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Costruzione delle triadi sulla scala maggiore La prima nota di ogni accordo è chiamata fondamentale e dà il nome all'accordo. Attenzione a non confondere fondamentale e tonica. Nel caso in questione la tonica rimane sempre Do per tutti gli accordi, in quanto essi sono costruiti sulla medesima scala di Do maggiore. Tutte le triadi che si possono formare con una scala appartengono a quella scala e sono denominate complementari.
Tabella 1: Armonizzazione scala maggiore. La tabella oltre a visualizzare il procedimento dell'armonizzazione evidenzia le note in comune fra le diverse triadi.
Tabella 2: Armonizzazione scala maggiore – Triadi. Sulla prima colonna sono indicati i gradi posizionali delle note nella scala maggiore (in numeri romani per non confonderli con gli intervalli). Sulla seconda colonna la sigla della triade, la fondamentale da il nome all'accordo. Sulla terza colonna la denominazione del tipo di triade (se il tipo è maggiore nella sigla è sottinteso). Sulla quarta colonna le tre note presenti nella triade. Nell'ultima colonna ho infine indicato gli intervalli in semitoni esistenti fra la fondamentale e le altre due note (I - III e I - V). I quali nella prima riga (triade Do maggiore) sono rispettivamente l'intervallo fra Do - Mi e Do - Sol.
Tabella 3: Triadi fondamentali. Nel caso della triade maggiore la sigla non viene specificata. La triade aumentata è originata da altri tipi di scale, diverse da quella maggiore. Vedere ad esempio l'armonizzazione della scala minore melodica (sezione 4.2.6)
Figura 1: Armonizzazione scala maggiore – Triadi.
Figura 2: Triadi fondamentali. Tutti gli esempi hanno il Do come fondamentale. La tabella 2 riporta denominazione e contenuto delle triadi costruite sulla scala maggiore, in figura 1 le stesse triadi sono riportate su pentagramma musicale. Da essa derivano tre diversi tipi triadi, esse sono denominate: maggiore, minore e diminuita. Il tipo di triade è strettamente legato ai gc.. Prendiamo in considerazione le prime due triadi: Do e Re m. L'intervallo di terza esistente fra Do–Mi è una terza maggiore (quattro semitoni) mentre fra Re–Fa è una terza minore (tre semitoni). Vedere poi che l'intervallo di quinta fra Do–Sol è identico a Re–La, una quinta giusta (sette semitoni). È ancora la terza infatti che stabilisce se l'accordo è maggiore o minore, così come avviene per le scale. Nella scala maggiore c'è un'unica eccezione che riguarda la triade diminuita costruita sul VII grado (Si), la quale contiene la quinta diminuita invece della quinta giusta. Nella tabella 3 sono infine elencate le quattro triadi fondamentali, con relativi gradi costitutivi (le prime tre sono originate dalla scala maggiore), in figura 2 le stesse triadi sono riportate su pentagramma musicale. Gli accordi estesi Per quando riguarda gli accordi di nona il procedimento è sempre il medesimo, l'unica differenza è che non sempre vengono suonate tutte le note. Se ad esempio la nona viene aggiunta senza la settima l'accordo è chiamato nona aggiunta e occorre specificarlo nella sigla (9add). Gli accordi di nona sono riportati in figura 5. Per quanto riguarda gli accordi di undicesima e tredicesima, le note in questione vengono quasi sempre aggiunte sull'accordo di settima saltando le altre note, senza doverlo specificare nella sigla. Gli accordi di undicesima e tredicesima sono riportati in figura 6.
Tabella 4: Armonizzazione scala maggiore – Accordi di settima. Molto simile alla tabella 3.10. Nell'ultima colonna sono riporti solo i valori dell'intervallo di settima, il quale nella prima riga corrisponde all'intervallo Do - Si.
Tabella 5: Accordi di settima. Questi accordi sono stati catalogati anche in base alla specie (informazione riportata sulla seconda colonna). Ad esempio l'accordo di quarta specie corrisponde all'accordo settima maggiore. Solo i primi sono originati dalla scala maggiore. I sette accordi con riportata la specie sono quelli fondamentali.
Figura 3: Armonizzazione scala maggiore – Accordi di settima.
Figura 4: Accordi di settima. Tutti gli esempi hanno il Do come fondamentale.
![]() Figura 6: Accordi di undicesima e tredicesima. Combinazioni più utilizzate. Tutti gli esempi hanno il Do come fondamentale.
Altri tipi di accordi Successivamente, nelle tabelle dove sono riportate le armonizzazioni delle varie scale, non è stato utilizzato solo ed esclusivamente il metodo per terze. In alcuni casi è infatti possibile costruire accordi diversi sullo stesso grado della scala. Un esempio interessante è l'armonizzazione del secondo modo della scala diminuita:
Figura 8 Se applichiamo il metodo per terze deriva un accordo di settima diminuita (1ª, 3ªb, 5ªb, 7ªbb). Se invece selezioniamo le note liberamente è possibile costruire anche un accordo di settima di dominante (1ª, 3ª, 5ª, 7ªb). Questa è la ragione per cui questa scala viene spesso applicata anche sugli accordi di settima di dominante, in sostituzione al modo misolidio che come abbiamo visto genera lo stesso accordo. In questi casi esiste inoltre un problema di terminologia degli intervalli. Ad esempio nella scala riportata in figura 8 la quarta nota è chiamata come terza maggiore (3ª). In alcuni metodi musicali essa viene invece chiamata quarta diminuita (4ªb), in quanto si tratta appunto della quarta nota. Questi due intervalli sono equivalenti, il significato perciò non cambia. In ogni caso le denominazioni da me riportate seguono, per quanto possibile, la logica delle triadi e accordi di settima di base (vedi tabelle 3 e 5), più che il semplice ordine dei gradi.
