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LA POETICA DEGLI SPIRITUALS Il Cristianesimo ha avuto un ruolo decisivo quanto ambiguo nella storia culturale dei neri d'America, che ricercarono nella religione dei padroni i motivi del loro asservimento [2], trovandone giustificazione in una sorta di "maledizione divina" per cui essi stessi paragonarono la loro propria storia a quella del popolo ebraico.Durante il lungo periodo della schiavitù, la chiesa divenne il fulcro della vita sociale dei neri, rimanendo allo stesso tempo anche un efficace strumento di controllo di cui disponevano i coloni. Il momento della preghiera collettiva costituiva l'unico momento di "tregua" della giornata: il potersi raccogliere insieme per esprimere tutti contemporaneamente i propri sentimenti fece della chiesa il luogo fisico ove si manifestarono le prime testimonianze della condizione etica, sociale e politica del popolo afro-americano. Per il naturale legame che nella tradizione africana unisce la Musica all'attività umana, come già era stato nel lavoro per i work-songs, anche nel rito sacro gli afro-americani fecero uso del Canto, dando forma ad una riuscita miscela di melodie occidentali e ritmi africani: nacquero così gli Spirituals e il Gospel. [3]Le tracce africane, sia di melodie che di testi, sono molto presenti, perché, nonostante che nel 1808 una serie di leggi avesse bandito la tratta degli schiavi, essa continuò illegalmente fino a tutto il XIX secolo, portando in suolo americano sempre nuove persone che in Africa erano cresciute e che erano perciò ben memori dei canti tribali. Questo Spiritual usa, per esempio, una espressione propriamente africana:KUMBAYA [4]kumbaya, my lord, kumbaya Kumbaya, my lord, kumbaya oh, Lord, Kumbaya Someone's laughing Lord, kumbaya Someone's laughing Lord, kumbaya oh, Lord, Kumbaya Kumbaya, my lord, kumbaya Kumbaya, my lord, kumbaya oh, Lord, Kumbaya Someone's praying Lord, kumbaya Someone's praying Lord, kumbaya oh, Lord, Kumbaya Kumbaya, my lord, kumbaya … Il Gospel, che vede la luce successivamente, nel XIX secolo, subendo l'influenza della musica occidentale, non è altro che lo Spiritual, nato come solo canto, armonizzato ed accompagnato dagli strumenti musicali. Anche se derivano da canti secolari, come le work songs ed il blues, gli Spirituals, con i loro continui riferimenti all'Antico Testamento [5] e alla storia ebraica, e con le loro parole di speranza in un mondo migliore, sono fondamentalmente dei canti religiosi,OH HAPPY DAY [6]Oh happy day, oh Happy day, Oh happy day, oh Happy day, when Jesus washed, when Jesus washed oh, when Jesus washed, when Jesus washed when Jesus washed, when Jesus washed He washed my sins away, oh happy day … ma molto spesso vanno oltre il significato della funzione liturgica, nascondendo in realtà mille motivi di rivalsa. Si parla infatti di "doppio significato" per gli Spirituals, che riescono ad esprimere allo stesso tempo significati spirituali e materialistici, estetici ed utilitaristici. GO DOWN MOSES [7]Go down, Moses, Way down in Egypt's land Tell ole Pharaoh To let my people go! When Israel was in Egypt's land (Let my people go) Oppressed so hard they could not stand (Let my people go) Go down, Moses, Way down in Egypt's land Tell ole Pharaoh To let my people go! … Il senso della morte domina in tanti Spirituals, in alcuni sotto forma di speranza, di fiduciosa attesa per un viaggio lungo i pascoli celesti che finalmente riusciranno a sottrarre l'anima alla sua sofferenza in terra, altrove lungo il filo di formulazioni di dura, inesorabile condanna. La stessa cosa, più o meno, vale per il giudizio universale, la fine del mondo che premierà in eterno gli eletti e punirà i cattivi: MY LORD, WHAT A MORNING! [8]My lord what a morning, my lord what a morning, my lord what a morning, when the stars begin to fall! You'll hear the trumpets' sound to make the nations under ground looking to my God's right hand when the stars begin to fall! My lord what a morning, my lord watt a morning, my lord what a morning, when the stars begin to fall! You'll hear the sinner cry to make the nations under ground looking to my God's right hand when the stars begin to fall! my lord what a morning, when the stars begin to fall! I testi degli Spirituals sono legati alla vita dei loro autori: gli schiavi. Ispirati dal messaggio di Cristo e della sua "Buona Novella" (gospel) narrata dal Nuovo Testamento, ovvero che "tutti possono salvarsi", essi hanno composto differenti inni che in realtà descrivono la propria condizione di schiavi. Molti