza ovvio per chiunque voglia avvicinarsi al Jazz senza troppi mal di testa: quando si lavora su un nuovo pezzo è buona abitudine cercare qual è il contraffatto sul quale questo si basa. Una volta individuato vi troverete già molto più comodi nell'improvvisazione che solo con una serie di sigle di accordi a prima vista assolutamente senza ne capo ne coda! Ok detto questo passiamo alla musica: Ecco la parte...
Come potrete notare ho evitato qualsiasi utilizzo delle corde vuote, il motivo è lampante se si considera che non sempre lo stesso pezzo nel Jazz si suona nella tonalità "classica". Se ciò dovesse accadere al nostro prode Violoncellista Jazz l'unica cosa che dovrà fare sarà di spostare la posizione di partenza un po' più su o un po' pù giù (occhio che qualche aggiustamento sarà comunque necessario!) e poi continuare in scioltezza... come dire Violoncello contro Sassofono 1-0! Per quanto riguarda l'esecuzione e l'arcata: Comincerei, in fase di studio ad eseguire questo pezzo (MOOOOLTO LENTAMENTE!) con un' arcata per nota facendo attenzione ad utilizzare il meno possibile di arco con grande pressione del braccio e le dita della mano destra molto morbide, la sensazione da cercare è molto simile a quella del pizzicato stoppato:Ka-ka-ka-ka. Contemporaneamente la nostra mano sinistra (forte della memoria degli amatissimi Popper,Duport, Servais e Piatti), quasi come su un pianoforte, percuote la cordiera tornando in alto velocemente come se la corda bruciasse sotto i polpastrelli! Ora, sempre con la stessa articolazione della mano sinistra utilizziamo le arcate swing "classiche":
Noterete però che, a parte non essere molto comode, l'articolazione che ne esce fuori non sembra "esattamente" Bebop. Propongo di provare anche un altro approccio. Praticamente con lo stesso feeling che avevamo prima con l'arco (Ka-Ka-Ka...non ridete!!...) leghiamo fino alla fine di ogni respiro a volte o quando ci sono cambi di corda insomma quando ci sembra opportuno! Fate attenzione che comunque lo "swing" ci sia e che sia leggermente valorizzato dall'arco (una sorta di staccato nell'arco ma molto più morbido). All'inizio potrà dare dei mal di testa e suonare una schifezza ma assicuro che a lungo andare è veramente una liberazione anche ai fini dell'improvvisazione! Ultimo Particolare SEMPRE SEMPRE SEMPRE lavorare col metronomo con il gruppo ogni quattro (lo so non piace a nessuno) per un semplice motivo: stiamo studiando per poter suonare senza accapigliarci con il batterista che potete star sicuri NON ASPETTA! Detto questo è ora di ascoltare cosa ne esce fuori:
Donna
Lee (MP3)
Chiedo scusa per la qualità del suono ma la registrazione è estremamente "improvvisata" sto meditando su un arrangiamento un po' meno essenzialista (l'ottava bassa che si sente è il "Boss super octaver") Compiti per casa 1) Scrivere un contraffatto (possibilmente bebop) su un pezzo celebre tipo che
ne so, 'O sole mio,
O mia bella madunnina (par condicio),
Stand By Me... Se volete mettete un post come commento oppure mandatemelo a lucito@jazzcello.net Vi lascio. prossima fermata? Guida ragionata all'improvvisazione su "I got rhyhtm" e consigli per diteggiare i pattern Jazz... Enjoy! Bibliografia per la parte storica: © 2006, 2007 - Jazzitalia.net - Lucio Franco Amanti - Tutti i diritti riservati
| ||||||||||||
|
|
|
|||||||||||
![]() |
||||||||||||