Jazzitalia: la musica jazz a portata di mouse...
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�
INDICE LEZIONI

Daily Village
Steve Khan original as played on his recording
ARROW - 1979

 
di Steve Khan

Click here to read the english version

Su ognuno dei tre album che ho inciso per la Columbia, ho inserito un brano che rappresentasse il mio stile sulla chitarra acustica. In quel periodo ho suonato una sei corde acustica David Russell Young in contrasto allo stile di fondo del Fender Rhodes di Don Grolnick. Su "Tightrope" ('77) ciò si può ascoltare sul brano "Star Chamber" mentre "Daily Valley" è il brano acustico sull'album "The Blue Man" ('78). In questo articolo presento "Daily Village" che è tratto dall'album "Arrows" del '79. Questo pezzo risente effettivamente dell'influenza del brano 'jungle' "Quiet Village" di Martin Denny, che ascoltavo di solito alla radio negli anni '50 a Los Angeles quando ero un bambino. Penso che ciò che mi ha attratto più di ogni altra cosa di quello strano pezzo strumentale, sia stato il mood suggerito dalle armonie che sembrano galleggiare su un basso Tumbao o Vamp. Credo, senza effettivamente saperlo, che stavo cominciando ad appassionarmi alla musica latina. Confrontati direttamente, credo che "Daily Village" non sia particolarmente complesso da un punto di vista armonico.

I
l mood è chiaramente impostato dal Rhodes di Grolnick e dall'interpretazione della linea di basso da parte di Will Lee (il tutto completato da un po' di Larry Graham-ismo qua e là) su un accordo di Ebm7(sus) durante la [I], e ciò continua per tutta la [A]. Quando ho rivisto la partitura e ho riascoltato il brano per scrivere questo articolo, ho realizzato che lo devo aver scritto in un ritaglio di tempo poichè si sente l'intenzione ritmica "in due". In altre parole, il piede si batte sui movimenti 1 e 3 di ogni battuta. Perciò, ho corretto la partitura.

Su [A2], dove l'accordo cambia a A7(13b5), così come in entrambe le sezioni [A], i voicings densi riflettono un senso di armonia che ora mi fa venire in mente l'influenza, diventata molto più profonda negli ultimi anni, di Clare Fischer. Un piccolo "trucco" di arrangiamento che ero solito adottare, era farmi improvvisare da Don Grolnick alcuni pad di archi su un ARP String Ensamble molto vecchio, uno strumento sicuramente non molto sofisticato al giorno d'oggi ma, nelle sue mani, suona ancora in modo meraviglioso. In generale, penso che il segreto di rendere gli archi del sytnh efficaci sia che, durante la fase di missaggio, vadano tenuti nascosti in modo che quando vengono enfatizzati sono 'sentiti' più di quanto siano effettivamente stati ascoltati. Più elevato è il volume nel missaggio, più si riveleranno in modo efficace.

F
inalmente, alla lettera [B], dopo 5 bar di preparazione, abbiamo la nostra vera sezione di contrasto in cui Michael Brecker suona la melodia a-la-Clare Fischer col sax soprano. Ricordo che ho dovuto chiedere a Michael di suonare il soprano qui praticamente in modo esplicito. A causa degli inerenti problemi di intonazione che tale strumento ha, a Michael non è mai piaciuto suonarlo, al punto che è riuscito (casualmente o appositamente...) a lasciarne un paio nei taxi di New York, perdendoli con felicità!!! A parte tali storie, mi è sempre piaciuto il suo approccio a questo strumento, specialmente su due oscuri e molto elettrici album del grande pianista Hal Galper: "The Guerrilla Band" ('71) e "Wild Bird" ('72). Fino ad oggi non ho ancora visto questi dischi ristampati su CD, neanche in Giappone. Sto divagando...la sezione [B] ci fa trovare nell'area di un C7(b9b5), Gb7/C il quale ha una sonorità che può facilmente assumere le qualità di un "incantatore di serpenti" e penso che ciò sia coerente con il resto del pezzo.

