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Lezione 25: Rhythm Changes (Anatole)
di Marco Di Battista
info@marcodibattista.com

Nel prologo al corso ho annunciato che le due mete da raggiungere con il primo anno di studi, sarebbero state le due strutture "standards" del jazz il

blues
e il
Rhythm change.

Se il blues è stato ampiamente trattato nei capitoli 11-12-13-14-15-16, l' "anatole" ha ritardato la sua apparizione a causa delle sue sequenze accordali, in esse, infatti, alloggiano tutte le risorse armoniche che hai appreso dalle lezioni 18->24.

I
l Rhythm change, come d'altronde il blues, è frequentatissimo nelle jam-session, dunque la pratica "after-hours" ti obbliga a conoscerlo alla perfezione, sia nella forma standards, sia negli aspetti modificati dall'evoluzione del jazz.

Talune volte il rhythm change è identificato con l'appellativo di "Anatole" una terminologia idiomatica di cui s'ignora l'etimologia; se ti chiedono di suonare un anatole adesso sai cosa pretendono da te.

Quando George Gershwin, nel 1930, allestì lo show per Broadway "Girl crazy" non avrebbe mai immaginato che il suo brano "
I've got rhythm" sarebbe diventato una delle strutture basilari della musica afro-americana; i "cambi" furono prestamente accolti ed adottati dai jazzisti; l'epopea bop elevò questa composizione al ruolo di cardine strutturale identificandola con l'appellativo di "Rhythm change" (cambi degli accordi di I've got rhythm). I jazzisti nel tempo hanno sconvolto il "change", sono nate nuove melodie, accordi complessi e aggiornati sono stati adottati nella struttura, il tutto però nel rispetto della fisionomia musicale tracciata da Gershwin.
La struttura di un "anatole" è modellata su 32 battute divise in quattro sezioni da 8 A-A'-B-A', i turnarounds rappresentano l'aspetto portante insieme ai II-V-I e alle "dominanti in caduta" lungo il ciclo delle quinte ...calma adesso delucido!

Malgrado molti affermino che "I've got rhythm" sia costellata da 32 bars in realtà è composta da 32+2 bars; l'ultima A' è prolungata di due misure; il file in real audio, tratto dall'opera originale, dimostra che non ho proferito "corbelleria" sebbene l'orchestra faccia ingresso sul battere della decima battuta della seconda A'.

I've Got Rhythm

Ecco la progressione armonica di "I've got rhythm" priva delle due battute aggiunte:

A

Bbmaj7     Gm7 Cm7       F7 Bbmaj7      Gm7 Cm7       F7
Bbmaj7     Bb7 Ebmaj7    Eb-7 Bbmaj7      Gm7 Cm7       F7


A'

Bbmaj7     Gm7 Cm7       F7 Bbmaj7      Gm7 Cm7       F7
Bbmaj7     Bb7 Ebmaj7    Eb-7 Bbmaj7        F7 Bbmaj7


B

D7 % G7 %
C7 % F7 %

A'

Bbmaj7     Gm7 Cm7       F7 Bbmaj7      Gm7 Cm7       F7
Bbmaj7     Bb7 Ebmaj7    Eb-7 Bbmaj7        F7 Bbmaj7

Questo è il canovaccio seguito dai jazzisti, la tonalità più rispettata è Bb maggiore perché particolarmente gradita ai sassofonisti, ciononostante alcuni pezzi se ne discostano come "Salt Peanuts" di Gillespie/Clark in F maggiore o "Cotton Tail" di Duke Ellington in Ab maggiore. Adesso provo a frammentare l'anatole cercando di capire la sua composizione, riferendomi ad una struttura largamente diffusa leggermente differente rispetto a "I've got":

A

Bbmaj7     G7 Cm7       F7 Bbmaj7      G7 Cm7       F7
Fm7        Bb7 Ebmaj7    Eb-7 Dm7            G7 Cm7       F7

Le quattro battute iniziali denotano due turnarounds in Bb maggiore diversificati dalla dominante secondaria; Gm7 (VI in Bb maggiore) varia in G7.
N
ella 5 e nella 6 cambio di tonalità di quinta giusta discendente; da Bb maggiore si transita ad Eb maggiore attraverso un II-V-I (| Fm7 Bb7 | Ebmaj7 |) al quale è aggiunto un Eb-7, che è la sostituzione di tritono della dominante del successivo Dm7 (A7->Dm7 = Eb7->Dm7), tramutato in minore attraverso uno scambio parallelo (...calma e sangue freddo!). Le ultime due bars ospitano un altro turnaround in Bb maggiore che attua il solito trucchetto; Dm7 sostituzione primaria di Bbmaj7, G7 dominante secondaria.


