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Negli ultimi cinque argomenti hai affrontato tematiche che saranno pregnanti nel proseguo del tuo cammino didattico-compositivo-improvvisativo. Molta della musica jazz d'impronta tonale fino agli anni '30, '40 e '50 si basa su frammenti armonici, ossia sequenze d'accordi della durata di 1, 2 o 4 battute, dispensati secondo strategie compositive ben collaudate. In questo consesso tenterò di svelare gli enigmi che governano i "Turnarounds", cercando d'affiancare alle tesi ordinarie sin qui varate, nuove ipotesi analitiche. Innanzi tutto "turnaround", letteralmente significa: "Girare intorno"; l'appellativo appare del tutto eloquente, infatti, si riferisce alla costruzione di una serie d'accordi che tendono ad approcciare un I grado arbitrario o reale. Generalmente la successione può soggiornare in una sola battuta, quando investe la sfera delle "Ballad":
bar 7 della prima "A" del brano
"Lover man"
di Davis/Ramirez/Sherman.
bars 31-32 della composizione di Gershwin "A foggy day".
Il turnaround si può ritenere strutturale quando rappresenta la colonna portante di un intero
brano; come sostituzione di moto se soppianta gli accordi di una porzione (generalmente due
battute scelte da te) del brano; come chiarificatore della tonalità di partenza del brano, se
inserito nelle ultime due battute del medesimo.
Hai ragione vediamo di ribattere alle tue lecite richieste. Quando nel capitolo 18 ti ho esortato ad imparare a memoria tutti gli I-VI-II-V scaturiti dall'armonizzazione a 4 suoni delle tre scale minori e della maggiore non ho fatto altro che prepararti al mefistofelico avvento del turnaround; normalmente esso è costituito da questi gradi ma non sempre, ce ne sono alcuni che sfruttano configurazioni del genere: Imaj7-IIm7-IIIm7-IVmaj7 e Imaj7-IVmaj7-Imaj7-IVmaj7. Con le conoscenze che possiedi è tuo dovere sconvolgere, con un tornaround di sostituzione, i "changes" di uno standard e il tornaround stesso con dei cambi interni, ecco alcune soluzioni vagliate dai miei allievi in questi anni (Berarducci, Ronci, Filippini), la tonalità prescelta è Bb maggiore/minore:
Le combinazioni ottenute sono state molte molte di più di quelle scritte nell'elenco e queste
non sono neanche le più interessanti, tuttavia individuano delle linee guida utili alla tua
verifica personale; presta attenzione, se non contestualizzi all'interno di un brano la tua
sperimentazione sui turnarounds, essa serve a ben poco. Le sostituzioni sono una bella gatta
da pelare, se da un lato sono dei potenti mezzi, perché utilizzabili in maniera creativa
dall'altro, se non se ne comprendono i meccanismi, possono risultare come un binario morto dal
quale è difficile deragliare. T'invito, prima di passare oltre, a rileggere con acume gli
argomenti che vanno dal 18 al
24, in essi troverai tutti gli utensili che ti occorrono per
coltivare amorevolmente questi "tignosi" virgulti.
l'analisi armonica rivela una serie impressionate di II-V e II-V-I maggiori, l'apoteosi della tonalità maggiore; se non decidi di fermarti all'epidermide e continui nella ricerca d'elementi che potranno esserti utili per la composizione, scorgi che le misure di Joy sping della figura 24-2 possono essere interpretate anche così e oggi sai perché, che esagerando, se eliminassi per un momento la bar 17, tra la 16 e la 18 ci sarebbe un turnaround in F maggiore (fig. 24-3), il Gmaj7 è ingannevole anche se questa è un'ipotesi ardita, è mia intenzione spronarti a ricercare espedienti, artifizi, trucchi ai quali ricorrono i compositori nell'elaborazione dei loro testi musicali, ti garantisco che a me è servito...
JOY SPRING
BASI MIDI JOY SPRING BIOGRAFIE E' stato un trombettista leggendario, uno dei talenti più cristallini che il jazz abbia mai
prodotto. Il triste destino ha voluto però sottrarlo prematuramente alla vita, in un incidente
stradale avvenuto nel
1956
su un'autostrada nello stato della Pennsylvania."Brownie" inizia la sua carriera in ambiti musicali totalmente differenti dal jazz, la prima incisione del 1952, lo vede debuttare nel gruppo di rhythm and blues di Chris Powell, in seguito è data alle stampe una jam session registrata con mezzi artigianali in un negozio di strumenti musicali, dove insieme a musicisti non d'alto profilo, suona tra gli altri "Donna Lee" L'etichetta "Blue Note" gli propone un contratto ed egli incide, sotto la paternità
di questa casa editrice, albums in veste di leader e nei panni di collaboratore in altri gruppi.
I brani "Cherokee"
Il successo ormai gli arride, Tadd Dameron lo convoca nel suo nonetto, nello stesso periodo (1953) Lionel Hampton lo vuole nella sua orchestra offrendogli l'opportunità di visitare l'Europa. In violazione ai divieti contrattuali imposti da Hampton, eludendo la sorveglianza del leader, in piena notte incide con Art Farmer e le "Swedish All Stars"; i brani più godibili scaturiti da quest'incontro sono "Stockholm Sweetnin'" Il pianista francese Henri Renaud organizza, a Parigi, una serie d'incontri d'incisione
("The complete Paris collection"). Clifford insieme con alcuni elementi dell'orchestra
di Hampton e ad alcuni musicisti americani espatriati in Francia, registra in diverse
formazioni dal piccolo gruppo all'orchestra di 17 elementi;
il suo fraseggio emerge prepotente e impetuoso tracciando linee melodiche incisive e
perfettamente musicali secondo un disegno evolutivo straordinariamente chiaro; e pensare che
ha solo 22 anni. Diventato ormai il più apprezzato trombettista "hard bop" s'integra
con estrema facilità nel gruppo di Horace Silver
e Art Blakey. Testimone mirabile di questo sodalizio è il disco dal vivo
"A Night at Birdland", dove le peculiarità melodiche "nerborute" del "nostro"
trovano esaltazione.Nel 1954, "Brownie" vince il referendum dei critici del "Down Beat" e Max Roach lo vuole nel suo ensemble che prima di trovare stabilità, con l'ingresso di Brown, alterna al suo interno fior di musicisti come: Kenny Drew, Carl Perkins e i sassofonisti Herb Geller e Walter Benton. In questo gruppo manifesta a pieno le sue qualità, brani ormai memorabili sono: "Valse hot" Per l'anagrafe: Wilmington, Delaware, 1931 - Pennsylvania (autostrada) 1956.
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