La estesa sezione del solo, da [C] attraverso [C3], riflette le due aree armoniche del brano: Ebm7(sus) e A7(13b5). Su Ebm7, applico semplicemente un approccio di Eb dorico (Eb, F, Gb, Ab, Bb, C, Db). Tuttavia, dato che nella melodia, alle battute 9 e 13 della sezione [A], ci sono dei E (Mi) naturali, in quei punti adotto anche un Eb Frigio, che trasformo proprio in un Db Dorico (Db, Eb, Fb, Gb, Ab, Bb, Cb) poichè contengono le stesse note. Per la sonorità di A7(13b5), uso una scala minore melodica di Mi (E, F#, G, A, B, C#, D#), sebbene si potrebbe scegliere di chiamarla scala Lidia b7 di La (A, B, C#, D#, E, F# G). Ancora una volta, sono uguali! In aggiunta, mi piace applicare la pentatonica 7a dominante di B (B, C#, D#, F#, A), che cattura la sonorità di questo accordo, ma può anche essere considerata come 'suonare il blues' un tono sopra la fondamentale. Essa fornisce una sensazione piena di 'soul', mentre si sta ancora preparando il suono interessante dell'armonia estesa. Tale utilizzo è discusso in dettaglio nel mio libro "
Pentatonic Khancepts".

Come sempre, lo stile di accompagnamento di Don Grolnick è un qualcosa di rara bellezza. Lui sa esattamente come uno vorrebbe essere supportato. Non c'era veramente nessuno come lui nell'essere sofisticato, sensibile, pieno di sentimento e molto, molto funky!!! Appena il solo giunge in chiusura con un lungo sustain su Emaj7(9#4), si ritorna alla sezione [B], e nuovamente si ascolta il soprano di Michael che interpreta in modo volutamente non preciso la melodia con un tocco di 'impudenza' gettata lì per il beneficio di tutti. Uno dei momenti da me preferiti è verso il minuto 4:03 sul CD. In questo punto Don risponde a qualcosa che Michael suona con un tipo di R&B a-la-Richard Tee, ottenuto con semplici triadi minori con delle semiminime in staccato suonate cromaticamente verso il basso secondo questa sequenza Ebm-Dm-Dbm. Ricordate che ciò è fondamentalmente sul suono di C7, oltre ad essere molto funky, ed è effettivamente piuttosto divertente, e suona anche in modo alquanto sarcastico! La sezione [D] è semplicemente una ripresa della melodia di [A]. Poi si arriva alla [E], per la parte improvvisata con effetto Fade, che, come [A2], è sul suono oramai molto familiare di A7(13b5). Appena la parte fade si completa, si arriva spontaneamente al groove ottenuto con raddoppio di tempo. Tale groove è stato talmente memorabile, almeno secondo alcuni, che un tipo che conoscevo, ogni volta che lo incontravo, era solito ricordarmi quella sezione come un momento che era il momento preferito più di ogni altra registrazione! Difficile da credere! Dopo circa 9 battute di fade, come solista, eseguo svariate interferenze al raddoppio di tempo e in qualche modo da qui, proprio per il finale, una volta che sono passato agli accordi, Will, Don e Steve mi seguono e concludiamo.

Sebbene abbia già scritto ciò in qualche altra parte del mio sito, forse nella sezione dedicata alla discografia, ripeto che ritengo di essere stato fortunato nell'aver avuto una seconda opportunità di autoprodurmi poichè le vendite dell'album "
The Blue Man" sono state circa la metà rispetto a quelle ottenute da "Tightrope", e nel mondo del business, ciò non è certo visto come un progresso da parte di un A&R (Artist and Repertoire) Executive. Sono pertanto grato sia a Bruce Lundvall che a Jim Fishel per essere stati con me durante queste tre registrazioni. Comunque, ho avuto anche un co-produttore e sono stato sufficientemente fortunato poichè ho potuto scegliere un mio caro amico, un brillante ingegnere del suono di nome Elliot Scheiner. Molti di voi probabilmente sanno delle vittorie dei Grammy da parte di Elliot per il lavoro svolto con gli Steely Dan e con gli Eagles.

O
ra è giunto il momento di fornire spiegazioni riguardo il titolo di questo brano. Mi hanno spesso chiesto "Che significato ha la presenza della parola 'Daily' nei titoli di vari tuoi pezzi?". Be', la verità è che...non significa realmente nulla di specifico, e sicuramente nulla di così "profondo"! tempo fa tra il '77 e il '78, sono andato a New York City ad una mostra di alcuni acquerelli disegnati da Jean-Michel Folon, la cui arte ha ingraziato ben 13 copertine dei miei LP/CD. Ho sempre cercato titoli che derivassero dai titoli dei suoi dipinti, che normalmente subiscono già una traduzione in inglese dal nativo francese. Ad ogni modo, a questa mostra, vidi un dipinto dal titolo "Daily Bulls", e illustrava due colonne di teste e corpi della Sfinge. Non fui in grado di collegare il titolo a quanto vidi. Tuttavia, annotai questo titolo, poichè mi sembrò interessante, e successivamente diventò il titolo di un brano con influenza Latina dell'album "
The Blue Man". Poi ho semplicemente posto la parola 'Daily' dinanzi al titolo di un altro brano che è così diventato "Daily Valley". Nessun titolo realmente significa nulla, e certamente niente di "profondo"! Pertanto, in questo caso, poichè il brano era influenzato da "Quiet Village" è semplicemente diventato "Daily Village". 

