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...Bill EVANS
di
Alberto Grimoldi

Avevo allora 14 o 15 anni...non ricordo con precisione...ma studiavo già pianoforte classico, ora sono un cinquantenne, pianista jazz ultra dilettante...nella vita libero professionista, ma sempre "malato incurabile" della nostra musica.

Anche questa passione tiene vivo il ricordo di mio padre Gianni, scomparso nel 1977, pianista per hobby come me...un ragazzo del primo dopoguerra alla ricerca della musica americana bandita per stupidità umana durante il ventennio...

Una sera d'inverno (io allora non ascoltavo jazz...troppo preso dai Beatles...) mi dice "Alberto, al Jazz Power in piazza Duomo a Milano c'è un pianista americano che voglio che tu ascolti". Quando però le proposte vengono dai genitori si parte sempre con un'innata diffidenza e anch'io, in quella circostanza, trovai mille scuse per rinunciare ma, alla fine, accettai...

La saletta sopra il Motta Duomo (forse qualcuno che mi legge si ricorda) era veramente angusta...un pianoforte a coda ne occupava una buona misura.

Arrivammo presto, c'erano poche persone e occupammo la primissima fila...direi a ridosso della tastiera.

Si presentò poco dopo un tizio alto, allampanato, l'aria assolutamente svagata...pochi sorrisi ma modi molto cortesi...quasi delicati...una giacca grisaglia, cravatta e occhiali cerchiati di nero, assai austeri.

di Francesco BaruttiVedendolo esposi a mio padre tutto il mio disappunto..."ma scusa", dissi, "con quest'aspetto suonerà di certo per farmi morire di noia...e poi suona solo...senza batteria né basso" e ancora "guarda papà non prendertela ma io se mi rompo fra dieci minuti esco e ti aspetto sotto....!"

Presentò con pochissime parole un pezzo...(quale fosse ora non ricordo)...e poi iniziò...era Bill Evans...e io non avevo ancora avvertito quale momento irripetibile della mia formazione musicale stessi per vivere...
 
Venni completamente assorbito nell'ascolto...ricordo che quasi dopo ogni pezzo Evans si alzava e con l'apposita chiave "aggiustava" le corde perchè c'era troppo caldo e il pianoforte non teneva...mi colpì non tanto la tecnica, comunque mostruosa, i rapidi cambi di tonalità...intriganti...quello che allora provai erano i brividi che metteva la Sua incredibile intensità espressiva...gli standards si trasformavano in capolavori di novità e freschezza... non c'erano aggettivi e non ci sono neanche ora per descrivere la purezza del suono e l'enorme facilità e immediatezza di approccio.

Suonò per circa un'ora, due o tre bis...ringraziò e uscì per sempre dalla mia vita.

Che dire ancora...mai come quella sera l'universalità del linguaggio musicale funzionò totalmente...mi spalancò delle porte di cui non conoscevo neppure l'esistenza e forse la vita travagliata di Evans, la droga, i suicidi della prima moglie e del fratello amatissimo si distillavano nel suo pianismo e ci facevano e ci fanno ancora oggi conoscere e scoprire delle parti di noi di cui ignoravamo la presenza.

A distanza di tanti e tanti anni il ricordo di quella serata non mi abbandona, come il ricordo di mio padre e le parole che gli dissi dopo il concerto "grazie di avermi portato" e lui di rimando "ricordati che nel jazz non servono i pregiudizi ma ci vuole sempre buona volontà nel capire e avvicinarsi alle novità". Una lezione di musica ma credo anche di vita.