schiavi sognavano di raggiungere una Free Country, che essi stessi definivano "my Home, o Sweet Canaan, The Promised Land". Questa terra si trovava al di là del Mississippi, o sul lato Nord del fiume Ohio, fiume che verrà chiamato Giordano (Jordan): ROLL, JORDAN, ROLL [9]Roll, Jordan, roll I want to to heaven when I die to hear where Jordan roll Mother, I want to be there yes, my Lord! And sittin' in the Kingdom to hear where Jordan roll Roll, Jordan, roll Roll, Jordan, roll … L'intento religioso, pur se sincero, è spesso un abile camuffamento: non solo dei semplici sermoni cantati o dei salmi, ma una sorta di linguaggio cifrato per soli neri, un codice usato dagli schiavi fuggiaschi [10] per comunicare segretamente. Ce ne sono alcuni, i più espliciti, che non venivano mai cantati in presenza dei bianchi.Ad esempio in questo famoso Spiritual si esprime il grande bisogno di libertà che è in ogni uomo, poiché talvolta la schiavitù può essere meno palese, ma altrettanto stringente.: FREEDOM [11]Oh freedom, oh oh freedom, oh oh freedom over me! An' befo I'd be a slave I'll be burried in my grave An' go home to my Lord an' be free No mo' moanin', no mo' moanin' No mo' moanin' over me An' befo I'd be a slave I'll be burried in my grave An' go home to my Lord an' be free No more shuting, no more shuting No more shuting over me And before I'll be a slave I'll be burried in my grave and go home to my Lord and be free No more crying, no more crying No more crying over me And before I'll be a slave I'll be burried in my grave and go home to my Lord and be free Ancora, in questo Gospel sembrano riflettersi esperienze quali l'arruolamento dei neri nelle varie campagne di guerra, compreso quelle contro i francesi e per l'indipendenza americana sin dal XVIII secolo, esprimendo un significativo pacifismo e, implicitamente, l'assurdità del padrone bianco che lo obbliga a combattere per scopi che non lo riguardano in prima persona: DOWN BY THE RIVERSIDE [12]I'm gonna lay down my burdens, down by the riverside down by the riverside down by the riverside I'm goin' to lay down my burdens, down by the riverside Ain't goin' to study war no more Ain't goin' to study war no more study war no more, study war no more Dopo la guerra civile americana, gli Spirituals vennero "riscoperti" da musicisti ed intellettuali del Nord, venendo così molto spesso armonizzati ed arrangiati.
Le caratteristiche tecniche e più propriamente di origine africane degli Spirituals sono subito risultate essere le seguenti: antifonia, il battere insieme le mani a tempo, l'improvvisazione e l'emozione collettiva. In termini strettamente musicali, ad esempio, l'uso della scala pentatonica [15] è tipicamente africana.L'antifonia e la tecnica della ripetizione costituiscono la base da cui si sviluppa tutto il componimento: mentre con la tecnica antifonale, il così detto call and response, si stimola creativamente l'ascoltatore, con la ripetizione ossessiva di certe espressioni se ne enfatizza notevolmente il significato mentre il predicatore "taglia" improvvisamente il suo discorso con il cut interrompendo sé stesso con una frase come "pregate Dio!" e gli ascoltatori rispondono al cut, che viene evidenziato anche dagli strumenti musicali. AMEN [16]Amen, amen, amen amen, amen See the baby (Amen) wrapped in the manger (Amen) on Christmas morning (Amen, amen, amen) See Him in the temple (Amen) talking to the elders (Amen) who marveled at his wisdom (Amen, amen, amen) … John Lovell [17] divide i principi basilari dello Spiritual in due categorie: quella degli elementi meccanici e quella degli elementi non-meccanici. I primi sono quegli elementi strutturali, e non, che più direttamente discendono dalla tradizione africana, come appunto la ripetizione, che fa insistere sull'assenso o sulla reazione a certe verità filosofali; l'uso predominante di pronomi personali presi dal linguaggio familiare e del vocativo; l'interscambio continuo tra frasi, versi e strofe; l'uso del tetrametro giambico alternato al trimetro giambico, caratterizzato dal ritmo rudimentale; lo schema ritmico dominante dell'ABCB; l'uso di una strategia retorica col coinvolgimento subitaneo del fruitore; il notevole uso di figurazioni del linguaggio parlato.Gli elementi non-meccanici sono innanzitutto la grande semplicità, l'ingegnosità e il senso di immediatezza che confonde passato e presente, un'attitudine critica rispetto alla realtà e il colmare il primo verso di significati che rappresenta così la "somma delle scoperte filosofiche della comunità e del poeta" [18].
