Jazzitalia: la musica jazz a portata di mouse...
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�
INDICE LEZIONI

Lezione 10: Voicings W. Kelly - B. Evans per accompagnare
di Marco Di Battista
info@marcodibattista.com

Nel secondo argomento ci siamo occupati di come poter realizzare voicings specifici per la mano sinistra; per farlo abbiamo utilizzato le tecniche di due grandi pianisti: Wynton Kelly e Bill Evans

In quel capitolo ho affermato che i voicings Kelly-Evans potevano essere esclusivamente impiegati per accompagnare noi stessi in presenza di un contrabbasso; abbiamo altresì detto che non sono indicati per sostenere armonicamente un solista (questo non è del tutto vero, i polychord smentiranno questa tesi, ce ne occuperemo!). 

Se mi trovo a suonare in un quartetto è probabile che io debba accompagnare, per farlo al meglio come devo comportarmi? Come posso aiutare il solista ad esprimersi al massimo? Cosa devo fare perché percepisca nel migliore dei modi il cambio degli accordi?

Proseguendo nella strada intrapresa (questa è soltanto la prima di moltissime che percorreremo), ricorriamo di nuovo alle idee di Kelly-Evans. Stiamo per occuparci dei voicings Kelly-Evans esclusivi per l'accompagnamento di un solista che si interseca con un combo ritmico. Dobbiamo in pratica "esplodere" ("Drammatico incidente, un pianista ucciso dall'esplosione di un voicings..;-)") i nostri 3-5-7-9, 7-9-3-5 e tutte le varianti di essi che conosciamo, in modo che le 4 voci vengano divise fra le due mani: due nella sinistra, due nella destra. 

Nel jazz esiste la parola "drop" che letteralmente significa calare, lasciare cadere; vedremo, quando studieremo i block chords e le varie armonizzazioni per una sezione di fiati, che questo termine ci diventerà estremamente famigliare. Quando dico che voglio "droppare" una voce all'interno di un accordo, il mio volere è quello di abbassare una o più voci del medesimo di un ottava (vedremo, quando studieremo queste tecniche, quanto sia redditizio operare le drop in funzione dell'impasto armonico, lo scopriremo in seguito!). 

Per realizzare i voicings "Kelly-Evans" per l'accompagnamento avviene, passatemi il termine, un droppaggio anomalo; una voce del voicing, esattamente la seconda dal basso, viene alzata di un ottava; nei 3-5-7-9 è la quinta che si sposta; nei 7-9-3-5 è la nona che cambia posizione. Nel primo caso con la mano sinistra suonerai la 3a e la 7a, con la destra la 9a e la 5a. Nel secondo, con la sinistra la 7a e la 3a, con la destra la 5a e la 9a. Questo è l'ordine con cui le voci devono essere collocate iniziando dal basso. Fai attenzione, la sx suona sempre una 3a e una 7a, una 7a e una 3a, è uno dei concetti che dominerà le sovrastrutture, oops, m'è scappato! Mi raccomando, nonostante le quattro voci siano distribuite fra le due mani, fanno parte di un unico voicing e affinché questo riveli le proprie caratteristiche armoniche (m7, 7, maj7 etc.), occorre che esse vengano premute contemporaneamente, senza anticipi o ritardi fra la sinistra e la destra. 

La diteggiatura che adopero, suggeritami da un video di Kenny Drew in concerto, è quella che io definisco a "corna"; con la sinistra uso in ordine il mignolo e l'indice, con la destra l'indice e il mignolo (tipica configurazione digitale dell'automobilista italiano inc...to). 

Nella lezione "Voicings Kelly-Evans", abbiamo visto i voicings, per la mano sinistra, sui II-V-I di tutte le tonalità maggiori; in quella occasione vi ho anche suggerito di fare attenzione a come le voci progrediscano in queste cadenze perfette. Oggi vi esorto a fare la stessa cosa. Utilizzando la costruzione dei voicings visti per i II-V-I, vi invito ad alzare la seconda voce e a ripartire l'accordo fra le due mani (in tutte le tonalità come scritto). 

Osserva visivamente: 
nel primo caso Dm7-G7-Cmaj7, in Dm7 la sx suona una 5a giusta, la dx un 4a giusta
in Cmaj7 la sx una 4a aumentata, la dx una 5a giusta
in Cmaj7 la sx una 5a giusta, la dx un 4a giusta

Se fai attenzione agli intervalli che suoni ti sarà più facile memorizzare i voicings, in quanto quasi sempre si alternano 5e a 4e e viceversa. L'esperienza scolastica mi dice che questi voicings sono poco amati, poiché sono di difficile memorizzazione, molti allievi li trascurano preferendone altri di più facile interiorizzazione, poi li riprendono quando si accorgono che sono molto importanti soprattutto quando si suona in contesti "boppistici". Il mio consiglio è di non soprassedere nel loro studio; con minimi movimenti delle due mani si possono ottenere grandi alterazioni degli accordi, ottimi movimenti delle voci, impasti armonici davvero efficaci, basta avere pazienza. 

Quando affronti un nuovo brano costruisci prima i voicings come consuetudine, poi per accompagnare alza la seconda voce dal basso di ognuno di essi. A tal proposito volevo sottolineare che l'accompagnamento, di cui parleremo abbondantemente in futuro soprattutto dal punto di vista ritmico, deve stimolare il più possibile il solista, facendogli comprendere il passaggio ad un bridge, sottolineando un turnaround, fortificando armonicamente la struttura del brano, non intralciando con interventi ritmici inopportuni la linea melodica che esso produce. 

Concludendo, i voicings di cui abbiamo parlato non sono indicati per accompagnare il solo di un bassista o una cantante in duo pianoforte-voce, l'esperienza mi dice che questi musicisti preferiscono percepire il movimento della nota fondamentale degli accordi per rimanere ancorati alla struttura. Naturalmente non è sempre così... ma questo lo sapete già. 


LO STUDIO
Come da scaletta il brano che utilizzeremo per studiare per la prima volta i Kelly-Evans per accompagnare è: "All the things you are" scritto da Jerome Kern. 
Volevo ricordarvi che ogni nuovo argomento non deve farci dimenticare le metodologie applicative esaminate in precedenza; su questo pezzo devi continuare ad "allenarti" nel suonare i voicings, alla pronuncia, all'applicazione dei modi, alle analisi strutturale e stilistica. 
Si tratta di una composizione che in origine è parte integrante di un'opera più complessa (un musical) dalla quale, se così vogliamo dire, è stata estratta l'ARIA centrale diventando la struttura di 32+4 battute da noi ereditata. 

L'intro originale molto lirico e orchestrale, è stato sostituito da Parker. Ancora oggi i musicisti di jazz amano suonare l'introduzione di Charlie; nella partitura del New Real Book (pag.4) è trascritta questa variazione introduttiva. 

Nell'esempio in basso ho riportato la progressione armonica delle prime sedici battute del pezzo. Nelle prime otto ho costruito prima i voicings per la mano sx seguendo questo ordine: 

Fm7 = 3-5-7-9
Bbm7 = 7-9-3-5
Eb7 = 3-6-7-9
Abmaj7 = 7-9-3-5
Dbmaj7 = 3-5-7-9
Dm7 = 3-5-7-9 / G7 = 7-9-3-5
Cmaj7 = 3-5-7-9

Poi ho innalzato la seconda voce dal basso di ogni voicing ed ho ottenuto quello che ho scritto. Ti rammento che sugli accordi di dominante puoi inserire la #9, b9, #11, b13; su quelli maj7 la 13 al posto della 5; sperimenta queste possibilità ma fai attenzione, quando si espone il tema, ad attenerti alla trama armonica originale, alterare troppo potrebbe far collidere la melodia con l'armonia creando effetti sgradevoli. 

In questa fase non ho spiegato come inserire ritmicamente i nuovi voicings, approfondiremo questo aspetto quando parleremo dei comping, per il momento il tuo dovere è quello di ascoltare nelle incisioni dei "grandi" come i pianisti sostengono il solista. 

Nelle successive 8 misure ho solo indicato i voicings della sinistra suggerendoti con la freccia quali voci alzare d'ottava. Nella battuta 14 risiede il semidiminuito, ancora non conosciamo un voicing adatto a questo accordo, per la sua realizzazione segui le istruzioni;

La parte restante di "All the things you are" sei in grado di completarla tu. Un'ultima ingegnosa particolarità, riguardante le prime sedici battute, si può attribuire alla progressione armonica che determina quattro modulazioni diverse. 

Nelle prime cinque si è nella tonalità di Ab maggiore, nelle 6-7-8 in quella di C, dalla 9 alla 13 in Eb maggiore, dalla 14 alla 16 in G maggiore; se considerassimo le tonalità di Ab-C-Eb-G come note singole e le suonassimo contemporaneamente avremmo creato un accordo di Abmaj7, che è proprio il primo accordo che si forma sulla tonalità suggerita dall'armatura di chiave di questo brano... pazzesco eh!!






Le altre lezioni:
02/11/2003

LEZIONI (piano): Le scale simmetrice esatonali. (Marco Di Battista)

23/07/2003

LEZIONI (piano): Inizia il secondo anno di corso con le scale simmetriche diminuite. (Marco Di Battista)

11/05/2003

LEZIONI (piano): Il modo misolidio. (Marco Di Battista)

02/02/2003

LEZIONI (piano): Il modo eolio. L'"antagonista" del...dorico.... (Marco Di Battista)

16/12/2002

LEZIONI (piano): I Rhythm Changes. L'Anatole, senza dubbio una delle strutture portanti del jazz, analizzato battuta per battuta. (Marco Di Battista)

20/10/2002

LEZIONI (piano): I Turnarounds: come "girare intorno" per riapprodare ad un I° grado (arbitrario o reale) (Marco Di Battista)

10/08/2002

LEZIONI (piano): Terzo capitolo sulle sostituzioni armoniche: il tritono. (Marco Di Battista)

15/06/2002

LEZIONI (piano): Sostituzioni armoniche II: le sostituzioni d'approccio o di moto (Marco Di Battista)

12/05/2002

LEZIONI (piano): Sostituzioni armoniche: come inserire un accordo al posto di un altro accordo tutelandone la funzione originaria o sconvolgendola totalmente....

31/03/2002

LEZIONI (piano): Dominanti secondarie: ingresso nella sfera delle sostituzioni armoniche, dove tutto è tutto e il contrario di tutto....

10/02/2002

LEZIONI (piano): Armonizzazione delle scale minore melodica e minore armonica (Marco Di Battista)

05/12/2001

LEZIONI (piano): Armonizzazione scala maggiore e minore naturale. Qual è la tonalità con cui improvvisare? Quale accordo si deve considerare come riferimento?. (Marco Di Battista)

26/10/2001

LEZIONI (piano): La virtù che contraddistingue i "Bud Powell voicings" è riferibile alla robusta pienezza armonica che ostentano all'ascoltatore. (Marco Di Battista

22/09/2001

LEZIONI (piano): Tecniche modali sul blues. Graduale sostituzione degli accordi, sequenza delle scale per l'improvvisazione, "astuzie" per essere più disinvolti in jam session. (Marco Di Battista)

01/08/2001

LEZIONI (piano): Forme di blues singolare. Analisi delle 44 battute di Locomotion di Coltrane. (Marco Di Battista)

09/06/2001

LEZIONI (piano): Il blues di Coltrane (Marco Di Battista)

22/04/2001

LEZIONI (piano): Il blues minore con esempi e basi. (Marco Di Battista)

10/03/2001

LEZIONI (piano): Il blues di Charlie Parker. (Marco Di Battista)

25/01/2001

LEZIONI (piano): Il Blues: la scala blues, il blues forma primitiva. (Marco Di Battista)

03/12/2000

LEZIONI (piano): Cos'è una struttura, come si analizza, come si affronta. (Marco Di Battista)

08/11/2000

LEZIONI (piano): Il modo lidio (Marco Di Battista)

22/10/2000

LEZIONI (piano): Il modo dorico (Marco Di Battista)

30/09/2000

LEZIONI (piano): Cos'è un pattern? Creare una linea melodica su un II-V-I (Marco Di Battista)

05/09/2000

LEZIONI (piano): Cos'è un II-V-I, voicings su II-V-I (Marco Di Battista)

20/08/2000

Lezioni (piano): la pronuncia (Marco Di Battista)

10/08/2000

Lezioni (Piano): il repertorio (Marco Di Battista)

30/06/2000

Lezioni (pianno): I voicing - Bill Evans e Wynton Kelly. (Marco Di Battista)







Inserisci un commento

Marco Di Battista
Rosetta Stone


© 2000 Jazzitalia.net - Marco Di Battista  - Tutti i diritti riservati

© 2000 - 2017 Tutto il materiale pubblicato su Jazzitalia è di esclusiva proprietà dell'autore ed è coperto da Copyright internazionale, pertanto non è consentito alcun utilizzo che non sia preventivamente concordato con chi ne detiene i diritti.

Questa pagina è stata visitata 46.985 volte
Data pubblicazione: 30/12/2000

Bookmark and Share



Home |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti
 
tml>