Con la pubblicazione di questo articolo ora abbiamo presentato un brano per ognuna delle mie prime registrazioni come leader. Ovviamente provvederò ad inserirne delle altre e sarebbe molto interessante vedere la vostra risposta e leggere quindi il feedback di voi lettori.

Grazie tante per tutto!!!

Daily Village
pagina 1 - pagina 2 - pagina 3 - pagina 4

File Audio (MP3 1.2 MB)





Le altre lezioni:
19/11/2006

LEZIONI (chitarra): El Tacaño tratto dall'album Paraíso dei Caribbean Jazz Project (Steve Khan)

12/08/2006

The Green Field (Steve Khan Trio)

12/08/2006

LEZIONI (chitarra): Tratto dall'ultimo eccellente album, "The Green Field", l'analisi di "El Viñón" dedicato al grande Elvin Jones (Steve Khan)

17/03/2006

LEZIONI (chitarra): Sierra Madre solo tratto dall'album Sunshower di Dave Valentine (Steve Khan)

06/10/2005

LEZIONI (chitarra): Daily Bulls, tratto dall'album "The Blue Man" (Steve Khan)

01/10/2005

Intervista a Steve Khan: "...Fare in modo che la musica funzioni è la cosa che più importante per me! Non mi preoccupo quanto uno suoni veloce...La prima cosa per me è che la musica abbia groove, se c'è relazione tra la melodia, la batteria e il basso...Questo è quello che cerco..." (Alex Milella)

26/06/2005

LEZIONI (chitarra): Blue Zone 41 tratto dall'album "Public Acess" (Steve Khan)

23/04/2005

LEZIONI (chitarra): Un tributo a George Harrison con il medley di "Within You Without You/Blue Jay Way" (Steve Khan)

30/01/2005

LEZIONI (chitarra): What I'm Said - uno "strano" blues dall'album Crossings. (Steve Khan)

09/11/2004

LEZIONI (chitarra): Charanga Sì Sì - un brano del Caribbean Jazz Project. (Steve Khan)

07/04/2004

LEZIONI (chitarra): Uncle Roy un brano emblematico della migliore fusion! (Steve Khan)

03/09/2003

LEZIONI (chitarra): Dr. Slump, un involontario "tributo a Jimi Hendrix" raccontato in tutti i suoi aspetti. (Steve Khan)

27/04/2003

LEZIONI (chitarra): Tightrope quarto brano di Steve Khan in esclusiva per Jazzitalia. Un brano fusion in 11/4 con un interessante "trucco" di arrangiamento...

08/03/2003

LEZIONI (chitarra): Descarga Canelón terzo brano di Steve Khan in esclusiva per Jazzitalia. Una brano Latin suonato da un grande gruppo.

25/01/2003

LEZIONI (chitarra): Anhelante secondo brano di Steve Khan in esclusiva per Jazzitalia. Una ballad suonata con la chitarra acustica. (Steve Khan)

22/12/2002

LEZIONI (chitarra): Avviata una collaborazione col grande chitarrista Steve Khan. Nelle sue pagine conosceremo ed analizzeremo insieme a lui la sua musica suonata sempre con grandissimi musicisti. Il primo brano è Got My Mental un blues originale inciso con Patitucci e DeJohnette.







Inserisci un commento

© 2002, 2004 Jazzitalia.net - Steve Khan - Tutti i diritti riservati

© 2000 - 2017 Tutto il materiale pubblicato su Jazzitalia è di esclusiva proprietà dell'autore ed è coperto da Copyright internazionale, pertanto non è consentito alcun utilizzo che non sia preventivamente concordato con chi ne detiene i diritti.

Questa pagina è stata visitata 9.079 volte
Data pubblicazione: 01/09/2004

Bookmark and Share



Home |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti