
- Caligola 2104 –
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Federico Missio
4+1
1. Juri
2. Machu Picchu Peach
3. Get to
4. Simple Beauty
5. Drops
6. Crows Habit
7. Camargue
8. Red Eye
9. Rabbit
10. Little Idea
Federico Missio - sassofoni
Maurizio Cepparo - trombone
Paolo Corsini - pianoforte
Alessandro Turchet - contrabbasso
Massimo
Manzi - batteria
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Tra la moltitudine di produzioni discografiche che compaiono sul mercato,
questo lavoro di Federico Missio "4+1" spicca senza dubbio per qualità.
Federico Missio presenta un lavoro assolutamente
ben curato merito della sua attenzione compositiva e realizzativa, ma anche degli
ottimi collaboratori di cui si è circondato:
Maurizio Cepparo al trombone, Paolo Corsini al pianoforte, Alessandro
Turchet al contrabbasso e
Massimo
Manzi alla batteria.
Tutti i brani scivolano piacevolmente e sanno disegnare sia atmosfere rarefatte
e meditative come la splendida "Drops" che incalzanti e ricche di grinta
e swing come "Get to" o "Rabbit". In tutte le tracce, comunque, la
vena compositiva di Missio risulta essere ricca di brillanti intuizioni e di notevole
livello per complessità strutturale e per la ricchezza ed l'originalità dei temi.
La formazione è molto coesa e sinergicamente ben rodata. Tutti sanno donare
quel tocco di personalità e di gusto interpretativo che rende le sfumature e le
colorazioni dei brani più vivide e marcate. Missio ai sassofoni possiede
un suono molto personale e si dimostra particolarmente versatile: agile e fluido
col soprano sa anche essere caldo e corposo col tenore; Cepparo, trombonista
dal suono solare, lirico ed immediato, dialoga eccellentemente con il leader ed
i suoi interventi danno sostegno ed espressività; le armonie e l'accompagnamento
pianistico Corsini è impeccabile. In equilibrio tra classicismo e jazz contemporaneo,
sa essere ficcante ed incisivo con i suoi soli sempre molto ben articolati e mai
banali. Turchet sostiene meravigliosamente con il suo contrabbasso le pulsazioni
dei brani dando profondità ed un perfetto sostegno; Manzi, batterista straordinario,
è un vero cuore pulsante, sempre impeccabile e sontuoso in ogni suo intervento.
Con questo "4+1" siamo di fronte ad un ennesimo esempio di jazz italiano
dalle grandissime qualità e potenzialità e di cui, sicuramente, ne sentiremo risonanza
anche d'oltre confine.
Alessandro
Carabelli per Jazzitalia
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Data pubblicazione: 08/12/2009
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