Il predicatore nero usa una grande varietà di strategie nel suo sermone parlato, facendo un largo uso di figure retoriche come: l'epanalessi [20]:because His power brings you power, and your Lord is still the Lord; l'epifora [21]:"give your life to the Lord; give your faith to the Lord; raise your hands to the Lord"; e l'anafora [22], dove la ripetizione viene all'inizio della frase:Nobody knows the trouble I've seen, nobody knows but Jesus!
Gli Spirituals hanno influito sulla musica jazz per l'impiego di forme polivocali.Né si deve dimenticare che il frequente accompagnamento degli Spirituals con il battito delle mani ha costituito già di per sé una base armonica sulla quale agire nel beat e nell'off beat, nella sezione melodica e in quella ritmica. La maggior parte degli Spirituals sono restati anonimi, sia per i testi che per le musiche. Alcuni degli autori, quasi sempre gli stessi predicatori, sono elencati nell'opera del musicologo Henry Krehbiel (Ann Arbor, Mich. 1854 – 1923) [23] che nel 1914 pubblicò una lunga lista di nomi di uomini di chiesa. Sicuramente sono canti popolari concepiti per i cori, e alcuni possono essere frutto della creazione di un gruppo, ma esistevano sicuramente degli individui dotati di notevoli capacità compositive [24]. Tutte le composizioni però hanno subito rifacimenti ed adattamenti nel corso degli anni, tant'è che al giorno d'oggi esistono diverse versioni degli stessi Spirituals.IL BLUES E IL BLUESMAN Di sicuro si sa solo che la nascita del Blues è legata alla campagna: il Field Blues [26], da non confondersi con il Country Blues, nato successivamente, era in origine solo canto con un considerevole uso dell'improvvisazione, in cui il cantore (Holler) faceva molto spesso a meno dell'accompagnamento. Banjo e chitarra furono usati in seguito.Il Blues non è legato alla chiesa o al lavoro collettivo o a particolari occasioni, ma è sostanzialmente un canto individuale che fa dell'individuo l'oggetto stesso del suo canto [27]. Allo stesso tempo, però, il Blues, pur mantenendosi a livello individuale, esprime al meglio i sentimenti della collettività, perché essendo al tempo della schiavitù proibita ogni manifestazione malinconica o di recriminazione, i cantanti Blues si fecero portavoce clandestinamente dei sentimenti del loro popolo.Il Blues non è, quindi, solo l'espressione principale della musica afro-americana, ma lo è anche di tutta la cultura afro-americana in quanto esprime la ricerca della personalità, il bisogno di possedere il proprio mondo e di essere soggetto della propria storia. Contenendo tutti gli elementi di conforto che servono agli afro-americani per potersi riconoscere come popolo, esso costituisce il mezzo per poter comunicare così come i loro antenati comunicarono con i tam-tam della giungla. PREACHIN' THE BLUES [28]Down in Atlanta G.A. under de viaduct ev'y day, drinkin'cohn an'hollin' hurrah, pianos playin' ‘til de break uh day but as Ah turned mah head Ah loudly said: Preach dem blues, sing dem blues, dey certainly soun's goo' Tuh me, ah bin in luhve fo' de las' six mont's an'ain'done worryin' yet. Moan dem blues, hollah dem blues, le'me convert yo'soul, ‘cause jes'uh spirit uh de blues tuhnight le' me tell yo'girls ef yo' man is treatin' yo'right, le' me tell yo' Ah doan' mean no wrong… Dopo la fine della schiavitù, con l'esodo dalle campagne alle città, il blues perse la sua forma originaria, consolidando la sua struttura in una ripetizione indefinita di un movimento di dodici battute in 4/4 fondate su di un giro a sua volta basato su degli accordi fondamentali [29].Per il suo immutabile schema strofico, la sua logica antifonale con la ripetizione obbligata del primo verso [30], la semplice struttura armonica e la sua particolare atmosfera lowdown [31], il Blues può essere considerato come il padre della musica afro-americana, che vive come una fonte sotterranea perenne e come fondamentale oggetto di