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Salve a tutti e benvenuti alla 2 a lezione di Organo Hammond Gentilmente ospitata da Jazzitala. In questa lezione vedremo di capire da dove è nata l'esigenza di inventare l'organo hammond e in sostanza, come funziona.L'Hammond è nato per sostituire l'organo a canne. Inizialmente quando si tentò di sostituirlo all'organo a canne, fu subito rinnegato dalla chiesa perché quel suo attacco delle note così violento (che poi noi chiameremo l'amato Keyclick e che caratterizza tanto lo strumento) non si addiceva all'uso e non rassomigliava per niente al suono dell'organo a canne…. In effetti non avevano tutti i torti. Fu così che per un periodo andò in disuso fino a quando qualcuno iniziò a capire le possibilità timbriche e a suonarlo: Ethel Smith. Ma vediamo ora come funziona e come si produce il suono. Come saprete dalla fisica acustica, il timbro di uno strumento è determinato principalmente dal tipo di armonici che in esso sono contenuti e in base al loro volume. Con questo sistema di inventò il sistema a canne dell'organo e alla stessa maniera funziona nell'Hammond. Nella tradizione organaria più antica si considera registro reale il suono di Principale 8' (otto stà per i piedi di altezza della canna più grave). In base a ciò, il "Principale" dell'Hammond è l'8', il 16' rappresenta il suono all'ottava sotto. Con un po' di fantasia si potrà capire che il drawbar con su scritto 4' sarà lo stesso suono un'ottava sopra il reale e il drawbar 2? Esatto, 2 ottave sopra. Vediamo quindi schematicamente come sono sistemati i suoni nei nove Drawbar.
Laurens per nostra fortuna e per velocità di utilizzo, decise di dividere i colori dei drawbar, troviamo quindi con la testa bianca i suoni reali (pensando dall'8' e saltando di ottava in ottava verso l'acuto), di nero le cosiddette mutazioni, quindi le due quinte e il Drawbar n°8 che suona una terza e di Marron i suoni di Sub ottava. Ogni suono ha un volume da 1 a 8 che si sceglie in funzione dell'uscita del drawbar. Ora, sono sicuro che state sperimentando i vari suoni e verificando se dico il vero e penso che praticamente ……… ORA! Mi state chiedendo: "Ma perché il secondo drawbar, che tu dici suonare sotto il suono fondamentale, suona una quinta sopra?". Ebbene si, forse questa è l'unica cosa che si può contestare a Laurens e vediamo perché. Il 5 1/3' comunemente chiamato Duodecima Power Tree Ma scopriamo insieme perché questo suono. Unire il 16' che dà profondità con l'8' che dà corpo – o se preferite, struttura – e la quinta (5 1/3') che aggiunge ‘nasalità' e spicco. In realtà, il ‘power three' rimanda a classiche combinazioni di registri d'organo a canne per suonare la melodia del solo, quelle in cui si univano la fondamentale, l'ottava e un registro in quinta come il Flauto in XII o Nazardo. Niente di nuovo in assoluto ma la riscoperta, magari casuale e inconsapevole, di una perla organistica e la sua ‘stilizzazione' moderna.
Due strade per variare Lavorando sul power three, dunque, si può andare sostanzialmente in due direzioni: partire dal 16' tutto fuori e aggiungere IN MISURA MINORE la sequenza 5 1/3' – 8', IN MODO CHE LA QUINTA PREVALGA SULL'8'; oppure fare una scaletta, partendo da un 16' a metà corsa o giù di lì e aggiungendo il 5 1/3' e l'8', anche in questo caso con la quinta più forte dell'ottava (non dovrei chiamare così l'8', normalmente ritenuto la fondamentale, ma come detto prima l'organo è uno strumento in base 16!.). Nel primo caso, il timbro sarà particolarmente limpido e adatto a creare atmosfere ‘meditative' – dunque molto al jazz –, e tenderà ad una certa esilità sulle acute; nel secondo, dato che la parte del leone la fa la quinta, si avranno sonorità aggressive e taglienti, decisamente rockettare, ma un po' deboli sulle medio-basse; debolezza compensabile con l'overdrive che ingrossa il suono. In ambedue i casi, poi, la gamma delle ‘nuances' ottenibili aumenta inserendo a vari livelli il 4'.
Qualche esempio SECONDO CASO: 586 ecc. o 386 ecc., percussione 2nd soft-fast, overdrive. Oppure 5864 ecc., senza percussione ma con un bel click a tutto sputo.
Un'ottava sopra: l'altra faccia del p.th. Dopo questo escursus introduttivo sui registri dell'organo e sulle possibilità timbriche, ci rivediamo alla prossima lezione con la seconda parte di drawbar e settaggi dove cercheremo di denudare altri timbri usatissimi di organo hammond nella letteratura e Vi fornirò una lista dettagliata di varie combinazioni di registri e una descrizione degli altri innumerevoli comandi timbrici dello strumento. © 2003, 2004 Jazzitalia.net - Simone Faliva - Tutti i diritti riservati
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