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COMMENTI
Inserito il 15/3/2005 alle 9.00.29 da "fgiustino"
Commento:
Grazie Alberto per il bel ricordo di Bill Evans che hai voluto condividere......Mi hai fatto venire la pelle d'oca! Ancora grazie.
Franco
 
Inserito il 15/3/2005 alle 18.23.48 da "marcoturco76"
Commento:
ogni tanto mi chiedo quando arriverà per un attimo (ma poi che mi frega se non succede?) il momento degli "evansiani" nella "riscoperta"(è così di moda!) di alcune vene originarie del jazz.Cioè di tutti quei bravi musicisti che,da Toninho Horta(per esempio)a Bill Evans, accolgono la loro lezione di delicatezza ispirata,di armonia sognante,di tenere composizioni.Da quando provando e riprovando ho scoperto"com'è"l'amato Bill Evans anche sulla chitarra,sono un musicista nuovo!"I had to work hard,cuz you see man,I dont have very good ears"(B.E.).....Grazie Bill......marcoturco.com
 
Inserito il 23/3/2005 alle 13.42.13 da "luigi.savona"
Commento:
... e' proprio' cosi', mi hai toccato il cuore. Grazie di questa testimonianza. Buon jazz a tutti !
 
Inserito il 26/3/2005 alle 18.47.14 da "Fragen2004"
Commento:
Capisco l'emozione e i brividi sottopelle che può provare chi in qualsiasi circostanza o età sia venuto in contatto dapprima casualmente e/o poi consapevolmente col pianeta Bill Evans... E' un astro a se stante nel panorama della musica di tutti i tempi, concordo con il fatto che la scoperta e lo studio del suo approccio 'armolodico' nel jazz moderno, quale fondamentale punto di equilibrio tra semplicità/complessità sia nella composizione, che nell' esecuzione dei tunes e standards, costituiscano un punto di riferimento imprescindibile per qualsiasi musicista jazz , e in particolare per chi predilige uno strumento armonico .
Un grazie ad Alberto per la sua magica testimonianza a cui non voglio aggiungere altro .. se non che la mia folgorazione per il jazz è avvenuta in modo quasi identico.. Solo una sala più grande, un cine-teatro in un piccolo paese Castellaneta (Ta), mio padre (ebbene si) uno sparuto gruppo di amici , i miei 16 anni... era Sett.78 e Lui piegato plasticamente sul piano con le scintille d'armonia e i temi suonati con magistrale ritmica ..il contesto appunto.. era forse più fortunato, accanto a lui un diciottenne Marc Johnson e Joe La Barbera..Dopo Genesis, Banco e Pfm mi si era aperta una via inesplorata ... Il passaggio successivo ? L'ascolto di September fiftheent (Metheny-Mays)registrato Ecm sett.1980 e dedicato in sua memoria dopo il decesso del 15/9/80 appunto... Da lì il punto di non ritorno. Grazie Bill
 
Inserito il 26/3/2005 alle 18.51.47 da "fragen2004"
Commento:
Ho dimenticato , nel coinvolgimento del ricordo "evansiano" di sottoscrivermi nell'ultimo commento..
Francesco Genco- Ciao
 
Inserito il 29/3/2005 alle 13.06.17 da "giborea"
Commento:
A proposito del concerto di Castellaneta, vorrei alcuni chiarimenti.Possiedo la registrazione (di fortuna) di quel concerto, ma i dati in mio possesso dicono che si tratta di un concerto dell'agosto 1980.
Qualcuno può darmi chiarimenti? grazie g.borea
 
Inserito il 29/3/2005 alle 19.06.45 da "fragen2004"
Commento:
Ha ragione G.Borea. Era Agosto 1980. 1 mese prima del decesso.
Avevo da poco fatto la maturità. La data del 78 ( e la mia età 16 anni) sono stati sbrigativamente frutto di un "refuso" a livello mnemonico tra anno scolast.78/79 e a.s. 79/80 (nella cui estate c'è stato il concerto)
Grazie a Borea per l'opportuna precisazione.
Francesco Genco
 