ispirazione. Sebbene l'accompagnamento musicale sia necessario, il Blues è essenzialmente un genere vocale, e poetico, dal momento che i testi sono più lirici che narrativi, e il cantante più che raccontare una storia, esprime le sensazioni e i sentimenti che egli prova a riguardo: si dice che due diversi cantanti non daranno mai la medesima interpretazione dello stesso blues, e che neppure lo stesso cantante potrà eseguire due volte alla stessa maniera. Per esprimere la sua musicalità il bluesman usa tecniche vocali [32] e strumentali [33] particolari che vanno oltre il loro comune utilizzo. Caratteristica fondamentale per il canto e per la musica resta però la pitch inflection, ovvero l'inflessione tonale comunemente chiamata blue note, una nota che non c'è in nessuna scala musicale occidentale, e che si trova sospesa tra due semitoni e che conferisce l'aria melanconica alla melodia.Il testo, strettamente legato alla musica è enfatizzato e riempito di significati dall'interpretazione del cantante: caratteristico è il troncarsi della voce nel mezzo o alla fine della strofa, lasciando così alla musica il compito di completarla. Il concetto di rima è concepito elasticamente, e non è indispensabile. La rima è poco presente nei testi Blues (il secondo verso a volte rima con il quarto), e in alcuni casi, quando è usato molto il dialetto, è percepibile solo nell'ascolto e non nella lettura. Nato infatti come forma di comunicazione orale, il Blues si è sviluppato su di un canovaccio strutturale che è riuscito a plasmarsi nel tempo riuscendo sempre ad attualizzarsi e ad esprimere i significati culturali più profondi del popolo afro-americano: delusioni, umiliazioni e rabbia, e quindi toni accesi di autocommiserazione, ma anche di sfogo. Contrariamente ai Pastori che predicavano la rassegnazione e la promessa del Paradiso a coloro che conoscevano l'Inferno in terra, e sebbene il Blues non incoraggi i neri alla rivolta, esso elenca in tutti i minimi dettagli una situazione deprimente e rivoltante. E' sintomatico infatti che il Blues inizi a diffondersi dopo la fine della guerra Civile ( 1865), divenendo l'espressione del Freedman, di chi finalmente poteva disporre di sé, e di chi poteva per lo meno "lamentarsi" da uomo libero.Il Blues rappresenta ed esprime al meglio il tormentato cammino verso l'inserimento dell'afro-americano nella società. Infatti in un altro momento "topico" per gli afro-americani, e per l'America intera, cioè durante la Grande Depressione, il Blues ebbe una rinascita considerevole: ci furono ancora considerevoli migrazioni, e il grande fenomeno dell'urbanizzazione del Nord, nelle cui città (Kansas City) nacque il Rhythm'n'Blues. Il tema centrale del Blues da cui si dipana poi tutta una serie di argomenti è quindi, sostanzialmente, il rapporto tra l'io cantore ed il piacere, la ricerca di soddisfazioni materiali che vengono negate dalla realtà. Questo spiega il carattere immediato e diretto dei versi, anche quando si fa uso di metafore, ed il punto di vista individuale che viene dato riguardo a delle problematiche sociali [34]. Un numero considerevole di Blues utilizza poi l'elemento socialmente significante o di interesse comune come pretesto o luogo poetico dove poter ambientare la propria disavventura personale o il proprio dramma sentimentale.Ma non bisogna credere però che il Blues sia solo un "lamento" o la voce di un disadattamento sociale, perché "the Blues can be real sad, else real mad, else real glad and funny, too, all at the same time" [35], ovvero il tono del canto Blues può essere di volta in volta malinconico come gioviale, cupo ed ironico e talvolta anche aggressivo, e il bluesman è capace di variarlo con estrema disinvoltura grazie a schemi retorici precostituiti, le cui immagini sono prese dall'ambiente familiare e da situazioni quotidiane, mentre pressoché assenti sono le descrizioni dettagliate delle situazioni o squarci paesaggistici.