Figura 9: Rivolti degli accordi. Sono riportati come esempio tutti i rivolti dell'accordo di Do (maggiore). Il 3° rivolto è un Do maj7. Le linee trasversali indicano la trasposizione della nota un'ottava sopra. Il tipo di rivolto dipende esclusivamente dalla nota al basso, le altre note possono essere disposte anche in ottave diverse da quelle utilizzate nell'esempio musicale. I rivolti degli accordi · Fondamentale. Fondamentale al basso. I gradi delle note al basso sono indicati in modo generico, nel primo rivolto ad esempio la terza al basso è intesa maggiore per gli accordi maggiori e minore per gli accordi minori. Stesso discorso per i bassi degli altri rivolti. Nella figura 9 sono riportati i quattro rivolti dell'accordo di Do maggiore. Anche se gli accordi rivoltati contengono le stesse note, cambia la loro sonorità. Questo avviene perché l'orecchio attribuisce in modo naturale un particolare risalto al suono più basso. Gli accordi in posizione di rivolto non cambiano il nome, vengono siglati riportando la nota al basso barrata se diversa dalla fondamentale. Ad esempio il secondo rivolto del Do maj7 viene siglato Do maj7/Mi. In generale se la nota barrata appartiene all'accordo si tratta di rivolto. Al contrario se essa è estranea all'accordo si tratta di un basso alterato. Nei casi in cui la linea di basso è separata (ad esempio suonando con un bassista) la nota al basso specificata nella sigla è di sua competenza, non necessariamente degli altri strumenti. Terminologia delle sigle degli accordi Il formato generico di una sigla di accordo è riportato in figura 10.
Figura 10: L'accordo contiene i seguenti gradi: 1ª, 3ª, 5ª, 7ªb, 9ª#, con la 5ª al basso. La denominazione completa dell'accordo è la seguente: Do diesis, settima, nona aumentata, basso in Sol. Nella prima parte è riportata la fondamentale dell'accordo. Nella seconda una abbreviazione che indica il tipo di accordo. Nella terza parte possono essere indicate eventuali note da aggiungere o alterare. Infine, se la nota al basso è diversa dalla fondamentale, può essere indicata dopo la barra, come indicato in figura 10. Se essa fa parte dell'accordo si tratta di un rivolto, al contrario si tratta di un basso alterato. Il Sol al basso indicato in figura 10 è la quinta del Do, l'accordo è perciò in posizione di secondo rivolto. Quelle che seguono sono le principali convenzioni per quanto riguarda la sigla del tipo di accordo:
Oltre al tipo di accordo è possibile indicare nella sigla anche altri gradi da aggiungere o alterare. Nel caso riportato in figura 10 la sigla +9 indica che occorre aggiungere una nona aumentata (il segno + equivale in questo caso al diesis). Se il grado è già presente nell'accordo, esso si riferisce ad una alterazione. Ad esempio Do 7-5 indica un accordo di settima di dominante con la quinta diminuita (-5 indica l'alterazione). Nelle sigle degli accordi vengono tuttavia utilizzate diverse terminologie. Per ragioni di chiarezza le tabelle 6 e 7 elencano le sigle più utilizzate. La prima tabella si riferisce ai tipi di accordi, la seconda alle note aggiunte o alterate. Una volta compreso il meccanismo con cui vengono attribuite le sigle agli accordi, è possibile ricavare la composizione di qualsiasi accordo vi capiti sotto mano. Nella tabella 8 sono elencati solo gli accordi più comuni.
Tabella 6: Terminologia dei tipi di accordi. La sigla riportata per prima si riferisce a quella utilizzata in questo testo. I gradi indicati fra parentesi sono opzionali. Per quanto riguarda gli accordi estesi sono riportati solo quelli maggiori, per ottenere la versione minore è sufficiente aggiungere una m all'inizio della sigla.
Tabella 7: Terminologia note aggiunte o alterate. La sigla riportata per prima si riferisce a quella utilizzata in questo testo. Elenco degli accordi più comuni
Tabella 8: Elenco degli accordi più comuni. I gradi riportati fra parentesi sono opzionali. Nella tabella 8 sono riepilogati gli accordi descritti nei capitoli precedenti. Sono suddivisi in quattro gruppi distinti. Nel gruppo maggiori ho messo gli accordi che hanno alla base la triade maggiore. Nel gruppo minori quelli che hanno alla base la triade minore. Nel gruppo diminuiti quelli che hanno la quinta diminuita. Nel gruppo aumentati quelli che hanno la quinta aumentata. Infine nel gruppo sospesi quelli che al posto della terza hanno la quarta giusta o la seconda maggiore. Nella prima colonna c'è l'esempio della sigla con fondamentale in Do. Nelle colonne successive ho riportato rispettivamente: il nome dell'accordo per esteso; l'elenco dei gradi costitutivi; il numero di note contenute; i gradi della scala maggiore su cui può essere costruito l'accordo senza operare alterazioni alla scala. Le diteggiature per chitarra di questi accordi saranno riportate in seguito. © 2007, 2008 - Paolo Guiducci - Se sei interessato alla pubblicazione contattare l'autore: http://pguiducci.com - Tutti i diritti riservati
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