Inserito il 3/4/2005 alle 11.43.24 da "gianluca_bidin"
Commento:
Bill Evans è uno dei miei musicisti preferiti, sono stato magnetizzato inizialmente dal suo pianismo in Kind of Blue (All blues e Flamenco Sketches su tutti gli altri, comunque eccellenti), per poi approfondire con i suoi album in trio (Everybody digs...; Village Vanguard; Trio '64; I Will say goodbye sono quelli che amo di più) e da solo (Conversations...non ha bisogno di presentazioni; Alone). La profondità di questo incredibile pianista mi lascia senza fiato, e questo articolo oltre a commuovermi mi lascia l'amaro in bocca per non aver potuto ascoltare dal vivo la sua musica divina, è morto troppo presto, avevo solo sette anni. Baciato dagli dèi e devastato da un dolore profondo, ha comunque arricchito la mia esistenza e quella delle persone che amo, alle quali ho cercato di trasmettere la passione per la sua altissima Arte.
Grazie Bill e grazie per l'articolo.
Gianluca
 
Inserito il 14/4/2005 alle 15.28.04 da "algrimo"
Commento:
....il commento é dell' autore che vuole ringraziare pubblicamente tutte le parole cortesi che mi sono state rivolte in riguardo alla mia testimonianza, grazie....
 
Inserito il 24/1/2006 alle 11.30.00 da "fiorenzoinfa"
Commento:
Dio mio.. ho i brividi... grazie per questa testimonianza davvero...
io sono un giovane aspirante musicista..malato di jazz e di novita' da qualche anno a questa parte.. In questo periodo sto leggendo la storia di BILL EVANS , e ascoltando i suoi dischi, la sensazione che provo è proprio quella descritta qui su..
peccato non ho avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo...cmq grazir ai suoi dischi il ricordo del "poeta" rimarra' sempre in noi..
ciao e grazie ancora..!
 
Inserito il 14/7/2006 alle 19.12.18 da "ziogustav"
Commento:
...che dire? Bill Evans è stato a mio giudizio il pianista più grande del Novecento, perchè anche in lui si riscontra la raffinata commistione tra genere colto e popolare - come Bartok, Stravinskij, Piazzolla, ecc. - in lui quindi non si può vedere solo un musicista jazz, ma un artista a tutto tondo pienamente consapevole della portata intellettuale di ciò che suonava.
Tre album su tutti: Explorations (1961), con Scott laFrao e Paul Motian, Bill Evans at Town Hall (1966) con Chuck Israels e You Must Believe in Spring (1977), con Eddie Gomez e Eliot Zigmund, forse il suo capolavoro assoluto.
 
Inserito il 27/9/2006 alle 10.35.30 da "laurafort"
Commento:
hai ragione-ho quasi la tua stessa età-sono un contrabbassista ancora in
esercizio-BILL EVANS è stato,è e sarà ancora per molti decenni,il più
grande pianista jazz-io ho avuto la grazia di ascoltarlo in live,diverse volte-un UFO-saluti-
 
Inserito il 31/10/2006 alle 15.30.21 da "pasqualino.casaburi"
Commento:
Bellissimo ricordo. Credo che sia importante mantenere viva l'esperienza musicale ed il ricordo di questo grande artista. Chiunque gli sia passato accanto ha il dovere di trasmettere agli altri quanto di profondo la sua anima raccontava con le sue frasi musicali.
 
Inserito il 12/11/2006 alle 14.11.08 da "brunob"
Commento:
Caro Alberto, avevo saputo da amici che Bill Evans suono' in piazza Duomo al Motta, al primo piano, e invidio che ci e' stato... Io ho sentito il suo ultimo concerto a Milano in Piazza Castello in luglio, poco prima che morisse. Ho passato una trentina d'anni a cercare i suoi dischi in tutto il mondo e ho una collezione completa di vinili, circa 180, tutti originali. Mi piacerebbe affidarla a buone mani, una biblioteca dedicata a lui. Se avete qualche idea fatemi sapere,
ciao
Bruno Bonsignore
 
Inserito il 26/6/2012 alle 15.34.59 da "eziodrappo"
Commento:
quella sera c'ero anch'io, pero' non ricordo la data esatta , mi puoi aiutare ? Anch'io sono un dilettante pianista . Da allora Bill Evans e' divenuto parte delle miei idoli ...Saluti - Ezio Drappo - http://eziodrappo.blogspot.it/
 

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Data pubblicazione: 11/03/2005

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