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Si consiglia alle cantanti in
gravidanza, ed in generale a tutte le future mamme, di cantare per il loro
bambino. Questo non è solo un valido sostegno psicologico ad entrambi, ma di fatto, produce benessere anche sul piano puramente fisico.
Come sappiamo la voce si propaga oltre che per via aerea anche per via ossea. Il bambino dunque ascolta la voce materna che gli giunge attraverso le vibrazioni della colonna vertebrale e il sistema scheletrico.
Konrad Lorentz, l'etologo, fece un esperimento per scoprire se il feto era in grado di udire. Cominciò a parlare regolarmente ad una covata di anatre e, all'apertura dei gusci, gli anatroccoli, sensibilizzati dalla sua voce, lasciavano la madre per seguire lo scienziato quando questi parlava!
L'apparato vestibolare si forma per primo nel feto. L'orecchio interno è completo al 4° mese. Il bambino sente benissimo fino alla nascita a seguito della quale ha un breve periodo di latenza perché deve riconvertite l'udito acquatico tipico della fase uterina, all'udito aereo della fase extrauterina.
La prima cosa che riconosce, dopo la nascita, è la voce che gli aveva offerto all'interno del corpo materno, il nutrimento sonoro.
La voce della madre è spesso usata nelle terapie ed anche negli stati comatosi per indurre nel soggetto un risveglio alla vita.
Al contrario ci sono alcune voci
capaci di indurre rifiuti o addirittura disturbi
psicosomatici.
"Se la voce basta a calmare un animale inquieto o un bambino piccolo ancora escluso dall'uso della lingua, ciò accade perché la voce ha un potere indipendente dalle parole. Il bambino nell'utero percepisce la voce e non il linguaggio. La voce è una forza archetipica"
(A. Giuliani, La
Repubblica, 30.10.92) |
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