People ravin' about hard times. Questo modo di dire viene associato ad un essere malinconico che non lascia spazio a fantasticherie, un modo di essere triste che non è possibile trovare nell'uomo bianco. Il nero si rassegna alla schiavitù commiserandosi, consapevole di una tragedia in atto che non finirà mai. GOOD MORNING BLUES [38]Goo' mohnin blues, how do yo' do? Goo'mohnin', blues, how do yo' do? Well, Ah'm doin'alright, blues, how are yo? Ah layed down las'night, Ah wuz turnin' f'om side tuh side, ah layed down las' night, Ah wuz turnin' f'om side tuh side now doan yo'git me wrong, Ah wuzn't sick, Ah wuz jes' satisfied. W'en Ah got up dis mohnin' de blues wuz walkin' ‘round mah bed, w'en Ah got up dis mohnin' de blues wuz walkin' ‘roun' mah bed, w'en Ah wen'tuh eat mah breakfas', yo' kno' de blues wuz all in mah bread. O Lawd, Lawd ha' mushy, pleez'ha'mushy on me, o Lawd, Lawd ha' mushy, pleez' ha' mushy on me, dis mohnin' lef de blues in mah house an' mah soul's so full uh misery, Ah say mah soul. Se il tono è melanconico, l'argomento è spesso sporco ed osceno, reso con un linguaggio ricco di trasgressioni dei codici morali e sociali. La lingua del Blues è quella parlata comunemente, il dialetto nero, che non si risparmia nell'uso di espressioni colorite ed oscene. Il rapporto uomo-donna, a proposito, è un tema molto frequente e che dà spesso adito ad espressioni forti. La donna afro-americana, che ai tempi della schiavitù era considerata a disposizione di tutti gli uomini in quanto era vietato il matrimonio, ha acquisito col tempo un ruolo sociale diverso rispetto a quello della donna occidentale: le famiglie afro-americane erano di natura matriarcale e solo la donna poteva ritenersi pilastro della famiglia [39]. Sia durante la schiavitù che dopo, una volta arrivati in città, la donna continua ad essere capofamiglia, mantenendo la prole col suo lavoro di domestica; al contrario l'uomo diventa sempre più incapace di sostenere il ruolo maschile: cerca così di dimostrare la propria forza mettendo in mostra le proprie capacità sessuali, ma non gli basta e, umiliato, abbandona la famiglia confermando la supremazia della donna [40].Le canzoni solitarie, le storie di vagabondaggi sono un altro tema ricorrente del Blues, come pure la vita in prigione [41] e la tristezza economica. E' molto frequente anche il tema dell'allontanamento dalla terra natia, e quello della ferrovia, che assunse il significato di "strada verso la libertà", non tanto per i treni che la percorrevano, ma per gli schiavi fuggiaschi o i freedmen che seguivano le rotaie camminando di notte per raggiungere il Nord [42].I testi dei Blues sono, per intensità e valore culturale contenuto in essi, sicuramente l'espressione più alta di poesia popolare della comunità afro-americana, ma forse anche degli Stati Uniti interi. La sua profonda resistenza e la sua invariabilità strutturale fanno sì che esso possa contenere la storia degli afro-americani, con tutti i loro problemi e le loro reazioni, sia di estraniamento che di protesta nei confronti dell'America bianca. Molto più del jazz, il blues reagisce contro le influenze occidentali spesso opponendovisi. Ogni volta che uno stile musicale, avendo fatto ormai il suo corso, stava per terminare, i musicisti neri americani si sono sempre dovuti rivolgere al blues, riscoprendolo e riadattandolo. Nel blues essi trovano ispirazione, e al blues si sono rivolti ogni qualvolta si è reso necessario difendersi dalla contaminazione e dall'impadronimento da parte dei bianchi della musica nera. A cominciare dal periodo del Harlem Reinassance il Blues verrà fatto oggetto di studio per essere ripreso e rimodellato anche in letteratura. Citazioni di versi dei Blues appaiono talvolta essenziali per evocare uno stato d'animo, e il Blues ha offerto alla letteratura afro-americana del nostro secolo un ampio ventaglio di spunti, temi e personaggi.
"Me, I growed up with the Blues. Fact is, I heard so many Blues when I were a child until my shadow was blue. And when I were a young man, and left Virginia and runned away to Baltimore, behind me came the shadow of the Blues",[43] afferma Hughes. Le esperienze di Simple sono quelle di tutti quei Simple che condividono almeno le sue speranze, i suoi desideri, le sue paure, le sue frustrazioni, le sue gioie e la sua visione del mondo. E' il punto di vista individuale, quell'elemento soggettivo che va a coesistere con quello della comunità in un equilibrio impenetrabile, su due piani distinti, quello della creazione e quello della fruizione che spesso si intersecano confondendosi. Hughes sentì l'importanza della creatività musicale nera di fronte alle oppressive condizioni sociali, e comprese il significato della musica afro-americana come unica espressione compiuta della continuità. THE WEARY BLUES (1926) [44]Droning a drowsy syncopated tune, Rocking back and forth to a mellow croon, I heard a Negro play. Down on Lenox Avenue the other night By the pale dull pallor of an old gas light. He did a lazy sway... He did a lazy sway... To the tune o' those Weary Blues. With his ebony hands on each ivory key He made that poor piano moan with melody. O Blues! Swaying to and fro on his rickety stool He played that sad raggy tune like a musical fool. Sweet Blues! Coming from a black man's soul. O Blues! Composti in gran parte negli anni Venti, i suoi blues privilegiano il motivo del distacco dalla terra natia (il Sud) e della sua evocazione nostalgica (Africa). The Negro Speaks of Rivers, della stessa raccolta, Hughes riprende uno dei temi classici del blues, ma anche dello Spiritual: il fiume. Solo che per lui il Mississippi non rappresenta il Giordano, ma piuttosto il Congo e il Nilo. Il fiume ‘sings', canta, e stabilisce un rapporto di continuità con l'Africa. Hughes esprime attraverso la simbologia del fiume "l'esigenza di una proiezione storica di sé, di un recupero del passato e di una tradizione".[45]Contemporaneamente e dopo Hughes, numerosi sono stati gli autori afro-americani che si sono ispirati al blues e alla musica afro-americana in genere, soprattutto jazz, e l'identificazione del poeta col musicista è avvenuta in modo quasi naturale nella letteratura afro-americana. Elencarli tutti in questo ambito non sarebbe possibile. Ci limiteremo ad evidenziarne i migliori o più conosciuti per quanto riguarda il blues ed il jazz, limitandoci per gli altri alle indicazioni bibliografiche.
Per tutti questi autori il blues è principalmente una risposta di vita artistica, e solo in secondo luogo anche politica. Il bluesman assume la figura di "arrangiatore del caos...colui che armonizza, piuttosto che un ex-schiavo espressivo il cui stile si paragona a quello dell'umanista post-rinascimentale" [46], e i valori che esprime, oltre ad appartenere alla vita del nero, possiedono un significato universale.
relativi
all'espressione di un desiderio di rivolta, un desiderio che già era stato riconosciuto
nei canti religiosi e nei primi blues.
Alice Walker, in Nineteen Fifty-Five (1983) esplora il significato della cantante blues e del tipo di blues riservato a cantanti donne. Per fare ciò, essa usa la struttura, il linguaggio e la prospettiva del blues per descrivere la vita e il lavoro delle blues singers, per articolare la complessità della loro arte e delle loro esistenze di donne nere. Grande ammiratrice di Zora Neale Hurston, di cui dice: "Zora belongs in the tradition of black women singers, rather than among "the literature".... Like Billie (Holiday) and Bessie (Smith) she followed her own road, believed in her own gods, pursued her own dreams, and refused to separate herself from the "common" people" [47].Ci sono poi da menzionare almeno i seguenti autori e le seguenti opere: Cane (1923) di Jean Toomer, le cui prose e poesie, come Georgia Dusk, insistono sull'immagine del tramonto che è molto ricorrente nei blues country, quando allo spegnersi del giorno l'uomo rimane solo con i suoi problemi; Mojo Hand (1966) di Jane Phillips, la cronaca di un viaggio verso il Sud alla ricerca del vero antico spirito del blues, e Snakes (1970) di Al Young, una storia che si sviluppa in un ghetto urbano e dove il protagonista inizia a crescere spiritualmente dopo aver scoperto il rhythm'n'blues.[1] - Si adattarono i riti pagani tradizionali ai nuovi riti cattolici, dando
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