A'

Bbmaj7     G7 Cm7       F7 Bbmaj7      G7 Cm7       F7
Fm7        Bb7 Ebmaj7    Eb-7 Cm7            F7 Bbmaj7

Tutto si ripete fino alla misura 15 dove il turnaround è sostituito da un riposante II-V-I in Bb maggiore (tanto per cambiare) che conduce alla spigolosa B. Questo minimo cambio armonico fa' sì che la lettera di riconoscimento, nell'analisi strutturale, sia A' e non A
Se nelle due A e A' la successione è molto "cespugliosa" (due accordi per battuta), il "Bridge" esagera al contrario, quattro voicings per 8 bars:

B

D7 % G7 %
C7 % F7 %

Una serie di V7 si rincorrono lungo il ciclo delle quinte discendendo. Il successivo periodo essendo una A' replica perfettamente le condizioni precedenti.
Tutto il lavoro preliminare con le sostituzioni nei turnarounds può essere riversato sulla struttura dell'anatole; sperimenta nuove progressioni armoniche utilizzando le tecniche che oggi conosci. Molti nella B tendono a precedere ogni accordo di dominante con il proprio IIm7:

B

Am7 D7 Dm7 G7
Gm7 C7 Cm7 F7

altri operano, in questo bridge, delle sostituzioni di tritono su G7->Db7 e F7->B7 in modo da ottenere una serie cromatica discendente di V7:

B

D7 % Db7 %
C7 % B7 %

Con l'anatole hai ricomposto finalmente il puzzle, tutti gli elementi studiati in separata sede si mescolano in questa granitica impalcatura armonica. Come il blues, il rhythm change deve assurgere al ruolo di terreno privilegiato di sperimentazione, per me lo è stato e lo sarà sempre tant'è che ne composi uno e lo registrai quattro anni fa' sul mio primo disco, se vuoi rovinarti puoi ascoltarlo… beccati questo real!

Formosa

PARTITURE
Studiando, il primo passo da compiere è l'interiorizzazione a memoria di quanti più rhythm changes possibili; siccome i più famosi sono stati concepiti da autori bop, nel rispetto delle altezze scritte dei temi, dello stile e per non fare cozzare la mano sx con la dx, prima accompagna la melodia che suoni con i Bud Powell voicings (assi di 3a, 6a, 7a, 10a, vedi argomento 17), poi completa con la dx i voicings di Bud come se stessi accompagnando un solista e, impostata un velocità metronomica rapida, immagina d'essere parte integrante di un combo ritmico accentando secondo le solite direttive del levare. Per il momento prova, fra qualche tempo ti proporrò delle tecniche ritmiche per sostenere al meglio un improvvisatore.
Nell'anatole sperimenta anche i Kelly-Evans, quelli esplosi (Boom!!), se non ricordi come costruirli consulta il capitolo 10, ti garantisco in un contesto be-bop sono molto efficaci.
Del rhythm change ho in questa sede soltanto sviscerato l'aspetto armonico, nelle prossime lezioni affronterò la parte riguardante l'improvvisazione; imparerai a usare la scala eolia sui turnarounds e la misolidia sul bridge, concludendo così il primo anno di corso.

Nell'elenco in basso ho raccolto una serie di anatole, i più diffusi, alcuni potrai evitarli nelle jam altri proprio no, quindi...

  1. Down for double - Freddie Green

  2. Flintstone's theme - Bryson/Goldberg

  3. Good bait - Tadd Dameron

  4. Lady blues - Roland Kirk

  5. Lester Leaps in - Lester Young

  6. Moose the mooche - Charlie Parker

  7. Red cross - Charlie Parker

  8. Thriving on a riff - Charlie Parker

  9. Dexterity - Charlie Parker

  10. Steeple chase - Charlie Parker

  11. Anthropology - Charlie Parker

  12. Oleo - Sonny Rollins

  13. No moe - Sonny Rollins

  14. Rhythm a ning - Thelonious Monk

  15. Salt peanuts - Gillespie/Clark

  16. Tippin' - Horace Silver

  17. Cotton tail - Duke Ellington

  18. The theme - Miles Davis

  19. The serpent's tooth - Miles Davis

  20. Crazeology - Benny Harris

  21. The eternal triangle - Sonny Stitt

  22. Webb city - Bud Powell

  23. Bouncing whit Bud - Bud Powell

  24. Bud's bubble - Bud Powell

  25. Jumpin at the woodside - Count Basie

  26. Altoitis - Oliver Nelson

Ultima annotazione, per quanto riguarda il brano "Crazeology" del trombettista Benny Harris è straordinariamente simile, oserei affermare quasi identico, a Bud's Bubble di Bud Powell tant'è che erroneamente è attribuito, nell'intestazione di molte partiture, a quest'ultimo. Benny è già abituato a questi cambi di paternità la sua celeberrima "Ornythology" tutti sentenziano sia di Parker... Pensa te!
 






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Data pubblicazione: 16/12/2002

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