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Che ci crediate o no, ho
effettivamente avuto il "germe" fondamentale di questo pezzo, che è presente nella
sezione [I] sin dal 1984, dopo aver registrato
"Casa Loco". Non ho
alcuna idea del perchè non sono mai riuscito a terminare la composizione di questo
brano fino al 2005. Tuttavia, al rientro a NY
da un tour europeo nel marzo di quell'anno, sapevo che avrei dedicato ogni momento
da sveglio al completamento dei miei brani originali e all'arrangiamento degli altri.
Penso che sia un po' ironico il fatto che il brano termini in Eb minor, che è la stessa tonalità in cui ho suonato "Uncle Roy". Non è meno ironico che, nel momento in cui cominciammo a sviluppare quel brano, le mie "istruzioni" a Steve Jordan furono: "E' sottinteso che sia qualcosa che si rifaccia ad Elvin!" Naturalmente, Steve mi ignorò, e tirò fuori qualcosa di realmente suo. Allo stesso modo, l'unica cosa che ho detto a Jack è stata che è un brano dedicato ad Elvin, nulla di più. Ricordo, dopo aver registrato il brano, di essere andato nella sala controllo e di aver chiaramente sentito il suono del fischietto tubolare di Manolo Badrena e di aver pensato tra me e me che sembrava avessimo terminato di registrare un tipo di "tema" spaziale e tenebroso per uno di quei "Spaghetti Westerns" di Clint Eastwood. Ancora, un altro piccolo dettaglio che ha molto contribuito al mood. Si può notare che John Patitucci è stato libero di ignorare la piccola linea di basso, scritta solo per dargli un'indicazione del punto in cui partire. Principalmente, gli ho solo detto di mantenere un approccio "bluesy" mentre comunque suonava ciò che ritenesse ideale per lui. Sebbene i soli sono su una struttura di 12 battute di blues minore, la parte relativa alla melodia si discosta un po'. Ho semplicemente fatto quello che mi sembrava più "giusto". Vi è l'accordo im7, seguito dall'accordo ivm7, e un ritorno all'accordo im7, ma nella sezione [C] c'è un turnaround che fornisce alla struttura un look molto differente. E' in questa parte che sono state inserite le uniche sovraincisioni. Qui ho utilizzato la mia ESP Strat, unitamente al pedale del volume, con un suono molto più luminoso e l'utilizzo della barra del tremolo per creare come una tinteggiatura acquerellata dei colori armonici. Sugli accordi suonati ho aggiunto, letteralmente, B-C-E su F#m7b5 e G-A-B su A7(9). in ogni caso, è stato così creato un cluster di note molto più interessante.
Quando scrivo o arrangio una nuova composizione, cerco di non soccombere mai alla tentazione di creare un "caso di genialità". In altre parole, è la tipica mania di voler cercare fortemente di rendere la musica costantemente nuova e interessante. Ciò che voglio conseguire è far sì che ogni cosa sia in un flusso veramente elementare, ma, ovviamente, anche di mantenere un grado di sorpresa e interesse. Pertanto, le varie soluzioni di break su cui dobbiamo tutti concordare sono somiglianti l'una con l'altra, ma alcune variano rispetto quelle di base, e sono presenti alla fine della maggiorparte delle sezioni [I]. La prima piccola deviazione si ha durante il secondo finale della [I] giusto prima la [B]. Nella bar 4 di [C], la figurazione sui beat 3 e 4 rispecchia ciò che verrà nel break e che precede il break del solo di chitarra, e l'arrivo alla sezione [D]. L'ultimo punto di interesse è la figurazione del break finale, che appare due bar prima della sezione [F], e funge da "propulsore" per il solo di Jack Dejohnette, un suo personale saluto a Elvin. Un altro dettaglio molto
piccolo a cui siamo giunti durante le prove e che abbiamo raffinato prima della
registrazione, appare in due punti simili durante l'esposizione della melodia. Con
un rimarcato accento sul beat 4 della bar 4 di [A], individuabile sul quarto
rigo della pagina 1,
ho notato che sarebbe stato meglio se John ed io lasciassimo il beat 1 vuoto sulla
prima bar di [I] al rigo 5. Pertanto, tenete questa cosa in mente se state
eseguendo il brano. La stessa cosa appare nuovamente a
pagina 2, appena dopo
l'ultima bar della sezione [B2]. Prima di pubblicare queste pagine, ho apportato
alcune modifiche in modo da renderle più rispondenti a quanto abbiamo suonato. Tutto
ciò mi ricorda una cosa che mi è stata detta tempo fa su Stravinsky che, alla domanda
retorica: "Qual è la parte più importante della matita?", pare abbia risposto:
Ciò che è rimasto di così rilevante, che non è cambiato ne' potrebbe, sin dal '96, quando abbiamo registrato insieme "Got My Mental", è l'incessante fuoco, la creatività, l'energia che sia John Patitucci che Jack Dejohnette portano in ogni performance. Quando si deve assumere il ruolo dell'artista e del produttore, è un gran sollievo sapere che queste sono qualità che si possono sicuramente ottenere nel momento in cui sei a lavorare con tali musicisti, poichè è certo che essi daranno il massimo. Loro sanno anche che io non sono uno di quelli che abusa di questo privilegio chiedendo più del necessario. Come il nostro precedente disco insieme, la maggior parte di ciò che si ascolta è di solito registrato nel primo take. "El Viñón", per qualche motivo, ha richiesto invece 3 takes, ed è stato molto difficile scegliere tra gli ultimi due a causa dell'incredibile modo di suonare di Jack. Tuttavia, si deve sempre "fare l'interesse del brano" pertanto, il Take 3 da questo punto di vista è stato eseguito meglio. Recentemente, durante la preparazione di qualche potenziale lavoro live, ho deciso di affrontare l'inevitabile e di comporre un vero finale per questo brano. Pertanto, se si vede a pagina 4, si può notare il segno [Tag], che rappresenta un nuovo finale. Come faccio normalmente, il finale include ed estende un frammento della [A] che fornisce un solido, forte e definitivo finale. Questo, per me, è meglio di un lungo, protratto accordo. Quindi, per coloro che hanno intenzione di suonare questo brano col proprio gruppo, ora avete un finale. Divertitevi!! La raffinata arte dello
stabilire la sequenza di brani di una registrazione non è mai facile e non esiste
una scienza esatta in merito. In termini generali, solitamente si desidera iniziare
con un brano che sia adeguato rappresentante del lavoro e traini l'intera registrazione.
Di solito si desidererebbe scegliere qualcosa con un tempo brillante e una melodia
coinvolgente. Quando è stato terminato "The Green Field", e tutte le tracce
erano state scelte in modo da non superare i 78 minuti complessivi, è iniziato il
processo di selezione. Alla fine, ho sentito che "El Viñón" era la scelta
migliore, anche se non rispecchia le qualità che ho appena menzionato. Tuttavia,
è un brano ricco di altri elementi, e certamente mood e personalità
sono i principali. Comunque, in aggiunta a ciò, sembra essere il più serioso
dei brani per come è venuto e questo, per me, è diventato un punto chiave.
File Audio
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