Jazzitalia - Lezioni Voce: IL CORPO DIETRO LA VOCE: Un introduzione
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Il corpo dietro la voce
Introduzione: gestione e controllo del potenziale vocale
di Sandra Evangelisti
evasama@tin.it

"L'arte parla allo spirito ma si alimenta del concreto"
Philip Ball (*)

Generalmente quando ci si avvicina allo studio del canto uno dei primi traguardi su cui si concentrano i propri sforzi è il potenziamento dell'energia vocale. Rinforzare il diaframma e gli altri muscoli della respirazione diventa quindi il principale obiettivo di lavoro. Io personalmente non condivido questo tipo di approccio.

Studiando la storia della Cina antica, infatti, ho avuto modo di apprendere come uno degli obiettivi principali dei regnanti delle diverse dinastie fosse quello di controllare l'enorme potenza distruttiva dei grandi fiumi e di trasformarla, attraverso una intelligente politica di controllo delle acque, in energia costruttiva! Dighe, argini e canali permisero, dunque, al popolo cinese di convivere con la forza dei grandi fiumi traendone nutrimento e beneficio per se stessi e per la propria terra.

Lavorare sul potenziamento dei muscoli della respirazione senza prima studiare il percorso dell'aria e i più frequenti ostacoli che ne impediscono il libero fluire è, a mio avviso, come permettere ad un fiume in piena di riversarsi fuori dagli argini e di distruggere case e raccolti. Con l'imparare a gestire, in modo corretto, sia la postura delle varie componenti che costituiscono l'apparato fonatorio sia il livello di tonicità della muscolatura che ne consente i movimenti si favorisce il crearsi delle condizioni indispensabili per uno sviluppo razionale del proprio potenziale vocale contribuendo, tra l'altro, al benessere generale di tutto l'organismo.

Sempre a mio avviso, un primo approccio allo studio della tecnica vocale dovrebbe dunque essere quello di eliminare tutte quelle tensioni fisiche che inibiscono la fluidità del flusso respiratorio permettendo quindi che esso trovi la sua strada autonomamente. E questo può accadere, perdonatemi se mi ripeto, soltanto grazie al raggiungimento della corretta postura di tutte le componenti che contribuiscono alla fonazione e non soltanto di quelle più specificamente limitate alla respirazione quali il diaframma e gli altri muscoli della respirazione.

A tal fine è dunque consigliabile la conoscenza della morfologia e delle modalità funzionali di ognuna di queste componenti prese nella loro individualità nonché della loro reciproca interazione, soprattutto tenendo conto che indagini specialistiche "sul modo in cui la nostra voce riesce a produrre, nel canto, una notevole gamma di sonorità hanno rivelato una sorprendente complessità sia nel comportamento dei singoli elementi che costituiscono il sistema fonatorio, quanto nelle loro modalità di interazione" (1).

In altre parole il nostro obiettivo principale dovrebbe essere quello di costruire dapprima dighe, argini e canali e poi, soltanto successivamente, quello di aprire le dighe e lasciare che la nostra energia vocale possa fluire liberamente ed essere di conseguenza sfruttata al meglio... "per sanare e non per distruggere" (2).

Tuttavia, come già detto ripetutamente, prima di poter costruire argini e canali è necessario conoscere la natura dei materiali con cui dovremo lavorare.

Cominceremo, pertanto, dalle origini analizzando le varie componenti che costituiscono l'organo produttore del suono, la laringe, e ne studieremo il funzionamento. Quindi vedremo come il suono prodotto a livello laringeo venga poi amplificato e plasmato nelle cavità sopraglottiche. Soltanto alla fine affronteremo lo studio dei vari muscoli coinvolti nella funzione respiratoria. Concluderemo, quindi, il nostro viaggio, all'interno della funzione fonatoria, con il collegare il tutto in un UNO... la fonazione appunto.

Tuttavia, non essendo io una specialista del settore, vi pregherei di considerare questo ciclo di lezioni semplicemente come una sorta di diario nel quale mi sono limitata ad annotare quanto da me appreso durante questo mio procedere in un così affascinante quanto vasto "campo di ricerca" quale, appunto, quello della voce umana. Diario che ho poi desiderato condividere con tutti voi.


NOTE:
(*) Philip Ball, Colore: una biografia, Milano: RCS libri, 2002 (2001), p. 62.
(1) Ingo R. Titze, "Lo strumento umano", Le Scienze, Roma: Le Scienze, 475 (marzo) 2008, p. 56.
(2) "Excalibur" di John Boorman, Warner Bros, 1981.





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Data pubblicazione: 26/07/2015

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