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Lezione 18: Armonizzazioni scala maggiore e minore naturale
di Marco Di Battista
info@marcodibattista.com

E' incredibile come certi argomenti, meno fondamentali d'altri, assurgano a ruolo preminente senza che ne custodiscano le necessarie peculiarità. Perché scrivo questo? Dalle statistiche d'accesso di voi lettori alle pagine dedicate al piano jazz, ho riscontrato che gli argomenti "più fumosi" (non per questo meno importanti), hanno prodotto un "audience" superiore alla loro pregnanza, mentre altri, sicuramente più di valore, sono caduti in second'ordine.

Il prologo intende divulgare che la presente lezione, pur non denotando un aspetto estetico da "canto di sirena", rappresenta un rudimento tecnico assolutamente da non sorvolare. Ti ricordo che le lezioni sono concatenate, ognuna di esse fa' riferimento ad una precedente, "zomparne" a piè pari qualcuna può farti perdere il filo del discorso... mi raccomando!

Nell'incontro ormai "paleozoico" delle differenze tra tonale e modale, segnalai alcune "cosettine" che oggi riprenderò approfondendole, è giunto il momento.

In molti casi ti è stato chiesto di improvvisare a prima vista, su delle successioni armoniche apparentemente difficili; i metodi per uscirne indenni al momento sono due: il primo, analizzato nei consessi precedenti, è quello della parafrasi del tema o degli accordi attraverso l'uso degli approcci diatonici e cromatici; il secondo è quello che mi accingo ad illustrarti.

Sperimenterai una nuova prassi che, attraverso la "funzionalizzazione", ti permette di non perdere la bussola attraversando le giungle armoniche che si parano intricate al tuo cospetto.

N
el sistema modale c'è una stretta relazione tra un accordo e una scala, nel tonale questo rapporto s'instaura tra una serie d'accordi e una scala. Considera la maggiore di C, armonizzala a 4 suoni; armonizzare significa accatastare, ad intervalli di terza, le tre note successive ad ogni grado della medesima (fig. 1).


Figura 1

Attraverso questa "verticalizzazione" delle voci si creano sette accordi (ecco la relazione accordi scala), uno per ogni grado.

Sulla tonica un Cmaj7, sulla soprattonica il Dm7, sulla caratteristica un Em7, sulla sottodominante un Fmaj7, sulla dominante un G7, sulla sopraddominante un Am7, sulla sensibile un B-b5/7. Ho preso a modello la scala di C perché priva d'alterazioni, questa preferenza rende semplice l'individuazione degli intervalli membri d'ogni singolo accordo.
Ricapitolando, una scala maggiore armonizzata a 4 suoni determina sul I e IV grado un maj7, sul II-III-VI un -7, sul V un 7, sul VII un -b5/7 (fig. 2), impara a memoria questa formula, ti servirà per le sostituzioni parallele e primarie (a breve).


Figura 2


Dalla lettura di quanto scritto, osservi che gli unici due accordi che non si ripropongono sono posti sui gradi V (accordo di 7) e VII (accordo semidiminuito). Lo so stai per chiedermi:

"Riconoscendoli in una progressione armonica indicano con sicurezza il centro tonale? Se sì, ottengo le note sulle quali si basa la melodia di un tema?"

Sì e no, quello sul settimo grado è sicuramente da escludere (fidati sulla parola), lo scorgerai, infatti, in altre armonizzazioni l'unico referente affidabile per l'individuazione della scala è il V7. Mi spiego, se in una successione armonica incontri, che so, un Gm7 esso non può segnalarti con sicurezza la tonalità poiché, generandosi su II, III, VI grado, fa' parte di tre regioni tonali diverse: quella di F maggiore (come II grado), di Eb maggiore (come III grado), di Bb maggiore (come VI grado), dunque non svela con rigore attendibile la diatonica da impiegare per l'improvvisazione.
Il V7, essendo unico, t'indica con precisione (non è sempre così) la tonalità; da un C7 scendendo di quinta giusta apprendo immediatamente in che ambito armonico mi trovo (C7 = tonalità di F maggiore). La consapevolezza funzionale, quindi, tende a trarti d'impaccio quando t'imbatti in consecuzioni armoniche in apparenza complesse, sulle quali sei costretto per necessità a realizzare linee melodiche immediate e artisticamente consistenti (mettiamola così! Ce ne passa …).

Mettiamo che nelle prime quattro battute di un brano incappo in questo insieme:

Cm7       F7 Bbmaj7   Bbm7 Eb7    Abmaj7 Fm7      Bb7 Ebmaj7

L'armatura di chiave include il Bb e Eb; mi sento in una "botte de fero" e da buon "malnato" inizio a "smanettare" con la scala di Bb maggiore, nella prima misura e nei primi due battiti della seconda va' tutto liscio proseguendo, però, le cose si complicano maledettamente. Benché le alterazioni in chiave mi propongano la tonalità di Bb, già la seconda battuta deraglia, modulando, da questa chiave. Il primo intervento da effettuare prevede il rilievo dei V7: F7, Eb7, Bb7.

F7 è V di Bb
Eb7
è V di Ab
Bb7
è V di Eb

le tonalità sono tre... pensa te! (fig. 3)


Figura 3

E' facile a questo punto funzionalizzare gli accordi che precedono o seguono i V7 (fig. 4).


Figura 4

Presta attenzione, una volta assegnati i gradi, a non tornare indietro nella disamina della partitura; intendo assicurare che se nella prima battuta hai evidenziato un II-V in Bb maggiore, quando approdi a Bbm7 non cercare di relazionarlo a tutti i costi alla tonalità che lo precede, continua ad andare avanti, soprattutto se nelle vicinanze c'è un altro V7. E' importante sottolineare questo aspetto perché nella didattica reale molti miei "discenti", nelle prime analisi incorrono nel madornale errore… erranti, raminghi in una tenebrosa spelonca…

P
rova ad improvvisare su questa sequenza con le scale maggiori che hai ravvisato. Con questi passi hai intentato, semplicemente, un timido approccio all'analisi armonica, hai appurato che nel jazz l'armatura di chiave non è esaustiva e che le modulazioni possono sopraggiungere sin dalle primissime battute, ti sei reso conto che una serie accordale se ben fronteggiata non comporta particolari rischi "fraseologici".

Un'altra formula di cadenza perfetta (non è giusto definirla così, ma per praticità...) che potrebbe interessarti è la seguente: II-b5/7-Vm7-Im7, niente allarmismi ho solo enunciato il II-V-I della scala minore naturale. Giunti a "virtute" e conoscenza dell'armonizzazione a 4 suoni della maggiore, la naturale, essendo la sua relativa minore, è composta da identiche note (inizia a distanza di 6a maggiore ascendente dalla maggiore), pertanto l'armonizzazione è analoga.
L'unica differenza è nella partenza: dal sesto grado si espande nel seguente modo Im7, II-b5/7, IIImaj7, IVm7, Vm7, VImaj7, VII7.

Un fattore sul quale, a torto, molti non si soffermano è quello di ricordare a memoria e con compitezza gli accordi prodotti sui gradi II-V-I di tutte le scale tonali; cerca di non incorrere in questo errore è un fondamento che ti tornerà molto ma molto utile per il futuro, questa è una promessa!

PARTITURE
Il brano adatto per lo studio di queste nuove nozioni è: "
Bluesette" () di Toots Thielemans (Pag.56 - Real Book). Si tratta di una composizione in ¾ dalla struttura di 24 battute.

U
n chorus da 24 ti suggerisce qualcosa? Oppure ti è completamente indifferente?

Se hai avuto la costanza o l'opportunità di seguire le lezioni precedenti, qualche campanellino d'allarme dovrebbe quantomeno sollazzarti la capa. Un blues particolare? Chissà avrei potuto sparare una immane corbelleria...Chissà! Il cambio degli accordi, tranne che nelle battute n° 3-4 e 19-20 alle quali non sai ancora attribuire un significato, è perfetto per incominciare l'avventura "analisi armonica".

Cerca gli accordi di dominante ed associa ad essi quelli vicini se della stessa tonalità, riferendoti all'esempio della figura 4.

Io consiglio sempre, almeno nelle fasi iniziali, di copiare la successione armonica del pezzo su un quaderno pentagrammato e su quello realizzare "l'indagine", è un modo di agire "pulito", scrivere le tue riflessioni direttamente sulla fotocopia dello spartito originale, in mezzo agli accordi e alla melodia, diventa visivamente caotico. Una volta conclusa l'operazione prova a "fraseggiare" utilizzando le scale che hai determinato, accompagna con i Bud Powell e Kelly-Evans voicings, impara a memoria il tema sostenendoti con i Kelly-Evans per la mano sx, ricerca lo stile con cui è stata scritta
Bluesette, quando incontri gli accordi m7 e maj7 rivanga che il tonale puoi infettarlo con il modale, poni attenzione alla pronuncia. Pensi che qualche scala blues possa fare al caso tuo? ... L'ho buttata là!

N
ella sezione ascolto una versione in 4/4 di Toots tratta dall'album: "
The Brasil project" (1992 - BMG)

Bluesette [MP3: 900KB] [Real Audio]





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Data pubblicazione: 05/12/2001

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