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...Oscar VALDAMBRINI e...Duke ELLINGTON!
di Giampiero Boneschi

Direi: quegli anni con Oscar Valdambrini

Parafrasando uno slogan pubblicitario, potrei definirlo: "Un nome, una marca, una garanzia per il jazz Italiano"

A Lui si chiedevano pareri, consigli, e ne aveva per tutti nel modo giusto; l'idea di un fraseggio, di un finale, di uno stile. La sua competenza era straordinaria. 

La natura non l'aveva fornito di labbra particolarmente adatte per i registri acuti, come Chet, ma come Chet aveva il talento. 

Essendo sofferente di ipertensione lo avevano sconsigliato di continuare con la tromba. Neanche parlarne. 

Esecutore raffinato, lettore a prima vista formidabile, jazzista nel sangue, trascinatore, sempre dalla parte dei più deboli. Ed ha ricevuto riconoscenze ben meritate come la soddisfazione di suonare per Ellington

Riporto qui un passo della lettera scrittami dal figlio Enrico :

........."per quanto riguarda l'episodio del concerto con l'orchestra di Ellington te lo posso raccontare esattamente, visto che una piccola parte ce l'ho anch'io. Era il
1967 (avevo 16 anni) e ricevo una telefonata da una signora che si presenta come la segretaria italiana di Ellington (o come curatrice dei rapporti di Ellington ed il Teatro Lirico). La signora mi chiede di papà e, dal momento che stava lavorando, mi dice che Ellington ha bisogno di una tromba per cui papà deve presentarsi alle 17 per le prove in teatro. Quando mio padre torna, gli racconto il fatto e, dopo un po' di sbalordimento, mio padre decide di prepararsi. Lo accompagno al Lirico e quando saliamo sul palcoscenico, dietro le quinte non c'è nessuno. Poco dopo arriva l'avvocato Arrigo Polillo il quale chiede a mio padre cosa facesse lì. Mio padre racconta della telefonata e Polillo si mette a ridere. Gli dice che senz'altro si trattava di uno scherzo. Vidi mio padre un po' mortificato ed anch'io mi sentivo in colpa. Frattanto arriva la famosa segretaria che portò mio padre nel camerino di Ellington. Il resto lo sai. Mio padre mi raccontò poi della estrema difficoltà di suonare a prima vista con quei "mostri", anche avvantaggiati dal conoscere il repertorio a memoria. Accanto a Lui, Cat Enderson che, man mano che provava i brani, gli metteva la musica sul leggìo. Due anni dopo altro concerto Milanese del Duca che rivolle mio padre.............." 

Pochi sanno che Oscar era anche violinista, avviato allo studio dello strumento dal padre che fu I° violino dell'orchestra sinfonica della Rai di Torino. 

In più di una occasione lo utilizzai come violino di gruppo per il piacere della sua presenza.


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Data ultima modifica: 05/01/2008

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